Il rapporto di odio/amore tra Educatori e coop. sociali

“La cooperazione sociale è un settore che eroga servizi in ambito socio-sanitario educativo e assistenziale e che, soprattutto in alcuni territori,  soffre molto diffusamente anche a causa della collusione o, se vogliamo della troppa vicinanza tra cooperazione, politica e sindacato. Di questo spesso a farne le spese sono utenti e lavoratori”.

Quanto dovrebbe percepire di stipendio un educatore professionale in una cooperativa sociale?

tabelleccnlcoop1Un educatore professionale con titolo è inquadrato al livello D2 e dovrebbe percepire netti 7/8 euro ora.

Se assunto con regolare busta paga dovrebbe costare alla coop 15/16 euro lordi di solo stipendio (inps, inail, tfr, ferie, malattie, permessi, tredicesima). Il restante va per le spese di amministrazione (commercialista, assicurazione, spese vive…). Occorre tenere presente che quando l’educatore si ammala, i primi tre giorni di malattia sono a carico della cooperativa mentre l’Inps paga dal quarto giorno di malattia in poi.

Allargando all’annualità, un educatore inquadrato D2 che lavora 38 ore a settimana per 52 settimane, comprese di ferie e permessi retribuiti,  costa alla cooperativa circa 23000 euro/anno.

Fa fede il contratto collettivo nazionale delle cooperative sociali.  Le tabelle sono a destra del testo dell’articolo.

Perché spesso si pagano gli stipendi con molto ritardo?

Molti educatori lamentano questa grave malattia di molte cooperative, quella di non essere puntuali con i pagamenti degli stipendi.

tabellaccnl-coop2Se il ritardo può essere comprensibile per una piccola cooperativa nata da poco tempo, non è accettabile che una cooperativa, con una pluralità di servizi appaltati o affidati in convenzione dagli enti locali e con fatturati annui di svariati milioni di euro, possa far aspettare i propri soci e dipendenti per mesi e mesi.

Le contraddizioni sono diverse: secondo quanto prescrivono gli standard di qualità dei contratti di appalto e delle convenzioni, agli educatori vanno applicati i parametri dei contratti collettivi, sia dal punto di vista stipendiale, sia dal punto di vista della formazione e della sicurezza.

Un educatore professionale sottopagato o pagato con notevole ritardo, oppure privato dei protocolli di supervisione, aggiornamento e formazione sulla sicurezza già sarebbe motivo di contestazione da parte dell’ente appaltante, se non di rescissione del rapporto contrattuale con la cooperativa.

tabellaccnl3Generalmente, nei contratti di appalto, dovrebbero esistere clausole che prevedono il pagamento entro 60/90 giorni dalla consegna delle fatture agli enti appaltanti.

D’altro canto gli accordi sindacali prevedono un pagamento dello stipendio agli operatori entro la metà del mese successivo a quello lavorato.

Quali sono gli strumenti delle cooperative per pagare? Le grandi cooperative che hanno una storia ventennale e qualche centinaio di soci non dovrebbero avere problemi di liquidità bancaria in quanto dispongono dei fondi TFR (trattamento di fine rapporto) dei soci e dipendenti. Questi fondi maturano progressivamente e negli anni diventano molto consistenti.

E, qualora non si vogliano adoperare parte di quei fondi per anticipare gli stipendi in attesa dei pagamenti comunali o delle asl, si potrebbe  sempre fare un accordo con le banche per le fidejussioni sulle fatture presentate agli enti locali in attesa di essere saldate.

Si potrebbero evitare le fidejussioni bancarie se i dirigenti delle cooperative riuscissero a impostare rapporti corretti e puntuali con i funzionari degli uffici appaltanti e con le tesorerie comunali.

educato3Cosa potrebbe accadere in certi comuni, specialmente del sud? Il rischio che si instauri una sorta di sottomissione patologica del rappresentante legale della cooperativa, il quale preferisce astenersi dal sollecitare i pagamenti dei servizi prestati per il timore di perdere la “benevolenza” dell’ente locale negli appalti e convenzioni.

Non è raro il pretesto dei fondi “insufficienti” per non pagare con puntualità i servizi prestati, oppure di fondi che “non arrivano dall’alto”. E’ possibile invece che i servizi sociali siano trattati come servizi “cenerentola” ai quali non dare alcuna precedenza nella chiusura dei debiti comunali.

Pertanto in quelle situazioni in cui alla scorrettezza dei funzionari comunali o delle asl si abbina la passività e indolenza dei dirigenti delle cooperative può accadere che gli educatori percepiscano gli stipendi con alcuni mesi di ritardo con un conseguente disagio e  compromissione della qualità del lavoro e dei servizi.

Quali sono gli organi di controllo delle cooperative?

In linea teorica il Ministero del Lavoro delega le centrali cooperative alla vigilanza ordinaria. La cooperativa è sottoposta ad ispezione biennale da parte della centrale alla quale aderisce: Può essere “Confcooperative”, oppure “Legacoop” oppure UGCI (Unione Generale delle cooperative italiane) ecc.

Può essere richiesta da chiunque un’ispezione straordinaria allegando opportunamente motivazioni documentate. Meglio sarebbe mandare la richiesta per conoscenza al Ministero del Lavoro, Direzione generale della cooperazione.

Ad esempio, andrebbero controllate senza esitazione quelle cooperative che si servono della formula di pagamento a ritenuta d’acconto nei confronti di educatori che svolgono  turni regolari e orari prefissati in strutture residenziali e comunità.

Si invita a leggere la prefazione su questo argomento 

Fine prima parte.

Nella seconda parte risponderemo agli altri quesiti pervenuti.

 

 

 

About Domenico Ciardulli 146 Articles
Blogger autodidatta, laureato in Management del Servizio Sociale a indirizzo Formativo Europeo presso Università degli Studi di Roma Tre, Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani presso Università degli Studi "La Sapienza". Profilo corrente: Ata. Nelle graduatorie d'istituto: educatore professionale.

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