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	<title>Educatori Archivi - Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</title>
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	<description>Cittadini attivi  e protagonismo civico</description>
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		<title>A Roma nord è tempo di libri, diretta con le autrici di &#8220;Donne da sfogliare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 14:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Bialetti]]></category>
		<category><![CDATA[casa internazionale delle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 17 aprile alle ore 18.30 le due autrici Alessandra Bialetti e Lidia Borghi presenteranno &#8220;il loro libro &#8220;Donne da sfogliare&#8221; Le vite singolari di due <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/donne-da-sfogliare-17042020/" title="A Roma nord è tempo di libri, diretta con le autrici di &#8220;Donne da sfogliare&#8221;">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Venerdì 17 aprile alle ore 18.30</strong> le due autrici Alessandra Bialetti e Lidia Borghi presenteranno &#8220;il loro libro <strong><em>&#8220;Donne da sfogliare&#8221; Le vite singolari di due attiviste lesbiche italiane</em>, </strong>pubblicato da &#8220;Le Mezzelane Casa Editrice&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;evento si terrà in diretta</strong> sul <a href="https://join.skype.com/iQQBeV6CHbea" target="_blank">canale skype &#8220;Ottavia creativa&#8221;</a> (clicca sul link) e, in contemporanea sui gruppi pubblici facebook <a href="https://www.facebook.com/groups/1527228003998923/" target="_blank">&#8220;SEI DI OTTAVIA SEnza se&#8221;</a> e <a href="https://www.facebook.com/groups/191986411364975/" target="_blank">&#8220;Educatori Laureati in Scienze dell&#8217;Educazione&#8230;&#8221;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-2903" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/billiAnnibaliborghi-300x256.jpg" alt="billiAnnibali(borghi)" width="300" height="256" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/billiAnnibaliborghi-300x256.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/billiAnnibaliborghi.jpg 399w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />L’opera rappresenta un omaggio alla storia di due attiviste lesbiche italiane che si sono sempre battute per l’affermazione dei diritti civili delle donne, contro le discriminazioni e contro l’omofobia: <em>Edda Billi</em>, cofondatrice della Casa Internazionale delle donne, e <em>Maria Laura Annibali</em>,  presidente dell’associazione Di’ Gay Project, carica ricoperta fino al 2014 dalla fondatrice Imma Battaglia.<br />
Due donne diverse per cultura e per formazione politica, ma accomunate dallo stesso orientamento sessuale e dall’epoca in cui nacquero, quella della dittatura fascista.<br />
Si tratta di un libro intervista in cui le domande di Alessandra Bialetti e Lidia Borghi danno voce alle due storiche femministe e alle loro testimonianze vive, emozionanti, ora drammatiche ora divertenti, che prendono per mano la lettrice e il lettore e li conducono alla comprensione del viaggio, spesso lungo e difficile, che porta alla presa di coscienza della propria vera identità personale.<br />
Dalle risposte alle domande che le autrici hanno rivolto loro emergono sia l’aspetto privato sia l’impegno civile delle due militanti, l’una femminista separatista, l’altra impegnata anche contro l’omofobia a tutela dei diritti delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender.<br />
Ne emerge una visione d’insieme in cui le vicende di Billi e Annibali si inseriscono nella storia recente delle lotte femministe e dell’attivismo LGBT.<br />
A scendere nei particolari descrittivi e a rispondere a eventuali domande del pubblico, nel corso della presentazione, saranno le due autrici:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-2900 alignleft" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/Alessandra-Bialetti-300x274-150x150.png" alt="Alessandra-Bialetti-300x274" width="150" height="150" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Bialetti</strong>, anno di nascita 1963, vive e lavora a Roma, laureata in pedagogia,  è una professionista della relazione di aiuto e svolge attività di consulenza per singoli, coppie, famiglie, adolescenti, giovani, con particolare riferimento alle persone omosessuali e ai loro familiari . Si dedica al sostegno e alla formazione di educatori, insegnanti, animatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-2902 alignright" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/lidiaborghi2-150x150.jpg" alt="lidiaborghi2" width="150" height="150" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/lidiaborghi2-150x150.jpg 150w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/lidiaborghi2-300x300.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/lidiaborghi2.jpg 400w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></strong><br />
<strong>Lidia Borghi </strong>anno di nascita 1965<strong>, </strong>laureata in storia medievale, giornalista pubblicista, scrittrice, editor, addetta stampa e attivista dei diritti civili, da oltre 10 anni si occupa di storia del lesbismo e di una tematica assai attuale come quella su omosessualità e fede.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;invito all&#8217;evento letterario è rivolto a tutti: cittadini, cronisti, educatori, docenti che vogliano collegarsi al canale skype oppure ai due gruppi fb pubblici indicati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Educatori che si mobilitano&#8230; Il 6 ottobre tutti a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2018 21:22:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Vaillati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricevo e pubblico volentieri la riflessione di Marco Vaillati presidente del &#8220;Comitato spontaneo educatori post 99&#8221; e, in coda all&#8217;articolo, ricordo l&#8217;appuntamento del 6 ottobre a <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-senza-futuro-2413-2/" title="Educatori che si mobilitano&#8230; Il 6 ottobre tutti a Roma">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-senza-futuro-2413-2/">Educatori che si mobilitano&#8230; Il 6 ottobre tutti a Roma</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: left;">Ricevo e pubblico volentieri la riflessione di Marco Vaillati presidente del &#8220;Comitato spontaneo educatori post 99&#8221; e, in coda all&#8217;articolo, ricordo l&#8217;appuntamento del 6 ottobre a Roma</h6>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>La precedente maggioranza di governo ha avuto il merito di prendere in considerazione la necessità di aggiornare il quadro normativo relativo al profilo dell&#8217;educatore professionale. Purtroppo l&#8217;impressione è che questo lodevole tentativo non abbia sortito effetti adeguati. </em><br />
<em>Il combinato disposto dei Commi Iori confluiti nella legge 205 e della legge Lorenzin crea un quadro ancora disarmonico e confuso. Tanto da far sembrare i cosiddetti commi Iori come il contrappeso e il contrappunto della legge Lorenzin e viceversa. </em><br />
<em>Si può essere o meno favorevoli alla istituzione di nuovi ordini ed Albi professionali. </em><br />
<em>Oppure ritenere che possano esservi altri e più adeguati strumenti di tutela delle professioni e dei professionisti. </em><br />
<em>È un dato di fatto però che istituire un Albo dell&#8217;educatore professionale all&#8217;interno di più articolati ordini sanitari accentua la già esistente divisione e frantumazione della categoria professionale. </em><br />
<em>Attraverso la esclusione dall&#8217;ambito socio sanitario e della Salute di una parte consistente della comunità professionale: quella degli educatori che si sono formati nei corsi di laurea istituiti in Scienze dell&#8217;educazione. </em><br />
<em>A ciò si è aggiunto il problema beffardo dell&#8217;esclusione degli educatori professionali formatisi nei corsi regionali e diplomati dopo la data fatidica del marzo 1999. </em><br />
<em>Si tratta di parecchie migliaia di persone che hanno sostenuto corsi banditi dalle istituzioni con un identico profilo disciplinare rispetto a quelli precedentemente banditi (che hanno &#8211; almeno sino ad ora -sempre consentito l&#8217;esercizio della professione sia in ambito socio sanitario che socio-pedagogico e consentono la iscrizione all&#8217;albo ed a superiori livelli di formazione post base). </em><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-2416" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/09/Educatoriassemblea-300x217.jpg" alt="Educatoriassemblea" width="300" height="217" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/09/Educatoriassemblea-300x217.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/09/Educatoriassemblea.jpg 612w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><em>Per spronare a risolvere questo assurdo vulnus legislativo abbiamo costituito un comitato spontaneo di educatori professionali per l&#8217;equipollenza. </em><br />
<em>La nostra battaglia ha già raggiunto un importante obiettivo coincidente con la approvazione unanime di mozioni favorevoli alla equipollenza del nostro titolo da parte del Consiglio Regionale Lombardo. </em><br />
<em>I<strong>niziativa che si sta tentando ora di riproporre sollecitare in altre regioni. Una delegazione del comitato spontaneo sostenuta dalla sigla sindacale USB si recherà il 5 di ottobre presso il Ministero della Salute, chiedendo udienza ministro in carica per sollecitare una decisa e solerte risoluzione del problema.</strong> </em><br />
<em>Risoluzione che non può prevedere penalizzanti riqualifiche ma dovrà concretizzarsi in una equipollenza alla laurea snt2 e agli omologhi corsi regionali per educatore professionale ante 1999. </em><br />
<em>Ad oggi permangono molti dubbi sulla effettiva applicabilità delle norme approvate. Dubbi che riguardano la identificazione precisa degli ambiti socio sanitari e socio-pedagogici: laddove in molte realtà vi sono servizi sociali a valenza educativa, con consistenti integrazioni di partecipazione sanitaria. </em><br />
<em>Dubbi che riguardano altresì la sostenibilità del fabbisogno di operatori nei servizi, se si dovesse confinare in ambiti separati e discreti gli educatori professionali provenienti dai diversi corsi di laurea: rendendo agli uni inaccessibili i settori di lavoro previsti per gli altri. </em><br />
<em>Allo stato attuale in molti servizi di area socio pedagogica lavorano educatori con titolo abilitante per il socio sanitario e viceversa. </em><br />
<em>Rimangono dei grossi dubbi su chi sia il destinatario dei corsi di riqualifica da 60 cfu e chi invece possa continuare ad esercitare senza esserne soggetto all&#8217;obbligo.</em><br />
<em> Inoltre alla istituzione dell&#8217;albo professionale ed alle recenti normative non si è affatto affiancato un progresso ed una chiarificazione del collocamento degli educatori professionali nelle declaratorie di importanti contratti collettivi nazionali. </em><br />
<em>Lo stesso contratto collettivo nazionale regioni autonomie locali (uno dei più consistenti del pubblico impiego) recentemente rinnovato istituiva una commissione paritetica che avrebbe dovuto entro fine luglio proporre una nuova classificazione del personale educativo. </em><br />
<em>Ciò non è affatto avvenuto. </em><br />
<em>E tutt&#8217;ora nei servizi che fanno capo a questo contratto nazionale (e che impiegano nel settore sociale migliaia di educatori professionali) vi è una inaccettabile eterogeneità. E questi lavoratori vengono inquadrati a &#8220;macchia di leopardo&#8221; sul territorio nazionale: spesso impropriamente nella categoria C riservata al personale con il solo diploma di scuola media superiore. </em><br />
<em>A quanto ci risulta la figura dell&#8217;educatore professionale &#8211; a differenza delle figure educative presenti nei servizi 0-6 anni &#8211; non rientra nemmeno nella lista delle categorie di lavoro considerate usuranti al fine del calcolo degli anni per il ritiro pensionistico. </em><br />
<em>Eppure quella dell&#8217;educatore è una figura particolarmente esposta al Burnout ed alla sofferenza professionale, poiché opera in contesti di disagio e fragilità sociale. </em><br />
<em>Noi riteniamo che si debba lavorare per riunificare la categoria e valorizzare il lavoro educativo, a partire dalla materialità dei contesti formativi, occupazionali e di contenuto propri di questa professione. Ci sembra ad oggi una strada molto lunga. Non facilitata da resistenze corporative e competizioni tra diverse agenzie formative.&#8221; </em>(Marco Vaillati)</p>
<p style="text-align: left;"><strong>P.S. Cogliamo l&#8217;occasione di questo articolo di Vaillati per ricordare a tutte e tutti l&#8217;Assemblea nazionale degli educatori, indetta a Roma per il 6 ottobre 2018 ore 10.00 a via dell&#8217;Aeroporto 129 dal sindacato USB </strong></p>
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		<title>Educatori: Albo Si e Albo No. Il parere di un professionista.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jul 2018 15:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[albo]]></category>
		<category><![CDATA[albo educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sull&#8217;istituzione dell&#8217;Albo degli Educatori Professionali, introdotto dalla legge Lorenzin, riportiamo di seguito un articolo dell&#8217;educatore professionale Fabio Ruta **.  Sono sempre stato scettico sulla utilità <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-albo-2368-2/" title="Educatori: Albo Si e Albo No. Il parere di un professionista.">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-albo-2368-2/">Educatori: Albo Si e Albo No. Il parere di un professionista.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-2370" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/07/alboro-300x200.jpg" alt="alboro" width="300" height="200" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/07/alboro-300x200.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/07/alboro.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Sull&#8217;istituzione dell&#8217;Albo degli Educatori Professionali, introdotto dalla legge Lorenzin, riportiamo di seguito un articolo dell&#8217;educatore professionale Fabio Ruta **.</h4>
<p style="text-align: justify;"> <em>S</em>ono sempre stato scettico sulla utilità degli albi-ordini professionali.<br />
E considero che sia auspicabile una loro sostanziale riforma, se non la abolizione tout court.<br />
Mi paiono &#8211; in generale &#8211; istituzioni burocratiche non essenziali: non è attraverso un albo/ordine che si afferma davvero il valore di una professione.<br />
O almeno, questa è sempre stata la opinione di un liberal progressista di strada come me.<br />
In queste settimane viene istituto l&#8217;albo dell&#8217;educatore socio sanitario.<br />
Scelta da tempo auspicata ed invocata dalla associazione Anep.<br />
A questo traguardo non si associa affatto purtroppo una maggiore unità, forza, rilevanza nei contratti nazionali, degli educatori professionali.<br />
Al contrario l&#8217;istituzione dell&#8217;albo, così come concepita, rischia di certificare ed esasperare la &#8220;balcanizzazione&#8221; della nostra professione: creando educatori di serie a e di serie b.<br />
Verranno esclusi (se non interverranno auspicabili modifiche e novità) dalla iscrizione all&#8217;albo sia coloro che hanno ottenuto il titolo in corsi regionali post 1999, sia i laureati in scienze dell&#8217;educazione ed i pedagogisti provenienti dalle Facoltà di Scienze della Formazione.<br />
In pratica verrebbero avvantaggiati proprio coloro che posseggono una formazione più datata (e che sono usciti da corsi post diploma regionali molto tempo fa) e gli educatori sfornati dai corsi istituiti nelle Facoltà di Medicina (probabilmente molti meno di quelli laureati in sde, che in gran numero lavorano già da tempo in servizi pubblici e privati sanitari o a compartecipazione sanitaria). In questo modo in grande misura sarebbero penalizzati invece gli educatori più giovani e quelli in possesso di alte specializzazioni provenienti dai corsi di laurea in sde e da quelli specialistici o magistrali che riconoscono la qualifica di pedagogista.<br />
Tutti costoro vedrebbero fortemente ristretti gli ambiti di acceso alla professione e sarebbero esclusi dal settore sanitario.<br />
A differenza di colleghi, magari molto più age&#8217;, fuoriusciti da corsi post diploma ai tempi della lira.<br />
Per queste ragioni è necessario che intervengano perlomeno alcune modifiche e correzioni:<br />
1) Attraverso un decreto di equivalenza o equipollenza che riconosca i titoli regionali di Ep rilasciati dopo il 1999;<br />
2) Estendendo anche agli educatori laureati in Sde ed ai pedagogisti l&#8217;accesso all&#8217;albo, oppure chiarendo che anche queste figure possono lavorare in ambito sanitario con funzioni educative, in collaborazione con altre figure professionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>**Chi è Fabio Ruta? Sul suo profilo traccia così la sua biografia professionale:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho iniziato a fare l&#8217;educatore in comunità psichiatriche che avevo poco più di vent&#8217;anni e il titolo magistrale più un diploma come assistente di comunità infantili. Poi ho fatto il corso di riqualificazione per educatori professionali in Regione Lombardia ( post 1999), la laurea in sde e la laurea specialistica in Consulenza Pedagogica e Ricerca Educativa ( conseguendo tutte e tre le volte 110 e lode). Ora dopo circa un quarto di secolo di lavoro come educatore con esperienza con utenza psichiatrica, disabilità, minori, nel settore del privato sociale prima e poi dell&#8217;impiego pubblici&#8230;..non posso nemmeno iscrivermi all&#8217;albo. Mentre colleghe che hanno solamente il titolo di Educatore regionale post diploma conseguito qualche anno prima di me possono farlo. Inoltre ricordo bene che ,quando vennero istituiti i corsi nella Facoltà di Medicina, erano in molti gli educatori storici ad essere contrari. Dicendo che lo statuto epistemologico dell&#8217;educatore era più attinente alle scienze sociali e pedagogiche, all&#8217;ambito umanistico, filosofico, antropologico. Io sono rimasto fermamente di quell&#8217;avviso.</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-albo-2368-2/">Educatori: Albo Si e Albo No. Il parere di un professionista.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>Educatori a Di Maio e Salvini: &#8220;Riformate la legge Lorenzin sugli albi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2018 14:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[albo educatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Onorevoli Luigi Di Maio e on. Matteo Salvini, Siamo educatori professionali e pedagogisti. Non siamo un’associazione e abbiamo trovato utile affidarci alle potenzialità della rete <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-dimaio-salvini-2209-2/" title="Educatori a Di Maio e Salvini: &#8220;Riformate la legge Lorenzin sugli albi&#8221;">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-dimaio-salvini-2209-2/">Educatori a Di Maio e Salvini: &#8220;Riformate la legge Lorenzin sugli albi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Onorevoli Luigi Di Maio e on. Matteo Salvini,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Siamo educatori professionali e pedagogisti. Non siamo un’associazione e abbiamo trovato utile affidarci alle potenzialità della rete telematica per difenderci dalla possibile esclusione dei laureati delle Classi di Laurea L 18 e L19 dal mercato del lavoro.  Il gruppo Facebook da cui scriviamo raccoglie lo spirito, la mission e la vision di 15mila laureati.</em><br />
<em>Vi è certamente noto che certe leggi del nostro paese sono state spesso pre-confezionate e portate avanti con il contributo discreto e intensivo dei cosiddetti <strong>&#8220;lobbisti&#8221;</strong>. </em><br />
<em>Rappresentanti di aziende e associazioni, portatori di interessi, hanno sempre condizionato nella storia del Parlamento italiano, l&#8217;approvazione di leggi, di emendamenti notturni e di codicilli, inseriti anche &#8220;last minute&#8221; in  DDL, DM e Milleproroghe.</em><br />
<em>Saprete certamente anche che non sempre le finalità dei &#8220;lobbisti&#8221; coincidono con il bene comune e con i principi di equità e giustizia.</em><br />
<em>A seguito dell&#8217;approvazione del DDL di riordino degli albi professionali, a firma dell&#8217;on. Lorenzin, rischiano di essere licenziati migliaia di educatori professionali che lavorano da anni nei servizi socio-sanitari. </em><br />
<em>Senza misure correttive della Legge Lorenzin e senza idonei decreti attuativi, nella possibilità di accesso al rispettivo albo professionale verranno discriminati tutti gli educatori che, dai primi anni 2000, quando non esisteva ancora il corso presso Medicina, hanno conseguito la laurea triennale con un impianto formativo multidisciplinare, completo, secondo gli stessi ordinamenti didattici universitari, dei CFU necessari per operare in strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie (Asl, ospedali, residenze protette, centri diurni&#8230;).</em><br />
<em>In Italia, in questi ultimi 15 anni, si è giunti al paradosso di 2 Facoltà universitarie con 2 corsi di laurea (in alcuni casi speculari) che preparano a una medesima professione senza però dare identica spendibilità nel mercato.</em><br />
<em>Siamo dell&#8217;avviso che il doppio canale formativo universitario (Medicina e Scienze dell&#8217;Educazione) e la sostanziale &#8220;medicalizzazione&#8221; della figura dell’educatore professionale sia il risultato di un&#8217;intensa attività lobbistica che apporta confusione e caos nel sistema formativo universitario in quanto crea sovrapposizioni, parcellizzazioni, speculazioni cattedratiche e baronali. </em><br />
<em>Inoltre crea anche confusione e caos nei servizi sociali, scolastici e sanitari, con una vasta burocratizzazione sul relativo ordine, che verrebbe consegnata nelle mani di nuove baronìe private. </em><br />
<em>Si disattenderebbe così l&#8217;inserimento del profilo professionale dell&#8217;educatore nel più ampio ambito integrato prescritto dalla legge quadro 328/2000, come già avvenuto per assistenti sociali e psicologi, e come avviene in altri paesi europei.</em><br />
<em>Come dovranno comportarsi i nostri laureati triennali L18 e L19 e quelli quadriennali del Vecchio Ordinamento che vorranno andare a lavorare in Europa ma non potranno esportare la loro formazione perché priva dell’abilitazione?</em><br />
<em>Sarebbe una palese violazione di quelle norme italiane ed europee sulle professioni in base alle quali, dopo un percorso di studi universitari, deve necessariamente conseguire l’abilitazione professionale senza oneri aggiuntivi per gli studenti.</em><br />
<em>A nostro avviso, i Ministeri della Salute, dell’Università, delle Politiche Sociali e del Lavoro del precedente governo sono venuti meno al loro mandato costituzionale lasciando nel caos più totale oltre 150mila laureati delle 2 facoltà universitarie.</em><br />
<em>Se è vero che si sta costruendo una professione europea, perché non si rende abilitante la laurea triennale, visto che negli altri paesi europei la formazione dell’educatore (quella triennale) è abilitante all’esercizio della professione?</em><br />
<em><strong>Sulla base di quanto esposto, chiediamo al nuovo Consiglio dei Ministri e alle Commissioni parlamentari di poter rimettere mano alla materia valutando la razionalizzazione del dettato legislativo.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Sollecitiamo un provvedimento interministeriale di Sanità, Istruzione e Ministero del Lavoro, in concertazione con il CUN, per il ripristino di una base formativa universitaria triennale, unica e abilitante (anche se in Facoltà diverse), titolata a far parte del relativo ordine professionale, e successivi corsi facoltativi di specializzazione nei settori socio-sanitario, scolastico, socio-assistenziale. </strong></em></p>
<pre style="text-align: justify;"><strong> <span style="text-decoration: underline;">Prime adesioni</span>
</strong>Sara Beduschi, Firenze
Emanuela D'acunto, Ischia Na
Fabiana Garofalo Napoli
Giovanna Brancato, Piemonte
Cristiana Di Paolo Salsomaggiore (Parma)
Giuseppe Salvatore Arcidiacono, Acireale (Ct)
Domenico Ciardulli, Roma
Tiziano Fabbri, Villa san Giovanni in Tuscia Viterbo
Andrea Rainone, Roma
Francesca Cervasi, Aprilia
Diego Tuzzolo, Bologna  
Gaetano Bonina, Barcellona pozzo di gotto (Me) 
Francesca Debiasi, prov. Cs 
Irene solidoro, Lecce 
Lenira Centurelli, Bergamo 
Elisabetta Roberti, Subiaco (Rm) 
Francesca Piscopo, Napoli 
Marina Gammarrota, Andria (Ba) 
Alexandra Sava, Firenze 
Sara Carcione, Messina 
Deborah Ferlazzo, Ariccia (Rm) 
Ilaria Sala, Ferrara 
Nina Evaristo, Trieste 
Antonio Maietta, prov. Avellino 
Elisa Sacchetta, Rimini 
Anna De masi, Rende 
Anna Amoruso, Napoli 
Valentina Buono, Ischia (Na) 
Anna Chiacchio, Napoli 
Francesca Serrao, Mesoraca 
Aru Giuseppina, Friuli-VeneziaGiulia 
Caterina Marano, Forlì 
Carmela Abrioni, Pattada (Sassari) 
Roberta Pili, Cagliari 
Giusy Detta, Roma 
Carmela Vincitorio, Foggia 
Fiorella Soggia, Sassari 
Arianna Palomba, Manfredonia (FG) 
Claudio Marcello Polidori, Rieti
Andrea Rainone, Roma
Roberta Colonna, Noicottaro (Ba)
Marzia Grano, Crotone
Emanuela De Canio, Bologna
Valeria Damiani, Roma
Selvaggia Benassi, Castelfiorentino (Fi)
Isabella Franco, Torino
Elena Fiaschi, Firenze
Alessandra Guidi, Firenze
Francesca Benifei, Piombino
Caterina Scandella, Bergamo
Elena Fradici, Reggio Emilia
MariaAngela Baratta, Acicastello Ct
Serena Daglio, pedagogista, Novi Ligure
Azzurra Galossi Roma
Annamaria Rais, Porto Torre (SS)
Marta Durante, provincia di Cuneo
Valentina Atene, Corigliano Calabro
Vanessa Vallino, Savona
Anna Chiacchio, Napoli
Giusy Guarneri, Agrigento
Tatiana Bianchi
Ledja Kolombi Dronero
Monica Raguso Martina Fanca
Claudio Santoro, Martina Franca
Lorini Patrizia, Bari
Vincenza di Marzo, Modena
Roberta Visintini, Udine
Antonietta Campolongo, Napoli
Maria Rita Ciarrocchi, San Benedetto del Tronto
Erika Giannuzzi, Bari
Stefania Perozzi, San Benedetto del Tronto
Vanessa Indovino, Treviso
Luigi D'alessio, Nocera sup.
Ilenia Barca, Nuoro
Carmen Papa, Napoli
Antonina Noviello, Piombino
Giuseppina, D'Auria, Santa Maria del Cedro Cs)
Emilia Mura, Aritzo
Daniella Pacillo, Napoli
Teresa Ferrucci, Gioia Sannitica (Ce)
Carmen Papa, Santa Maria del Cedro (Cs)
Francesca Sebastio, Taranto
Anna Ruggero, Torino
Sabrina Marotto, Borgaro
Mirella Sicolo, Bari
Claudia Ponticorvo, Capri
Elisa Cepparolli, Firenze
Nicoletta Lettore, Bari
Savino Pasqua, Bari
Antonella Dragone, Bari
Lorena Quarato, Francavilla Fontana (Br)
Giuliana Panico, Napoli
Anita De Giorgio, Tarando
Gemma Coletta, Napoli
Maria Scotto di Mase, Procida
Manuela Demuro, Villanova Tulo (Su)
Palma Fiore, Torino
Iolanda Bevilacqua, Salerno
Marazia Antonella, Taranto,
Mirela Popa, Macerata
Marika Rubino, Montemesola (Ta)
Patrizia Simonetto, Padova
Patrizia Mendola, Lentini (Sr)
Letizia Campisi, Roma
Fabio Scalzo, Cosenza
Alessia Bauleo, Rossano-Corigliano (Cs)
Alice Casadio,Faenza (Ra)
Magherini Silvia, Firenze
Remo Coccia, np
Fabio Pisaniello, San Martino Valle Caudina (AV)
Annalisa Taurino San Pancrazio Salentino (Br)
Linda Feleppa, San Leucio del Sannio (Bn)
Oksy Pizzo, Mercato San Severino (Sa) 
Vittoria Pucciarelli, Pertosa (Sa)
Maddalena Diana, Caserta
Veronica Marotta, Taranto
Giusy Gabriella Galllo, Potenza
Loredano Scarso, Ragusa
Maria Spagnolo, Vicenza
Fabio Mario Plassa, Mesero
Natalina Antonina Evangelista, Bisceglie (BT)
Laura Pesce, Nocera superiore
Marta Scudiero Angri (Sa)
Rachele Natale – Livorno</pre>
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		<title>Albo Educatori, il Governo &#8220;medicalizza&#8221; i tavoli tecnici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 16:52:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Anep]]></category>
		<category><![CDATA[ANPE]]></category>
		<category><![CDATA[attuativi]]></category>
		<category><![CDATA[decreti]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La legge Iori e la legge Lorenzin, diciamocelo, non hanno sanato la grande ferita del doppio profilo dell&#8217;educatore professionale ma l&#8217;hanno resa ancora più profonda <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/albo-educatori-governo-medicalizza-tavoli-tecnici/" title="Albo Educatori, il Governo &#8220;medicalizza&#8221; i tavoli tecnici">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>La legge Iori e la legge Lorenzin, diciamocelo, non hanno sanato la grande ferita del doppio profilo dell&#8217;educatore professionale ma l&#8217;hanno resa ancora più profonda e purulenta.</strong><br />
<strong>I parlamentari delle commissioni che hanno approvato le due leggi si sono fatti guidare dalle sirene delle associazioni corporative di categoria.</strong><br />
<strong>Associazioni che appaiono affette da una visione sbilenca e miope della professione di educatore: Contro ogni logica di formazione integrata prevista dall&#8217;articolo 12 della legge quadro di riforma del welfare, e a differenza di quanto è stato fatto per assistenti sociali e psicologi, si è dato vita ad un profilo professionale &#8220;schizofrenico bipolare (o forse tripolare): da una parte l&#8217;associazione degli educatori &#8220;paramedici&#8221; &#8220;sottuttoio&#8221; e &#8220;vogliotuttoio&#8221; baciati dal DM 520/98, dall&#8217;altra le associazioni degli educatori &#8220;umanistici e filosofici&#8221; tendenti alla libera professione che sperano in una fetta consistente di mercato. </strong><br />
<strong>Nessuna di queste associazioni ha puntato su una legge che disciplinasse un profilo unico formativo e un sistema di equipollenze con integrazione di crediti per sanare il pregresso, quando le interfacoltà non funzionavano e quando la laurea Snt2  dei baroni della medicina non era ancora decollata</strong><br />
<strong>Si sono così lasciati decine di migliaia di laureati in balìa dell&#8217;incertezza totale facendo cadere nel panico quegli educatori professionali laureati in scienze dell&#8217;educazione e formazione che da anni lavorano nelle strutture sanitarie e che sentono incombere su di loro la minaccia di un licenziamento.</strong><br />
<strong>Vedremo cosa succederà ma intanto notiamo che il Governo chiama come interlocutori sui decreti attuativi e sull&#8217;esame dei percorsi formativi solo l&#8217;Associazione di educatori che storicamente ha portato avanti il monopolio di medicina discriminando le rappresentanze degli educatori delle facoltà di scienze della formazione e dell&#8217;educazione.</strong><br />
<strong>Di questa assurda e grave decisione del MIUR ne parla, in un suo articolo postato sui social, il dr. Santi Laganà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Articolo che vale la pena di leggere e che riportiamo di seguito.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>LA LEGGE “IORI”, LA LEGGE “LORENZIN”, I DECRETI ATTUATIVI, I DIRIGENTI DEL MIUR, IL CUN, GLI EDUCATORI E I PEDAGOGISTI</em></p>
<p><em>Sappiamo per certo che la Legge “Iori” non avrà i Decreti Attuativi.</em><br />
<em>Sappiamo per certo che la Legge “Lorenzin” ha avuto i Decreti Attuativi.</em><br />
<em>Sappiamo che la motivazione addotta dai Dirigenti del MIUR per non pubblicare i Decreti Attuativi alla Legge “Iori” è stata che con l’attuazione dei Corsi Universitari previsti dalla stessa, la Legge veniva attuata nella sua pienezza.</em><br />
<em>Per i Dirigenti del MIUR non serve altro e quindi si sono mossi di conseguenza ed ecco che con nota del Direttore Generale della DGSINFS Prot. 2038 del 24 gennaio 2018 si richiede al Consiglio Universitario Nazionale (CUN) la designazione di un rappresentante per costituire un tavolo tecnico per esaminare con il Ministero della Salute ed alla presenza dell’Associazione Nazionale Educatori Professionali (ANEP), una possibile soluzione all&#8217;attuale duplicità della formazione in campo sanitario ed umanistico-sociale dell’educatore anche alla luce della recente individuazione della “Qualifica di educatore socio-pedagogico e pedagogista” nella Legge di Bilancio 2018 (Legge “Iori”).</em><br />
<em>La prima nota stonata, molto stonata, è quella che l’alto Dirigente del MIUR intende costituire un tavolo tecnico tra MIUR, Ministero della Salute con la presenza della SOLA ANEP e l’ordine del giorno di questo tavolo tecnico dovrebbe essere:</em><br />
<em>“la duplice formazione in campo sanitario ed umanistico-sociale dell’educatore”.</em><br />
<em>E tutto ciò alla presenza di una Legge dello Stato che individua le “Qualifica di educatore socio-pedagogico e pedagogista” (Legge “Iori”).</em><br />
<em>Bene, il CUN individua il proprio rappresentante nel Prof. Mario Amore, ordinario, presso il Dipartimento di Neuroscienze, riabilitazione oftalmologia e generica e scienze materno-infantili dell’Università degli studi di Genova (SSD MED/25).</em><br />
<em>La scelta del CUN, viste le premesse (MIUR), non poteva essere diversa da quella fatta (Medico).</em><br />
<em>L’alto Dirigente del MIUR è convinto che per discutere della duplice formazione in campo sanitario ed umanistico-sociale dell’educatore, oltre al MIUR stesso e al Ministero della Salute debba esserci SOLO l&#8217;ANEP, cioè l’Associazione Professionale di Categoria dei laureati Classe L/SNT02.</em><br />
<em>Leggere il comunicato dell’Adunanza del 6 marzo 2018 del Consiglio Universitario Nazionale mi turba e mi irrita allo stesso momento.</em><br />
<em>È mai possibile che il MIUR e il CUN non siano consapevoli che esistono pedagogisti sia accademici che professionisti che si occupano a pieno titolo e da parecchio tempo di neuroscienze?</em><br />
<em>È mai possibile che il MIUR e il CUN non siano consapevoli che, certamente ci sono medici che sanno di pedagogia ed educazione ma, allo stesso modo, ci sono pedagogisti che sanno di neuroscienze?</em><br />
<em>È mai possibile che il MIUR e il CUN non siano consapevoli che il rapporto tra salute ed educazione, tra scienze della natura e scienze umane &#8211; quindi la duplice formazione in campo sanitario ed umanistico-sociale dell’educatore e la mancata presenza del pedagogista nell’elenco delle professioni sanitarie &#8211; non possa non tenere conto che:</em><br />
<em>“… Nessuna sindrome in psichiatria ha un sintomo fondamentale, o un cluster di sintomi fondamentali, come vorrebbe spacciarti il DSM-5.</em></p>
<p><em>La psicopatologia, invece, come cornice di senso in cui inserire questi segni o sintomi, è l’unica prospettiva che può guidarti nella criticità diagnostica.</em><br />
<em>MA DEVI SAPERE, CARA/O AMICA/O, CHE LA PSICOPATOLOGIA NON È PER NULLA APPANNAGGIO DELLA MEDICINA. (O DELLA PSICOLOGIA N.d.R.)</em><br />
<em>Essa deriva, nel suo impianto metodologico, DALLE SCIENZE UMANE, ovvero dalla filosofia della storia (Dilthey) e dalla filosofia della vita (Simmel).</em><br />
<em>Essa si è strutturata con le concettualizzazioni della fenomenologia (Husserl), della filosofia dell’esistenza (Heidegger, Sartre, Merlau-Ponty) e dell’ermeneutica (Ricoeur, Gadamer).</em><br />
<em>La psicopatologia riconosce un impianto ed un metodo che non sono quelli del sapere medico-naturalistico ma che, paradossalmente, rendono significativo il sapere medico, cioè la semeiotica, applicata all’incontro e alla relazione con il malato mentale.</em><br />
<em>Il fatto che la psicopatologia non ha una fondazione medica è il motivo per cui è stata abbandonata dalla psichiatria ufficiale o maistream, del tutto preoccupata solo di ricevere una legittimazione dalla medicina.</em><br />
<em>In cattedra di psichiatria, per tutto il Secondo Novecento, non ha mai messo piede nemmeno uno psicopatologo, e i docenti sono troppo impegnati a correre dietro il “publish or perish” su riviste impattate, modaiole e asservite al consensus, per potersi dedicare alla psicopatologia …”.</em><br />
<em>Gilberto Di Petta, Lettera a un giovane specializzando in psichiatria su http://www.psychiatryonline.it/node/7247</em><br />
<em>È mai possibile che il MIUR e il CUN non siano consapevoli che a quel tavolo, se non dovessero esserci i pedagogisti accademici e i pedagogisti e gli educatori professionisti attraverso le Associazioni Professionali di Categoria, verrebbe perpetrata non solo un’ingiustizia ma anche sotto il profilo scientifico quel tavolo sarebbe monco?</em><br />
<em>Ed allora invito con garbo e senso di responsabilità i nostri Accademici e tutte le nostre Associazioni Professionali di Categoria a far sentire con forza la propria voce per sedersi a quel tavolo, dove senza di noi verrebbero assassinate, non solo le nostre professioni, ma la ricerca che grazie, soprattutto, a pedagogisti professionisti sta fondando una neuropedagogia.</em><br />
<em>In ultimo, e non perché ultima cosa e dopo le mie dimissioni da Consigliere Nazionale, spero con tutto me stesso che la P.ED.I.AS., l’Associazione Professionale di Categoria a cui aderisco, rinnovi al più presto gli Organi Statutari scaduti da tempo, per potersi sedere a quel tavolo tecnico nella pienezza dei suoi poteri istituzionali e far sentire con forza le conoscenze e le competenze che storicamente le appartengono.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Denunciato dall&#8217;Ordine degli Psicologi, noto pedagogista ridotto in miseria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2018 18:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Iori]]></category>
		<category><![CDATA[legge lorenzin]]></category>
		<category><![CDATA[ordine psicologi]]></category>
		<category><![CDATA[pedagogisti]]></category>
		<category><![CDATA[Santi Laganà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo degli educatori e pedagogisti non se la passa tanto bene.  I laureati di scienze dell&#8217;educazione che lavorano da anni nei servizi sanitari sentono <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/santilagana2060-2/" title="Denunciato dall&#8217;Ordine degli Psicologi, noto pedagogista ridotto in miseria">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo degli educatori e pedagogisti non se la passa tanto bene.  I laureati di scienze dell&#8217;educazione che lavorano da anni nei servizi sanitari sentono a rischio la propria posizione lavorativa dopo l&#8217;approvazione della legge Lorenzin su riordino delle professioni sanitarie.</p>
<p>Inoltre, di recente decine di laureati, inizialmente ammessi con riserva, sono stati esclusi da un concorso Asl indetto in Toscana ed alcuni di essi, individualmente, hanno deciso di affrontare la spesa di diverse migliaia di euro di avvocato per fare ricorso legale contro l&#8217;esclusione.</p>
<p>In generale, migliaia di educatori professionali e pedagogisti, provenienti dalle facoltà umanistiche, si trovano in una situazione caotica e complessa perché si sentono presi in giro e abbandonati dalle proprie università e dalle associazioni di categoria. Queste ultime invece di puntare sul profilo unico hanno avallato i disegni di chi voleva frantumare il profilo professionale in &#8220;paramedici&#8221;, &#8220;babysitting degli asili&#8221; e figure spurie &#8220;nè carne nè pesce&#8221;.</p>
<p>Non se la passano meglio alcuni  autorevoli pedagogisti specializzati i quali, dopo i loro lunghi studi universitari, avevano scelto la libera professione.</p>
<p>Uno degli esempi più eclatanti è il dr. Santi Laganà, classe 1952 abbastanza conosciuto tra educatori e pedagogisti.</p>
<p>Da molti anni svolge la libera professione ed ha un suo studio professionale  di <em>Pedagogista Counselor Didatta Supervisore</em>. Inoltre ha ricoperto il ruolo di <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-2061" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/03/santilagana-294x300.jpg" alt="santilagana" width="294" height="300" /><em>Responsabile scientifico didatta di una Scuola di specializzazione riconosciuta dal Ministero dell&#8217;Istruzione.</em><br />
Il prof. Laganà, nel febbraio del 2000 fu denunciato penalmente dall&#8217;Ordine degli psicologi della regione Sicilia per abuso della professione di psicologo ed ha dovuto affrontare i conseguenti processi di primo e secondo grado.<br />
Ma nei due gradi di giudizio penale è stato pienamente <strong>assolto perché il fatto non sussiste.</strong><br />
Paradossalmente, nel procedimento in sede civile di primo grado promosso dal prof. Laganà,  al fine di essere risarcito dall&#8217;Ordine degli psicologi per i gravi danni subiti nell&#8217;attività lavorativa, ha invece perso e si trova adesso alle prese con il procedimento in Corte d&#8217;appello civile.<br />
Alle soglie della pensione il dr. Santi Laganà, nonostante l&#8217;assoluzione penale, per il momento è stato costretto a sborsare circa 14mila euro per le spese del primo grado del procedimento civile.<br />
Riteniamo giusto, attraverso questo sito di informazione, accogliere e diffondere questo suo sfogo espresso sulla sua pagina fb:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I PAGAMENTI, LA RABBIA, LA GIUSTIZIA???, LA SALUTE, LA PENSIONE???, L’ESSER MANTENUTI, L’ITALIA, LUCIO ANNEO SENECA E LA VERGOGNA</strong></p>
<p><strong>Ieri, ho finito di pagare quanto stabilito dalla sentenza civile di I grado che mi vede condannato a pagare chi aveva perso in tutti i gradi di giudizio in sede penale. Fare l&#8217;ultimo bonifico per €. 13.900,00 mi ha suscitato un moto di rabbia. </strong><br />
<strong>Come è possibile, come può essere “giustizia” volutamente tra virgolette, se chi ha perso in sede penale ha raggiunto tutti gli obiettivi e per giunta è stato pure ri-pagato?</strong><br />
<strong>Dopo essere stato, denunciato, indagato, rinviato a giudizio e processato in I e II grado per abuso della professione di psicologo, sono stato assolto perché il fatto non sussiste ma, perché un ma c’è, la scuola di specializzazione post laurea che dirigevo ebbe un fortissimo calo d’iscrizioni e le persone che avevano deciso di rivolgersi a me come professionista sparirono.</strong><br />
<strong>Malgrado l&#8217;assoluzione piena e definitiva rimanevo un &#8220;abusivo&#8221;.</strong><br />
<strong>Ed ora, con uno stato di salute precario, la pensione che arriverà tra due anni e con i miei risparmi dilapidati per pagare chi ha perso, sono nei fatti un mantenuto.</strong><br />
<strong>Posso essere almeno un po’ incazzato con chi permette questa “giustizia” sempre tra virgolette, senza che provi un moto di vergogna!</strong></p>
<p><em>“Quod non vetat lex, hoc vetat fieri pudor.”</em><br />
<em>“La vergogna proibisce ciò che la legge non proibisce.”</em><br />
Lucio Anneo Seneca</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/santilagana2060-2/">Denunciato dall&#8217;Ordine degli Psicologi, noto pedagogista ridotto in miseria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>&#8230;Vogliono uccidere l&#8217;educatore&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 21:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[albo educatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta, alla fine del secolo scorso, un manipolo di operatori sociali che lavorava nei servizi socio educativi dopo aver seguito corsi  di formazione <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/stanno-uccidendo-leducatore/" title="&#8230;Vogliono uccidere l&#8217;educatore&#8230;">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/stanno-uccidendo-leducatore/">&#8230;Vogliono uccidere l&#8217;educatore&#8230;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C&#8217;era una volta, alla fine del secolo scorso, un manipolo di operatori sociali che lavorava nei servizi socio educativi dopo aver seguito corsi  di formazione regionali o scuole speciali universitarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Si riunirono da varie parti d&#8217;Italia e, partendo da poche decine di soci, fondarono un&#8217;associazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le loro attività iniziali, essi si diedero da fare con i sindacati e con qualche deputato di maggioranza per l&#8217;obiettivo del loro inquadramento contrattuale come educatori professionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Si fecero due conti in tasca e decisero che la migliore soluzione economicamente più vantaggiosa era il contratto della Sanità perché è il settore solido dove era possibile ottenere una migliore retribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quella decisione, si sarebbero poi aperti tutti i tavoli, con i politici e con le regioni, per mettere la professione saldamente sotto l&#8217;ombra di Medicina.</p>
<p style="text-align: justify;">Intorno al 1999, chiuse le scuole speciali interfacoltà, come la SFEC (Scuola di Formazione Educatori di Comunità), e chiusi i corsi regionali, la preoccupazione di questo manipolo originario di educatori associati era di impedire che ai loro colleghi laureati di Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione fosse dato lo stesso riconoscimento e inquadramento contrattuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo alcuni anni in cui le uniche facoltà di formazione dell&#8217;educatore sono state quelle di Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione, intorno al 2004, la Facoltà di Medicina di Roma Tor Vergata, che non volle fare accordi con l&#8217;Università di Roma Tre per un corso interfacoltà, fece partire il corso di Educazione Professionale impostato su discipline prevalentemente sanitarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi tradendo completamente lo spirito della legge quadro di riforma dei servizi sociali, invece di un profilo professionale integrato come quello dell&#8217;assistente Sociale e dello Psicologo, cominciò a delinearsi una mortificante frantumazione dell&#8217;educatore, dove ebbe spazio una corsa mercantile al tesseramento associativo su due fronti: da un lato i cosiddetti &#8220;umanisti&#8221; siculi che volevano accreditarsi in maniera esclusiva sul sociale, e, dall&#8217;altra, gli educatori primordiali &#8220;paramedici&#8221; che volevano avere il monopolio dell&#8217;abilitazione professionale in tutti i settori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cos&#8217;è diventata allora la professione dell&#8217;educatore se relegata in maniera distinta a un ruolo esclusivamente sociale di accudimento dell&#8217;infanzia o di assistenza di base, e dall&#8217;altra, a una impostazione imfermieristica inclusa, magari, la somministrazione informale di pasticche notturne?</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può affidare un soggetto svantaggiato a figure che non hanno più una visione d&#8217;insieme socio-sanitaria degli interventi in una comunità?</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può non essere preoccupati di questa visione egemonica sanitaria che si è impossessata della formazione degli educatori messi nello stesso calderone dei terapisti della riabilitazione e tecnici di radiologia?</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può non essere preoccupati se, dall&#8217;altra parte della barricata, i cosiddetti &#8220;educatori pedagogisti &#8220;associati&#8221;, nonostante il decreto Lorenzin, cantano vittoria per aver ottenuto una insignificante fetta di mercato?</p>
<p style="text-align: justify;">Si ha l&#8217;impressione che l&#8217;educatore professionale, quello autentico concepito alle origini come agente di cambiamento maieutico e liberatore,  stia lentamente morendo colpito negli organi vitali da baroni universitari venditori di libri,  dalla miopia di vecchi soloni e di piccole lobby corporative.</p>
<p style="text-align: justify;">Volendo fare un volo di fantasia e di immaginazione potremmo fare un parallelismo storico  con la grande rivoluzione scientifica quando l&#8217;inquisizione censurava visioni diverse e, a volte, mandava al rogo chi osava averle: oggi è come se due congregazioni dogmatiche, una confessionale sanitarizzata e l&#8217;altra confessionale psicologizzata, stiano sentenziando il rogo per il &#8220;profilo unico dell&#8217;educatore professionale&#8221; per farne due, una sorta di &#8220;parainfermiere&#8221; e una sorta di &#8220;parapsicoconsulente&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Non resta che augurarsi per il 2018 uno scatto di orgoglio di tutti coloro, e sono tanti, che dagli anni 2000 in poi, si sono laureati formandosi in maniera multidisciplinare, attraverso esami e tirocini in ambiti plurimi, e, successivamente, attraverso il lavoro in strutture integrate dimostrando così una competenza coerente che non può essere sotterrata da leggi inique come quelle approvate nell&#8217;ultimo mese, prima della chiusura del Parlamento.</p>
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		<title>Educatori al Parlamento: &#8220;Fermate la Legge Iori-Binetti!&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 07:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La proposta di legge 2656, detta legge Iori-Binetti,  che avrebbe dovuto mettere ordine sul profilo professionale degli educatori, sembra destinata ad approdare nelle Aule parlamentari <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-al-parlamento-fermate-quella-legge/" title="Educatori al Parlamento: &#8220;Fermate la Legge Iori-Binetti!&#8221;">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-al-parlamento-fermate-quella-legge/">Educatori al Parlamento: &#8220;Fermate la Legge Iori-Binetti!&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-485 alignright" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/votoelettronico-300x224.png" alt="votoelettronico" width="300" height="224" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/votoelettronico-300x224.png 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/votoelettronico-235x176.png 235w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/votoelettronico-80x60.png 80w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/votoelettronico.png 301w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La proposta di legge 2656, detta legge Iori-Binetti,  che avrebbe dovuto mettere ordine sul profilo professionale degli educatori, sembra destinata ad approdare nelle Aule parlamentari alla vigilia del voto per le amministrative. Secondo migliaia di educatori professionali riuniti sui social network,  il testo della legge, così come viene portato in Aula, non mira a risolvere il caos della formazione universitaria di questi ultimi 15 anni<a href="http://www.ciardullidomenico.it/attenti-al-ddl-sugli-educatori-far-danni/"> (vedi articolo precedente)</a> .</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo di legge uscito dalle Commissioni parlamentari, contrariamente a quanto avviene in Europa, sancirebbe definitivamente la frammentazione del profilo professionale dell&#8217;educatore in branche varie con conseguenti profitti per le università e molti oneri per laureandi e laureati. Tale impostazione sarebbe frutto di pressioni da parte di una lobby associativa siciliana, favorirebbe gli interessi cattedratici di alcune università e toglierebbe le castagne dal fuoco a soggetti del Terzo Settore che hanno bisogno di una sanatoria generale sulle qualifiche di soci e dipendenti per non essere esclusi da appalti pubblici e accreditamenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-481 alignleft" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/educatorevignetta.jpg" alt="educatorevignetta" width="180" height="236" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E<strong>cco di seguito l&#8217;appello che, da oggi, gli Educatori Professionali laureati presso le facoltà di Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione e riuniti in un gruppo FB, manderano all&#8217;indirizzo di ogni singolo deputato e senatore perché la legge venga rimandata nelle commissioni e modificata. </strong></p>
<p><strong>L&#8217;intento è quello di non vanificare le speranze di decine di migliaia di laureati e dei tanti studenti universitari in tutta Italia che credono ancora in un profilo unico &#8220;europeo&#8221; e in un albo professionale degli educatori.</strong></p>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;">LETTERA DEGLI EDUCATORI AI SENATORI E AI DEPUTATI DEL PARLAMENTO ITALIANO</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Onorevoli Senatori, Onorevoli deputati, </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Siamo educatori professionali e pedagogisti. Non siamo un&#8217;associazione e abbiamo trovato utile affidarci alle potenzialità della rete telematica per difenderci dalla esclusione dei laureati delle Classi di Laurea L 18 e L19 dal mercato del lavoro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Il Gruppo Facebook è stato per noi il percorso idoneo a canalizzare energie per fare chiarezza tra noi professionisti e per far emergere contraddizioni e violazioni. Dal 2012 abbiamo messo in atto varie iniziative per ottenere un giusto riconoscimento della nostra formazione universitaria.  Prendiamo atto che la proposta di legge Iori-Binetti si sta assumendo un&#8217;importante responsabilità legislativa. La potenziale gratitudine per questa assunzione di responsabilità si arresta subito all&#8217;evidenza del testo che caratterizza la proposta di legge. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Senza nulla togliere alla lettura presentata alla Camera dei deputati dall&#8217;On. Iori, dalla quale ci sentiamo rappresentati pienamente per la parte introduttiva, ci dichiariamo, invece, decisamente insoddisfatti del testo giunto in Aula. Nonostante sia nato con le migliori intenzioni, il testo del DDL resta assai impreciso e approssimativo e riflette la incompletezza di informazioni fornite ai membri delle Commissioni parlamentari. Per legge si decreta che questa formazione universitaria esula dagli intendimenti dell&#8217;Unione Europea sulla libera circolazione delle professioni (art. 4 e seguenti del D.Lgv. 206/2007 in applicazione della D.E, 36/C.E./2005). Si vorrebbe forse radicare il DDL alla legge 4/2013 ma che ci azzecca? </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Inoltre si era detto &#8220;niente più ordini e albi in Italia&#8221; eppure è appena stato approvato al Senato il DDL sulle professioni sanitarie dove si conferisce agli psicologi un potere senza precedenti nella storia, abbastanza simile a quello dell&#8217;ordine dei medici. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In Italia, in questi ultimi 15 anni, si è giunti al paradosso di 2 Facoltà universitarie con 2 corsi di laurea (in alcuni casi speculari) che preparano a una medesima professione senza però dare identica spendibilità nel mercato. Una palese violazione di quelle norme italiane ed europee sulle professioni in base alle quali, dopo un percorso di studi universitari, deve necessariamente conseguire l&#8217;abilitazione professionale senza oneri aggiuntivi per gli studenti. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A nostro avviso, i Ministeri della Salute, dell&#8217;Università, delle Politiche Sociali e del Lavoro sono venuti meno al loro mandato costituzionale lasciando nel caos più totale oltre 150mila laureati delle 2 facoltà universitarie. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il gruppo Facebook da cui scriviamo raccoglie lo spirito, la mission e la vision di 15mila laureati. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbiamo chiesto preventivo ascolto agli estensori del Disegno di Legge 2656 per ottenere le giuste e legittime modifiche ma abbiamo l&#8217;impressione di essere stati considerati quasi dei &#8220;sovversivi&#8221; solo perché non siamo associazione e perchè chiediamo che la figura dell&#8217;educatore professionale non venga medicalizzata ma rimanga in un più ampio ambito integrato come prescrive l&#8217;art. 12 della legge 328/2000 e come già avviene per assistenti sociali e psicologi. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Onorevole Iori, la nostra &#8220;comunità virtuale&#8221;, nata per partigianeria necessaria e per sopravvivenza, in questi anni ha cercato di collaborare e di contribuire con tutte le proprie possibilità a questo processo legislativo  ma oggi non possiamo ritenerci soddisfatti. Se è vero che si sta costruendo una professione europea perché non si rende abilitante la laurea triennale, visto che negli altri paesi europei la formazione dell&#8217;educatore (quella triennale) è abilitante all&#8217;esercizio della professione?  </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come dovranno comportarsi i nostri laureati L18 e L19 che vorranno andare a lavorare in Europa ma non potranno esportare la loro formazione perché priva dell&#8217;abilitazione? Perché in questa legge, così come è stato fatto per psicologi e assistenti sociali, non si vuole disciplinare l&#8217;istituzione dell&#8217;Ordine nazionale dei Pedagogisti e degli Educatori?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Gruppo fb  &#8220;Laureati di Scienze dell&#8217;Educazione&#8230; Uniamoci tutti insieme!&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Graziano Ruggiero, Eleonora Rossi, Emanuela D&#8217;Acunto, Domenico Ciardulli, </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Annunziata Di Meglio, Valentina Buono, Fabiana Garofalo, Mariarosaria Impagliazzo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-al-parlamento-fermate-quella-legge/">Educatori al Parlamento: &#8220;Fermate la Legge Iori-Binetti!&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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