I delitti di sangue nella storia del quartiere Ottavia

Nella panoramica generale metropolitana, il quartiere di Ottavia, finora, si presenta come un quartiere pacifico e tranquillo, forse il più tranquillo di Roma nord.
Il luogo di cui scriviamo è abitato da circa 11 mila abitanti , si trova alla periferia nord di Roma, a 2 km  dal Santa Maria della Pietà e dal  San Filippo Neri, ed è diviso in due parti dalla Ferrovia FL3 Roma Viterbo.
Negli ultimi 10 anni si sono registrati 3 o 4 incendi dolosi in locali commerciali e diversi furti ad opera dei famosi “topi d’appartamento”  che purtroppo non risparmiano nessuna zona di Roma.
ipogeobarMa nella storia di questa zona non sono mancati, anche se pochi, delitti di sangue.
Cominciamo da due più recenti, avvenuti il 30 dicembre del 2014  e a metà luglio del 2015.
Nel primo caso un uomo di 53 anni è stato ucciso con più di cinque colpi di pistola a poca distanza dalla propria abitazione.
Secondo la ricostruzione, i killer lo hanno atteso e lo hanno freddato con una serie di colpi mentre stava parcheggiando l’auto su via Esperia Sperani.
Nel secondo caso, un uomo di 41 anni è stato gambizzato in un cortile condominiale di via Ipogeo degli Ottavi.
Il killer sarebbe entrato nel cortile quando la vittima stava rientrando e avrebbe aperto il fuoco
Un ultimo crimine minore verificatosi nel febbraio 2015 è stata una rapina in una villa di via Esperia Sperani.
Cinque ladri sono entrati nell’abitazione intorno alle 2 e 30 di notte coperti da un passamontagna e armati di pistola e coltelli.
Il proprietario, 49 anni, si trovava in casa ed è rimasto ferito dopo essere stato colpito da uno dei rapinatori con il calcio della pistola
Tanta paura per lui, la moglie e la figlia che dormivano tranquillamente nelle loro camere.
Ma, a parte questi tre fatti più recenti, per poterli contare sulle dita di una mano bisogna andare indietro nel tempo di circa sessanta anni.

foto Antonello Medda 1966
foto Antonello Medda 1966

Cominciamo da quello più remoto avvenuto dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Racconta “Maurizio”, un nostro testimone privilegiato, che intorno agli anni 50 era scoppiata una lite presso un’osteria denominata Gazzella, che si trovava sulla via Trionfale all’altezza della vecchia stazione, dove più recentemente è stata aperta una pizzeria gestita da egiziani e una frutteria.
Era il periodo in cui a Ottavia e alla Lucchina dominavano il principe Colonna con la sua tenuta, il Conte Sansoni e il Conte Manzolini.
Quest’ultimo aveva una proprietà che si estendeva dalla Castelluccia fino a Ottavia, dove ora c’è il campo di calcio, e zone limitrofe.
La vittima di quel delitto lavorava per i Manzolini e abitava alla Castelluccia con la moglie e un figlio ancora neonato.
I due balordi assassini, con i quali c’era stato un alterco giocando a carte, organizzarono di notte la rappresaglia andando a casa: dopo aver ucciso marito e moglie, misero il neonato che piangeva attaccato al capezzolo della madre morta.
Questo particolare agghiacciante scosse tutta la popolazione locale, gli assassini, una volta catturati, subirono un lungo processo seguito dai media di allora.
Andando un po’ avanti nel tempo, intorno alla metà degli anni 60, il nostro quartiere fu di nuovo al centro delle cronache nazionali.
Troupe televisive, cronisti di tutti i quotidiani e testate radiofoniche si precipitarono in massa su via della Lucchina accalcandosi al cancello di un condominio corrispondente al civico n. 6.
I cronisti volevano spiegare all’opinione pubblica italiana le ragioni di un delitto apparentemente assurdo.
lucchina6La goccia che aveva fatto traboccare il vaso nel rapporto già compromesso tra due vicini di casa era stato il quotidiano canto di un gallo che caratterizzava l’alba di tutte le mattine.
Un uomo profondamente disturbato da quel canto ha deciso di imbracciare un fucile e di uccidere senza pietà il padrone del volatile dopo aver atteso il suo ritorno davanti al condominio.
Il delitto di sangue più recente risale intorno al 1985.
E’ avvenuto in un appartamento di via Pier Luigi Galletti, traversa di via Panizzi, dove un uomo è morto ucciso da un colpo di pistola.
Si trattava di una persona che non aveva fatto nulla, si trovava in quell’appartamento per puro caso, perchè aveva accompagnato un amico di Montemario a risolvere una contesa tra un proprietario venditore e un acquirente possessore dell’appartamento che non saldava il debito per l’acquisto.
In un momento di agitazione del gruppo, dalla pistola del “paciere” di Montemario” venuto a risolvere la lite, è partito un colpo accidentale che ha colpito a morte l’amico che l’accompagnava estraneo alla lite.
Il ” paciere pistolero” fu arrestato e condannato ad un paio d’anni di carcere.

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Blogger autodidatta, Educatore Professionale con Laurea Magistrale in Management del Servizio Sociale a Indirizzo Formativo Europeo; Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Profilo corrente: Ata nella Scuola Pubblica. Inserito nelle Graduatorie d'Istituto 3a fascia per l'insegnamento di "Filosofia e Scienze Umane"

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