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Nellโ€™angolo nord di Roma, in una piccola e antica struttura sotterranea chiamata Ipogeo degli Ottavi, riposa in solitudine il sarcofago di Octavius Felix. Un tempo, questa tomba era il simbolo di una famiglia unita anche nellโ€™eternitร .
Oggi, perรฒ, quel legame รจ stato infranto, e il quartiere di Ottavia ha perso un tassello della sua memoria.
La storia รจ tanto commovente quanto triste. Octavius Felix, padre premuroso, aveva decorato l’ipogeo con affreschi meravigliosi per la sua bambina, Octavia Paulina, morta prematuramente a soli sei anni.
Ogni dipinto, ogni decorazione era un inno allโ€™infanzia perduta di quella figlia adorata: le rose dipinte, le scene di gara tra bambini, tutto parlava della dolcezza di Octavia Paulina e del desiderio di suo padre di tenerla vicina, anche nellโ€™aldilร .
Ma gli eventi hanno disperso questo affetto inciso nella pietra.
Negli anni successivi alla scoperta dell’ipogeo, i sarcofagi sono stati rimossi e dispersi: uno รจ finito a Milano, un altro al Museo Nazionale Romano, e un terzo addirittura nel corridoio di un ministero.
Cosรฌ Octavius Felix, che aveva creato quel luogo per tenere la famiglia unita per sempre, giace oggi nellโ€™ipogeo vuoto, privato di sua figlia e delle altre memorie di famiglia.
Il quartiere di Ottavia, che ha preso il nome proprio da questa bambina, sente profondamente questa separazione.
Proprio perchรฉ lโ€™ipogeo รจ un gioiello archeologico unico nella zona nord di Roma, il suo impoverimento รจ sentito come una ferita collettiva.
๐—ฅ๐—ถ๐—ฑ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฎ ๐—ข๐—ฐ๐˜๐—ฎ๐˜ƒ๐—ถ๐˜‚๐˜€ ๐—™๐—ฒ๐—น๐—ถ๐˜… ๐—น๐—ฎ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—ฎ๐—ด๐—ป๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐˜€๐˜‚๐—ฎ ๐—ฝ๐—ถ๐—ฐ๐—ฐ๐—ผ๐—น๐—ฎ ๐—ข๐—ฐ๐˜๐—ฎ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฃ๐—ฎ๐˜‚๐—น๐—ถ๐—ป๐—ฎ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฒ’ ๐˜€๐—ผ๐—น๐—ผ ๐˜‚๐—ป ๐—ด๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ผ ๐˜€๐—ถ๐—บ๐—ฏ๐—ผ๐—น๐—ถ๐—ฐ๐—ผ, ๐—บ๐—ฎ ๐˜€๐—ถ๐—ด๐—ป๐—ถ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐˜‚๐—ฐ๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐˜€๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐—ณ๐—ฎ๐—บ๐—ถ๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐˜‚๐—ป๐—ถ๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ, ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—บ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฑ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฒ ๐—ณ๐—ถ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฎ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฝ๐—ผ๐˜€๐—ถ๐—ป๐—ผ ๐—ถ๐—ป๐—ณ๐—ถ๐—ป๐—ฒ ๐—ถ๐—ป๐˜€๐—ถ๐—ฒ๐—บ๐—ฒ, ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฒ ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ ๐˜€๐˜๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐˜ƒ๐—ผ๐—น๐˜‚๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ฎ ๐˜€๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ.
La Soprintendenza Speciale di Roma e il Ministero della Cultura dovrebbero sentire una particolare sensibilitร  nel ricucire le storie umane che custodiscono.
Il patrimonio culturale puรฒ essere un ponte per riconnettere legami affettivi interrotti.

E’ dopo una petizione organizzata dall’Associazione MenteCivica OttaviaPalmarola al Ministero della Cultura รจ arrivata la seguente risposta positiva che speriamo produca effetti concreti e pratici :

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