EDUCATORI IN CARRIERA AL COMUNE DI ROMA

Da Alessandro Uberti (per mail)  25  luglio 2008 14.02


Gentile Dottoressa, mi chiamo Alessandro Uberti e sono un educatore professionale dal 1996 che con tanta fatica da circa 12 anni si arrangia a lavorare nel sociale, con le coop. Con la pubblica amministrazione restando tuttavia a tutt’oggi ancora un precario. So che è agosto ma come Lei sa in questo paese le peggiori nefandezze le fanno proprio ad agosto ed ecco l'ultima.
Il comune di roma nel dichiarato intento di equiparare l'educatore all'assistente sociale ha organizzato un corso-concorso per gli educatori dipendenti (circa 28 unità sparse nei vari dipartimenti ed impegnate nelle funzioni più disparate); fatto stà che a questo concorsino bocciano 4 persone e quindi 24 diventano D1 e 4 restano C1... e quindi l'educatore ti chiederai come è inquadrato da oggi in poi? Non esiste più!
Ebbene si, i 24 infatti sono diventati FUNZIONARI DI SERVIZIO SOCIALE ed i rimanenti 4 non si capisce se resteranno educatori C1 o se diventaùeranno istruttori amministrativi.
Il comune di roma che tanto si serve di educatori nelle sue comunità educative convenzionate non riconosce nel suo organico la nostra figura ed arriva persino ad inventarsi una nuova qualifica pur di non riconoscere l'educatore.
Questa cosa è molto grave a mio giudizio e credo che tutti i soggetti interessati, dall'ANEP e/o le varie associazioni di educatori, all'Università, al sindacato, ai singoli educatori debbano concertare una via d'uscita qualsiasi essa sia, anche chiudere un corso di laurea che non ha ragione di esistere in quanto non prevede sbocchi professionali diversi dalle cooperative e dal precariato.
Lasciamo perdere il ministero di grazia e g. l'unico che riconosce il profilo anche se fino a qualche anno fa se li formava da solo gli ep o la sanità che non fa concorsi da anni.
Se riconoscimento non possiamo averlo allora voglio lavorare affinchè nessuno ci mangi più su questa farsa, presidi di facoltà, docenti, sindacalisti…..

Dopo anni di fallimenti mi piacerebbe cambiare strategia, gli educatori come diretti interessati dovrebbero interessarsi per chiudere le facoltà inutili quelle che ci hanno danneggiato e che non ci hanno mai protetto almeno saremo più persone a pagare il dazio di un profilo “allodola”, “i miei dirigenti mi dicono che se avessi fatto l’assistente sociale a quest’ora lavoravo serenamente con continuità e riconoscimento”. Io volevo fare l’educatore ma forse finirò a fare il vigilantes…, c’è sempre bisogno di sicurezza!


Perdoni il mio sfogo
Alessandro Uberti

fonte:  Emanuela Redazione www.eduprof.it (forum LA MANCANZA DI UN ALBO)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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