PROTOCOLLO SUL LAVORO E LA COMPETITIVITA'

"AL PEGGIO NON C'E' MAI FINE"

Care/i compagne/i,
all'accordo sulle pensioni che sposta e diluisce, ma non supera, lo scalone di Maroni, trasformandolo negli scalini di Damiano, si è aggiunto ieri sera il "protocollo sul lavoro e la competitività". Questo protocollo nelle presentazioni della stampa dovrebbe costituire una parziale compensazione rispetto alle insoddisfazioni generate dalle misure previdenziali tutte quante improntate al rigorismo monetaristico di Padoa Schioppa, fatto proprio da Prodi e da Damiano.
In realtà le ulteriori misure vanno anch'esse nella stessa direzione.
Gli orientamenti in materia di ammortizzatori (cassa integrazione e indennità di disoccupazione) sembrano disegnare un mondo del lavoro dipendente sempre più in balìa dell'arbitrio padronale con le sue vittime parzialmente rimborsate da detti ammortizzatori, a carico dell'INPS (ecco dove vanno, senza la separazione tra la assistenza e la previdenza, i fondi dei contributi previdenziali dei lavoratori !).
Quanto all' "abrogazione-superamento-cambiamento" della legge 30, sarà abrogato l'inutilizzato job on call, mentre il governo non ha trovato il coraggio necessario per abrogare neanche lo staff leasing (cioè l'azienda senza dipendenti, tutti appaltati al caporale), alla faccia delle promesse fatte durante la campagna elettorale e di tutte le chiacchiere sulla precarietà.
Quanto al lavoro a tempo determinato (legge 368/2001) l'attualità del problema dell'abuso sfacciato delle assunzioni a tempo determinato è testimoniato dalle cifre fornite dallo stesso ministero del Lavoro con la sua recente indagine "Excelsior-Unioncamere":
 

Dal livello massimo raggiunto nel 2001 (quando rappresentavano ben il 60% del totale delle assunzioni), le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono in costante calo, fino al "pareggio" del 2005, quando hanno raggiunto la parità con i contratti precari (50% e 50%). Nel 2006, l'ulteriore crollo: le assunzioni a tempo indeterminato sono ormai al 46,3%, contro quelle «non standard» che hanno decisamente consolidato la maggioranza (53,7%). Ma ciò che è più sorprendente è il dato tendenziale del 2007: il trend negativo della crescita delle assunzioni precarie e non a tempo indeterminato cioè non si è invertito ma anzi ha continuato la sua corsa verso il traguardo del 60% delle nuove assunzioni.
 

Ebbene, a fronte di questi dati che avrebbero richiesto una complessiva riscrittura delle norme in materia, le misure previste rischiano di peggiorare la situazione, dato che impongono, per la stipula di un ennesimo contratto a tempo determinato dopo almeno 36 mesi di lavoro a termine anche non continuativo tra lo stesso lavoratore e la stessa azienda, una preventiva sottoscrizione di una conciliazione (che il lavoratore, sotto la minaccia di non essere riassunto, non tarderà di firmare) con l'assistenza di un sindacalista (e un "sindacalista" disposto, magari a pagamento, a controfirmare un documento del genere si trova sempre). Con il risultato che il lavoratore sarà perfino impossibilitato a far valere le sue ragioni in sede legale.
Dio ci scampi (e scampi le donne, vedi lavoratrici delle ditte di pulimento) dagli "incentivi" al part time e dall'incremento alla "flessibilità" della prestazione individuale (leggi deroga alle norme collettive e arbitrio padronale).
Per la "competitività", e cioè per la riduzione del costo del lavoro e per spremere di più i lavoratori, alla faccia dei "giovani" e della redistribuzione dei redditi, dopo aver detassato la contrattazione aziendale, si abolirà la contribuzione aggiuntiva sul lavoro straordinario.
E' tutto, per ora. Per le questioni previdenziali non posso che rimandarvi al mio messaggio di venerdì 20.
Negli allegati trovate la relazione sull'andamento del Direttivo nazionale della CGIL della notte scorsa (redatta da Cesare Caiazza, coordinatore dell'area Lavoro Società di Roma e del Lazio) e il documento di minoranza di detto direttivo, presentato da Nicola Nicolosi e da Paola Agnello Modica.
A presto.
Cari saluti.

Fabrizio Burattini
Segretario CGIL Roma Sud
via del Velodromo, 80 - 00179  Roma
tel. +39.06.787810
fax +39.06.7886623
cell. +39.348.8101712
email burattini@lazio.cgil.it