Giornata mondiale del docente celebrata in 100 paesi dal 1994

In occasione della Giornata mondiale del docente, che viene celebrata in tutto il mondo dal 1994 riportiamo di seguito 2 documenti.

Il primo è di un gruppo di associazioni professionali. Il secondo è del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani:

Documento unitario delle associazioni professionali degli insegnanti  ADI- AIMC – APEF – CIDI – DIESSE – FNISM – LEGAMBIENTE/Scuola e formazione – MCE – UCIIM

“Ogni giorno gli insegnanti creano il dialogo”, questo è il tema della 10^ giornata mondiale degli insegnanti. Istituita dall’UNESCO nel 1993, durante la Conferenza Internazionale sull’Educazione, questa giornata mondiale vuole ricordare l’importanza strategica di una professione troppe volte sottovalutata o ridotta ad un mero ruolo impiegatizio.
Nel mondo ogni giorno 55 milioni di insegnanti (quasi l’1% della popolazione mondiale) lavorano con oltre un miliardo di bambini, ragazzi, giovani, per favorire la crescita civile e culturale delle nuove generazioni. Docenti che, giorno per giorno, promuovono e costruiscono, con i loro studenti, i valori del dialogo, della tolleranza, del rispetto e della solidarietà, che sono le basi del vivere democratico.
La giornata mondiale degli insegnanti è una data poco ricordata, ma le Associazioni professionali firmatarie vogliono porla all’attenzione per richiamare dichiarazioni autorevoli che, a distanza di quasi 40 anni, non hanno ancora trovato piena attuazione.
È infatti del 5 ottobre 1966 la Raccomandazione dell’UNESCO in cui si afferma il riconoscimento della professione docente: insegnanti non più burocrati esecutori, ma responsabili professionisti di scuola, che godono del giusto riconoscimento sociale.
Le associazioni professionali italiane, in occasione di questa giornata, vogliono ricordare ai genitori, ai decisori politici, a tutti i cittadini, quanto sia importante e strategico questo lavoro per il futuro del Paese. Si parla sempre più di società della conoscenza, di etica della responsabilità, di integrazione tra culture diverse. Tutto ciò può voler dire una sola cosa: il nostro Paese ha bisogno di valorizzare davvero la professione degli insegnanti e di migliorare la qualità della scuola e sostenere il suo ruolo nella società.
Le Associazioni firmatarie, proprio in nome della professionalità riconosciuta ai docenti, chiedono per questi ultimi condizioni per poter esercitare legittima e competente partecipazione ai processi innovativi della scuola sia nel momento attuativo, sia nella fase progettuale. La competenza acquisita attraverso percorsi formativi ed arricchita dal riflettere sulla pratica scolastica è patrimonio che essi desiderano mettere a disposizione in un confronto aperto e connotato da un corretto gioco delle parti nel quale il piano legislativo, quello sindacale e quello più propriamente professionale trovano complementarità nel rispetto della specificità di ognuno.
Ricordare la “Giornata degli insegnanti” non è, dunque, né gesto corporativo, né puro atto celebrativo, ma occasione per riproporre all’opinione pubblica, al mondo politico ed alle istituzioni il lavoro silenzioso e, spesso, poco apprezzato di quanti si sono spesi e si spendono quotidianamente per la scuola.
Unendosi a più di 100 Paesi che celebrano questa giornata, le Associazioni firmatarie sottolineano l’importanza della funzione e del ruolo dei docenti e il contributo che essi offrono, anche attraverso le forme organizzate, quotidianamente alla scuola.

Comunicato  del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani vuole riflettere, insieme ai Colleghi tutti, sull’attuale significato della ricorrenza del 5 ottobre, Giornata Mondiale dell’Insegnante, vero ed autentico protagonista della scena in una scuola che si evolve per formare in maniera sempre più concreta i giovani al loro futuro.

L’Insegnante. Un Uomo o una Donna cui viene delegato dalla società un ruolo fondamentale. Una Uomo o una Donna che vivono con i propri alunni e per i propri alunni durante un lungo anno scolastico. Un Uomo o una Donna che, nello svolgimento del loro delicato compito, si trovano di fronte a nuove sfide ed a tante difficoltà, ma anche e soprattutto a tante, tantissime soddisfazioni per i traguardi raggiunti dai loro studenti, sensazioni indescrivibili che nessuna professione potrà mai regalare.
Ogni giorno il suono della campanella che segna l’inizio delle lezioni, segna l’inizio di un’altra giornata che l’Insegnante trascorrerà con i propri alunni e nella quale profonderà tutto il suo impegno formativo mirato non soltanto a fornire gli strumenti per l’acquisizione del sapere e delle competenze utili e fondamentali per il loro futuro professionale o per le loro scelte universitarie, ma, anche e soprattutto, ad educarli al rispetto reciproco e alla solidarietà, al superamento dei pregiudizi e alla inclusione, all’accoglienza di culture diverse protese in un dialogo di crescita morale, spirituale e pacifica.

In una società in continua evoluzione, infatti, la formazione delle giovani generazioni non potrebbe considerarsi completa se prescindesse dal profilo umano e solidaristico; solo così potremo sperare, un domani, di avere dei cittadini consapevoli, degli uomini e delle donne attenti e rispettosi dei propri e degli altrui diritti così come dei propri e degli altrui doveri, oltre che degli ottimi protagonisti dei vari settori economici, professionali e lavorativi in genere.

E’ difficile la professione dell’Insegnante. E’ difficile quando ci si trova di fronte a dei giovani che hanno necessità di nuovi stimoli e nuove proposte in una società in cui si susseguono esempi non edificanti di prepotenza e malaffare; in cui al dialogo si preferisce la prevaricazione; in cui il “diverso” diviene facile preda del branco, un branco che non riesce proprio ad accettare la mancanza di omologazione agli stereotipi offerti da una pseudo cultura massificante e che tende a schiacciare tutti verso un livello sempre più infimo e più vuoto.

Eppure con tenacia, con costanza, con amore, con abnegazione, migliaia di insegnanti ogni giorno svolgono pazientemente la loro Missione, perché è giusto chiamarla Missione anche a costo di apparire inguaribilmente romantici e sognatori, lavorando insieme ai loro alunni giorno dopo giorno; suscitandone la curiosità e rendendoli protagonisti dell’apprendimento; crescendo insieme a loro in un osmotico scambio di esperienze e di saperi. Perché l’istruzione rende liberi e la libertà è il valore fondamentale in una società democratica e pluralista come la nostra.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti umani è vicino a tutti gli Insegnanti che ogni giorno svolgono con tanti sacrifici la loro Missione. E’ vicino, in particolare, a tutti quegli Insegnanti che si trovano lontano dalle loro regioni e non hanno, nelle sfide personali e professionali che quotidianamente affrontano, il sostegno delle loro Famiglie; è vicino a tutti gli Insegnanti che credono nel loro lavoro e credono nel futuro. Un futuro migliore e più giusto per tutta l’Umanità e per questo continuano a lottare.

Prof. Elisabetta Barbuto

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Blogger autodidatta, Educatore Professionale con Laurea Magistrale in Management del Servizio Sociale a Indirizzo Formativo Europeo; Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Profilo corrente: Ata nella Scuola Pubblica. Inserito nelle Graduatorie d'Istituto 3a fascia per l'insegnamento di "Filosofia e Scienze Umane"

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