“Ci sarà un vaccino contro il Raggi-bis?”

Germano Monti

di Germano Monti, operatore sociale

Pensierino di fine d’anno: al peggio non c’è mai fine. Non bastavano la pandemia, la cassa integrazione, la malattia d’ufficio… il mio 2020 si conclude con la consapevolezza che un secondo mandato per Virginia Raggi non sia un’ipotesi tanto remota.

Premetto che io sono uno dei tanti che nel 2016, al ballottaggio con il candidato del PD, decise di votare la candidata 5 Stelle, perché mandare a casa la mafia del PD era la priorità assoluta e poi, tutto sommato, la Raggi non sembrava malissimo: era intervenuta al Cinema Palazzo occupato, sostenendo l’uso sociale degli spazi abbandonati e, più in generale, appariva sensibile alle questioni sociali e ai problemi del mondo del lavoro.

Certo, i mantra sulla legalità, tipici dei grillini, erano fastidiosissimi, ma in una città dove per anni avevano dominato clan e famiglie mafiosi, con la decisiva complicità di gran parte della classe politica, c’era poco da scegliere.
A quattro anni e mezzo di distanza, la realtà è tristemente sotto gli occhi di tutti: Roma è una città più povera, brutta e incarognita di prima.

E’ più povera, perché in molti hanno perso il lavoro e le migliaia di lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici esternalizzati che il Movimento 5 Stelle aveva promesso di internalizzare sono stati traditi e si dibattono in una precarietà ancora più incerta di prima: oltre 2.500 addetti della Multiservizi, 3.000 assistenti scolastici per i bambini disabili, cuoche e inservienti delle mense scolastiche, giardinieri, operatori ecologici e tanti altri.
E’ più brutta, non solo perché la manutenzione stradale e quella del verde pubblico, così come la raccolta e lo smaltimento dell’immondizia, sono carenti e saltuarie, ma è brutta per l’assenza di ogni iniziativa culturale, fatte salve le poche messe in piedi da qualche Municipio.

E’ più incarognita, perché l’assenza di interventi sociali ha reso ancora più drammatica la vita nei quartieri popolari: la tragica farsa dei contributi per l’affitto arrivati in minima parte e con mesi di ritardo, il caos e l’improvvisazione dei Municipi, l’assenza di una politica seria per affrontare l’emergenza abitativa… tutte medaglie appuntate sul petto dell’inettitudine fatta persona, vale a dire l’assessora Veronica Mammì.

Eppure, nonostante tutto questo, nonostante i voltafaccia e le brutte figure sulla vicenda dello stadio, nonostante i proclami ridicoli sulla costruzione delle funivie mentre vanno a fuoco gli autobus e le metropolitane funzionano a singhiozzo, Virginia Raggi potrebbe occupare il Campidoglio per altri cinque anni. E’ una prospettiva terrificante, ma ogni giorno sempre più reale.
Potremmo ritrovarci ancora la Raggi sul groppone perché quelli che dovrebbero rappresentare l’alternativa non ci sono, e non sono nemmeno un’alternativa.

Il centrosinistra (che poi significa il PD con qualche ruotina di scorta) non riesce a trovare qualcuno che voglia candidarsi… anzi, quando viene fatto qualche nome, il malcapitato fugge inorridito, nemmeno gli avessero fissato un appuntamento dal dentista.

E’ vero che ci sono un bel po’ di auto-candidati, ma il fatto che vengano definiti “i sette nani” la dice già lunga sulla loro credibilità.

Poi c’è Calenda, altro autocandidato: spigliato, telegenico, probabilmente anche abbastanza capace, ma con una politica popolare e sociale, insomma con una qualche vaga idea di progresso e di sinistra non c’entra proprio niente. Ma niente di niente.

Quanto alla sinistra-sinistra, siamo al solito pulviscolo di minipartiti uno più comunista dell’altro, già pronti a sbranarsi per una fetta dello zerovirgola che prenderanno.
Quindi, il rischio di un Raggi – bis è più che tangibile, e il mio annus horribilis 2020 si chiude con questa malinconica consapevolezza.”

(Germano Monti)

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