Articolo pubblicato su Liberazione del 25 gennaio 2008 e su osservatorio sulla legalità
Televisione
La gabbia del Grande Fratello
Il cosiddetto tendone di vetro,
organizzato dal Grande Fratello a Roma, a Ponte Milvio per "rinchiudere", in una
sorta di limbo esposto ai passanti, tre giovani candidati al reality 2008, è
stato contestato e assaltato da un gruppo politico di estrema destra. Ovviamente
non condivido i metodi "invasivi" della protesta ma ritengo scandalosa la
cessione di suolo pubblico per allargare l'audience di un format televisivo alla
piazza reale. Oltre a raccogliere proventi dalle telefonate dei telespettatori
ammaliati, si ingessano davanti ad una scatola virtuale molte persone, inducendo
nelle personalità più fragili falsi bisogni. Il rischio è un potenziale scambio
anestetizzante tra mondo vero (emergenza rifiuti, corruzione, crisi di governo,
inquinamento, emergenze sociali ed energetiche)e il mondo sognato dei
"cinquecentomila euro", fatto di contatti artificiali e pruriti passati al
microscopio di milioni di occhi. Trovo d'altro canto, che gli spazi di questa
città siano, invece, sempre più chiusi a quei cittadini che vogliono incontrarsi
per affrontare problemi reali dei propri quartieri, per organizzarsi e
contribuire al buongoverno della cosa pubblica. Non sarebbe opportuno che ogni
municipio romano mettesse a disposizione permanente edifici e sale fino a notte
dove i cittadini, comitati e associazioni possano costruire forum di incontro e
discussione alternativi alla "gabbia televisiva"?
Domenico Ciardulli