“Colpa loro!”, i meccanismi invisibili del consenso elettorale…

Ci piace portale alla riflessione dei lettori di questo Portale alcuni passaggi delle interessanti considerazioni di due editorialisti del Corriere della sera:

Alessandro Piperno, docente e scrittore 46enne pluripremiato per le sue opere letterarie e Claudio Magris, già senatore della Repubblica, docente universitario e anche lui scrittore con diversi illustri riconoscimenti.

Il primo tratta della dinamica sociologica delle campagne elettorali e dei successi dei partiti vincitori mentre Claudio Magris stigmatizza la spietatezza mediatica nei confronti del leader perdente.

Alessandro Piperno (Corriere 14/3/18):

“…Oggigiorno per vincere le elezioni, e non solo in Italia, basta persuadere gli elettori che non è colpa loro, bemsì di tutti gli altri: dei politici, degli imprenditori, degli intellettuali, dei giornalisti, dei partiti, dei burocrati europei, delle banche, degli immigrati, dei competenti, dei professor, dei medici, dei massoni, delle multinazionali, dei sindacati, delle lobby ebraiche, dei maschi, dei produttori di Hollywood, dei vicini di casa… la colpa è di tutti, insomma, ma non tua. Se dovessi fondare un partito arraffa-voti lo chiamerei “Colpa loro!”. Forse è questo a farmi sentire così poco in sintonia con l’Universo.

Ho ricevuto un’educazione basata sul senso di colpa. Non c’è rovescio – una ragazza che non mi ha corrisposto, una lezione all’università non riuscita, un libro andato male, ecc..- di cui prima o poi non mi sia dato la colpa. 

Ovunque mi giri, invece, vedo autocertificazione di rigore e onestà, giusizi sommari nei confronti del prossimo, bava alla bocca,. Da qui il desiderio dionisiaco di infierire selvaggiamente su chi ha perso potere e rispettabilità…* Ecco perchè me ne sto qui con in testa la mia bella parrucca bianca piena di borotalco. Perchè malgrado non abbia preso parte ad alcuna autentica contrapposizione ideologica, malgrado deplori i melodrammi e il settarismo, non mi sono mai sentito così sconfitto e fuori luogo, E s’intende anche di questo mi prendo volentieri la colpa.”

 

*Claudio Magris (Corriere 8/3/18)

…Non intendo affatto discutere o valutare né men che meno difendere il suo operato. Quello che è oggi il primo partito è stato più intelligente e credibile e ha conseguentemente vinto. Renzi ha perduto, insieme al partito da lui guidato, ed è ovvio ne debba portare le conseguenze…..

Gli errori si pagano, anche se purtroppo non sempre. Quello che colpisce, soprattutto in certe trasmissioni televisive, è l’accanimento non solo e non tanto politico, come è giusto e legittimo, ma vischiosamente personale nei confronti di Renzi. Politologi e giornalisti si improvvisano psicologi e psicoanalisti, vogliono penetrare l’inconscio e le interiora del leader oggi sconfitto, ne diagnosticano complessi e nevrosi, quasi appropriandosi del mestiere e del potere del medico — specie quello dell’analista dell’anima, qualsiasi cosa si intenda con tale termine — ben più inquietante del potere del politico vittorioso per 10 o 15 punti alle elezioni.

Alla tv, mentre belle presentatrici sorridono compiaciute come le spettatrici alla corrida quando il toro viene infilzato, sulle facce di alcuni commentatori si vede non la fredda e pacata espressione del giudizio dell’interesse politico, come sarebbe ovvio. Si vedono piuttosto sorrisetti e smorfiette di piacere, quasi un piccino e furbetto godimento sessuale, ancorché ben lontano dalla potenza erotica giustamente celebrata nell’Asino di cui nel grande romanzo di Apuleio pure l’esigente signora di Corinto è ben soddisfatta. Con rispetto parlando, dicevano i Dalmati quando pronunciavano una parola un po’ disdicevole o scurrile.”

 

 

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Blogger autodidatta, Educatore Professionale con Laurea Magistrale in Management del Servizio Sociale a Indirizzo Formativo Europeo; Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Profilo corrente: Ata nella Scuola Pubblica. Inserito nelle Graduatorie d'Istituto 3a fascia per l'insegnamento di "Filosofia e Scienze Umane"

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