CI AUGURIAMO CHE QUALCHE MAGISTRATO, QUALORA NON ABBIA LA REGISTRAZIONE

VIDEO, POSSA RACCOGLIERE QUESTO DOCUMENTO SBOBINATO E APRIRE

UN'INCHIESTA SUL SISTEMA DEGLI APPALTI DI POLICLINICO UMBERTO I E SANT'ANDREA.

 

RAITRE Report 12.11.06 su Ospedale S.Andrea ed altro ( diffuso a cura Associazione Walter Rossi)


MILENA GABANELLI IN STUDIO
Buonasera, oggi ci occupiamo di quei  2 milioni di persone di età  media 40 anni, che lavorano 8 ore al giorno senza ferie, malattia e
contributi dimezzati con uno stipendio massimo di 800 euro al mese. Loro tirano la cinghia e per il paese, oltre al danno, anche la beffa. 

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Roma. E' martedì 10 ottobre 2006. In genere i fantasmi sono creature della notte. Questi invece sono un pò arrabbiati. Sono apparsi in un
moderno ospedale romano alle dieci del mattino e stanno aspettando l'assessore alla Sanità  della Regione Lazio che deve venire a inaugurare
il nuovo reparto di neuropsichiatria del Sant'Andrea.

PIERO RICCARDI
Perchè siete vestiti da fantasmi?

LAVORATORE FANTASMA
Fantasmi perché siamo corpi evanescenti , serviamo solo per mandare avanti questo ospedale e per mantenere, io penso, i partiti e le varie
lobby che stanno dietro le cooperative in Italia.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
E finalmente alle 11 e 45 l'assessore arriva, scende dall'auto e i fantasmi lo accolgono. L'assessore si incammina verso l'aula magna,
i fantasmi lo circondano e gli fanno da seguito. L'assessore sorride e cammina in fretta. Aula magna. Discorsi per l'inaugurazione del nuovo
reparto psichiatrico. I fantasmi in aula ascoltano, rumoreggiano e fischiano. Dopo i discorsi tutti giù a meno tre al nuovo reparto.
Anche i fantasmi scendono e quando l'assessore esce nel cortiletto del reparto l'atmosfera  è decisamente irreale, i fantasmi sono lì muti
e  silenziosi, perchè il reparto è neuropsichiatrico e i degenti non possono essere disturbati. Poi l'inaugurazione termina e finalmente
l'assessore si dirige in auletta. Ora i fantasmi si tolgono i lenzuoli, appaiono i corpi in carne e ossa e inizia la discussione.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Queste persone vogliono quello che vogliamo tutti: un lavoro, con degli obblighi ma anche qualche diritto, per esempio  una paga che
permetta di pianificare la vita, poter accedere ad un mutuo in banca per comprarsi una casa, non perdere lo stipendio per un'influenza .
Ma questi diritti loro non li hanno: sono gli esternalizzati. Esternalizzare significa prendere un pezzo della propria attività  di
azienda o di amministrazione pubblica e affidarla a una società  esterna che provvederà  a prendere i lavoratori in carico e fare il lavoro per
me.Nella sola Pubblica amministrazione  ce ne sono 350.000, la motivazione: risparmiare.Piero Riccardi e Michele Buono hanno
confrontato contratti e buste paga e alla fine i conti non tornano.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Torniamo al Sant'Andrea. L'Ospedale appare enorme e isolato nella campagna romana. Strana storia quella del Sant'Andrea, ma forse
neppure tanto. Nel 1974 iniziano i lavori, ma per finirlo ci vogliono 12 anni. Per altri 15 anni rimane chiuso, poi passa all'università  la
Sapienza  di Roma e finalmente la Giunta Storace lo inaugura.

DAL TG1 DEL 30/11/02 
Il Sant'Andrea ha avviato oggi i primi 150 posti letto.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Piccolo particolare: sembra che manchi il personale,  un po' per i blocchi delle assunzioni delle varie finanziarie, un po' perchè
sembra che non si trovino lavoratori disposti ad andarci. Allora  l'idea è quello di darlo pezzo a pezzo a cooperative e società esterne. Loro il
personale lo trovano senza fatica, chissà  perchè. E l'ospedale si riempie. Cooperative, ditte, srl, raggruppamenti temporanei
d'impresa, mense, infermieri, manutenzioni, pulizie, ausiliari…il risultato? Pare che trovare qualcuno dipendente diretto dell'Ospedale sia come
vincere un terno a lotto. Vedremo. Fuori dall'Ospedale ci aspetta Erminia Costa dei Cobas. Con lei iniziamo il giro.

ERMINIA COSTA - Cobas Ospedale Sant'Andrea- Roma Ecco l'ufficio relazioni con il pubblico nonché informazioni,
esternalizzato.

PIERO RICCARDI
Buongiorno! Non siete del Sant'Andrea?

LAVORATRICE 1- Cooperativa la Begonia
No, noi siamo della cooperativa La Begonia.

PIERO RICCARDI
E’ una cooperativa? Quanti siete?

LAVORATRICE 1- Cooperativa la Begonia
Noi della Begonia siamo 5, solo noi dell'ufficio informazioni. E' una cooperativa legata alla Capodarco, una sottocooperativa della Capodarco.

PIERO RICCARDI
Voi siete soci lavoratori?

LAVORATRICE 1- Cooperativa la Begonia
Si.

PIERO RICCARDI
Stipendio?

LAVORATRICE 1- Cooperativa la Begonia
Vuoi sapere? 5 euro l'ora anche il sabato e domenica e festivi, sempre quello prendiamo.

PIERO RICCARDI
Ma poi ci sono degli utili della cooperativa, dei dividendi della cooperativa?

LAVORATRICE 1- Cooperativa la Begonia
Mai visti! Anzi abbiamo anche dato noi i soldi, uno stipendio ci è stato levato perchè non c'erano soldi, poi abbiamo dovuto dare un
anticipo della liquidazione

PIERO RICCARDI
Perchè avete dato l'anticipo della liquidazione?

LAVORATRICE 1- Cooperativa la Begonia
Perchè non c'erano soldi e non si potevano pagare gli stipendi.

PIERO RICCARDI
Da quanti anni è che lavora?

LAVORATRICE 1- Cooperativa la Begonia
Con la Begonia da 3 anni, prima con un'altra cooperativa sempre qui al Sant'Andrea.

PIERO RICCARDI
Che si chiamava?

LAVORATRICE 1- Cooperativa la Begonia
Maggio 82.

PIERO RICCARDI
Perchè cambiano sempre tutti questi nomi?

ERMINIA COSTA - Cobas Ospedale Sant'Andrea- Roma

Perchè a seconda dei rinnovi delle gare d'appalto si associano con
altre ditte. Però c'è sempre una ditta capo, in questo caso la Capodarco, che rimane sempre presente e cambia... 

PIERO RICCARDI
Che altro ha qui la Capodarco oltre che questi della Begonia?

ERMINIA COSTA - Cobas Ospedale Sant'Andrea- Roma

Tutti i ragazzi che vedi sono tutti dipendenti della Capodarco, tutto il servizio di prenotazione e pagamento ticket è gestito dalla
Capodarco. Scendiamo sotto. Qui siamo all'ufficio referti di Radiologia dove anche qui personale Capodarco per la prenotazione, ritiro e
consegna analisi. Ecco l'ufficio della rilevazione presenze esattamente.

PIERO RICCARDI
Voi siete?

LAVORATRICE INTERINALE
Noi siamo alcuni della cooperativa, alcuni interinali. Io e la collega Maria prima eravamo cooperativa, ora siamo interinali, invece Cristina
e Patrizio sono cooperativa Siar.

PIERO RICCARDI
Che cooperativa?

LAVORATRICE INTERINALE
Siar. Noi invece interinali cambiamo ogni anno contratto perchè più di un anno non si può.

PIERO RICCARDI
Scrivanie affiancate e stipendi diversi. Chi è¨ che prende di più?

LAVORATRICE 2- Siar Cooperativa
L'interinale!

PIERO RICCARDI
L'interinale prende di più?

LAVORATRICE 2- Siar Cooperativa
Si.

PIERO RICCARDI
La cooperativa invece prende di meno, ma svolgete lo stesso lavoro?

LAVORATRICE 2- Siar Cooperativa
Si.

PIERO RICCARDI
Come interinale avete diritto alla mensa e come cooperativa no?

LAVORATRICE 2- Siar Cooperativa
Esatto.

ERMINIA COSTA - Cobas Ospedale Sant'Andrea- Roma
Ecco questo è l'archivio delle cartelle cliniche.

PIERO RICCARDI
4 anni qui al Sant'Andrea sempre con la stessa ABS?

LAVORATORE 1- ABS S.r.l.
Si.

PIERO RICCARDI
Stipendio?

LAVORATORE 1- ABS S.r.l.
Quello dei precari, 800 euro, facciamo dalla 40 alle 45 ore.

PIERO RICCARDI
Compresi gli straordinari?

LAVORATORE 1- ABS S.r.l.
Gli straordinari non sono compresi.

PIERO RICCARDI
Cioè?

LAVORATORE 1- ABS S.r.l.
Li facciamo di cosa nostra perchè sappiamo che l'archivio altrimenti cadrebbe a pezzi, ma non ce li pagano.

PIERO RICCARDI
Ah, non li pagano gli straordinari? Lo stipendio è fisso, anche se lavorate di più, ma non l'avete fatto presente?

LAVORATORE 1- ABS S.r.l.
Si ma ha riso.

PIERO RICCARDI
Cos'è un ausiliario?

LAVORATRICE 3- Siar Cooperativa
Un ausiliario è  quello che svolge tutte le mansioni, che non dovrebbe avere contatto con il paziente: provette di sangue, merende, colazioni,
cioè io parlo per quello che riguarda il mio reparto.

PIERO RICCARDI
Anche lei esternalizzata?

LAVORATRICE 3- Siar Cooperativa
Si siamo della cooperativa.

PIERO RICCARDI
Quale cooperativa?

LAVORATRICE 3- Siar Cooperativa
La Siar.

PIERO RICCARDI
Da quanto tempo?

LAVORATRICE 3- Siar Cooperativa
Io sono circa 3 anni e mezzo.

PIERO RICCARDI
Come c'è entrata nella Siar? Chi l'ha chiamata? Lei ha cercato il lavoro?

LAVORATRICE 3- Siar Cooperativa
Io ho mandato un curriculum, mi hanno contattato e poi sono entrata a far parte di questa struttura.

PIERO RICCARDI
E dove l'ha mandato il curriculum?

LAVORATRICE 3- Siar Cooperativa
Nella sede centrale dov'è la sede della cooperativa Siar.

DIPENDENTE ANONIMA- Sant'Andrea
In realtà  il curriculum non viene mandato alle cooperative ma direttamente a qualcuno dell'ospedale ad un dipendente
dell'ospedale. E poi ti fanno un colloquio e decidono se assumerti o meno, e ti indirizzano direttamente alla cooperativa o alla società interinale,
come è successo a me. 

PIERO RICCARDI
Cioè non ti poteva assumere direttamente l'ospedale?

DIPENDENTE ANONIMA- Sant'Andrea
No l'ospedale non mi può assumere direttamente, perchè devo fare un concorso pubblico.

PIERO RICCARDI
E sono loro che hanno detto a quale cooperativa presentarti?

DIPENDENTE ANONIMA- Sant'Andrea
Si, si, sono stati loro.

PIERO RICCARDI
In questo caso era la Siar? Come ha trovato il lavoro qui alla Siar?

LAVORATORE 2- Siar Cooperativa
Tramite la conoscenza.

PIERO RICCARDI
Cioè uno le ha detto..

LAVORATORE 2- Siar Cooperativa
Mi ha presentato la cosa molto interessante dato che io ho sempre lavorato in nero, dice: tu vai che poi ti sistemano, tra una cosa e
un'altra 1 anno o 2 anche se io ormai aspetto da 5 anni la manna dal cielo.

PIERO RICCARDI
Meglio del nero di prima però?

LAVORATORE 2- Siar Cooperativa
A dire il vero mica tanto. Con il nero guadagnavo pure di più

LAVORATRICE 4- Siar Cooperativa
Prima lavoravo in un'altra cooperativa

PIERO RICCARDI
Che si chiamava?

LAVORATRICE 4- Siar Cooperativa
"Apriti sesamo" che però lavorava con i disabili.

PIERO RICCARDI
Che ci si fa con 700-800 euro?

LAVORATRICE 4- Siar Cooperativa
Se si vive con i genitori e non si ha la macchina ci si sopravvive.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Poi, poi ci sono le pulizie.

ERMINIA COSTA - Cobas Ospedale Sant'Andrea- Roma Le ragazze queste che vedi con le divise blu scuro è il personale della ditta Linda che si occupa delle pulizie.

PIERO RICCARDI
Possiamo parlare con qualcuno?

ERMINIA COSTA - Cobas Ospedale Sant'Andrea- Roma Sono un po' ricattabili ma continuiamo il giro e vediamo.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
I servizi di pulizia qui al Sant'Andrea  se li spartisce un raggruppamento temporaneo d’impresa composto da due srl, 60% Linda e
40% Snam Lazio. Formalmente distinte ma in realtà una specchio dell'altra.

Proprietari di entrambe sono Immobiliare 03 e Claudio Lotito, l'oggetto sociale è una fotocopia e i 5 del collegio dei sindaci gli
stessi. Lotito è il re delle pulizie a Roma, 8 Asl su 8 e 28 tra Ospedali e Policlinici. Potere consolidato sotto la Giunta laziale di
centrodestra guidata da Storace, che, si dice,  abbia anche spinto Lotito a comprarsi due anni fa la Lazio, e si sa, le squadre di calcio
e i calciatori costano un mucchio di quattrini! La signora che vediamo uscire con il suo carrello di saponi e spazzoloni è sicuramente un
addetta alle pulizie, leggiamo il suo nome: Boghossian.

PIERO RICCARDI
Di dov'è?

LAVORATRICE 5- Linda
Origine armena, nata in Libano, cresciuta qui.

PIERO RICCARDI
Come è finita qui al Sant'Andrea?

LAVORATRICE 5- Linda
Lavoro con Linda.

PIERO RICCARDI
Pulizie?

LAVORATRICE 5- Linda
Si, operaia.

PIERO RICCARDI
Quante ore lavora?

LAVORATRICE 5- Linda
5.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Ma subito ci avvicina un'altra lavoratrice che vuole restare anonima. Ci fa notare sulla sua busta paga il costo orario 6,55 euro. Ci fa
vedere poi l'offerta di aggiudicazione della gara e alla voce Costo medio ponderato orario manodopera leggiamo 14.49, più del doppio.
La cifra a cui Linda vende un'ora di manodopera all'Ospedale Sant'Andrea di Roma.

DIPENDENTE SOCIETA' LINDA
Ci pagano 4 ore, una lavora due ore la mattina e due ore il pomeriggio, che sono sempre 4 ore, veniamo retribuite sempre 4 ore, ma
naturalmente è una giornata spezzata non puoi magari prenderti un altro lavoro e con 4 ore non raggiungi uno stipendio adeguato. Non ci puoi
vivere.

PIERO RICCARDI
Ma il buco che sta in mezzo tra le due ore del mattino e le due ore della sera non vi viene retribuito?

DIPENDENTE SOCIETA' LINDA
No è scoperto.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Questo dell’orario spezzato sembra andare di moda non solo nelle
ditte
di pulizie.

LAVORATRICE 6- Vivenda
Io sono una dipendente della Vivenda.

PIERO RICCARDI
E cosa fa la Vivenda?

LAVORATRICE 6- Vivenda
La mensa dell’ospedale.

PIERO RICCARDI
Stipendio?

LAVORATRICE 6- Vivenda
320 euro.

PIERO RICCARDI
320 euro mensili? Per quante ore?

LAVORATRICE 6- Vivenda
Noi lavoriamo 3 ore al giorno.

PIERO RICCARDI
L’orario di lavoro è…?

LAVORATRICE 6- Vivenda
Dalle 7.30 del mattino alle 8.30- 9.00.

PIERO RICCARDI
Quindi è 1 ora e mezza. Poi?

LAVORATRICE 6- Vivenda
Poi attacchiamo alle 12.15 e finiamo alle 14.00.

PIERO RICCARDI
Tra le 9.00 e le 12.30?

LAVORATRICE 6- Vivenda
Dentro l’ospedale.

PIERO RICCARDI
A fare?

LAVORATRICE 6- Vivenda
Nulla.

PIERO RICCARDI
Quindi sono 3 ore al giorno per 5 giorni…15 ore settimanali, è un
partime, che cos’è? Che contratto è?

LAVORATRICE 6- Vivenda
Sinceramente non glielo so dire, non ho nemmeno una copia del
contratto.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Abbiamo capito bene: stai  7 ore in ospedale ma te ne pago tre, perché
in mezzo c’è un buco. E non è che in quelle 4 ore puoi tornartene a
casa dall’altra parte della città o ti trovi un altro lavoretto.
E’
come se ad un insegnate venissero tolte dallo stipendio tutte le ore di
buco tra una lezione e l’altra.  Alle signore che servono i pasti
all’
ospedale S. Andrea invece succede proprio questo. Sono socie della
Cooperativa la Cascina ma lo stipendio lo prendono dalla Vivenda che è
una società per azioni, ma loro dicono che sono la stessa cosa.

TRE DIPENDENTI VIVENDA
Siamo dipendenti Vivenda, ma soci Cascina.

PIERO RICCARDI
Quindi ricevete…

TRE DIPENDENTI VIVENDA
…Lo stipendio dalla Vivenda che è sempre lo stesso proprietario
della
Cascina.

PIERO RICCARDI
E da Cascina ricevete le convocazioni per l’assemblea?

TRE DIPENDENTI VIVENDA
Niente, no, mai. Ma ci vengono tolti dei soldi come soci ogni mese.

PIERO RICCARDI
Cioè quanti?

TRE DIPENDENTI VIVENDA
Chi quindici, chi dieci euro.

PIERO RICCARDI
Come contributi soci della cooperativa?

TRE DIPENDENTI VIVENDA
Si, ma non facciamo parte dei soci della cooperativa.

PIERO RICCARDI
E allora cosa siete?

TRE DIPENDENTI VIVENDA
Non lo sappiamo neanche noi.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
E’ incredibile! Si può lavorare per la mensa di un grande ospedale pubblico e si può non sapere per chi si lavora! Proviamo a capirci
qualcosa. Vivenda è una S.p.A nata per partenogenesi da “La Cascina”, una Cooperativa di ristorazione legata alla Compagnia delle opere. Vivenda
nasce un paio di anni fa suppergiù in coincidenza con qualche disavventura giudiziaria, ancora aperta, della Cooperativa La Cascina.

DAL TG1 DEL 09/04/03
“Irregolarità nelle gare d’appalto, cibi in alcuni casi avariati, sono alcune le accuse mosse dalla procura di Bari a dirigenti e fornitori
della cooperativa La Cascina, leader nel settore delle mense universitarie e scolastiche. Otto gli ordini di custodia cautelare”.

LAVORATORE 3- Sant’Andrea
Il cibo per i pazienti viene da fuori, viene dalla Rustica e viene qua poi è distribuito....

PIERO RICCARDI
Non viene cucinato qui?

LAVORATORE 3- Sant’Andrea
No le cucine non ci sono ancora. Le dovrebbero fare.

PIERO RICCARDI
Lei è il responsabile Vivenda?

RESPONSABILE VIVENDA- Osp. Sant’Andrea
Si.

PIERO RICCARDI
Le possiamo chiedere qualcosa?

RESPONSABILE VIVENDA- Osp. Sant’Andrea
Si, se è breve.

PIERO RICCARDI
Problemi con il personale? Il cosiddetto precario, no?

RESPONSABILE VIVENDA- Osp. Sant’Andrea
No a noi non ci risulta perché è tutto gestito dalla nostra azienda.

PIERO RICCARDI
E’ una cooperativa?

RESPONSABILE VIVENDA- Osp. Sant’Andrea
Si, è un S.p.A.

PIERO RICCARDI
Una S.p.A.?

RESPONSABILE VIVENDA- Osp. Sant’Andrea
Si.

PIERO RICCARDI
Quindi non sono precari quelli che lavorano per Vivenda?

RESPONSABILE VIVENDA- Osp. Sant’Andrea
No assolutamente.

PIERO RICCARDI
Beh, straordinari no?

TRE DIPENDENTI VIVENDA
Lui prende il foglio, lui direttore, si mette davanti al computer e con questo foglio fa come gli pare.

PIERO RICCARDI
E non c’è nessuno che controlla che lo straordinario…?

TRE DIPENDENTI VIVENDA
No. E poi c’è un altro fattore, quello della malattia. Se io sto male un giorno, magari mi posso sentir male la notte mi sento male e non
posso venire, quel giorno mi viene detratto dalla busta paga.

PIERO RICCARDI
Malgrado il certificato del medico?

TRE DIPENDENTI VIVENDA
Malgrado il certificato medico comunque.

PIERO RICCARDI
Salve, siamo di Report di raitre. Avevamo appuntamento con il
direttore generale.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Stipendi da 300, 400 euro al mese, orari di lavoro di sette ore ma ne vengono pagate solo tre, straordinari a discrezione, malattia non
pagata…

PIERO RICCARDI
Direttore che succede?

ROCCA- FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea Roma È ovvio che io ho necessità che mi venga somministrata la colazione
al malato il pranzo e la cena, allora quelli sono i miei orari. Poi al suo interno come si organizza la società che si è aggiudicata l’appalto
è un problema di rispetto delle regole a cui si deve assolutamente attenere…. quindi noi dobbiamo verificare che da un lato ci sia
qualità nel prodotto e che dall'altro il lavoratore sia tutelato, è ovvio che se è  tutelato con forme di contratto atipiche e queste sono consentite
dalla legge lì noi non possiamo più entrare.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Se al Sant’Andrea di Roma le cooperative Osa e Arcobaleno 2 forniscono 118 infermieri  al Policlinico Umberto I° la sola Cooperativa Osa ne
appalta 234.Ora, se c’è una figura professionale per la quale non esiste il blocco delle assunzioni questi sono gli infermieri. Quindi
nessun divieto per l’Ospedale di assumerli. Basterebbe indire dei normali, banali, vecchi concorsi. Ma c’è un ma: il mercato degli
infermieri è uno dei più redditizi per le cooperative.

ROCCA, FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea Roma
Il personale infermieristico è una emergenza nazionale, c’è una forte mobilità e quindi noi siamo dovuti ricorre alla fornitura di servizi
infermieristici per sopperire alle carenze che si verificavano con malattie, con trasferimenti….

PIERO RICCARDI
Le cooperative li trovano questi infermieri? Cioè perché le cooperative li trovano e voi no?

ROCCA, FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea Roma
Allora un lungo ragionamento…Sostanzialmente l’ infermiere che lavora per la cooperativa lavora sempre per poco tempo. Cioè lì c’è un
turn over altissimo di personale infermieristico.

ANONIMO OSA
 Lavoro come infermiere professionale al policlinico Umberto I° con la cooperativa Osa…

PIERO RICCARDI
D quanto tempo?

ANONIMO OSA
 Dal 2000!

PIERO RICCARDI
Perchè prendere un infermiere da una cooperativa per sei anni?

UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma
Io credo che, ribadisco: con questo non condividendo e poi spiegherò il motivo per cui non condivido, il motivo principale che io ho verificato
è stata la necessità di aggirare degli ostacoli che derivavano dalla normativa.

PIERO RICCARDI
Cioè non si poteva assumere?...

UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma
Non si poteva assumere…Sugli infermieri di vincoli non ce ne sono mai stati molti. Però sono anche dei vincoli oggettivi legati al fatto che
per esempio noi dobbiamo assumere persone con concorso, quindi tempi piuttosto lunghi, noi stiamo organizzando un concorso per assumere
infermieri e si sono presentate 4000 persone e dobbiamo assumere una società  che ci gestisce il concorso perchè noi non siamo in grado di
farlo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Per il Direttore Generale del Sant'Andrea gli infermieri sono una emergenza nazionale perchè non si trovano e per questo  si ricorre
alle cooperative esterne.perchè loro, le cooperative, invece li trovano, e quando il Policlinico indice un concorso per assumere infermieri, se ne
presentano 4000,, talmente tanti che il Policlinico per eliminare l'esternalizzazione della cooperativa che fornisce gli infermieri che
mancano in Italia deve esternalizzare il concorso perché non è in grado di farlo.Sta di fatto che a fornire gli infermieri agli ospedali sono
le cooperative, ma a queste cooperative l'ospedale quanto paga un infermiere? Abbiamo visto che, esclusi i medici,  il personale che
serve a mandare avanti un ospedale,  viene principalmente appaltato a società  esterne, Gli infermieri invece sono forniti dalle cooperative.
Tutto questo perchè bisogna risparmiare.  La sanità  è  indebitata e vogliono reintrodurre il ticket. Allora quello che a noi interessa
capire è se appaltare il personale anzichè assumerlo si  risparmia veramente o se invece a fare affari sono solo queste cooperative.
Rimaniamo al policlinico Umberto 1 di Roma per vedere quanto l'ospedale paga un'infermiere fornito dalle cooperative

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Questo è un capitolato d'appalto per la gara di fornitura di infermieri. All'articolo 3 si specifica il fabbisogno stimato in 312.000 ore comprensive di turnazioni notturne e festive, una bella cifra. All'articolo 9 leggiamo che il prezzo si intende comprensivo di tutto. E ancora ' importante' - stabilisce che il costo orario del personale infermieristico non potrà  essere inferiore al minimo previsto dalla Tabella del Ministero del Lavoro per le cooperative sociosanitarie. A questo si aggiunge un costo orario per la formazione, uno per l’organizzazione, i costi generali e il margine operativo. Ovvero il guadagno della cooperativa fino a un massimo del 15%. Questa è l'offerta della cooperativa Osa che ha vinto l'appalto del 2003 per 3 anni. A + b + c uguale 21,90 l'ora. E lui è uno degli infermieri che Osa fornisce al Policlinico.

ANONIMO OSA
 Se sanno che sono qua a fare questa intervista penso che domani non ho più un lavoro, anzi adesso, se qualcuno saprà  andrà  a finire male.

PIERO RICCARDI
Ci sono degli infermieri che lavorano con te che sono assunti direttamente dal Policlinico, rispetto a loro qual 'è il problema?

ANONIMO OSA
 Rispetto a loro, è che io lavorando fianco a fianco con loro, facendo lo stesso lavoro, le stesse mansioni, tutto quanto, qui io ho una busta
paga di 194 ore mensili compresi gli straordinari. Il contratto prevede 156 ore quindi ne ho fatte circa 40 ore, si vede che la busta paga è
una specie di gioco delle tre carte.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Dunque il lordo è di 1.957 euro, 416 sono le trattenute,  un netto di 1.542 euro a fronte di 156 ore lavorate + 38 di straordinari, circa,
perchè la parola straordinari non compare nella busta, c'è invece non meglio precisato conguaglio ore. Proviamo allora a
moltiplicare 194 ore per 21.90 che, abbiamo visto, è a quanto la cooperativa Osa vende le ore del suo infermiere al Policlinico e otteniamo 4.248,6
euro. Ora proviamo a fare i conti in tasca all'Osa. Prendiamo il lordo della busta paga: 1957 euro, aggiungiamo la quota di contributi a
carico della cooperativa, le festività, la quota ferie, e raggiungiamo con l’aiuto del  nostro commercialista 2 mila e 400, 2 mila 500 euro.
Ora, aggiungiamo pure un 20% tra costi di gestione e margine e arriviamo a 3.000 euro di costo per la Cooperativa Osa di fronte ad un
incasso dal Policlinico di 4.248. Una bella differenza. Ma leggiamo ancora e una cosa che salta all'occhio è la voce relativa ai
contributi previdenziali Inps. L'imponibile è calcolato non sullo stipendio intero ma su 729 euro, suppergiù la metà  dello stipendio. Motivo? Semplice,
l'Osa paga sulla base dei minimali convenzionali di cui godono le cooperative. In pratica alle cooperative è permesso di pagare i
contributi Inps non sullo stipendio reale ma sulla metà . Un bel risparmio per la cooperativa, il Policlinico paga i contributi pieni
all'Osa su tutta la retribuzione, ma l'Osa, e tutte le cooperative, li pagano sulla metà . E allora, l'altro 50%, pagato dal Policlinico
dove va a finire? Ma c'è altro. Leggiamo che il lavoratore è part time al 94%. Perchè Part Time?

PIERO RICCARDI
Mi spiegate il meccanismo di 36 ore che il contratto  ha?

LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar
Allora il contratto full time di cooperativa è 38 ore per cui noi facendone 36 risulta partime.

PIERO RICCARDI
Perchè ne fate 36?

LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar
Perchè la cooperativa si deve adeguare allo standard aziendale che è di 36 ore per cui siamo costretti a fare 36 ore anche noi.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
La cooperativa Osa compra l'infermiere per 38 ore settimanali come da contratto cooperative sociosanitarie. Ma le ore settimanali ospedaliere
sono 36, dunque il part time al 94% abbassa la paga base del 6% e poi tra la 36esima e la 38ttesima non può scattare lo straordinario.
Ancora una, sul contrattino si legge che il compenso pattuito si intende come anticipazione sugli utili da conseguire.

PIERO RICCARDI
Utili a fine anno?

ANONIMO OSA
 Io lavoro, sono adesso 5 anni e ho 1500 euro di utile dalla cooperativa.

PIERO RICCARDI
In 5 anni?

ANONIMO OSA
 In 5 anni, si, in 5 anni.

PIERO RICCARDI
Quindi 300 all’anno in più di dividendo....

ANONIMO OSA
 Si.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
300 euro all’anno sono decisamente pochi per avere in cambio tutti
gli
svantaggi di essere un socio lavoratore. Andiamo al palazzo della
Regione Lazio e proviamo a chiedere all’assessore alla Sanità cosa
sta
succedendo attorno a questi ospedali pubblici.

PIERO RICCARDI
Quando una cooperativa fornisce un infermiere spesso il costo è molto
maggiore per l’azienda ospedaliera…

AUGUSTO BATTAGLIA- Assessore alla Sanità Regione Lazio
Ma non credo si possa porre il problema in questi termini. L’
affidamento di una funzione a una organizzazione cooperativa, a un’
associazione o a un privato non può essere attuata con l’idea di
spendere di meno perché un infermiere dovrebbe essere retribuito
secondo un contratto sia che lavori diciamo nella pubblica
amministrazione sia nella sanità privata e quindi anche in una
cooperativa. Spesso dipende un pochettino come si fanno le gare d’
appalto perché è chiaro che se si fa una gara d’appalto al massimo
ribasso dopo se si da meno di quanto è necessario per gestire quel
servizio è chiaro che poi ci troviamo di fronte spesso a situazioni di
lavoro dequalificato o di lavoro a sua volta precario. 

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Non ci risulta affatto, assessore, che le gare d’appalto di
infermieri
o ausiliari siano al massimo ribasso. Come abbiamo visto l’ospedale
riconosce alla cooperativa la retribuzione del Contratto Nazionale del
Lavoro più una serie di costi compreso un 15% di margine.
Ciononostante
al socio lavoratore arriva di meno. 

PIERO RICCARDI
Senta abbiamo visto che negli ospedali tipo Sant’Andrea e Policlinico
c’è una specie di divisione tra cooperative per dividere il lavoro
esternalizzato.
C’è la Compagnia delle Opere ci sono le cooperative rosse, le ex
cooperative bianche della DC… E’ un pò un manuale Cencelli!

AUGUSTO BATTAGLIA- Assessore alla Sanità Regione Lazio
Ma non credo si possa dire questo, per fortuna nel Lazio sta crescendo
e si sta sviluppando una forte rete di esperienze cooperative.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Sicuramente la Cooperativa Osa è proprio una di quelle cresciute molto
rapidamente nel campo della sanità pubblica. 450 infermieri forniti
dalla cooperativa Osa alle strutture ospedaliere per un totale di
600mila ore di servizio. Solo per l’Osa questo mercato vale 14
milioni
di euro, un terzo del suo bilancio 2005. L’Osa inoltre gestisce in
Italia residenze per anziani, Centri privati neuropsichiatrici,
residenze sanitarie, esiste un Osa Perù, un’Osa Argentina, e infatti
molti infermieri vengono reclutati proprio in Sud America perché sono
bravi e soprattutto disponibili a tutto.

DAL TGR DEL 18/05/2004
“Si trova a Roma in via Volumnio 1 la nuova sede della cooperativa
sociale Osa. Alcune sue sedi si trovano anche all’estero. Ad
inaugurare
quella romana è il Presidente della Regione Storace. “Viviamo in un
mondo –ha detto- in cui i diritti sembrano essere di pochi, per
questo
bisogna dare più giustizia sociale e strutture come queste che aiutano
a raggiungere l’obiettivo”.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Ma il grande business degli appalti sociosanitari non riguarda solo
Osa della Compagnia delle Opere. Per gli ausiliari della cooperativa
Siar non va certo meglio.

PIERO RICCARDI
Da quanti anni?

LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar
Io da 4 anni, noi siamo stati assunti come operai II livello, soci
lavoratori ma svolgiamo mansioni del IV livello. Anche del V livello
perché lavorando nel blocco operatorio noi igienizziamo le sale,
laviamo i ferri, igienizziamo le sale quando sono positive e infette,
mettiamo sotto formalina, che è cancerogena, noi la usiamo così a
litri.

PIERO RICCARDI
E non hai assicurazione?

LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar
Non ho nulla. Io mi sono punta tante volte con i ferri chirurgici
mentre li lavavo, ho fatto le denunce al pronto soccorso e ogni volta
che facevo le denunce mi veniva detto: “ Come mai maneggi i ferri
chirurgici? Allora sei Ota”? E io dico: “no, non sono Ota, sono
ausiliare”. E mi veniva detto: “ Ma tu i ferri non li devi neanche
vedere”. Io l’ho detto che i ferri non li devo neanche maneggiare
ma mi
hanno detto che comunque nel blocco operatorio si lavano ed io li devo
lavare.

PIERO RICCARDI
Paga?

LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar
180-185 ore, con un figlio a carico, un marito in mobilità, il mio
stipendio è di 800 euro.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Andiamo alla Direzione Ispezioni del Ministero del Lavoro.  E
chiediamo: “ Insomma cosa stanno combinando queste cooperative nella
sanità pubblica”?

PAOLO PENNISI- Vice Dir. Generale Attività Ispettive del Ministero del
Lavoro 
In realtà si appaltano servizi che servizi non sono. Quello che non si
può appaltare è anche qui la mera prestazione dell’infermiera la
quale
si va a collocare nell’ambito del reparto ospedaliero, lavorando
fianco
a fianco all’infermiera strutturata, a costi assolutamente
differenziati e fornendo quella che è la sua professionalità. Questo
non si può fare perché questo è mero appalto di mere lavorazioni,
che
era vietata con la vecchia legge e che continua a essere vietata ancora
oggi con la legge Biagi.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
La legge dice che puoi appaltare il servizio ma vieta di appaltare i
lavoratori. E invece noi stiamo dimostrando il contrario.

PIERO RICCARDI
Ma gli ordini di lavoro, le mansioni, gli incarichi chi ve li da?

ANONIMO OSA
 Praticamente io non ho a che fare con l’Osa oltre che vado ogni fine
mese a prender lo stipendio ma tutto di dipende dai capi, dai medici
con cui lavoro.

PIERO RICCARDI
Quindi il ruolo della cooperativa dell’Osa nei tuoi confronti è
semplicemente che fornisce il tuo lavoro?

ANONIMO OSA
 Si, fornisce personale.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Che il ruolo delle cooperative nel settore sanitario appare spesso
null’altro che intermediazione di lavoro è dimostrato dal fatto che
non
esiste vita di cooperativa.

PIERO RICCARDI
Ma che si fanno assemblee di cooperativa alla fine dell’anno?

LAVORATRICE 4- Siar Cooperativa
Non ho mai partecipato a nessuna assemblea, non conosco neanche il
presidente, non conosco nessuno, io faccio fede su una responsabile che
qui, per il resto.... 

PIERO RICCARDI
Ma chi vi paga? Viene un responsabile della cooperativa, vi paga?

LAVORATRICE 4- Siar Cooperativa
Non abbiamo un foglio firme in base a quello ci spediscono la busta
paga.

LAVORATORE 4- Siar Cooperativa
No io no sono mai stato in sede Siar, in 5 anni solo a inizio
contratto per firmare il contratto.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Se la legge dice che puoi appaltare un servizio, ma non una persona,
allora tutto quello che abbiamo visto fino adesso dovrebbe essere
illegale! La situazione al policlinico Umberto 1 è talmente caotica
che
qualche mese fa, quando  la regione Lazio, sull’orlo del
commissariamento per il buco di 10 miliardi di euro ereditati da
Storace, chiede a tutti gli Ospedali  “quanto personale avete? al
Policlinico non sono in grado di capire quanti sono a lavorare nell’
ospedale, quali le società, le cooperative, le ditte.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Queste sono le lettere che la Direzione Generale invia alla regione
Lazio, all’assessore alla Sanità, Augusto Battaglia. Nella prima del
28
aprile vengono fatti dei nomi di società esternalizzate e rispettivi
lavoratori. Ma è chiaramente lacunosa. L’unico a capirlo è il
sindacato
dei Cobas, comitati di base.

PIERO RICCARDI
Voi avete iniziato a contare a fare un censimento dei lavoratori?

GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° - Roma
Noi invitavamo i lavoratori qua nell’auletta Cobas dicendogli, allora
fate nome e cognome, abbiamo preparato un ciclostilato molto semplice,
in cui si chiedeva nome e cognome, dove lavoravano per quale ditta,
quale cooperativa da quanti anni e con quale qualifica, con la firma di
ogni lavoratore…Il primo invio fatto da parte dell’azienda.

PIERO RICCARDI
E secondo voi non era giusto?

GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° - Roma
No assolutamente perché mancavano un sacco di ditte che a noi erano
venute a fare l’autocertificazione allora che facciamo un secondo
invio
come fax.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Non passano due settimane che la direzione dell’Ospedale è costretta
su pressione dei Cobas a inviare in Regione rettifiche e precisazioni.
Questa è una seconda lettera, data 24 maggio. Spuntano nuove società
di
esternalizzazioni, ma soprattutto spuntano lavoratori, centinaia.

GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° - Roma
Quindi rendetevi conto 270 persone della Pultra per esempio se non
avessimo fatto il secondo invio dicendo signori miei state dicendo
bugie grosse quanto la fame non venivano completamente considerati,
quindi questi lavoratori non per niente in alcuni ospedali si chiamano
fantasmi.  

LAVORATORI ANONIMI- Cooperative Sant’Andrea
Io ormai sono arrivato a 41 anni ho tre figli e con la paga di
precario sei inesistente.Io c’ho 40 anni e ho dovuto mettere in
discussione molti credo. Svegliarmi la mattina accedere ad un mutuo,
potermi comprare casa, una macchina, accedere all’economia di questo
paese.Non ti senti un essere umano quando dici: “che lavoro fai”? I
primi tempi quando lavoravo in cooperativa mi vergognavo a dire che ero
un precario, non sapevo che dire, dicevo lavoro da una parte, ma non
dicevo sono precario. Questa cosa mi faceva un male, pregavo sempre che
nessuno mi chiedesse che lavoro fai.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
I Cobas sono agguerriti, raccolgono soprattutto il malcontento dei
lavoratori delle cooperative e delle ditte esternalizzate che si
sentono abbandonate dai sindacati tradizionali.

LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar
Quando capivano che eravamo della cooperativa ci veniva detto: “
scusate ma con la cooperativa è un problema non possiamo sostenervi”
e
se ne lavavano le mani.
 
LAVORATORI ANONIMI- Cooperative Sant’Andrea
Cgil, Cisl e Uil ci hanno boicottato.

PIERO RICCARDI
Perché?

LAVORATORI ANONIMI- Cooperative Sant’Andrea
Non ci hanno aiutato, hanno sempre detto che non eravamo
sindacalizzabili perché non facevamo parte dell’azienda e non ci
dovevamo permettere di rivolgerci a loro perché hanno sempre sostenuto
i lavoratori dipendenti che si iscrivevano al sindacato.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
E allora sentiamoli quelli dei sindacati confederali. Ci danno
appuntamento al Policlinico nella stanza del delegato Cgil dove
troviamo anche Cisl e Uil.

ROBERTO CHIERCHIA- Cisl Fp, Policlinico Umberto I°- Roma
Non possiamo far passare il criterio che il sindacato confederale in
questi anni è stato fermo alla finestra a guardare, assolutamente no,
abbiamo lottato con forza, al Policlinico, ogni singola realtà è
differente.

PIERO RICCARDI
Ma io non metto in dubbio la buona fede, ci mancherebbe altro…allora
o
erano molto potenti le cooperative e quindi si sono imposte anche al di
là della volontà del sindacato…

ROBERTO CHIERCHIA- Cisl Fp, Policlinico Umberto I°- Roma
Diciamoci anche questo, è questo probabilmente.

PIERO RICCARDI
Se ci sono contratti che possono prescindere, ormai c’è gente che
lavora 6- 7 anni, 10 anni con contratti da 600 euro, contributi
previdenziali, allora è inutile che stiamo a dire: “ vi dovete fare
la
pensione, i fondi pensione, i sindacati…”

ROBERTO CHIERCHIA- Cisl Fp, Policlinico Umberto I°- Roma
Abbiamo anche dipendenti a tempo determinato a cui viene dato solo 400
euro, grazie alle nostre iniziative viene applicato il contratto
collettivo nella stessa misura con cui viene applicato a un dipendente
a tempo indeterminato. Ma è vero quello che diceva anche lei.

PIERO RICCARDI
Che non si poteva fare niente per evitare tutto questo?

ROBERTO CHIERCHIA- Cisl Fp, Policlinico Umberto I°- Roma
Si può sempre fare qualcosa nella vita, è sicuro che nessuno di noi
è
esente da colpe, ma come sindacato confederale abbiamo fatto quello che
era nei nostri mezzi.

PIERO RICCARDI
Ma proteggerete anche i Co.pro e Cococo?

ROBERTO CHIERCHIA- Cisl Fp, Policlinico Umberto I°- Roma
Per noi il lavoratore è lavoratore.

PIERO RICCARDI
Noi stavamo vedendo le interviste di lavoratori Co. pro di alcune
cooperative, dicevano, la domanda: “ Ma siete andati dal
sindacato?” ci
dicevano: “ Mah, siamo andati ma quando sapevano che eravamo delle
cooperative hanno detto, mah, voi siete delle cooperative, non siete
sindacalizzabili, è un’altra cosa…” Così ci hanno risposto!
E’
possibile?

ROBERTO CHIERCHIA- Cisl Fp, Policlinico Umberto I°- Roma
Non è vero.

PIERO RICCARDI
Non è vero?

ADELMO AGUZZI- Uil Fpl, Policlinico Umberto I°- Roma
Secondo me non è vero.

GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° - Roma
Io vi volevo fare vedere anche questo che secondo me è importante,
eccolo…Umberto I°…Risultano con un totale di 821, noi invece con
il
secondo monitoraggio siamo arrivati a 933 lavoratori di cooperative e
ditte e ben 313 fra i Cococo, la legge 368 che prevede l’assunzione
di
medici…

PIERO RICCARDI
Circa 400 di più risultano?

GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° - Roma
Eh be si… E poi a questo ci sono poi alcune piccole ditte che non
sono
state ancora menzionate nonostante noi abbiamo inviato un terzo fax
dicendo: “ Signori miei qua i conti ancora non tornano”.

PIERO RICCARDI
Sul censimento la difficoltà per azienda di capire chi, quanti
lavoratori lavoravano per l’azienda in determinato giorno e per quali
società?

UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma
Credo siano inefficienze e diciamo carenze dell’azienda pubblica.
L’
azienda pubblica ha un compito importante quando esternalizza un
servizio, che è quello del controllo. Il controllo deve essere fatto
sia sulla qualità, sia sul processo, sia sulle risorse che vengono
inserite nel processo, cioè deve trattare questi operatori come
fossero
suoi.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Il direttore generale dice che la pubblica amministrazione deve
controllare, che deve considerare i lavoratori esternalizzati come
fossero i suoi, ma lui anche se è qui solo da un anno, lo sa cosa
succede? Possiamo mostrarglielo noi: ci siamo affacciati dalle finestre
degli uffici….abbiamo guardato giù…ci siamo infilati per le cucine
che
fanno un fracasso del diavolo…abbiamo sceso scale e siamo andati lì
dove gli uffici si guardano dal basso.

PIERO RICCARDI
Che mansioni avete voi in cucina?

UOMO ANONIMO
 Noi trasporto carrelli, del vitto. Noi esistiamo solo per lavorare.

PIERO RICCARDI
Perché con la cooperativa è la situazione peggiore?

UOMO ANONIMO
Non ci pagano ferie, malattie, perché la cooperativa fa questo
contratto e così è, se vuoi lavorare lavori, se no  te ne stai a
casa.

PIERO RICCARDI
Tu sei socio lavoratore?

UOMO ANONIMO
No socio collaboratore. Oggi lavori e domani può essere che stai a
spasso, se non gli servi più ti possono mandar via come se niente
fosse. Scusi ma lei chi è?

PIERO RICCARDI
Sono di Report di Rai 3. Da quanto è che è qui in cooperativa?

UOMO ANONIMO
Io sono 6 anni, qualcuno da 10, poi ogni tanto cambiano nome e
ricominci daccapo.

PIERO RICCARDI
In 6 anni tre cooperative? E le cooperative vecchie spariscono?

UOMO ANONIMO
Quelle dopo non ci stanno più.

PIERO RICCARDI
Lo stipendio? E’ più basso per esempio degli altri stipendi?

UOMO ANONIMO
5, 68 euro per 8 ore.

PIERO RICCARDI
Sindacalmente a chi vi rivolgete? Cigil, Cisl e Uil?

UOMO ANONIMO
No non ci stanno, proprio per niente.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Siamo al Policlinico Umberto I°, non in un cantiere abusivo.
Lavoratori che lavorano qui da cinque, sei anni come carrellisti cioè
guidano i muletti elettrici che portano i carrelli con il cibo…in 5
anni hanno cambiato tre cooperative… nomi? Sbiaditi nella memoria

PIERO RICCARDI
La prima come si chiamava?

UOMO ANONIMO
Si, Supernova, no la prima era Res Nova, tutte stelle, l’ultima Sole
e
Luna.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Proviamo a scorrere l’elenco delle ditte esternalizzate date dal
Policlinico alla Regione, ma Sole e Luna cooperativa non la troviamo,
ufficialmente non esiste.

PIERO RICCARDI
Questa è la maglietta di Kemihospital però?

UOMO ANONIMO
Si ma noi facciamo parte della cooperativa.

PIERO RICCARDI
Ma perché non siete Kemihospital ma siete cooperativa?

UOMO ANONIMO
Kemihospital ha vinto l’appalto noi siamo nel subappalto.

PIERO RICCARDI
E perché non vi prende direttamente Kemihospital?

UOMO ANONIMO
Bisognerebbe chiederlo a loro.

PIERO RICCARDI
Chi è che la prima volta vi ha proposto la prima volta di entrare…

UOMO ANONIMO
Questo dipende sempre dalla Kemihospital, dalla ditta interna che
lavora qui dentro che non ti assume e allora giustamente… io costo
tre
di loro… escono così ste coooperative che gli fanno le proposte a de
meno, a questi dicono che ne so gli dai 5 euro, è una catena.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
I lavoratori dicono che appartengono alla cooperativa ma in effetti
sono Kemihospital. Vediamo di capirci. Kemihospital è la società che
detiene l’appalto del confezionamento e distribuzione del vitto per
tutto il Policlinico, dal 1993, sempre riconfermata. Questa è la
rinegoziazione del giugno 2000, all’ articolo 8 leggiamo che poiché
la
Ditta non ha fornito in sede di offerta richiesta di aderire al
subappalto, esso, ai sensi di legge ecc,ecc, non sarà concesso.Dunque
nel monitoraggio del Policlinico la cooperativa non c’è, dal
contratto
di appalto non sembra possa appartenere alla Kemihospital perché alla
Kemihospital non sarebbero concessi subappalti, e allora? Per conto di
chi stanno lavorando i carrellisti al Policlinico?  ….Ma quando ce ne
andiamo però, qualcuno ci allunga una busta paga, i più hanno paura,
comunque la busta paga è un invito a darci un’occhiata.
Proviamo…Sotto
l’intestazione i parametri non sono decisamente chiari, niente data
di
assunzione, la qualifica cxx è un codice Inps per dire Cococo, nessun
livello e la mansione, che dovrebbe dire che cosa fa il lavoratore non
lo dice eccetto che è socio collaboratore, collaboratore si ma che fa?
Andiamo avanti, zero/zero data e scatti, niente data di fine rapporto,
giorni lavorati 1. Settimane 0, si 0, ore lavorate: casella vuota, ore
contratto: 1, paga oraria: casella vuota. Decisamente difficile
valutare una busta paga con parametri del genere. Dalla Camera di
Commercio ci procuriamo il Bilancio 2005. A fronte di 475mila euro
incassati i costi del personale prevedono solo uno striminzito 10mila
euro di “Salari e Stipendi” mentre sotto un generico “Altri costi
del
Personale” leggiamo 302mila: è chiaro che tutti i soci della
cooperativa sono precari Cococo eccetto uno appunto.

PIERO RICCARDI
Ma una cooperativa può prendere tutti i soci come cococo, non è una
contraddizione?...forse legalmente…

PAOLO PENNISI- Vice Dir. Attività Ispettive Ministero del Lavoro
Nella famosa circolare del 17 del Ministero questo è uno degli
elementi che fa accendere la lucina rossa al personale ispettivo
proprio perché non può esserci coincidenza tra il contratto di lavoro
a
progetto e l’attività sociale l’oggetto sociale dell’attività,
ma il
collaboratore è per definizione un soggetto eventuale, non è
l’elemento
su cui puoi fondare, è come dire che io devo raggiungere il mio
oggetto
sociale con un soggetto che decide lui, quando viene quando si
relazione quando si rapporta, questa è la natura autentica della
collaborazione, questo è uno degli elementi dove siamo assolutamente
allertati.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Allertati sì, ma evidentemente qui nessuno ha mai controllato. E visto
che un altro paio di lavoratori della cooperativa dei carrellisti si
sono accodati al primo e ci hanno dato il nome proviamo a controllarli
noi i versamenti. Dunque, della cooperativa Supernova, per la quale
hanno lavorato un paio d’anni fa non abbiamo trovato tracce di
contributi, e così pure per la cooperativa attuale che scopriamo
essersi iscritta all’Inps solo il 5/12/2005, più di un anno dopo la
nascita che è il 27/10/2004. Ma dall’ultimo bilancio  sappiamo che
nel
2005  ha lavorato producendo per 475.000 euro. Forse solo una
dimenticanza e un semplice ritardo. Ma poi notiamo un dettaglio: che
l’
indirizzo dato all’Inps non corrisponde con la sede legale che si
trova
in provincia di Latina.. Andiamo a Pomezia, in Via Ardeatina
100…Cercavamo una cooperativa e invece troviamo una grossa
multinazionale che conosce si la cooperativa, ma solo perché la
cooperativa lavora per loro.

UOMO AL CITOFONO
avete citofonato al cancello Procter. La cooperativa lavora qua
dentro, qua  dentro ci lavora la Sole e Luna.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Proviamo a chiedere ai nostri amici della cooperativa, loro saranno
senz’altro dei frequentatori della sede.

PIERO RICCARDI
Non sai l’indirizzo della Sole e Luna?

UOMO ANONIMO
No l’indirizzo preciso non lo so.

PIERO RICCARDI
Ma sono di Roma?

UOMO ANONIMO
Penso di si, cambiano sede continuamente, cambiano nome, cambiano
tutto.

PIERO RICCARDI
Cioè non esiste una sede?

UOMO ANONIMO
No si spostano cambiano, non stanno mai fissi.

PIERO RICCARDI
Ci sono i subbalpalti qui?

ROBERTO CHIERCHIA- Cisl-Fp, Policlinico Umberto I°- Roma 
Noi li abbiamo denunciati quando ci sono, quando ne veniamo a
conoscenza lo denunciamo

GINO GIUSTINI- CGIL-Fp Policlinico Umberto I°- Roma 
Che cosa fa la ditta, vince l’appalto, c’ha venti persone e poi ne
fa
quindici, 5 li manda al San Giovanni, e poi 5 li prende dalla
cooperativa, quelli sono sottopagati, non prendono neanche come quelli
che sono dipendenti e questo è il subappalto e questo ce l’ha la
Kemihospital, la Lavin.

PIERO RICCARDI
Io sto cercando di capire dov’è avvenuto l’errore, perché nel
2006, un
poveraccio che lavora, non esiste più contratto nazionale, non
esistono
le garanzie, le tutele, non esiste niente, vengono passati come pacchi
da una cooperativa a un’altra in subappalto e nessuno
controlla…perché?

ROBERTO CHIERCHIA- Cisl-Fp, Policlinico Umberto I°- Roma 
Questi sono dei delinquenti, qui qualcuno deve agire per perseguire
chi commette dei reati, il sindacato in questo caso ha un ruolo
diverso, non si può assumere anche il ruolo di fare da carabiniere,
noi
abbiamo un ruolo sociale.

UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma
Io ritengo che queste cose si riescano a contenere al massimo non del
tutto, si riescano a contenere se i capitolati di gara sono fatti in
modo rigoroso, tutto passa di li…

PIERO RICCARDI
Ma qui è pieno di subappalti!.....

UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma
Si è pieno di subappalti ma se a questi qua vado a dire perché fai il
subappalto mi dicono prego vai a spendere perché noi no abbiamo
vincoli
a norma di capitolato, perché questi non son mica sprovveduti, se i
capitolati sono usciti in un certo modo è perché magari c’hanno
messo
le mani un po’ anche loro…

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Loro chi? il Direttore Generale si riferiva alla kemihospital? dice
che il policlinico è pieno di subappalti e che queste ditte si
scrivono
pure le regole per partecipare alle gare. Probabilmente il più grande
ospedale pubblico di Roma, con 1300 posti letto e 1400 medici,  non
controlla più niente:  dagli appalti che pagano tre dove tu lavori 7 e
con le  amministrazioni che spesso invece pagano di  più di quel che
arriva in tasca ai lavoratori. Sappiamo che all’Inps mancano soldi ma
le cooperative sono autorizzate a pagare i contributi su metà
stipendio
. I lavoratori dei call center invece sono  250.000, ed hanno il
contratto a progetto,  che vuol dire lavorare “su un progetto”. Che
progetto ha uno che risponde al telefono? .

DAL TG2 DEL 24/08/06
"Scoppia dei call center…"

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Tutto è cominciato la scorsa estate con gli ispettori del lavoro a
mettere il naso in Atesia, una società del più grosso call center
italiano e d’Europa il Gruppo Almaviva dell’imprenditore romano
Alberto
Tripi. 16 mila operatori telefonici complessivi, 4000 concentrati nella
sola Atesia dei quali 3200 con contratto a progetto e per gli ispettori
del Ministero del Lavoro, proprio quel a progetto non quadrava. 

PIERO RICCARDI
Quindi non accettate voi il verbale dell’ ispettorato?

LUCIANO SCALIA – Dir. Risorse Umane Gruppo Almaviva
No, nella maniera più assoluta…

PIERO RICCARDI
E ritenete che il contratto da voi applicato era corretto?...

LUCIANO SCALIA – Dir. Risorse Umane Gruppo Almaviva
Si.

PIERO RICCARDI
Che è successo ad Atesia?

PAOLO PENNISI- Vice Dir. Attività Ispettive Ministero del Lavoro
Gli ispettori hanno riconosciuto un rapporto di subordinazione per
tutte le unità che erano state coinvolte dalla società Atesia per lo
svolgimento della sua attività istituzionale.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Quindi secondo gli ispettori quelli che rispondono al telefono dei
call center non sono i lavoratori a progetto.

PIERO RICCARDI
Che tipo di contratto avevi con Atesia?

EX LAVORATORE ATESIA  
Ero cococo e poi sono stato Trasformato in lavoro a progetto

EX LAVORATORE ATESIA
Ci trattava come liberi professionisti, come se rispondere al telefono
in un call center può essere un lavoro simile a quello dell’avvocato
o
al commercialista

LAVORATORE OMNIA CALL
Rispondiamo all’utenza Inps Inail su tutte le domanda che riguardano
questo mondo, informazioni generali su tutto, poi registriamo
domestiche, colf, inviamo cud o bsm.

EX LAVORATORE ATESIA
Il progetto non esiste.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Per capire cos’è un contratto a progetto leggiamone uno di Atesia.

PIERO RICCARDI
Per avere un contratto a progetto ci deve essere un progetto da parte
del committente, questo è un contratto con un lavoratore a un certo
punto c’è scritto: forme di coordinamento….concordare la fascia di
operatività della sua prestazione in maniera tale da armonizzare le
esigenze di gestire autonomamente il suo tempo con le necessità di
ricevere le telefonate commerciali nell’arco di tempo definita dal
committente cioè tu sei autonomo ma nelle mie necessità di tempo?....

LUCIANO SCALIA – Dir. Risorse Umane Gruppo Almaviva
No guardi se stiriamo il concetto di autonomia fino a dire che il
lavoratore autonomo è esclusivamente, o parasubordinato come in questo
caso, è esclusivamente il lavoratore che in totalissima autonomia, fa
come vuole, quando vuole perché vuole è chiaro che questo cade
ovviamente e secondo me la legge Biagi intendeva il lavoro a progetto
in un altro senso…

LAVORATORE OMNIA CALL
In base alle chiamate che arrivavano prendevo uno stipendio, in base
alla durata delle telefonate

LAVORATORE OMNIA CALL
Da zero a venti secondi non si viene pagati, da venti secondi fino a
due minuti e quaranta si viene pagati a scatti come le chiamate per un
massimo di ottantacinque centesimi e un minimo di dieci o venti
centesimi, adesso non ricordo, quindi a scatti da veti a trenta secondi
dieci centesimi, da trenta a quaranta secondi quindici centesimi e
così
via; superati i due minuti e quaranta anche se stai a telefono sei
giorni ottantacinque centesimi.

LAVORATORE OMNIA CALL
Magari anche così si spiega perché se fai il 119 dopo un tot la
chiamata cade perché spesso e volentieri gli operatori sta devono
attaccare perché stanno lavorando gratis praticamente.

PIERO RICCARDI
In soldoni si risparmia parecchio tra il lavoro a progetto e
subordinato?

PAOLO PENNISI- Vice Dir. Attività Ispettive Ministero del Lavoro
Certamente sì è l’unico motivo per cui le aziende ricorrono a
questa
formula.

PIERO RICCARDI
Perché eravate così cattivi? Insomma sto lavoro a progetto
…indubbiamente questo lavoro a progetto fa risparmiare?

LUCIANO SCALIA – Dir. Risorse Umane Gruppo Almaviva
Sicuramente sì. Fa risparmiare sul costo.

EX LAVORATORE ATESIA
In Atesia si possono riuscire a tirar su 6-700 euro a fine mese,
chiaramente senza ferie e malattie, quindi tutto questo è molto
variabile se avessi la sfortuna di rompermi una gamba e stare un mese a
casa non percepirei stipendio.

LAVORATORE OMNIA CALL
Tranne che per la malattia non sei ricoverato in ospedale una persona
non viene pagata perché rimane a casa, come non viene pagata la ferie,
la tredicesima, l’indennità di cuffia non viene praticamente pagata
niente.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Torniamo ancora una volta alla direzione del servizio ispezione del
Ministero del lavoro, e chiediamo di dare un’occhiata al contratto a
progetto di un lavoratore dell’ospedale Sant’Andrea di Roma.
Abbiamo
cancellato il nome, e non gli diciamo che lavora all’archivio delle
cartelle cliniche. Vi ricordate durante il giro all’ospedale Sant’
Andrea, quando siamo entrati nella stanza dell’archivio dove vengono
conservate appunto le cartelle cliniche? Bene, c’eravamo procurati il
contratto di uno dei lavoratori.

PAOLO PENNISI- Vice Dir. Attività Ispettive Ministero del Lavoro
E’ il classico esempio di progetto non progetto…

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Appunto!...Il collaboratore provvederà a selezionare ed estrarre gli
atti archiviati presso l’azienda ospedaliera, …attribuendo criteri
di
classificazione atti a renderne celere la ricerca e consultazione –
in
parole povere il lavoratore a progetto per ritrovare velocemente le
cartelle cliniche le deve mettere in ordine alfabetico – alla faccia
del progetto! …e poi “ per ogni atto  o serie di atti omogenei
provvederà a creare una duplicazione”, ovvero deve farne delle
fotocopie. Insomma Direttore che cos’è il nostro lavoratore?

PAOLO PENNISI- Vice Dir. Attività Ispettive Ministero del Lavoro
Stampa e archiviazione dei documenti è il classico lavoro subordinato
dell’archivista. 

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Il classico, vecchio, caro, archivista, che conserva le cartelle
cliniche e le fotocopia diventa un lavoratore a progetto, senza ferie,
malattia, tfr, senza straordinari e metà contributi. Diamo
un’occhiata
all’Inps? Due lavoratori di questo appalto ci danno i nomi e
verifichiamo. Per il primo, l’ultimo contributo risale al 2003 e a
versarlo non è stata l’attuale ditta per cui lavora al
Sant’Andrea. Per
il secondo lavoratore il discorso non cambia, solo che per lui
l’ultimo
contributo Inps risale addirittura al 1996. 

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Fare questi controlli non è particolarmente complicato, dovrebbe
essere la routine di chi lo fa per mestiere. Perché non stiamo
parlando
di un cantiere abusivo, ma di gente che lavora dentro all’ospedale
pubblico e  gestisce le nostre cartelle cliniche, che rappresentano la 
memoria stessa di un ospedale. Quello che ne deduciamo è che l’Inps
o
non è aggiornata o la pensione a questi lavoratori del Sant’Andrea e
del Policlinico anche se non la paghi fa lo stesso…a danno delle
pensioni di tutti. E questo in nome di un risparmio che non c’è ,
con l’
aggiunta della beffa perché  facendo i calcoli, l’assunzione costa
meno.

ERMINIA COSTA - Cobas Ospedale Sant’Andrea- Roma
Noi abbiamo preso i capitolati d’appalto delle varie ditte e visto
quando l’azienda ospedaliera Sant’Andrea pagava per ogni
dipendente. C’
è venuto fuori un totale di nove milioni e 741 euro 755; poi abbiamo
fatto un’altra colonna, abbiamo preso quello che è il trattamento
economico con la tredicesima mensilità del comparto sanità e
moltiplicato per il numero dei dipendenti e la cifra è 7 milioni 443
mila 829, questa è la differenza, attualmente l’azienda paga alle
ditte
esterne 9 milioni 740 e rotti milioni di euro, se li assumesse ne
spenderebbe 7 milioni 443 quindi avrebbe un risparmio annuo di due
milioni 298 mila euro annui su 315.

PIERO RICCARDI
Esternalizzare  costa di più di internalizzare, rispetto al calcolo
che hanno fatto questi sindacati di base?..

ROCCA, FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea Roma
Allora ecco i conti dei sindacati li ho visti ma onestamente non li ho
verificati, penso che sia possibile, penso che sia possibile….

UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma
Non si risparmia, non si risparmia e non ha senso

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Che dire?...esternalizzare personale costa di più che se fosse assunto
direttamente dall’azienda. Lo dicono i direttori generali dei due
ospedali. Ma i soldi sono molti e gli interessi forti.

PIERO RICCARDI
Quanto pesa la Sanità sul Bilancio come quello della regione Lazio?

LUIGI NIERI – Assessore al Bilancio Regione Lazio
Intorno al 70% e qualcosa di più…

PIERO RICCARDI
Quindi è la voce più consistente?

LUIGI NIERI – Assessore al Bilancio Regione Lazio
E’ la voce del Bilancio della regione Lazio e delle altre regioni
insomma, non solo della regione Lazio.

PIERO RICCARDI
In queste esternalizzazioni ci sono grandi gruppi che ritornano un po’ ovunque ci sono le cooperative più vicine alla sinistra, le coop
bianche , ci sono società più o meno a Roma ruotano due o tre nelle lavanderie e pulizie, ci sono pressioni in questo senso o…

UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma
Le pressioni ci sono sempre perché…perché è ovvio se si tratta del policlinico si tratta di risorse economiche molto consistenti.

TONINO CORDESCHI- Cobas Policlinico Umberto I°- Roma
E tutti gli altri li ho inseriti nella categoria D degli infermieri, vedi, che sono 232

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Insomma al policlinico assumere infermieri e ausiliari  costerebbe 9milioni di euro invece ne deve spendere 12milioni e 400mila euro per
prenderli dalla cooperativa Osa.Quali sono allora gli interessi che impediscono di assumerli? Una chiave ce la fornisce un frammento
rimasto inciso nella telecamera alla fine dell’intervista dell’assessore Battaglia quando ci preparavamo ad andarcene.

AUGUSTO BATTAGLIA- Assessore alla Sanità Regione Lazio
Tanto per capirci non esiste nessuna possibilità  che si prendono le cooperative e si fanno imboccare tutti alla regione .però stanno li
da 6 anni!...non è che io posso assume quelli, devo dire che alla cooperativa je faccio fa un'assistenza domiciliare e li faccio il
concorso

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Chiarissimo, le cooperative che forniscono infermieri e ausiliari agli ospedali anche se costano di più sono ormai così potenti che non gli
si può togliere l’appalto senza dargli qualcosa in cambio, bisogna trovargli prima qualche appalto nell’assistenza domiciliare, nella
cura dei disabili o degli anziani e poi si possono fare i concorsi per assumere direttamente gli infermieri e far risparmiare l’ospedale. La
riprova?Vi ricordate lo scandalo di questa estate legato alla associazione Anni verdi che si occupava di disabili per conto della
regione Lazio?

DAL TGR LAZIO DEL 5/09/2006
Arrestati per associazione a delinquere otto persone L'indagine della procura di Velletri e dei Nas di Roma erano partiti nel novembre 2004,
i centri Anni Verdi per gravi problemi economici sono in liquidazione totale dallo soccorso luglio, ieri tra un consorzio di cooperative e la
funzione pubblica della Cgil è stato firmato un accordo per garantire il futuro del personale.

PIERO RICCARDI (fuori campo)
Così l'assessore Battaglia ha affidato il tutto ad un consorzio di cooperative. Quali? Sono tre, una della Lega delle cooperative, una è
della centrale Agc , la terza è la cooperativa Osa. Si proprio quella che fornisce i 382 infermieri e ausiliari al Policlinico e guarda caso
al Policlinico possono indire un concorso pubblico per 50 infermieri. Si 50  infermieri su un totale di 382. Solo un caso? Proviamo a vedere
cosa ne pensano al ministero del lavoro. Ci riceve la sottosegretaria onorevole Rosa Rinaldi.

PIERO RICCARDI
Per togliere le esternalizzazioni QUI A Roma negli ospedali al Policlinico o al Sant'Andrea significa intaccare gli interessi di
alcune cooperative o di altre società , Atesia, Tripi ha detto se io devo assumere queste persone, io me ne vado all'estero, parliamo
di interessi forti questo governo, avete la forza di intaccare questi poteri?

ROSA RINALDI- sottosegretario Ministero del Lavoro
Quando io non applico il contratto che dovrei applicare e chiamo lei in un modo differente da quello che produce per me e di quello che io
attraverso la mia produzione devo anche versare o all'erario o alle casse pensioni, insomma si dice che dentro le regole non ci stavamo.
Quindi io credo che l'autorità  pubblica serve esattamente a dire questo, alcune funzioni si possono reinternalizzare, facciamo una
verifica a tutto campo sui costi che ci sono stati, altri servizi, questi, possono anche per alcune funzioni di mercato o per l'
efficentamento restare all'esterno ma tuttavia si può farlo senza la barbaria, oggi noi siamo in questi settori nella piena barbaria. 

MILENA GABANELLI IN STUDIO
E allora rientrate nella legalità ! C'è da dire che da quando abbiamo cominciato a lavorare attorno a questo argomento , cioè da giugno
scorso, si sono allarmati un po' tutti. E lunedì sera  i sindacati confederali che sono stati a guardare per 10 anni e hanno tollerato che
questa situazione si creasse si sono seduti intorno ad un tavolo e hanno firmato un protocollo d'intesa con l'assessore alla sanità 
della regione.. Bene nell'accordo hanno scritto che sarà lui insieme ai sindacati a stabilire quando e se fare i concorsi e quali lavoratori
potranno entrare sotto la protezione di un contratto decente e quali dovranno continuare a stare a bagnomaria.  Ricordiamo che la sanità 
Lazio ha un buco di 10 miliardi di euro, un terzo della finanziaria, e  che tutti noi dovremmo contribuire a sanare. Grazie alla mala politica
e ai sindacati che non hanno fatto il loro mestiere. Pretenderemmo adesso che questo protocollo diventi qualcosa di più serio.