IL SINDACO ALEMANNO E I CENTRI SOCIALI: DIALOGO O GUERRA?

23 ottobre 2008

Secondo quanto riporta oggi il Corriere della Sera in cronaca di Roma,  il Sindaco Alemanno avrebbe contattato telefonicamente  il consigliere comunale Alzetta, quale esponente conosciuto dei centri sociali, per spiegare la sua posizione dopo lo sgombero dell'Horus. Secondo quanto avrebbe riferito telefonicamente ad Alzetta, le dichiarazioni del sindaco sarebbero state fraintese dai media. Alemanno avrebbe precisato: "Non voglio fare nessuna guerra ai centri sociali" "sono stato frainteso, io voglio regolarizzare le situazioni" ed a fine conversazione avrebbe proposto ad Alzetta: "PerchŔ non ci vediamo?"

Vi sono molti fumogeni mediatici in questo momento di forte scontro partitico ed in vista della manifestazione del 25 ottobre. E' possibile che vi siano torbide manovre per sofisticare il clima, indirizzare e manipolare molte situazioni con l'intento di far confluire tutto ci˛ che Ŕ potenziale conflitto, pur se risolvibile singolarmente secondo parametri specifici da individuare, in una logica strategica unica di esasperazione sbarrando la strada ad ogni dialogo.

Eppure in epoca Veltroni gli sgomberi ci sono stati:  Qualcuno ricorda  il centro sociale Angelo Mai? Oppure l'ex cinema Astra occupato?

In entrambi i casi la via finale scelta fu il compromesso e il sindaco Veltroni mobilit˛ i suoi assessori per salvare capra (i genitori del Viscontino e il proprietario dell'ex cinema) e cavoli (il rapporto con i centri sociali).

A Bologna, il sindaco Cofferati, pur uomo del centrosinistra,  ha usato il pugno di ferro senza scampo per alcuni centri sociali e ne sono nati anche lunghi processi penali contro alcuni degli occupanti.

Allora, se fosse vera questa telefonata riservata tra Alemanno e Alzetta perchŔ non ci si dovrebbe sedere al tavolo come si fece con Veltroni e verificare la possibilitÓ di poter rientrare pacificamente nell'Horus? E' in ogni caso utile cercare di capire, attraverso il confronto diretto quale sia stato il ruolo del proprietario, della magistratura e della questura e quale sia la forza contrattuale del Comune di Roma rispetto ad eventuali soluzioni positive della vertenza.

Occorrerebbe rifuggire da eventuali schemi di azione che fossero stati precostruiti da "occulte regie" e decidere secondo un'autonomia creativa "dal basso". Per fare questo servirebbe acquisire direttamente tutti gli elementi di conoscenza.

Solo dopo aver appreso e aver discusso insieme questi elementi si pu˛ pensare ad iniziative di lotta efficaci, caratterizzate dalla chiarezza degli obiettivi e prive di pericolose strumentalizzazioni.

IL PRECEDENTE DELL'ANGELO MAI SECONDO IL SULPM

IL PRECEDENTE DELL'ASTRA OCCUPATO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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