Storia inedita dell’Istituto Fermi di Montemario, 1a parte


Quanto è bella la storia dell’Istituto Enrico Fermi di Montemario!  E’ stato senza dubbio il primo grande polo culturale di Roma nord del dopoguerra.
Da esso si svilupparono 2 importanti sezioni staccate come l’Istituto “Einstein” di Primavalle, diventato istituto autonomo nel 1978/79,  e il vicino “Cartesio”.
A nostro avviso, la storia del “Fermi”, costellata da tante luci e poche ombre, merita un racconto  in rete, anche se parziale, imperfetto e con qualche imprecisione, e vogliamo provare a tracciarne la prima parte, i primi 50 anni,  fino all’inizio del terzo millennio. Ringraziamo sin d’ora per la documentazione fotografica gli artefici dell’omonimo profilo fb.
FERMIarticoloDopo la seconda guerra mondiale  furono inaugurati 2 importanti strutture sulla collina di Montemario: nel 1950 l’ospedale San Filippo Neri, concepito e progettato durante il ventennio fascista, e nel 1958 fu inaugurata la sede definitiva dell’Istituto Enrico Fermi di Via Trionfale 8737, progettata dall’architetto Maurizio Valeri Curti.
L’istituzione del Fermi come scuola, tramite decreto e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, risale invece all’ 11 ottobre del 1953  con la denominazione di “Istituto per l’Elettronica e la Televisione” che aveva sede in via Achille Papa.
Queste due importanti strutture, il nosocomio San Filippo Neri e l’istituto scolastico E. Fermi, collocate sulla Trionfale si aggiungevano al pre-esistente grande “Manicomio provinciale di Roma”  di Santa Maria della Pietà che si trovava in mezzo.
Alle spalle di queste 3 strutture si trovava una grande e importante azienda agricola che occupava tanti contadini e braccianti e, tra essi, utenti ospiti del “Manicomio” che venivano inseriti in un percorso di terapia occupazionale, sia nell’azienda agricola, sia nella tipografia e nelle altre officine interne al comprensorio.

Fu una scelta felice la collocazione dell’istituto scolastico a Montemario vicino la ferrovia che collegava Roma alla provincia, permettendo a molti FERMIinaugurazione60Morostudenti dell’hinterland e persino di comuni del viterbese di iscriversi al “tecnico industriale” di Roma.
L’inaugurazione vera e propria dell’Istituto Fermi avvenne quindi  l’11 dicembre 1958 alla presenza del Ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro, del Presidente della Rai Antonio Carrelli, del provveditore agli studi dr. Ferrara, del Presidente della Provincia di Roma dr. Bruno e del primo Preside del Fermi, l’ingegnere Leone Pritelli.
Si trattava di 9000 metri quadri organizzati, come una grande azienda, in 3 padiglioni che accoglievano aule, laboratori e uffici.
Nei primi anni di funzionamento l’iscrizione all’Istituto E. Fermi era abbastanza selettiva perché limitata agli studenti che avevano conseguito la media dell’otto come votazione finale alle scuole superiori di primo grado.
Il corso serale, primo in Italia, viene attivato nel 1960.
Dopo una decina di anni, e fino alla contestazione studentesca di fine anni 70, la media dei voti di profitto per poter entrare al Fermi si era abbassata al sette. Poi la liberalizzazione degli accessi.

Il boom delle iscrizioni

Il Fermi era molto quotato per il suo forte collegamento con il mondo del lavoro. Le aziende richiedevano la lista dei diplomati ed era frequente che la fine degli Maggio 1966studi coincidesse, dopo poco tempo, con l’impiego in qualche azienda di telecomunicazioni, di ricerca energetica o aerospaziale.
Per questi motivi da fine anni 70 il numero degli studenti iscritti oscillava intorno ai 2500.
Ci furono anni in cui  le sezioni arrivavano dalla A alla V così divise:
A -B- C- D con indirizzo Elettronica,  F- I indirizzo Energia nucleare, N- M-O-P -Q -R indirizzo Informatica  mentre le sezioni S-T-U-V  Telecomunicazioni.
Tra questi, il corso di diploma in Energia nucleare, decollato tra gli anni 60/70, era una perla preziosa e rara del Fermi perché riconosciuto a livello europeo.
Il laboratorio di energia nucleare si trovava al secondo piano della palazzina B, sopra l’aula di Chimica.  Il corso è stato successivamente abolito e il laboratorio smantellato e bonificato a seguito del referendum nazionale sul nucleare del 8-9 novembre del 1987 ,  una sorta di “ricaduta” per il nostro paese del disastro nucleare di Chernobyl , non di radioattività, ma di carattere politico, quando gli elettori italiani abrogarono a larga maggioranza le norme sulle centrali elettronucleari.
Comunque la popolarità e il gradimento dell’istituto Fermi rimasero per molti anni di buon livello:  davanti le segreterie del Fermi si vedevano lunghi serpentoni di genitori in fila che ogni anno volevano iscrivere i propri figli all’Istituto di Montemario convinti del fatto che fosse una garanzia per il loro futuro occupazionale.
FERMIpanzieriliberoGli anni 70 furono però anche anni turbolenti caratterizzate dal fenomeno del terrorismo delle Br culminate con l’uccisione di Aldo Moro e della sua scorta.
L’istituto Fermi era una degli istituti politicamente più attivi, le occupazioni nel 1977, con la pratica innovativa del monte ore di studio auto-gestito, e le assemblee erano molto partecipate e da quelle assemblee partivano, a volte, duri scontri di piazza contro gli esponenti del circolo MSI di via Assarotti.
Gabriele, della sua esperienza di ex studente negli anni che vanno dal 68 al 75, ci tiene a dire :  “La grande partecipazione degli studenti del Fermi, i grandi ideali, le grandi speranze. E gli scontri, con la polizia e non solo. Come non ricordare gli studenti di quegli anni: ne fui protagonista, insieme a tanti altri e subii il tentativo di repressione del 72. Come non ricordare la passione di Olga Gerratana, insegnante di lettere che ha aiutato a crescere e far diventare adulti tanti adolescenti. È il ricordo più caro”.  Mentre Francesco,  un altro “veterano”, aggiunge: “quanti pomeriggi passati nella saletta dell’MCF al ciclostile. Li ho conosciuto la politica e la passione per lo studio grazie alla prof. Olga Apicella, al Prof. Cinardi. La settimana dei 100 motivi per fare musica era il nostro evento, con il mitico Morvo, Giancarlo e tanti altri che poi ho ritrovato nel mondo del lavoro”.
Dai racconti di altri testimoni privilegiati,  risulterebbe che nell’inchiesta di quei tempi sulle brigate rosse sarebbero stati coinvolti e fermati docenti del Fermi.
Anche dopo la morte di Giorgiana Masi, studentessa del Pasteur, nel maggio del 1977 e dopo l’assassinio di Moro, lo scontro tra lo stato e le Br si mantenne alto.
Il 19 giugno del 1981 fu assassinato Sebastiano Vinci, vice-questore in servizio presso il Commissariato di Primavalle.
Il funzionario, che si trovava sull’auto di servizio con l’autista, rimasto gravemente ferito, venne colpito da 4 terroristi in via San Cleto Papa, all’incrocio con via della Pineta Sacchetti e mori’ poco dopo per le ferite riportate al Policlinico Gemelli.
Nel 1982, a gennaio, la Digos romana scopri’ tre covi Br e arresto’ 10 terroristi sequestrando loro armi, munizioni da guerra e materiale cartaceo. In manette finirono Giovanni Senzani, Giuseppina De Logu, Luciano Farina, Pasquale Giuliano, Susanna Berardi, Gino Aldi e Lino Vai.

I Presidi 

Al primo preside ing. Leone Pritelli,  successero nell’ordine: il Prof. Antonio Colacci, il prof. Carlo Alberto Tiberio, Ing. Salvatore Marino, Ing. Gianfranco Zintu,  Ing. Giacomo Romanini, Ing. Luciano Fontana fino all’arrivo, nei primi anni 80, di Epifanio Giudiceandrea, un ex parlamentare del Partito Comunista Italiano:
Chissà se l’idea di mandare un politico a dirigere l’istituto fosse ispirata dalla volontà di portare un po’ di ordine e disciplina dopo gli anni agitati di occupazioni e

concerto degli Adolph Bipes aula magna

contestazioni di piazza?
Fatto sta che l’onorevole (come amava firmarsi) Giudiceandrea, fratello di un alto magistrato della Procura di Roma, concesse massima autonomia agli studenti e negli anni della sua dirigenza, fiorisce il Movimento culturale del Fermi con rassegne cinematografiche, Festival di musica rock che raccolgono gruppi provenienti da tutta roma e provincia.
Era stato creato dagli studenti anche un bel giornalino interno dal titolo “Malintesto” con contenuti satirici, di informazione e di attualità politica del tempo.
Mario De Sanctis, fratello del direttore “pro tempore” dell’Ufficio Scolastico, succede a  Epifanio Giudiceandrea.
Durante la sua dirigenza viene rifatto l’intonaco di tutta la facciata interna ed esterna del Fermi. Un intonaco rinnovato più volte dopo che, per volontà della provincia di Roma,  aveva sostituito le belle lastre di marmo.
La novità del successivo dirigente prof. Giorgio Clarizio riguardava le strumentazioni informatiche: Grazie ad adeguati finanziamenti che riesce ad ottenere,  le aule e laboratori vengono dotate di pc e stampanti.  Arredi tecnologici che vengono però rimossi nel giro di un anno dal Preside successivo Giannelli che li riteneva costosi e poco utili.

Consorzio Scuola-Lavoro

FERMIvignettaSembrerà forse strano ma presso l’istituto E. Fermi il vero gemellaggio cooperativo tra Aziende e Scuola ha origini antiche. Ministero, Iri, Confindustria, Aziende, organizzazioni sindacali, scuole della Provincia hanno creato una sorta di punto di incontro per dare agli studenti e anche ai docenti opportunità di formazione, stage, scambi di istruzione.
Già negli anni 80 era stato creato uno sportello del consorzio presso la casetta ex biblioteca che aveva un ingresso autonomo su via della stazione di montemario. Numerosi genitori, giovani si servivano di questo utilissimo sportello di orientamento nel mondo della formazione e del lavoro.
Da citare il  progetto Europeo di scambi internazionali, una sorta di Erasmus tra Aziende italiane ed europee e Università dove potevano partecipavano studenti dell’ultimo anno e docenti del Fermi. Gli scambi erano bilaterali nel senso che rappresentanti di aziende svolgevano stage nelle università mentre dalle università si organizzavano stage nelle aziende spagnole, francesi e del nord europa.
In quell’ambito hanno riscosso successo i corsi post diploma come quello per la formazione aerospaziale e la creazione d’impresa.
A meta degli anni 80 si riuscirono a mettere in piedi corsi di formazione in collaborazione con Selenia e Telecom.
Brillanti iniziative sono state la creazione di due emittenti radiofoniche: Radio software e Radio Fermi. La prima in particolare si occupava di trasmettere conoscenze sulla programmazione.

Il progetto Fase

Molte sperimentazioni adottate anche nell’istruzione tecnica a livello nazionale e riconosciute a livello internazionale hanno trovato vita nell’istituto di Montemario: la specializzazione nucleare, Ambra e Abacus prima, Fase e Sirio poi, sono infatti maturate tra le mura del Fermi
La sigla Fase indica le parole Fisica Sanitaria e Ambientale. Si trattava di una specializzazione nel monitoraggio dell’ambiente attraverso le analisi fisico-chimiche di acque e altri elementi naturali.
Ad esempio, le classi accompagnate dai docenti uscivano nel parco dell’Insugherata per fare esperienza diretta su acque e piante tramite appositi strumenti di rilevazione e, grazie alla collaborazione con l’ospedale San Fiippo Neri, accedevano nei laboratori di analisi per completare l’esperienza sul campo.
Il progetto è stato abbandonato dopo qualche anno per lasciare il posto al progetto Sirio.

Personaggi del Fermi

A fine anni 80 “bussa” al Fermi Francesca Archibugi, una grande regista e sceneggiatrice del cinema italiano e sceglie lo studente  Lorenzo De Pasqua per una parte nel  film “Il grande cocomero” realizzato nel 1993.
L’alta qualità culturale del Fermi era testimoniata da docenti come i prof. Tortora, Borgognoni e Cinardi, autori di libri di testo di Fisica e Informatica adottati anche in altri istituti.
FERMIprofQuadraroliBelliElettronicaUn altro docente rimasto nei ricordi di molti studenti per la sua grande inventiva e creatività è stato il prof. Luciano Quadraroli.

Ed è stato grazie alla sua passione per il cinema e la fotografia che è nata l’Aula CAM oggi dedicata a Patrizia Carboni. Le vignette erano il suo forte e sua iniziativa, i ragazzi venivano invitati alla fine dell’anno scolastico ad esprimere la propria creatività con disegni, foto, poesie e scritti. Le opere venivano poi esposti alla visione di tutti.
Il prof. Luciano Quadraroli  ci ha lasciati nel 2017.  nei suoi ultimi anni di vita aveva donato sul profilo facebook degli studenti del Fermi la sua documentazione fotografica e poco tempo prima di morire aveva salutato tutte e tutti con il post che segue:

STORIOGRAFANDO_ Ci sono stati anni ruggenti in cui la passione politica infervorava e trovava nei “collettivi di studio” la sua ragione d’essere! Fumetti, FERMImanifestoribellarsidisegni, murales, mostre, dibattiti, cineforum, corsi extracurriculari e anche sit-in, cortei e occupazioni che per loro natura non violenta furono chiamate “del sorriso”_ Era condivisa con quei docenti la cui carica ideale accompagnava i sogni della giovinezza unita alla maturità dei “fratelli maggiori” che non hanno permesso l’arbitrio , falsamente liberatorio (come avveniva in altre scuole e università), di spaccare e distruggere il bene collettivo delle strutture didattiche. Al “Fermi” nei periodi della “Autonomia” e nell’arco degli anni ’70-’80 nulla, da un apparecchio da laboratorio all’umile lavagna, è stato menomato. Tutto è stato conservato caparbiamente come la “liberta” di poter essere in grado di cambiare le cose! Nonostante questo ci furono irruzioni e cariche della polizia con le solite conseguenze di teste spaccate e denunce e gli abusi del potere ottuso a ogni ipotesi di rinnovamento unitamente a colleghi “reazionari” accondiscendenti in nome dell’ordine e del rispetto gerarchico verso i tenutari del “sapere”! Forse è stata un illusione disattesa e spenta dai rigurgiti del “sistema ” ma ha forgiato caratteri e cervelli e sopratutto “senso d’appartenenza” agli ideali più veri e vissuta tutti insieme e con tanta musica a corredo! Storia di cui andare fieri ed essere ancora oggi d’esempio! Tra i docenti più motivati e sono stati tanti e che avrò occasione di ricordare, un pensiero particolare va al collega compagno prof di lettere Renzo Gulinelli , al suo fervore politico che in molte occasioni ha accompagnato le istanze degli studenti fino a che, morente, ebbe a chiudere gli occhi proprio da un ex studente del “Fermi”! A quegli anni, a quei studenti a quei colleghi appassionati dedico il mio archivio fotografico.
Sentitamente a Voi Tutti, prof Luciano Quadraroli.

Lo Sport

5a N anno 1977
5 N anno 1977

Gli studenti del Fermi sono stati seguiti da docenti di educazione fisica che erano anche campioni nella loro specialità e passione sportiva: ci raccontanto i nostri testimoni privilegiati che il prof. Antonello Ancillai aveva partecipato a competizioni di serie A nella pallacanestro.  Allo stesso modo negli anni 80 si era distinto anche il prof. Frinalli nella corsa di fondo dei 400 metri. Da menzionare anche il prof. Sabatino che  giocava a calcio nella Lazio.  E poi altri docenti che erano veri e propri campioni nel Pentathlon.

Grazie a questi bravi insegnanti molti trofei sono stati conquistati dagli studenti del Fermi in gare di varie discipline sportive provinciali e regionali.

 

Le medaglie dell’istituto Fermi, 1991/92

FERMImedagliaA conclusione di questa prima parte del racconto,  vogliamo anche citare queste belle medaglie di “bronzo similoro patinato” che il Fermi aveva commissionato a uno stabilimento di Parma per poterla offrire sia per la maturità tecnica sia come onorificenza e ricordo agli ospiti di prestigio che partecipavano ad eventi culturali nell’istituto.

Ne furono coniate 286 e avevano il diametro di 70 mm.  Sul dritto la figura di Enrico Fermi, il fisico a cui è intestato l’istituto. A sinistra la formula da lui rappresentata durante una lezione.  Sul rovescio, invece, è rappresentata un’allegoria di una disintegrazione di un atomo di Argento in una piastra fotografica esposta ai raggi cosmici.

Grazie dell’attenzione e….appuntamento alla seconda parte

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Blogger autodidatta, Educatore Professionale con Laurea Magistrale in Management del Servizio Sociale a Indirizzo Formativo Europeo; Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Profilo corrente: Ata nella Scuola Pubblica. Inserito nelle Graduatorie d'Istituto 3a fascia per l'insegnamento di "Filosofia e Scienze Umane"

14 Comments on Storia inedita dell’Istituto Fermi di Montemario, 1a parte

  1. Bellissimo racconto. Grazie di cuore, mi sono venuti i brividi leggendolo, solo il tempo ci fa capire quanto sono stati fortunati gli studenti che hanno frequentato il Fermi e che hanno beneficiato degli insegnamenti di docenti così illuminati. Un ricordo speciale ad Olga Apicella. (diplomato nel ’85 perito fisica sanitaria).

  2. Grazie per il bel racconto e per come fai rivivere i ricordi. Grazie agli insegnati che mi hanno dato gli strumenti per comprendere il mondo. (Diplomato nel ’79 Telecomunicazioni)

  3. Ho appena letto l’articolo e mi tornano alla mente i tanti episodi vissuti al “Fermi”, sia di studente sia di insegnante…
    mi verrebbe voglia di prendere carta e penna e… anche un computer andrebbe bene… ma non è il momento e non è il luogo adatto.
    Chissà, forse qualche indicazione per la seconda parte potrò darla all’autore che ha provocato i “brividi” a Marco, che ha risvegliato ricordi a molte persone e che… e che ringrazio con grande simpatia.

  4. Grazie Domenico, quanti pomeriggi passati nella saletta dell’MCF al ciclostile. Li ho conosciuto la politica e la passione per lo studio grazie alla prof. Olga Apicella, al Prof. Cinardi. La settimana dei 100 motivi per fare musica era il nostro evento, con il mitico Morvo, Giancarlo e tanti altri che poi ho ritrovato nel mondo del lavoro.

  5. Bellissimo racconto. Se mi permetti manca un po’ nella prima parte della rivolta studentesca. Gli anni 68/75. La grande partecipazione degli studenti del fermi, i grandi ideali, le grandi speranze. E gli scontri, con la polizia e non solo. Come non ricordare gli studenti di quegli anni: ne fui protagonista, insieme a tanti altri e subii il tentativo di repressione del 72. Come non ricordare la passione di Olga Gerratana, insegnante di lettere che ha aiutato a crescere e far diventare adulti tanti adolescenti. È il ricordo più caro.
    Un abbraccio a tutti

  6. Mi hai riportato alla mente tante istantanee che ho vissuto in prima persona, dalla fila per l’iscrizione fatta con mia madre in piena notte, al diploma nel ’78. Dalle occupazioni, vissute da me con un po’ di distacco alle grandi amicizie interclasse nate nel percorso col treno da trastevere a monte mario. E poi, come poter dimenticare L a fase più drammatica del rapimento Moro col ritrovamento di alcuni volantini delle BR nell’aula di disegno in cui stavo andando. Grazie per il racconto e attendo di leggere la seconda parte.

  7. Grazie, anche della foto, non ne ho molte di quel periodo. Nonostante i miei 57-58 anni ho vivi ricordi di quei momenti. Tutt’ora dedico tempo nel sociale e poi lavoro grazie all’indirizzo di quella scuola. Ho alcuni ricordi particolari: Prof Luigi Nardi, Prof Olga Geratana, Prof Martinelli, Prof Checchi ,amici: Jap (nel cuore),qualcuno che era nella mia classe e che non diro’ i nomi e cognomi, ed altri. Una classe movimentata : due,tre sparati, vari arresti sia politici di entrambe le parti (infiltrato),sia di delinquenza comune, e Gabriella (credo), ho ancora segni del trapano a colonna che gli catturo’ i capelli e che interposi tra il suo viso e il mandrino. Grazie Gabriele, Francesco, grazie Marco e a tutti, ricordo vagamente nomi e non associo piu’ i visi, ma il tutto stampato come stelle del firmamento nel mio cervello e nel mio cuore

    • Secondo me, questo commentario all’articolo sta diventando molto bello e interessante. Il fatto che ognuno possa aggiungere i suoi flash emozionali ne fa un racconto straordinario. Grazie Marcello

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