MULTE: Ecco come il Comune di Roma vessa i suoi cittadini

Una società privata nel 2012 ha vinto la gara indetta dal Comune di Roma per il servizio di recapito della posta ordinaria e delle raccomandate.

In questi ultimi anni l’organizzazione postale del Comune di Roma, per l’invio di multe e avvisi ai cittadini, è quindi cambiata radicalmente producendo l’effetto opposto a quello prospettato dagli indirizzi normativi del governo nazionale e dalle direttive europee in tema di semplificazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Facciamo un esempio: se la polizia locale di un comune dell’hinterland, come Fiumicino o Formello, eleva una multa per infrazione al codice della strada, qualsiasi automobilista riceve la raccomandata a casa o presso l’ufficio postale. Ha 5 giorni di tempo per pagare in misura ridotta del 30%, magari versando contestualmente nello stesso ufficio postale dove ritira la raccomandata. In alternativa ha 60 giorni per pagare per intero qualora non intenda proporre ricorso.

Quando, invece, la contestazione viene effettuata dalla polizia municipale di Roma cosa accade? Accade che la notifica viene inviata tramite una società privata di recapiti, pagata dal Comune, che non è ramificata in tutti i quartieri, come le Poste italiane, e non ha gli stessi orari continuati e gli stessi giorni di Poste italiane.

giorni e orari diversi dalle Poste
Giorni e orari diversi dalle Poste

Insomma sedi private di deposito della posta, generalmente presso agenzie di pratiche auto o autoscuole.

A destinatario assente il postino di questa società privata, lascia una cartolina con la quale, dal terzo giorno successivo con orari spezzati (es. 9.30-13 e 16.00-18 vedi foto a destra) , il malcapitato cittadino deve andare a ritirare una prima busta affidandosi alla sorte su tempi di spostamento, tragitto da fare, tempi di attesa per ritirare la raccomandata.

Facciamo un esempio: se un cittadino abita in via Cassia potrebbe finire a Prima Porta in un’autoscuola di via della Giustiniana e, senza mezzo proprio, risulta abbastanza complicato arrivarci.

Se un cittadino abita a via Casal del Marmo, zona Ottavia, va a finire, invece che all’Ufficio Postale della stessa via Casal del Marmo, in un’autoscuola di via Mattia Battistini, vicino al cinema Andromeda.

Arrivati alla meta dopo aver dedicato il tempo necessario (sottratto a lavoro e/o famiglia), si tira un sospiro di sollievo pensando “adesso finalmente saprò di cosa si tratta e finirà questa preoccupazione!”. Invece no. Nella busta, che la società privata di recapito consegna, dietro firma e documento d’identità, c’è l’invito a recarsi presso una sede di polizia municipale per ritirare una multa. L’importo non è specificato nella prima busta.

Quindi dove si viene indirizzati? Il cittadino che è andato a Prima Porta viene poi dirottato a via Tor Di Quinto, mentre il cittadino che è andato a via Mattia Battistini deve poi recarsi a via Federico Borromeo. Quindi da via Cassia, a via della Giustiniana, poi a via Tor Di Quinto e poi alla Posta per pagare. Oppure da via Casal del Marmo, a via Mattia Battistini, e poi via Borromeo e poi alla posta per pagare.

Prelevata la multa presso i vigili, molti hanno l’amara sorpresa del termine scaduto per ottenere la riduzione del 30%. Proprio così, perchè la decorrenza dei 5 giorni sembra sia quella del deposito nella buca di casa da parte della società privata. Se viene depositata in buca il venerdì occorre presentarsi non prima di lunedì successivo e, se non si va il lunedì o il martedì successivo, la riduzione del 30% va a farsi friggere perché il mercoledì e il giovedì non si consegnano raccomandate.

Tutto questa caccia al tesoro a chi giova? Certamente potremmo dire che una tale organizzazione del Comune di Roma va contro gli indirizzi normativi nazionali e comunitari perché rappresenta una chiara forma di vessazione burocratica dei cittadini che non era necessaria.

Allora  ci chiediamo se l’appalto alle società private di recapito sia stato adeguatamente vagliato dall’Autorità Anticorruzione e dalla Corte dei Conti e se questa forma di vessazione dei cittadini, caratterizzata da 3 diversi step in giro per il territorio (fila all’autoscuola, fila presso i vigili, fila presso la posta per pagare) possa essere considerato normale in una capitale europea come Roma.

parcheggiomontemario
Qui tutti multati?

Merita un cenno anche il sistema di rilevazione delle infrazioni. Sembra sia sparito l’avviso di accertamento dell’infrazione che prima veniva messo sul tergicristallo. L’automobilista sapeva subito e si rendeva conto di divieti di sosta non completamente chiari.

Potrebbe essere una strada alberata che nasconde un po’ il cartello di divieto di sosta. Oppure una via che ha un inaspettato cartello di divieto di recente installazione di cui non ci si era accorti prima oppure uno slargo di marciapiede di 3 metri per 3 che viene quotidianamente occupato da auto senza intralciare i pedoni.

parcheggioottavia
Questo cartello del 2015 ha una logica?

Con il biglietto di preavviso sul vetro e la multa che arriverà si può essere orientati ad un parcheggio virtuoso. Invece cosa accade? Che con la rilevazione fotografica senza preavviso cartaceo, per lo stesso divieto di sosta fatto in giorni diversi possano arrivare più multe diluite in più mesi con la relativa trafila burocratica da ripetere.

Ma a prescindere dalla logica di alcuni divieti e dai nuovi incentivi stipendiali ai vigili che multano, a prescindere da “chi multa chi” e “da chi multa quando” , rimane fermo comunque un quesito di principio: la privatizzazione del servizio postale del Comune di Roma e il conseguente insensato calvario burocratico inflitto agli amministrati a chi conviene?

 

About Domenico Ciardulli 146 Articles
Blogger autodidatta, laureato in Management del Servizio Sociale a indirizzo Formativo Europeo presso Università degli Studi di Roma Tre, Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani presso Università degli Studi "La Sapienza". Profilo corrente: Ata. Nelle graduatorie d'istituto: educatore professionale.

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