LINGUE E FORBICI

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            ►osservatoriosullalegalita  ►Ilbarbieredellasera ► IlTempo Professioneeducatore ► OrizzonteScuola liberazione 6/03/07

C'è qualcosa che non quadra in questa brutta storia, soprattutto dal punto di vista della colpevolizzazione all'unisono della maestra indagata, senza approfondimenti ulteriori sull'organizzazione scolastica, sul reclutamento degli insegnanti di sostegno, sul possesso dei requisiti curriculari previsti dalla legge per il conferimento da parte dei Dirigenti Scolastici di incarichi di sostegno su classi con alunni diversamente abili.
Sarebbe troppo semplicistico dire, ad esempio, che i danni a cose e persone causati da un giovane senza patente alla guida di un automobile concessa  irresponsabilmente dai genitori, sia interamente del giovane stesso.
ll bambino tunisino di sette anni di una scuola elementare di Milano è stato medicato con alcuni punti di sutura sulla lingua.
Le ultime notizie parlano di iscrizione nel registro degli indagati, in un procedimento per lesioni colpose, dell'insegnante di sostegno di 22 anni, originaria di Messina.
Le ferite sulla lingua del bambino sarebbero state provocate dalle forbici tenute in mano dall'insegnante la quale, secondo la vittima,  avrebbe pronunciato la seguente frase: "se non stai zitto ti taglio la lingua".
Dal canto suo, l'insegnante, al momento sospesa dall'incarico, avrebbe parlato di un incidente .
Il Ministro dell'Istruzione è stato durissimo contro l'insegnante responsabile dell'episodio ed ha parlato di licenziamento.
Analogamente, mass media e commentatori si sono abbandonati a tutti i tipi di improperi, pillole scandalistiche, tutte dirette unicamente sull'"insegnante mostro", e per niente sul sistema scolastico che, riguardo all'assistenza ai disabili, soffre di carenze strutturali di vecchia data. 
Non ultime la formazione, l'aggiornamento e le verifiche sui titoli di studio e sui progetti finanziati dalle province per favorire la frequenza dei ragazzi svantaggiati.
L'insegnante di sostegno che avrebbe ferito con le forbici il bambino era senza il titolo di studio necessario per insegnare, così come, a Milano, il 30% delle insegnati di sostegno agli alunni diversamente abili è priva del titolo di studio necessario per poter esercitare tale professione (corriere della sera 28 dicembre).
Ricordiamo che oggi la legge prescrive il possesso di una laurea specifica in scienze della formazione primaria per poter accedere ad una cattedra scolastica nella qualità di insegnante di sostegno.
Una nota del  MIUR del 24/04/2001 aveva a suo tempo sollecitato gli organi ispettivi del MIUR e delle pubblica amministrazione a verificare la validità dei titoli rilasciati ai sensi del DI 460/98 dalle Università in convenzione con enti esterni.
Pertanto le disposizioni normative prevedono, per i docenti della scuola dell'infanzia (ex materna) e primaria (ex elementare) il conseguimento del titolo di specializzazione attraverso la laurea in scienze della formazione primaria e la frequenza di un corso aggiuntivo di 400 ore per il sostegno.
Ma ritornando sull'argomento di cronaca, ci viene in mente un altro episodio recente accaduto a Roma: i presunti abusi su un bambino down undicenne da parte di un'assistente domiciliare di 22 anni.
In quell'occasione il Sindaco Walter Veltroni e la delegata all'Handicap Ileana Argentin gridarono indignati contro lo scandalo ma nessuno si è preoccupato di andare a "scavare" su quale fosse il piano educativo individuale di quel bambino presso i servizi sociali, di quali verifiche fossero state fatte, su quali figure esternalizzate e precarie ruotassero intorno al bambino e con quale formazione e specializzazione.
Insomma si tende spesso volutamente a buttare un gran fumo su episodi certamente gravi offrendo un facile capro espiatorio al fine di occultare le responsabilità a monte, che sono più gravi ed appartengono, più verosimilmente, al Sistema Scuola oppure all'ente pubblico committente dei servizi di assistenza.
Allora ci chiediamo chi deve rispondere di quanto accade nelle scuole, nei centri diurni, nelle residenze assistite quando non viene garantita un'adeguata copertura dell'organico specializzato?
Chi deve rispondere dal punto di vista etico e giuridico quando disabili, minori e anziani titolari di un diritto costituzionalmente garantito, diventano le galline dalle uova d'oro di enti pubblici e di cooperative e associazioni Onlus?
Domenico Ciardulli
Educatore Professionale Coordinatore dei Servizi
 
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