<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>educatori e cooperative Archivi - Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</title>
	<atom:link href="https://www.ciardullidomenico.it/tag/educatori-e-cooperative/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description>Cittadini attivi  e protagonismo civico</description>
	<lastBuildDate>Sun, 11 Dec 2016 06:15:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.6.5</generator>
	<item>
		<title>Manuale di sopravvivenza nelle cooperative. &#8220;Memorie&#8221; (parte1)</title>
		<link>https://www.ciardullidomenico.it/coop-seitu-chi-puo-dartidipiu/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=coop-seitu-chi-puo-dartidipiu</link>
					<comments>https://www.ciardullidomenico.it/coop-seitu-chi-puo-dartidipiu/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2016 07:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[coop]]></category>
		<category><![CDATA[cooperative sociali]]></category>
		<category><![CDATA[educatori e cooperative]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ciardullidomenico.it/?p=1141</guid>

					<description><![CDATA[<p>Iniziamo un percorso di approfondimento con la finalità di costruire una guida per coloro che lavorano nel variegato mondo della cooperazione sociale: soci, dipendenti, co.co.co, <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/coop-seitu-chi-puo-dartidipiu/" title="Manuale di sopravvivenza nelle cooperative. &#8220;Memorie&#8221; (parte1)">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/coop-seitu-chi-puo-dartidipiu/">Manuale di sopravvivenza nelle cooperative. &#8220;Memorie&#8221; (parte1)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Iniziamo un percorso di approfondimento con la finalità di costruire una guida per coloro che lavorano nel variegato mondo della cooperazione sociale: soci, dipendenti, co.co.co, educatori, oss, psicologi, assistenti sociali, animatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Parleremo nelle prossime puntate &#8220;natalizie&#8221; dei contratti collettivi e di strategie di sopravvivenza per tutelare i propri diritti davanti a gravi violazioni della legalità e della sicurezza di chi lavora in appalti e convenzioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I 2 articoli che seguono sono stati scritti rispettivamente il 27 giugno 2010 e il 30 luglio 2010. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; importante conoscere la memoria storica se si vuole costruire una cooperazione pulita.  </strong></p>
<p style="text-align: justify;">GLI ASPETTI CRIMINOGENI DI ALCUNE COOPERATIVE SOCIALI</p>
<p style="text-align: justify;">Esulta Giampietro, ex operatore della Sala operativa sociale del Comune di Roma, licenziato in tronco qualche anno fa da una cooperativa accreditata presso il Campidoglio. Pochi giorni fa la Corte d&#8217;Appello ha disposto la sua riassunzione e condannato la cooperativa al pagamento di tre anni di stipendi e contributi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-1144 alignright" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/coopimma-300x169.jpg" alt="coopimma" width="300" height="169" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/coopimma-300x169.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/coopimma.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Giampietro è un lavoratore in età matura con una personalità &#8220;tosta&#8221;. Sono state probabilmente queste caratteristiche personali a procurargli altre vessazioni e umiliazioni in passato. Infatti una decina di anni fa era stato licenziato da un&#8217;altra cooperativa sociale (sociale? sigh!) ma, dopo anni di vertenza giudiziaria e tre gradi di giudizio, la Corte di Cassazione aveva disposto il suo reintegro e condannato la cooperativa a risarcirlo con circa 150 milioni del vecchio conio. Forse è inutile aggiungere che tutta la cooperativa era andata in crisi finanziaria a seguito dei pignoramenti e il presidente e sua moglie, la quale era vicepresidente, si erano poi dimessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur accettando l&#8217;obiezione scontata che &#8220;non si può fare di tutta l&#8217;erba un fascio&#8221;, altri amministratori di cooperative sociali, piccole e grandi, hanno potuto selvaggiamente licenziare e mobbizzare in questi anni contando su una sistematica impunità derivante dalla mancanza di controlli degli enti locali, dalla mancanza di vere tutele sindacali e dalla debolezza economica di assistenti domiciliari, Oss, educatori, assistenti sociali che lavorano nel cosiddetto &#8220;no profit&#8221; (no profit? sigh!).</p>
<p style="text-align: justify;">Le due vittorie giudiziarie di Giampietro hanno messo e mettono praticamente in ginocchio il bilancio di due cooperative con rischi concreti per il lavoro e il salario di decine di soci e collaboratori. Ma se il prezzo di queste vertenze ricade alla fine su tutti i soci, quale prezzo pagano, invece, quei dirigenti di cooperative che ricorrono a licenziamenti e discriminazioni per generare paura e omologazione? E quando si verrà a capo dei legami parentali e politici che esistono tra alcune cooperative e tra cooperative e uomini di partito? Ad esempio, la presidente della cooperativa che ha licenziato Giampietro è la moglie del vicepresidente di un&#8217;altra cooperativa del territorio. Così come, ad esempio, i presidenti di due altre cooperative che operano a Roma nord sono cognati e così via&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">A mio avviso, non sarebbe esagerato se dicessimo che alcuni amministratori di cooperative sociali sembrano seguire logiche &#8220;nazistoidi&#8221; di &#8220;selezione della razza&#8221; quando licenziano o demansionano o mobbizzano soci e/o collaboratori non più giovani e belli, magari con qualche serio &#8220;acciacco&#8221; dovuto ad anni di lavoro con disabili e anziani senza avere a disposizione sollevatori e servoscale. Oppure quando cercano di disfarsi di operatori consumati nella mente e nel corpo da anni di lavoro con utenti psichiatrici a pochi euro l&#8217;ora e senza adeguata formazione e supervisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Storie di soprusi come quelli a danno di Giampietro ce ne sono probabilmente tante altre ma esse non riescono ad approdare in tribunale o sulle cronache e rimangono così ben nascoste dietro la facciata ipocritamente pulita di alcune cooperative e associazioni Onlus. Tranne, forse, quando queste cooperative vanno in fallimento e gli amministratori vengono indagati come è accaduto con alcune strutture ventennali che operavano a Roma e provincia. Oppure quando i buchi di bilancio creati da una gestione senza pudore vengono addotti ad arte per costringere i soci a sborsare soldi e ricapitalizzare i fondi sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo tipo criminogeno di cooperative occorrerebbe mettere mano al più presto per evitare altri danni alla comunità e ai singoli. Ma il riscatto etico potrebbe passare, a mio avviso, solo da una profonda revisione dell&#8217;accreditamento che metta in luce e in trasparenza le gare d&#8217;appalto, l&#8217;aspetto finanziario, il clima organizzativo e la gestione del personale in termini di assunzioni, promozioni, turn over, supporto psicologico formazione e supervisione degli operatori, verifica di titoli e qualifiche, rispetto degli obblighi derivanti dal testo unico sulla sicurezza. Forza allora! A chi tocca la prima mossa? Alla base sociale, e cioè a pochi lavoratori autorganizzati? Oppure ai politici e assessori? Oppure serve una nuova coscienza collettiva?</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1142 alignleft" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/Dolls_libro-225x300.jpg" alt="dolls_libro" width="225" height="300" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/Dolls_libro-225x300.jpg 225w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/Dolls_libro.jpg 768w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>UNA COOPERATIVA SOCIALE CHE LICENZIA &#8230;E UN ROMANZO DIVENTA DENUNCIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il dramma dei licenziamenti ha prodotto negli ultimi tempi suicidi e omicidi. La tragedia più grave è avvenuta di recente in Toscana dove un uomo che era stato licenziato ha ucciso i suoi datori di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Un licenziamento è un evento terribile per la vita e la dignità di una persona ma esso è ancora più criminoso e criminogeno se a metterlo in atto è una cooperativa sociale nei confronti di un proprio socio-lavoratore dopo 15 anni di pregevole servizio. Si tratta di un&#8217;altra dolorosa storia di perdita del lavoro che ha come teatro sempre la Toscana e che è stata raccontata in un romanzo uscito da poco nelle librerie italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo singolare licenziamento la &#8220;vittima&#8221; non reagisce impugnando una pistola e sparando ma decide di impugnare coraggiosamente una penna per denunciare gli aspetti &#8220;malati&#8221; di una cooperativa sociale di tipo B e del consorzio di cui la stessa coop fa parte. Appalti di comodo e finanziamenti locali ed europei che arricchiscono sempre di più i vertici della cooperativa e del consorzio. Un meccanismo delinquenziale di esercizio del potere e dell&#8217;intimidazione in deroga ai principi di trasparenza e democrazia pur sanciti a chiare lettere dai codici etici delle Centrali Cooperative. Atteggiamenti tipici da boss con regole e principi da &#8220;case circondariali&#8221; sono quelli che inchiodano i soci lavoratori laureati alla stagnazione negli incarichi più gravosi con salari da fame, mentre nel gruppo dirigente, composto prevalentemente da persone &#8220;miracolate&#8221; e di bassa cultura, circolano &#8220;stipendi d&#8217;oro&#8221; conditi dei più svariati incentivi, buoni benzina, polizze assicurative agevolate e trasferte in sfavillanti alberghi. Una cooperativa sociale e un Consorzio che tradiscono se stessi quando i presidenti e i loro portaborse interpretano le proprie prerogative come facoltà spietata di premiare, mobbizzare o licenziare. Un trattamento vessatorio di esclusione riservato a coloro che, all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione no profit, rappresentano, per la loro cultura, eticità e identità innovativa, una minaccia agli assetti gerarchici consolidati da decenni d&#8217;immobilismo e di mancato ricambio nella rappresentanza aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo sfondo sopra descritto si inseriscono i personaggi del romanzo &#8220;Dolls&#8221;, giocattoli senza fini di lucro, scritto da Luca Nardini edito da Albatros. Un contesto cooperativo che vede tra i soci una percentuale di persone svantaggiate, ex tossicodipendenti, ex alcolisti, dove ruotano ambigue figure di soci volontari. Fanno vibrare e suscitano emozione personaggi come Giorgio, il protagonista che viene licenziato, come Donatella, sua collega che diviene anche amante. Stupendo anche il quadro dipinto del gatto Fedro, dei luoghi e storie d&#8217;infanzia e del rapporto con gli allievi adolescenti dei corsi di formazione professionale gestiti dalla cooperativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci auguriamo che questo romanzo sia letto dagli operatori sociali in tutto il paese, anzitutto perchè è il primo libro di narrativa ben scritto sul mondo delle cooperative sociali, e poi perchè la diffusione di &#8220;Dolls&#8221; è una forma concreta di sostegno alla difficile lotta di un socio lavoratore che è stato licenziato. &#8220;Dolls&#8221; merita di arrivare al cuore delle istituzioni locali, in primis della Regione Toscana e dei suoi Comuni, anzitutto come stimolo per intervenire su un licenziamento ingiusto consumato meno di un anno fa all&#8217;interno di una cooperativa sociale di tipo B finanziata dalla stessa Regione. Ci auguriamo anche che &#8220;Dolls&#8221; sia stimolo di riflessione culturale su certe deformazioni del no profit, su certe perverse dinamiche interne, evidentemente mal controllate dalle Centrali e dagli enti appaltanti. Infatti, collusioni partitiche e sindacali, alimentate da appalti e voti di scambio, producono a volte ingiustizie e sofferenze grazie a presidenti e amministratori, spesso in carica continuativa da quindici o venti anni, che hanno costruito una &#8220;mission&#8221; e una &#8220;vision&#8221; aziendale strettamente personalizzata.</p>
<p><strong>Lettura di approfondimento sulle coop viste da sinistra :</strong>  &#8220;<a href="http://contropiano.org/documenti/2012/11/14/la-coop-non-sei-piu-tu-012546" target="_blank">LA COOP NON SEI PIU&#8217; TU</a> &#8220;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/coop-seitu-chi-puo-dartidipiu/">Manuale di sopravvivenza nelle cooperative. &#8220;Memorie&#8221; (parte1)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ciardullidomenico.it/coop-seitu-chi-puo-dartidipiu/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
