PROTOCOLLO SUL LAVORO E LA COMPETITIVITA'
"AL PEGGIO NON C'E' MAI FINE"
Care/i compagne/i,
all'accordo sulle pensioni che sposta e diluisce, ma non supera, lo scalone di
Maroni, trasformandolo negli scalini di Damiano, si è aggiunto ieri sera il
"protocollo sul lavoro e la competitività". Questo protocollo nelle
presentazioni della stampa dovrebbe costituire una parziale compensazione
rispetto alle insoddisfazioni generate dalle misure previdenziali tutte quante
improntate al rigorismo monetaristico di Padoa Schioppa, fatto proprio da Prodi
e da Damiano.
In realtà le ulteriori misure vanno anch'esse nella stessa direzione.
Gli orientamenti in materia di ammortizzatori (cassa integrazione e
indennità di disoccupazione) sembrano disegnare un mondo del lavoro dipendente
sempre più in balìa dell'arbitrio padronale con le sue vittime parzialmente
rimborsate da detti ammortizzatori, a carico dell'INPS (ecco dove vanno, senza
la separazione tra la assistenza e la previdenza, i fondi dei contributi
previdenziali dei lavoratori !).
Quanto all' "abrogazione-superamento-cambiamento" della legge 30, sarà
abrogato l'inutilizzato job on call, mentre il governo non ha trovato il
coraggio necessario per abrogare neanche lo staff leasing (cioè l'azienda
senza dipendenti, tutti appaltati al caporale), alla faccia delle promesse fatte
durante la campagna elettorale e di tutte le chiacchiere sulla precarietà.
Quanto al lavoro a tempo determinato (legge 368/2001) l'attualità del
problema dell'abuso sfacciato delle assunzioni a tempo determinato è
testimoniato dalle cifre fornite dallo stesso ministero del Lavoro con la sua
recente indagine "Excelsior-Unioncamere":
Ebbene, a fronte di questi dati che avrebbero richiesto una complessiva
riscrittura delle norme in materia, le misure previste rischiano di peggiorare
la situazione, dato che impongono, per la stipula di un ennesimo contratto a
tempo determinato dopo almeno 36 mesi di lavoro a termine anche non continuativo
tra lo stesso lavoratore e la stessa azienda, una preventiva sottoscrizione di
una conciliazione (che il lavoratore, sotto la minaccia di non essere riassunto,
non tarderà di firmare) con l'assistenza di un sindacalista (e un "sindacalista"
disposto, magari a pagamento, a controfirmare un documento del genere si trova
sempre). Con il risultato che il lavoratore sarà perfino impossibilitato a far
valere le sue ragioni in sede legale.
Dio ci scampi (e scampi le donne, vedi lavoratrici delle ditte di pulimento)
dagli "incentivi" al part time e dall'incremento alla "flessibilità" della
prestazione individuale (leggi deroga alle norme collettive e arbitrio
padronale).
Per la "competitività", e cioè per la riduzione del costo del lavoro e
per spremere di più i lavoratori, alla faccia dei "giovani" e della
redistribuzione dei redditi, dopo aver detassato la contrattazione aziendale, si
abolirà la contribuzione aggiuntiva sul lavoro straordinario.
E' tutto, per ora. Per le questioni previdenziali non posso che rimandarvi al
mio messaggio di venerdì 20.
Negli allegati trovate la relazione sull'andamento del Direttivo nazionale della
CGIL della notte scorsa (redatta da Cesare Caiazza, coordinatore dell'area
Lavoro Società di Roma e del Lazio) e il documento di minoranza di detto
direttivo, presentato da Nicola Nicolosi e da Paola Agnello Modica.
A presto.
Cari saluti.
Fabrizio Burattini
Segretario CGIL Roma Sud
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