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	<title>pensione Archivi - Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</title>
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	<description>Cittadini attivi  e protagonismo civico</description>
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		<title>Scuola e domande di pensione, quanti errori nei conteggi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 20:06:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[ATP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quei docenti e personale Ata che sono andati in pensione con &#8220;quota 100&#8221; oppure quelli che andranno quest&#8217;anno quanto possono stare tranquilli sui calcoli del <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/scuola-pensioni-la-grande-falla-miur-inps/" title="Scuola e domande di pensione, quanti errori nei conteggi?">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/scuola-pensioni-la-grande-falla-miur-inps/">Scuola e domande di pensione, quanti errori nei conteggi?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quei docenti e personale Ata che sono andati in pensione con &#8220;quota 100&#8221; oppure quelli che andranno quest&#8217;anno quanto possono stare tranquilli sui calcoli del diritto e della misura della pensione che sono stati fatti e verranno fatti?<br />
Sono esatte tutte quelle operazioni che influiscono sul diritto temporale alla pensione e sulla misura della pensione stessa?<br />
Sono stati fatti senza errori e omissioni i <strong>computi</strong> &#8220;gratuiti&#8221; come il servizio militare, i<strong> riscatti</strong> &#8220;a pagamento&#8221;, come le aspettative di maternità,  la laurea, le <strong>ricongiunzioni</strong> con la contribuzione derivante da precedenti lavori privati?<br />
Intanto sappiamo che l&#8217;anno scorso circa 400 tra docenti e Ata che sono state collocati in pensione,  dopo verifiche successive sono risultate prive dei requisiti necessari e, di questi numerosi &#8220;sventurati&#8221;, alcuni sono stati costretti a rientrare in servizio mentre altri hanno aperto un contenzioso con l&#8217;Inps e/o con le istituzioni scolastiche.<br />
I numerosi cambiamenti introdotti via via dalle riforme pensionistiche di Amato, Dini, Fornero non sembra si siano armonizzati con un adeguato cronoprogramma di innovazione, aggiornamento e coordinamento tecnologico tra le strutture istituzionali previdenziali e i ministeri preposte all&#8217;applicazione delle riforme.<br />
Ad esempio con il decreto Salva Italia del 2011, il Governo Monti ha deciso di tagliare l&#8217;ente Inpdap per farlo confluire nell&#8217;Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.<br />
La conseguenza è stata che quei circa tre milioni di lavoratori della Pubblica Amministrazione,  di cui 1 milione e 100 del settore Scuola, si sono aggiunti ai 20 milioni di lavoratori del settore privato creando così un apparato Inps mastodontico.<br />
Precedentemente i dipendenti pubblici avevano come cassa previdenziale l’Inpdap (Istituto Nazionale Previdenza Dipendenti Amministrazioni Pubbliche) alla quale le segreterie scolastiche comunicavamo i compensi fissi e accessori,<br />
<img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-2831" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/02/passweb-e1581710560229.jpg" alt="passweb" width="250" height="143" />Il MEF (Ministero dell&#8217;Economia e Finaze) elaborava i compensi fissi mentre le scuole elaboravano i compensi accessori che venivano comunicati con il PRE96 (prima) e con la Certificazione Unica CU (dopo) all’Inpdap il quale provvedeva a rilasciare il CUD inglobando i compensi comunicati.<br />
Alla fine si andava in pensione con calcoli coerenti, con i compensi percepiti e col sistema di calcolo (Retributivo/Misto/Contributivo a seconda se nel 1995 avevamo + o meno di 18 anni di contributi).<br />
Con la fusione dell&#8217;Inpdap nell&#8217;Inps questo meccanismo si è inceppato, perché essendo L’Inps erogatore della pensione attraverso un sistema telematico che viene integrato da dati forniti sia dal MEF che dalle scuole.<br />
Ora il MEF comunica i compensi Fissi , mentre le scuole dovrebbero comunicare i compensi accessori.<br />
Quali accessori comunicare? A quale personale? Da quando? Come? Perché?<br />
Come specificato nella nota Inps 115 del 02/08/2019, i compensi accessori fuori cedolino unico dal 2011 al 2019 devono essere trasmessi dalle scuole con i flussi Uniemens (Per i compensi accessori pagati dal 1 gennaio 2020 ci pensa direttamente NoiPa e questo onere non spetterà più alle scuole).<br />
Se questi adempimenti fossero stati trascurati sia negli anni scorsi e fossero trascurati anche quest&#8217;anno, ciò significherebbe che migliaia di docenti e Ata andati in pensione potrebbero aver avuto un danno economico di calcolo,  così come altre migliaia di docenti e Ata pensionandi del 2020 potrebbero averlo a loro volta da settembre prossimo perché non vedrebbero tali somme, regolarmente versate, influire sulla loro pensione.<br />
Importante ricordare che, a differenza del retributivo ove i compensi accessori sono pensionabili quando c&#8217;è maggiorazione del 18% sulla retribuzione base, nel sistema misto e contributivo tutti gli accessori fanno base imponibile per il calcolo della pensione!<br />
Altro elemento riguarda i decreti di computo che, prima dell&#8217;anno 2000, venivano fatti dal Provveditorato agli Studi.<br />
Se questi decreti anteriori agli anni 2000, non verranno inseriti a mano nella banca dati delle posizioni assicurative dell&#8217;Istituto di Previdenza esisterà anche in questo caso il rischio di una penalizzazione di diritto e di misura, forse inconsapevole, del trattamento di quiescenza dei lavoratori.<br />
<img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-2832" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/02/stress-e1581710796590.jpg" alt="stress" width="212" height="109" />Ma chi deve occuparsene?  Usp? Scuole? Uffici Inps? E le segreterie scolastiche sono in grado di far fronte con il loro personale, carente e non formato, a queste nuove incombenze e responsabilità che l&#8217;Inps vorrebbe delegare?<br />
Una controversia che in alcune regioni è stata superata con la resa delle scuole, in altre &#8220;si è messa una toppa temporanea&#8221; con il progetto nazionale ECO, in altre ancora la situazione è oggetto di agitazioni sindacali.</p>
<p style="text-align: justify;">Auguriamoci che il Governo attuale, e quello prossimo che verrà, si rendano conto dell&#8217;urgenza di una svolta nel dotare il settore dell&#8217;Istruzione di tutti gli strumenti necessari a tutelare i diritti dei lavoratori che vanno in pensione, i diritti del personale della scuola ad una migliore qualità del lavoro e i diritti  agli utenti ad avere un migliore servizio.</p>
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		<title>Docenti e Ata, attenti ai contributi pensionistici!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 09:50:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[contrinuti pensionistici]]></category>
		<category><![CDATA[estratto contributivo]]></category>
		<category><![CDATA[exinpdap]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto scrive il sindacato Gilda di Cesena e la testata Orizzonte Scuola, ci sarebbe tempo fino al 31 dicembre per segnalare all’INPS eventuale contribuzione <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/inps-estratto-1903-2/" title="Docenti e Ata, attenti ai contributi pensionistici!">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/inps-estratto-1903-2/">Docenti e Ata, attenti ai contributi pensionistici!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Secondo quanto scrive il sindacato Gilda di Cesena e la testata Orizzonte Scuola, ci sarebbe tempo fino al 31 dicembre per segnalare all’INPS eventuale contribuzione mancante o anomalie nella propria posizione previdenziale.</strong><br />
Lo indica la <a href="https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fCircolari%2fCircolare%20numero%2094%20del%2031-05-2017.htm" target="_blank">circolare INPS n. 94 del 31 maggio 2017</a> .<br />
Il personale della scuola si chiede – quasi a ridosso della scadenza – quali sono gli adempimenti per assicurarsi che sia tutto a posto.<br />
<strong>Alcune indicazioni provengono dal sindacato Gilda di Forlì Cesena</strong><br />
“A proposito della circolare INPS sulla prescrizione dei contributi omessi dal datore di lavoro.<br />
Per i dipendenti pubblici c’è tempo sino al 31 dicembre per segnalare contribuzione mancante o anomalie nella propria posizione previdenziale.<br />
Sta per scadere il tempo a disposizione dei dipendenti pubblici ai quali risultano contributi previdenziali mancanti o retribuzioni errate precedenti al 2012, nell’estratto conto Inps- Inpdap: secondo l’Istituto, difatti, non sarà più possibile effettuare modifiche e integrazioni sulle posizioni contributive dei dipendenti della PA dopo il 31 dicembre 2017. Pertanto, i versamenti effettuati ma non risultanti nell’estratto conto, se riferiti a periodi anteriori al 2012, rischiano di essere persi per sempre: conseguentemente, i lavoratori rischiano di pensionarsi più tardi o di percepire una pensione più bassa di quella a cui avrebbero diritto.<br />
Come segnalare i contributi mancanti o errati<br />
Se il dipendente, dopo aver controllato il proprio estratto conto, rileva contributi mancanti, retribuzioni errate o periodi assicurativi inesatti, deve attivare la richiesta di variazione e di integrazione della posizione assicurativa.<br />
Per inoltrare la richiesta, è necessario utilizzare la funzionalità “Richieste di variazione alla posizione assicurativa –RVPA”: il modulo online è accessibile dal sito web dell’Inps, servizi ex Inpdap, all’interno della pagina in cui si trova l’estratto conto contributivo.</p>
<p>Per compilare e inviare la domanda di variazione, è possibile:</p>
<ul>
<li>utilizzare il sito web dell’Inps, se si possiede il codice Pin o l’Identità unica digitale Spid; il modulo di domanda è reperibile al seguente percorso: “Servizi online”, “Servizi per il cittadino”, “Servizi ex-Inpdap”, “Estratto Conto Informativo”, “Estratto Conto e Richieste di Variazione”;</li>
<li>telefonare al numero 803.164, ossia al contact center multicanale Inps:è necessario, anche in questo caso, il possesso del Pin;</li>
<li style="text-align: justify;">rivolgersi a un patronato.<br />
Anche se la richiesta è inviata in formato elettronico, l’utente ha la possibilità di allegare i documenti utili a definire la variazione: come precisato dall’Inps, si deve però trattare di documenti precedenti al 1° gennaio 2012, dunque senza la dicitura “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione e ai privati gestori di pubblici servizi” [2]. Questo, perché in materia di documentazione amministrativa ,nei rapporti con gli organi della PA e coi gestori di pubblici servizi, le dichiarazioni sostitutive devono essere utilizzate al posto di certificati ed atti di notorietà.<br />
Consigliamo tutti i colleghi di controllare, soprattutto per i servizi prima del ruolo, la propria posizione contributiva. “</li>
</ul>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">ATTENZIONE</span>: durante la redazione di questo articolo l&#8217;Inps emanava un&#8217;altra circolare di chiarimento datata 15 novembre 2017 che di seguito linkiamo:  <a href="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/11/CircolareINPSnumero-169-del-15-11-2017.pdf" target="_blank">CircolareINPSnumero 169 del 15-11-2017</a>.</strong></p>
<p>Con tale circolare si modifica quella precedente n. 94 del 31 maggio 2017 e, relativamente ai contributi  ex inpdap, si fissa la scadenza non prima del 1 gennaio 2019. Respiro di sollievo, quindi, e fine della preoccupazione diffusa che si era sollevata tra docenti e Ata.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-1905 alignleft" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/11/pensione_anzianita.jpg" alt="pensione_anzianita" width="568" height="448" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/11/pensione_anzianita.jpg 568w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/11/pensione_anzianita-300x237.jpg 300w" sizes="(max-width: 568px) 100vw, 568px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/inps-estratto-1903-2/">Docenti e Ata, attenti ai contributi pensionistici!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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