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	<title>albo educatori Archivi - Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</title>
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	<description>Cittadini attivi  e protagonismo civico</description>
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		<title>Educatori: Albo Si e Albo No. Il parere di un professionista.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jul 2018 15:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sull&#8217;istituzione dell&#8217;Albo degli Educatori Professionali, introdotto dalla legge Lorenzin, riportiamo di seguito un articolo dell&#8217;educatore professionale Fabio Ruta **.  Sono sempre stato scettico sulla utilità <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-albo-2368-2/" title="Educatori: Albo Si e Albo No. Il parere di un professionista.">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-albo-2368-2/">Educatori: Albo Si e Albo No. Il parere di un professionista.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-2370" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/07/alboro-300x200.jpg" alt="alboro" width="300" height="200" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/07/alboro-300x200.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/07/alboro.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Sull&#8217;istituzione dell&#8217;Albo degli Educatori Professionali, introdotto dalla legge Lorenzin, riportiamo di seguito un articolo dell&#8217;educatore professionale Fabio Ruta **.</h4>
<p style="text-align: justify;"> <em>S</em>ono sempre stato scettico sulla utilità degli albi-ordini professionali.<br />
E considero che sia auspicabile una loro sostanziale riforma, se non la abolizione tout court.<br />
Mi paiono &#8211; in generale &#8211; istituzioni burocratiche non essenziali: non è attraverso un albo/ordine che si afferma davvero il valore di una professione.<br />
O almeno, questa è sempre stata la opinione di un liberal progressista di strada come me.<br />
In queste settimane viene istituto l&#8217;albo dell&#8217;educatore socio sanitario.<br />
Scelta da tempo auspicata ed invocata dalla associazione Anep.<br />
A questo traguardo non si associa affatto purtroppo una maggiore unità, forza, rilevanza nei contratti nazionali, degli educatori professionali.<br />
Al contrario l&#8217;istituzione dell&#8217;albo, così come concepita, rischia di certificare ed esasperare la &#8220;balcanizzazione&#8221; della nostra professione: creando educatori di serie a e di serie b.<br />
Verranno esclusi (se non interverranno auspicabili modifiche e novità) dalla iscrizione all&#8217;albo sia coloro che hanno ottenuto il titolo in corsi regionali post 1999, sia i laureati in scienze dell&#8217;educazione ed i pedagogisti provenienti dalle Facoltà di Scienze della Formazione.<br />
In pratica verrebbero avvantaggiati proprio coloro che posseggono una formazione più datata (e che sono usciti da corsi post diploma regionali molto tempo fa) e gli educatori sfornati dai corsi istituiti nelle Facoltà di Medicina (probabilmente molti meno di quelli laureati in sde, che in gran numero lavorano già da tempo in servizi pubblici e privati sanitari o a compartecipazione sanitaria). In questo modo in grande misura sarebbero penalizzati invece gli educatori più giovani e quelli in possesso di alte specializzazioni provenienti dai corsi di laurea in sde e da quelli specialistici o magistrali che riconoscono la qualifica di pedagogista.<br />
Tutti costoro vedrebbero fortemente ristretti gli ambiti di acceso alla professione e sarebbero esclusi dal settore sanitario.<br />
A differenza di colleghi, magari molto più age&#8217;, fuoriusciti da corsi post diploma ai tempi della lira.<br />
Per queste ragioni è necessario che intervengano perlomeno alcune modifiche e correzioni:<br />
1) Attraverso un decreto di equivalenza o equipollenza che riconosca i titoli regionali di Ep rilasciati dopo il 1999;<br />
2) Estendendo anche agli educatori laureati in Sde ed ai pedagogisti l&#8217;accesso all&#8217;albo, oppure chiarendo che anche queste figure possono lavorare in ambito sanitario con funzioni educative, in collaborazione con altre figure professionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>**Chi è Fabio Ruta? Sul suo profilo traccia così la sua biografia professionale:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho iniziato a fare l&#8217;educatore in comunità psichiatriche che avevo poco più di vent&#8217;anni e il titolo magistrale più un diploma come assistente di comunità infantili. Poi ho fatto il corso di riqualificazione per educatori professionali in Regione Lombardia ( post 1999), la laurea in sde e la laurea specialistica in Consulenza Pedagogica e Ricerca Educativa ( conseguendo tutte e tre le volte 110 e lode). Ora dopo circa un quarto di secolo di lavoro come educatore con esperienza con utenza psichiatrica, disabilità, minori, nel settore del privato sociale prima e poi dell&#8217;impiego pubblici&#8230;..non posso nemmeno iscrivermi all&#8217;albo. Mentre colleghe che hanno solamente il titolo di Educatore regionale post diploma conseguito qualche anno prima di me possono farlo. Inoltre ricordo bene che ,quando vennero istituiti i corsi nella Facoltà di Medicina, erano in molti gli educatori storici ad essere contrari. Dicendo che lo statuto epistemologico dell&#8217;educatore era più attinente alle scienze sociali e pedagogiche, all&#8217;ambito umanistico, filosofico, antropologico. Io sono rimasto fermamente di quell&#8217;avviso.</em></p>
<p><iframe width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/y61ND_E41SU?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Educatori a Di Maio e Salvini: &#8220;Riformate la legge Lorenzin sugli albi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2018 14:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[albo educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
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		<category><![CDATA[Salvini Di Maio]]></category>
		<category><![CDATA[scienze dell'educazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Onorevoli Luigi Di Maio e on. Matteo Salvini, Siamo educatori professionali e pedagogisti. Non siamo un’associazione e abbiamo trovato utile affidarci alle potenzialità della rete <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-dimaio-salvini-2209-2/" title="Educatori a Di Maio e Salvini: &#8220;Riformate la legge Lorenzin sugli albi&#8221;">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-dimaio-salvini-2209-2/">Educatori a Di Maio e Salvini: &#8220;Riformate la legge Lorenzin sugli albi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Onorevoli Luigi Di Maio e on. Matteo Salvini,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Siamo educatori professionali e pedagogisti. Non siamo un’associazione e abbiamo trovato utile affidarci alle potenzialità della rete telematica per difenderci dalla possibile esclusione dei laureati delle Classi di Laurea L 18 e L19 dal mercato del lavoro.  Il gruppo Facebook da cui scriviamo raccoglie lo spirito, la mission e la vision di 15mila laureati.</em><br />
<em>Vi è certamente noto che certe leggi del nostro paese sono state spesso pre-confezionate e portate avanti con il contributo discreto e intensivo dei cosiddetti <strong>&#8220;lobbisti&#8221;</strong>. </em><br />
<em>Rappresentanti di aziende e associazioni, portatori di interessi, hanno sempre condizionato nella storia del Parlamento italiano, l&#8217;approvazione di leggi, di emendamenti notturni e di codicilli, inseriti anche &#8220;last minute&#8221; in  DDL, DM e Milleproroghe.</em><br />
<em>Saprete certamente anche che non sempre le finalità dei &#8220;lobbisti&#8221; coincidono con il bene comune e con i principi di equità e giustizia.</em><br />
<em>A seguito dell&#8217;approvazione del DDL di riordino degli albi professionali, a firma dell&#8217;on. Lorenzin, rischiano di essere licenziati migliaia di educatori professionali che lavorano da anni nei servizi socio-sanitari. </em><br />
<em>Senza misure correttive della Legge Lorenzin e senza idonei decreti attuativi, nella possibilità di accesso al rispettivo albo professionale verranno discriminati tutti gli educatori che, dai primi anni 2000, quando non esisteva ancora il corso presso Medicina, hanno conseguito la laurea triennale con un impianto formativo multidisciplinare, completo, secondo gli stessi ordinamenti didattici universitari, dei CFU necessari per operare in strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie (Asl, ospedali, residenze protette, centri diurni&#8230;).</em><br />
<em>In Italia, in questi ultimi 15 anni, si è giunti al paradosso di 2 Facoltà universitarie con 2 corsi di laurea (in alcuni casi speculari) che preparano a una medesima professione senza però dare identica spendibilità nel mercato.</em><br />
<em>Siamo dell&#8217;avviso che il doppio canale formativo universitario (Medicina e Scienze dell&#8217;Educazione) e la sostanziale &#8220;medicalizzazione&#8221; della figura dell’educatore professionale sia il risultato di un&#8217;intensa attività lobbistica che apporta confusione e caos nel sistema formativo universitario in quanto crea sovrapposizioni, parcellizzazioni, speculazioni cattedratiche e baronali. </em><br />
<em>Inoltre crea anche confusione e caos nei servizi sociali, scolastici e sanitari, con una vasta burocratizzazione sul relativo ordine, che verrebbe consegnata nelle mani di nuove baronìe private. </em><br />
<em>Si disattenderebbe così l&#8217;inserimento del profilo professionale dell&#8217;educatore nel più ampio ambito integrato prescritto dalla legge quadro 328/2000, come già avvenuto per assistenti sociali e psicologi, e come avviene in altri paesi europei.</em><br />
<em>Come dovranno comportarsi i nostri laureati triennali L18 e L19 e quelli quadriennali del Vecchio Ordinamento che vorranno andare a lavorare in Europa ma non potranno esportare la loro formazione perché priva dell’abilitazione?</em><br />
<em>Sarebbe una palese violazione di quelle norme italiane ed europee sulle professioni in base alle quali, dopo un percorso di studi universitari, deve necessariamente conseguire l’abilitazione professionale senza oneri aggiuntivi per gli studenti.</em><br />
<em>A nostro avviso, i Ministeri della Salute, dell’Università, delle Politiche Sociali e del Lavoro del precedente governo sono venuti meno al loro mandato costituzionale lasciando nel caos più totale oltre 150mila laureati delle 2 facoltà universitarie.</em><br />
<em>Se è vero che si sta costruendo una professione europea, perché non si rende abilitante la laurea triennale, visto che negli altri paesi europei la formazione dell’educatore (quella triennale) è abilitante all’esercizio della professione?</em><br />
<em><strong>Sulla base di quanto esposto, chiediamo al nuovo Consiglio dei Ministri e alle Commissioni parlamentari di poter rimettere mano alla materia valutando la razionalizzazione del dettato legislativo.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Sollecitiamo un provvedimento interministeriale di Sanità, Istruzione e Ministero del Lavoro, in concertazione con il CUN, per il ripristino di una base formativa universitaria triennale, unica e abilitante (anche se in Facoltà diverse), titolata a far parte del relativo ordine professionale, e successivi corsi facoltativi di specializzazione nei settori socio-sanitario, scolastico, socio-assistenziale. </strong></em></p>
<pre style="text-align: justify;"><strong> <span style="text-decoration: underline;">Prime adesioni</span>
</strong>Sara Beduschi, Firenze
Emanuela D'acunto, Ischia Na
Fabiana Garofalo Napoli
Giovanna Brancato, Piemonte
Cristiana Di Paolo Salsomaggiore (Parma)
Giuseppe Salvatore Arcidiacono, Acireale (Ct)
Domenico Ciardulli, Roma
Tiziano Fabbri, Villa san Giovanni in Tuscia Viterbo
Andrea Rainone, Roma
Francesca Cervasi, Aprilia
Diego Tuzzolo, Bologna  
Gaetano Bonina, Barcellona pozzo di gotto (Me) 
Francesca Debiasi, prov. Cs 
Irene solidoro, Lecce 
Lenira Centurelli, Bergamo 
Elisabetta Roberti, Subiaco (Rm) 
Francesca Piscopo, Napoli 
Marina Gammarrota, Andria (Ba) 
Alexandra Sava, Firenze 
Sara Carcione, Messina 
Deborah Ferlazzo, Ariccia (Rm) 
Ilaria Sala, Ferrara 
Nina Evaristo, Trieste 
Antonio Maietta, prov. Avellino 
Elisa Sacchetta, Rimini 
Anna De masi, Rende 
Anna Amoruso, Napoli 
Valentina Buono, Ischia (Na) 
Anna Chiacchio, Napoli 
Francesca Serrao, Mesoraca 
Aru Giuseppina, Friuli-VeneziaGiulia 
Caterina Marano, Forlì 
Carmela Abrioni, Pattada (Sassari) 
Roberta Pili, Cagliari 
Giusy Detta, Roma 
Carmela Vincitorio, Foggia 
Fiorella Soggia, Sassari 
Arianna Palomba, Manfredonia (FG) 
Claudio Marcello Polidori, Rieti
Andrea Rainone, Roma
Roberta Colonna, Noicottaro (Ba)
Marzia Grano, Crotone
Emanuela De Canio, Bologna
Valeria Damiani, Roma
Selvaggia Benassi, Castelfiorentino (Fi)
Isabella Franco, Torino
Elena Fiaschi, Firenze
Alessandra Guidi, Firenze
Francesca Benifei, Piombino
Caterina Scandella, Bergamo
Elena Fradici, Reggio Emilia
MariaAngela Baratta, Acicastello Ct
Serena Daglio, pedagogista, Novi Ligure
Azzurra Galossi Roma
Annamaria Rais, Porto Torre (SS)
Marta Durante, provincia di Cuneo
Valentina Atene, Corigliano Calabro
Vanessa Vallino, Savona
Anna Chiacchio, Napoli
Giusy Guarneri, Agrigento
Tatiana Bianchi
Ledja Kolombi Dronero
Monica Raguso Martina Fanca
Claudio Santoro, Martina Franca
Lorini Patrizia, Bari
Vincenza di Marzo, Modena
Roberta Visintini, Udine
Antonietta Campolongo, Napoli
Maria Rita Ciarrocchi, San Benedetto del Tronto
Erika Giannuzzi, Bari
Stefania Perozzi, San Benedetto del Tronto
Vanessa Indovino, Treviso
Luigi D'alessio, Nocera sup.
Ilenia Barca, Nuoro
Carmen Papa, Napoli
Antonina Noviello, Piombino
Giuseppina, D'Auria, Santa Maria del Cedro Cs)
Emilia Mura, Aritzo
Daniella Pacillo, Napoli
Teresa Ferrucci, Gioia Sannitica (Ce)
Carmen Papa, Santa Maria del Cedro (Cs)
Francesca Sebastio, Taranto
Anna Ruggero, Torino
Sabrina Marotto, Borgaro
Mirella Sicolo, Bari
Claudia Ponticorvo, Capri
Elisa Cepparolli, Firenze
Nicoletta Lettore, Bari
Savino Pasqua, Bari
Antonella Dragone, Bari
Lorena Quarato, Francavilla Fontana (Br)
Giuliana Panico, Napoli
Anita De Giorgio, Tarando
Gemma Coletta, Napoli
Maria Scotto di Mase, Procida
Manuela Demuro, Villanova Tulo (Su)
Palma Fiore, Torino
Iolanda Bevilacqua, Salerno
Marazia Antonella, Taranto,
Mirela Popa, Macerata
Marika Rubino, Montemesola (Ta)
Patrizia Simonetto, Padova
Patrizia Mendola, Lentini (Sr)
Letizia Campisi, Roma
Fabio Scalzo, Cosenza
Alessia Bauleo, Rossano-Corigliano (Cs)
Alice Casadio,Faenza (Ra)
Magherini Silvia, Firenze
Remo Coccia, np
Fabio Pisaniello, San Martino Valle Caudina (AV)
Annalisa Taurino San Pancrazio Salentino (Br)
Linda Feleppa, San Leucio del Sannio (Bn)
Oksy Pizzo, Mercato San Severino (Sa) 
Vittoria Pucciarelli, Pertosa (Sa)
Maddalena Diana, Caserta
Veronica Marotta, Taranto
Giusy Gabriella Galllo, Potenza
Loredano Scarso, Ragusa
Maria Spagnolo, Vicenza
Fabio Mario Plassa, Mesero
Natalina Antonina Evangelista, Bisceglie (BT)
Laura Pesce, Nocera superiore
Marta Scudiero Angri (Sa)
Rachele Natale – Livorno</pre>
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		<title>&#8230;Vogliono uccidere l&#8217;educatore&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 21:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[albo educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
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		<category><![CDATA[Snt2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta, alla fine del secolo scorso, un manipolo di operatori sociali che lavorava nei servizi socio educativi dopo aver seguito corsi  di formazione <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/stanno-uccidendo-leducatore/" title="&#8230;Vogliono uccidere l&#8217;educatore&#8230;">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C&#8217;era una volta, alla fine del secolo scorso, un manipolo di operatori sociali che lavorava nei servizi socio educativi dopo aver seguito corsi  di formazione regionali o scuole speciali universitarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Si riunirono da varie parti d&#8217;Italia e, partendo da poche decine di soci, fondarono un&#8217;associazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le loro attività iniziali, essi si diedero da fare con i sindacati e con qualche deputato di maggioranza per l&#8217;obiettivo del loro inquadramento contrattuale come educatori professionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Si fecero due conti in tasca e decisero che la migliore soluzione economicamente più vantaggiosa era il contratto della Sanità perché è il settore solido dove era possibile ottenere una migliore retribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quella decisione, si sarebbero poi aperti tutti i tavoli, con i politici e con le regioni, per mettere la professione saldamente sotto l&#8217;ombra di Medicina.</p>
<p style="text-align: justify;">Intorno al 1999, chiuse le scuole speciali interfacoltà, come la SFEC (Scuola di Formazione Educatori di Comunità), e chiusi i corsi regionali, la preoccupazione di questo manipolo originario di educatori associati era di impedire che ai loro colleghi laureati di Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione fosse dato lo stesso riconoscimento e inquadramento contrattuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo alcuni anni in cui le uniche facoltà di formazione dell&#8217;educatore sono state quelle di Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione, intorno al 2004, la Facoltà di Medicina di Roma Tor Vergata, che non volle fare accordi con l&#8217;Università di Roma Tre per un corso interfacoltà, fece partire il corso di Educazione Professionale impostato su discipline prevalentemente sanitarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi tradendo completamente lo spirito della legge quadro di riforma dei servizi sociali, invece di un profilo professionale integrato come quello dell&#8217;assistente Sociale e dello Psicologo, cominciò a delinearsi una mortificante frantumazione dell&#8217;educatore, dove ebbe spazio una corsa mercantile al tesseramento associativo su due fronti: da un lato i cosiddetti &#8220;umanisti&#8221; siculi che volevano accreditarsi in maniera esclusiva sul sociale, e, dall&#8217;altra, gli educatori primordiali &#8220;paramedici&#8221; che volevano avere il monopolio dell&#8217;abilitazione professionale in tutti i settori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cos&#8217;è diventata allora la professione dell&#8217;educatore se relegata in maniera distinta a un ruolo esclusivamente sociale di accudimento dell&#8217;infanzia o di assistenza di base, e dall&#8217;altra, a una impostazione imfermieristica inclusa, magari, la somministrazione informale di pasticche notturne?</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può affidare un soggetto svantaggiato a figure che non hanno più una visione d&#8217;insieme socio-sanitaria degli interventi in una comunità?</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può non essere preoccupati di questa visione egemonica sanitaria che si è impossessata della formazione degli educatori messi nello stesso calderone dei terapisti della riabilitazione e tecnici di radiologia?</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può non essere preoccupati se, dall&#8217;altra parte della barricata, i cosiddetti &#8220;educatori pedagogisti &#8220;associati&#8221;, nonostante il decreto Lorenzin, cantano vittoria per aver ottenuto una insignificante fetta di mercato?</p>
<p style="text-align: justify;">Si ha l&#8217;impressione che l&#8217;educatore professionale, quello autentico concepito alle origini come agente di cambiamento maieutico e liberatore,  stia lentamente morendo colpito negli organi vitali da baroni universitari venditori di libri,  dalla miopia di vecchi soloni e di piccole lobby corporative.</p>
<p style="text-align: justify;">Volendo fare un volo di fantasia e di immaginazione potremmo fare un parallelismo storico  con la grande rivoluzione scientifica quando l&#8217;inquisizione censurava visioni diverse e, a volte, mandava al rogo chi osava averle: oggi è come se due congregazioni dogmatiche, una confessionale sanitarizzata e l&#8217;altra confessionale psicologizzata, stiano sentenziando il rogo per il &#8220;profilo unico dell&#8217;educatore professionale&#8221; per farne due, una sorta di &#8220;parainfermiere&#8221; e una sorta di &#8220;parapsicoconsulente&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Non resta che augurarsi per il 2018 uno scatto di orgoglio di tutti coloro, e sono tanti, che dagli anni 2000 in poi, si sono laureati formandosi in maniera multidisciplinare, attraverso esami e tirocini in ambiti plurimi, e, successivamente, attraverso il lavoro in strutture integrate dimostrando così una competenza coerente che non può essere sotterrata da leggi inique come quelle approvate nell&#8217;ultimo mese, prima della chiusura del Parlamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/stanno-uccidendo-leducatore/">&#8230;Vogliono uccidere l&#8217;educatore&#8230;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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