L’episodio del “paninaro”, frammenti di storia dell’istituto Fermi di Montemario.

Mario De Sanctis era un preside buono che non amava i toni duri e aggressivi di certi docenti.

All’epoca poteva succedere che le riunioni del collegio docenti fossero infuocate perchè la politicizzazione della dialettica era frequente con una divisione tra docenti destrorsi e docenti sinistrorsi.

Una volta dovette sospendere il collegio perché vide volare qualche schiaffone.

Nonostante i violenti anni 70 e 80 sembrava fossero superati, nell’istituto Fermi si respirava ancora aria di “libertà” e “autogestione”. I cancelli rimanevano aperti con studenti che potevano uscire e rientrare durante le ore di lezione e ricreazione.

Si narra di qualche gruppetto “creativo” di studenti che si era recato dal ferramenta e si era procurato persino una copia delle chiavi di porte e laboratori.

E chissà se questo episodio delle chiavi avesse qualche legame con le piantine coltivate sulla vaschetta di scarico di uno dei bagni della palazzina B, vegetazione scoperta casualmente da qualche professore e poi rimossa.

Fu il Preside De Sanctis, pur nella sua bontà e timidezza, a invertire la rotta disponendo la chiusura dei cancelli durante le ore di lezione. Un evento che scombussolò l’ordine quotidiano delle cose perchè non c’era un bar interno e i ragazzi si trovarono subito in difficoltà durante la ricreazione che, a quel tempo, era una soltanto.

Per ovviare a questo blocco dei cancelli durante la ricreazione, alcuni studenti riuscirono a contattare un paninaro. Ogni giorno all’ora della ricreazione un furgone con centinaia di panini accostava davanti al passo carrabile dell’istituto Fermi mentre un esercito di studenti si accalcava in quel cortile e, da sopra la ringhiera, ognuno prendeva il suo panino e dava i soldi al paninaro.

Andò avanti per un pezzo così fino a quando il preside De Sanctis non decise un giorno di presentarsi davanti a quel mercato affollato e rivolgersi direttamente al commerciante di panini: “Lei non può vendere qui!”.

Ma la risposta del paninaro fu secca e volgare tanto che un professore di ginnastica, uomo alto e palestrato che accompagnava il preside, salì sul muretto, prese dal colletto il “mercante” e, sollevandolo da terra, gli intimò: “tu non puoi rispondere al preside in questo modo! Capito!”

Da quel giorno il furgone coi panini non si vide più.

(Leggi anche: Storia inedita dell’Istituto Fermi )

 

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