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	<title>Giuseppe De Rita Archivi - Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</title>
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	<description>Cittadini attivi  e protagonismo civico</description>
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		<title>De Rita: &#8220;Non serve un riassetto dei poteri ma una classe dirigente capace&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 18:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[censis]]></category>
		<category><![CDATA[Farmindustria]]></category>
		<category><![CDATA[FNOMCEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Illustri relatori hanno preso la parola nell&#8217;incontro pubblico organizzato giovedì 24 novembre 2016 presso la sede del Censis di Roma: Walter Ricciardi, Presidente Istituto Superiore <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/italiani-salute-lallarme-del-censis/" title="De Rita: &#8220;Non serve un riassetto dei poteri ma una classe dirigente capace&#8221;">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/italiani-salute-lallarme-del-censis/">De Rita: &#8220;Non serve un riassetto dei poteri ma una classe dirigente capace&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Illustri relatori hanno preso la parola nell&#8217;incontro pubblico organizzato giovedì 24 novembre 2016 presso la sede del Censis di Roma: Walter Ricciardi, Presidente Istituto Superiore di Sanità, Maurizio Scassola, Vice Presidente Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria</p>
<p style="text-align: justify;">Ketty Vaccaro, Responsabile Area Welfare e Salute del Censis, ha presentato la ricerca sull&#8217;evoluzione del rapporto degli italiani con la salute negli ultimi 50 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo questo studio, si riscontra un abbassamento generale della mortalità e morbilità nella<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-1075 alignright" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_125148-300x168.jpg" alt="img_20161124_125148" width="300" height="168" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_125148-300x168.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_125148-768x431.jpg 768w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_125148-1024x575.jpg 1024w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_125148-678x381.jpg 678w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> popolazione ma le aspettative di vita in italia variano con notevole differenza da regione a regione: chi nasce in Campania ha un&#8217;aspettativa più bassa di due anni e due mesi, rispetto al Trentino Alto Adige. Lo conferma nel suo intervento  Walter Ricciardi (ISS): <em>&#8220;l&#8217;età media del sud Italia è come quella della Bulgaria mentre l&#8217;età media del nord italia è come quella della Svezia&#8221;</em> e aggiunge: <em>&#8220;Siamo il paese più vecchio del mondo. Negli anni 70 c&#8217;erano 2 bambini, 2 genitori, due nonni, oggi vediamo 1 bambino, 2 genitori, 4 nonni e 3 bisnonni.  Il bambino che nasce oggi non solo nasce disoccupato ma nasce come il bambino più indebitato del mondo&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio del Censis ha evidenziato anche la forte riduzione del tempo di degenza in ospedale: Si<img decoding="async" class="size-medium wp-image-1076 alignright" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_123503-168x300.jpg" alt="img_20161124_123503" width="168" height="300" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_123503-168x300.jpg 168w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_123503-768x1368.jpg 768w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_123503-575x1024.jpg 575w" sizes="(max-width: 168px) 100vw, 168px" /> trascorre meno tempo in ospedale: si è passati dai 26 giorni del 1961 agli 8 del 2012 con una ricaduta molto onerosa sulle famiglie attraverso tempo ed energie dedicati all&#8217;assistenza ai congiunti anziani e disabili e attraverso spese per badanti e assistenza domiciliare.<br />
&#8220;La sanità privata da scelta è diventa necessità: <em>“Se negli anni 80 &#8211; </em>ha sottolineato Ketty Vaccaro<em> &#8211; la visita privata era una questione di preferenza, in questi anni di crisi, gli italiani mettono mani al portafoglio perché le liste di attesa del pubblico sono troppo lunghe”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">La curva demografica è impressionante:  Nel 2015 si scende sotto la soglia dei 500mila nati, il numero più basso dall&#8217;Unità d&#8217;Italia (485.780) mentre il tasso di natalità, pari a 8 per 1000 abitanti, colloca il nostro paese all&#8217;ultimo posto della graduatoria europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Presidente di Farmindustria Scassola: <em>“Oggi abbiamo 7mila farmaci in via di sperimentazione, frutto di una grande scoperta avvenuta nel 2003: il genoma. Si tratta di farmaci biotecnologici sintetizzati a partire da cellule viventi. </em><em> I farmaci che oggi sono arrivati sul mercato, come quello per l&#8217;epatite C, sono da considerarsi già vecchi perché la sperimentazione dura da almeno 10 anni&#8221; .  </em></p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1077 alignright" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_124519-168x300.jpg" alt="img_20161124_124519" width="168" height="300" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_124519-168x300.jpg 168w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_124519-768x1368.jpg 768w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161124_124519-575x1024.jpg 575w" sizes="(max-width: 168px) 100vw, 168px" />Il problema sarà rappresentato dalla formazione e dalle competenze perché alla fine del percorso di sviluppo dei nuovi farmaci potrebbero non esserci sufficienti esperti in grado di valutarli prima dell&#8217;immissione in commercio, con tutti i rischi che ne potrebbero  conseguire.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è stato l&#8217;intervento finale del Presidente del Censis Giuseppe De Rita a lanciare l&#8217;allarme sulla cesura del terzo millennio dopo 50 anni di studi e rapporti sociali, con riferimenti diretti alla situazione politica di oggi e, indirettamente, alla questione referendaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo De Rita, sono due gli elementi emersi nella società italiana in questo mezzo secolo:</p>
<p style="text-align: justify;">1) L&#8217;imborghesimento o &#8220;cetomedizzazione&#8221; ;</p>
<p style="text-align: justify;"> 2) L&#8217;alta soggettività;</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni 50/60 e fino al 1995, dall&#8217;essere contadino e operaio si è arrivati gradualmente all'&#8221;imborghesimento&#8221;, proprio quella &#8220;piccola borghesia&#8221; citata da Pier Paolo Pasolini, qualcosa che permetteva ai cittadini di sentirsi &#8220;qualcuno&#8221;.  Ad esempio, anche prima della riforma sanitaria, c&#8217;era la cosiddetta &#8220;Mutua&#8221; che permetteva la garanzia di rapporto con il medico, mentre le medicine erano simbolo dell&#8217;essere &#8220;borghese&#8221;. <em>&#8220;Il Sistema Sanitario oggi è ancora segnato dalla cultura borghese?&#8221;</em>  -chiede De Rita- &#8220;<em>No, la società non è più il ceto medio che ha caratterizzato gli ultimi 50 anni del millennio. Si è impoverito, molti pensionati anziani sono semipoveri e  sono arrivati milioni di immigrati&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;L&#8217;altra caratteristica della società che abbiamo studiato in questi 50 anni è l&#8217;alta soggettività. Potremmo dire che è la società dell'&#8221;uno vale uno&#8221; (lo dice anche Grillo da altri punti di vista) ma nel in questo caso il senso è che ogni verità è contrastata da un&#8217;altra verità. Ed è il vero problema attuale perché quell'&#8221;uno vale uno&#8221; è segno di una società indistinta in cui ognuno provvede, da solo, alla sua salute. Ognuno pensa a sé e pensa con la sua testa.  Il cosiddetto &#8220;popolo del web&#8221;, come rivelano le statistiche dei motori di ricerca, pensa principalmente alla propria persona, alla dieta, alla propria salute.  Salute, quindi, gestita personalmente dal singolo, senza alcun tipo di controllo o mediazione. Pericolosa logica di una società indistinta&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E non c&#8217;è via di mezzo, purtroppo, perchè l&#8217;alternativa alla società indistinta alla polverizzazione del singolo sembra di essere l&#8217;altra opzione della <em>società che ha bisogno di un &#8220;patriarca&#8221;</em>, <em>della campagna di vaccinazioni,</em> <em>dell&#8217;obbligo prescrittivo e collettivo di stili di vita&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Sono due aspetti</em>, dice De Rita, <em>entrambi pericolosi. In mezzo non c&#8217;è più il ceto medio, non c&#8217;è più mediazione, non c&#8217;è prospettiva, non c&#8217;è futuro&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Chi valuterà, ad esempio, i 7mila nuovi farmaci che arriveranno? Il singolo? Oppure un&#8217;Organizzazione ultracollettiva che ci dice cosa è bene e cosa è male? Usciamo da 50 anni in cui le cose avevano una loro logicità e serietà perché gli eventi erano collegati e comprensibili. E&#8217; vero che l&#8217;alta soggettività è stata fondamentale per le libertà e lo sviluppo ma l&#8217;alta soggettività va gestita da classi dirigenti all&#8217;altezza e le classi dirigenti hanno perso la capacità di gestire la soggettività dei singoli. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non saperla gestire significa essere prigionieri. Il consenso politico elettorale si insegue oggi assomigliando alla società e quindi ad una società &#8220;parolacciara&#8221; corrisponde una classe dirigente &#8220;parolacciara&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per superare questo declino, <strong>&#8220;</strong><em><strong>non serve distribuire poteri dallo Stato alle Regioni o viceversa, serve recuperare quella cultura, che si è persa, di responsabilità sociale delle classi dirigenti di questo paese&#8221;</strong>.</em></p>
<p style="text-align: center;">Domenico Ciardulli</p>
<p style="text-align: center;">(Copyleft, citando fonte e autore)</p>
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		<title>De Rita (Censis): Il cambiamento va verso il &#8220;Paradiso dei lazzari&#8230;&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 14:41:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Toma]]></category>
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		<category><![CDATA[Fabio Martini]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe De Rita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I vincoli della liberta dei comportamenti&#8221; era il tema del quarto e ultimo incontro organizzato dal Censis e dedicato al  tradizionale &#8220;Giugno, mese del sociale&#8221;.  <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/de-rita-censis/" title="De Rita (Censis): Il cambiamento va verso il &#8220;Paradiso dei lazzari&#8230;&#8221;">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/de-rita-censis/">De Rita (Censis): Il cambiamento va verso il &#8220;Paradiso dei lazzari&#8230;&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>&#8220;I vincoli della liberta dei comportamenti&#8221; </em></strong>era il tema del quarto e ultimo incontro organizzato dal Censis e dedicato al  tradizionale &#8220;Giugno, mese del sociale&#8221;.  Ospiti e Relatori, oltre ai &#8220;padroni di casa&#8221; <strong>Giuseppe De Rita,</strong> <strong>Massimiliano Valerii e</strong><strong> Andrea Toma</strong>, due eminenti giornalisti come <strong>Stefano Cingolani</strong> de &#8220;Il Foglio&#8221; e <strong>Fabio Martin</strong>i de &#8220;La Stampa&#8221;.</p>
<p>De Rita ha direzionato il suo intervento sul tema della &#8220;richiesta di cambiamento&#8221; venuto dalle urne.</p>
<p>La riflessione-quesito del Presidente del Censis: <em>&#8220;La richiesta di cambiamento che il Presidente del Consiglio vede nel recente esito elettorale è giusta ma occorre chiedersi come sta avvenendo questo cambiamento?&#8221;</em></p>
<p>L&#8217;interpretazione di questo cambiamento è binaria perchè 2 sono le ipotesi secondo il Presidente del Censis:</p>
<p>Nella prima ipotesi si starebbe andando verso un <em><strong>&#8220;Paradiso di Lazzari&#8221;</strong></em> dove tutto è ben sistemato, dove al potere vanno giovani donne, eleganti, &#8220;bocconiane&#8221; mentre sotto stanno i &#8220;lazzaroni&#8221;, la struttura rimane  la stessa. In questo caso avviene solo un cambiamento di facciata, ai &#8220;lazzari&#8221; non interessa se c&#8217;è De Luca o la Appendino. Vincono comunque loro (es. i tassisti, i gladiatori, gli autisti &#8230;) e a loro non importa se al potere ci va l&#8217;<em>&#8220;incorruttibile&#8221;</em>. La nuova &#8220;riregulation&#8221;, dopo la &#8220;deregulation&#8221;, crea  lazzaroni&#8221;.</p>
<p>Nella seconda ipotesi, dalle elezioni scaturirebbe un <em>&#8220;</em><strong><em>Rigurgito carsico di borghesia&#8221;</em>,</strong> la crescita di una classe dirigente &#8220;neoborghese&#8221;  e la scomparsa della classe dirigente politica. Secondo De Rita, sarebbe emblematica della crescita di una nuova borghesia al potere, la sconfitta di Fassino, erede di Berlinguer, dalla quale emerge una sindaca bocconiana. In sostanza, dice De Rita, dopo le società operaie, dopo l&#8217;anarcocapitalismo si è arrivati al governo della media borghesia e all&#8217;esigenza di far nascere una classe dirigente che proviene dal foro mediatico (&#8221; a Torino potrebbe anche esserci una ripresa del potere da parte della Fiat&#8221;).</p>
<p>Tornando sul tema del convegno (devianza, libertà di comportamenti e legalità), De Rita ha detto che la devianza è stata sempre elemento essenziale dello sviluppo ma siamo arrivati oggi alla sua compressione. &#8220;Oggi &#8211; ha detto De Rita- la devianza non ci deve essere altrimenti &#8220;arriva Cantone&#8221;, il &#8220;pentito&#8221;, &#8220;l&#8217;infiltrato&#8230;&#8221;</p>
<p>De Rita ha citato anche Sandro Pizzorno e Natalino Irti per rafforzare la tesi secondo cui &#8220;più regolata è la società e più forte è la corruzione&#8221;. &#8220;Non funziona la società che si fonda sul quel tipo di logica di &#8220;riregulation&#8221; con la verticalizzazione del potere, con l&#8217;uomo solo al comando, con la polarizzazione verso il legalismo e la legalità&#8221;.</p>
<p>Tangentopoli ha cambiato il paese più del 68. Ha demonizzato tutti. Ha determinato un processo culturale incredibile che si è allungato fino ai giorni nostri e che si ritrova nelle parole dei nuovi leader. Ma le culture valgono se restano a lungo mentre questi cambiamenti di classe dirigente non sono un fatto culturale.</p>
<p>Anche <strong>Fabio Martini de La Stampa</strong> trattando il tema del nuovo legalismo ha citato un aforisma di Pietro Nenni: <em>&#8220;A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro&#8230;che ti epura&#8221; </em>per criticare la dichiarata incorruttibilità di cui si vantano i movimenti politici che sono oggi alla ribalta. Da decine di anni, seconco Martini, c&#8217;è una realtà a due facce: da una parte <em>c&#8217;è la proverbiale tendenza a eludere le regole dall&#8217;altra c&#8217;è la permanente indignazione per quei politici che si rendono colpevoli delle nostre stesse debolezze</em>.</p>
<p>Anche il giornalista<strong> Stefano Cingolani</strong> <strong>de Il Foglio</strong> ha parlato di eccessi, di mancanza di un punto di equilibrio tra deregulation e riregulation. Non funziona il sistema. Occorre, secondo Cingolani, inventare un modo diverso di regolare, occorre ripartire dal basso, dalla società civile, dalla sua libertà. Tutte le riforme calate dall&#8217;alto non hanno funzionato., <em>&#8220;C&#8217;è un onda di rigetto. Non vedo questa grande voglia di cambiamento&#8221;.<br />
</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/de-rita-censis/">De Rita (Censis): Il cambiamento va verso il &#8220;Paradiso dei lazzari&#8230;&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>Fuksas: &#8220;Candidati sindaci dovrebbero vedere Roma in elicottero&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 12:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma e le sue periferie]]></category>
		<category><![CDATA[candidati roma]]></category>
		<category><![CDATA[censis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella sede del Censis a Roma si è tenuto l&#8217;evento tradizionale che si svolge a giugno di ogni anno: &#8220;Un mese di Sociale&#8221; 3° appuntamento. <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/fuksas-candidati-sindaci-dovrebbero-vedere-roma-elicottero/" title="Fuksas: &#8220;Candidati sindaci dovrebbero vedere Roma in elicottero&#8221;">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/fuksas-candidati-sindaci-dovrebbero-vedere-roma-elicottero/">Fuksas: &#8220;Candidati sindaci dovrebbero vedere Roma in elicottero&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella sede del Censis a Roma si è tenuto l&#8217;evento tradizionale che si svolge a giugno di ogni anno: &#8220;Un mese di Sociale&#8221; 3° appuntamento. Il tema trattato:  <strong><em>&#8220;Ritorno alla dimensione territoriale del Paese&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Roma è inamministrabile. E&#8217; grande  11 volte la città di Parigi mentre Milano, rispetto alla Capitale è una città molto piccola con soli 800/900mila abitanti a fronte di 4 milioni e rotti di abitanti</em>&#8220;- lo ha detto stamane, durante il suo intervento, Massimiliano Fuksas, l&#8217;architetto italiano tra i più noti sulla scena internazionale,  ed ha aggiunto: <em>&#8220;Molti non conoscono le periferie di Roma, non ci sono mai andati. La periferia di Roma è difficilissima da raggiungere. Tor Bella Monaca è più grande di Firenze e il Sindaco Nardella, ad esempio, non può sapere cosa significhi amministrare Tor Bella Monaca&#8221;&#8230; &#8220;Ai candidati sindaci di Roma bisogna far vedere Roma in elicottero e forse cambierebbero idea&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Il territorio di Roma arriva fino a Subiaco e non ha infrastrutture adeguate. Pulire un territorio che è 11 volte Parigi vuol dire perdersi.  Secondo Fuksas, il modello di &#8220;città metropolitana&#8221; è un fallimento e bisogna pensare ad un nuovo modello così come bisogna ripensare anche la logistica dei 3 poli universitari.</p>
<p style="text-align: justify;">I relatori, da Massimiliano Valerii a Giuseppe De Rita, rispettivamente Direttore generale e Presidente del Censis, sono stati concordi nella valutazione negativa di un modello di sviluppo che vira oggi verso la concentrazione di poteri in grandi conurbazioni e aree metropolitane, lasciando il territorio diffuso privo di centrali di autogoverno.</p>
<p style="text-align: justify;">Lapidario il Presidente De Rita contro la verticalizzazione dei poteri che prevede l&#8217;uomo forte a presiedere un&#8217;area metropolitana: &#8220;il sistema del sindaco della città metropolitana che governa mezza regione non funziona&#8221; &#8220;tutte le città italiane non producono reddito. come si fa ad attribuire ad una città il carico di gestire un territorio?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>&#8220;Il ciclo che comincia è un ciclo di casino&#8221;</em></strong> <em>&#8220;I sindaci dei piccoli comuni sono migliori perché esprimono la loro autonomia con la forza dell&#8217;autoregolazione e non devono fare i presidenti del consiglio&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo De Rita, si è passati da una cultura urbana caratterizzata da una cultura industriale e struttura industriale, durata fino agli anni 70, per arrivare dagli anni 70 al 2000 ai &#8220;localismi industriali&#8221; i quali, dopo un picco di successo, sono falliti miseramente (assieme a tutta la politica del federalismo) per &#8220;l&#8217;insana ambizione dei localisti e per la stupidaggine dei politici&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Un grave errore, secondo il Presidente del Censis, aver sviluppato un processo di disintermediazione. Anche l&#8217;abolizione delle province ha peggiorato lo stato di cose. La speranza di  ricostruzione dei territori e di una nuova cultura urbana proviene dalla costituzione di una nuova classe dirigente delle realtà locali. Occorre superare la verticalizzazione attuale. Essa ha creato una classe politica locale mediocre ( i <em>&#8220;cacicchi del voto&#8221;)</em> che è una forma deviata del localismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/fuksas-candidati-sindaci-dovrebbero-vedere-roma-elicottero/">Fuksas: &#8220;Candidati sindaci dovrebbero vedere Roma in elicottero&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Italia verso la &#8220;dittatura&#8221; dei quarantenni?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Apr 2016 16:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[censis]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione anagrafica]]></category>
		<category><![CDATA[discrimnazione generazionale]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura quarantenni]]></category>
		<category><![CDATA[generazione out]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe De Rita]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa sta prendendo il posto della così tanto vituperata gerontocrazia italiana? Non è che forse stiamo andando verso una dittatura in Italia? Esiste una classe <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/dittatura-quarantenni/" title="L&#8217;Italia verso la &#8220;dittatura&#8221; dei quarantenni?">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-212 alignright" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/04/nonpaesegiovani2-1-300x215.jpg" alt="nonpaesegiovani2" width="300" height="215" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/04/nonpaesegiovani2-1-300x215.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/04/nonpaesegiovani2-1.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Cosa sta prendendo il posto della così tanto vituperata gerontocrazia italiana? Non è che forse stiamo andando verso una dittatura in Italia? Esiste una classe di colti rampolli quarantenni (magari figli di ricchi gerontocrati e banchieri) che sta facendo piazza pulita dei giovani e degli ultracinquantenni?</p>
<p style="text-align: justify;">Per tentare di dare una risposta obiettiva analizziamo di seguito il metodo di governo, attraverso pareri di illustri sociologi, e dati reali forniti dall&#8217;Istat.</p>
<p style="text-align: justify;">Scriveva l'&#8221;Avvenire&#8221; qualche tempo fa: <em>&#8220;nell&#8217;era dei Quarantenni al potere l&#8217;Italia ha raggiunto il record negativo della disoccupazione giovanile, il tasso di trasformazione dei contratti precari in assunzioni ha toccato il minimo storico, la fuga dei cervelli italiani all&#8217;estero ha raggiunto cifre da esodo biblico..</em>. <em>È nata così la Generazione Out: fuori dal mercato del lavoro, costretta a cercare chances fuori dal nostro Paese&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, sul metodo di governo di questi quarantenni, Giuseppe De Rita, fondatore del Censis (centro Studi Investimenti Sociali)  scrive sul Corriere della Sera che, in nome della rapidità decisionale, si è voluto creare <em>un deserto della rappresentanza intermedia</em> fino allo <em>smantellamento della mediazione sociopolitica e degli enti che per tradizione ne sono stati protagonisti</em>. Sono stati esautorati sindacati, partiti, enti locali sovracomunali (province, camere di commercio, comunità montane&#8230;) e al loro posto, secondo De Rita, avrebbero preso spazio i più svariati operatori di un &#8220;<em>lobbismo sempre più strisciante e particolaristico, incapace di ragionare in termini di interessi generali&#8221;</em>. Ed è nata &#8220;<em>un’altra epopea: quella dell’emendamento finalizzato, specifico, mirato; portato avanti da personaggi legittimati (si fa per dire) solo dalle loro effervescenti relazioni amicali, parapolitiche, finanziarie, magari sentimentali&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, secondo l&#8217;Istat, ci sarebbero circa 2 milioni e trecentomila giovani, tra i 15 e i 29 anni, che non studiano e non lavorano. Inoltre, nel 2015 circa 45 mila giovani tra i 18 e i 29 anni se ne sono andati all&#8217;estero.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Servizio Civile del nostro paese nel 2013 era stato quasi smantellato per mancanza di risorse. Nel 2015 sono stati ammessi 8800 progetti con 49 mila volontari a fronte di 160 mila domande.</p>
<p style="text-align: justify;">Se volessimo guardare la Francia come paragone troveremmo una differenza abissale: Il &#8220;service civique&#8221; è universale ed è rivolto a giovani dai 16 ai 25 anni, impiega centinaia di migliaia di volontari con un rimborso mensile di 573 euro. Il 60% di chi lo svolge trova subito dopo un lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritornando in Italia, sul versante degli ultracinquantenni troviamo altri dati sconfortanti: Un numero rilevante di lavoratori precoci si sono trovati all&#8217;improvviso espulsi dal mondo del lavoro, dopo oltre 30 anni di attività. Si tratta dei cosiddetti &#8220;troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per lavorare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-210 alignright" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/04/Non_è_un_paese_per_vecchi-224x300.jpg" alt="Non_è_un_paese_per_vecchi" width="224" height="300" />Cosa dire poi della schiera disgraziata dei <em><strong>lavoratori esodati</strong></em> frutto di una legge iniqua inventata da una &#8220;cattedratica&#8221; poco aderente alla realtà. Sono quei lavoratori che avevano stabilito di allontanarsi dal proprio lavoro in anticipo, dopo un accordo con i datori di lavoro e con contratti individuali o collettivi. In seguito alla riforma pensionistica del 2011, c&#8217;è stato un improvviso innalzamento dell&#8217;età consentita per andare in pensione. In seguito a questa riforma, decine di migliaia di lavoratori si è trovata all&#8217;improvviso senza stipendio, senza assegno di pensione e anche senza ammortizzatori sociali. Da 4 anni questo problema perdura per circa 24 mila persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra realtà amara, inoltre, è quella che vede lavoratori anziani che sono costretti dalla riforma e dalla &#8220;teoria&#8221; del progressivo innalzamento dell&#8217;età pensionabile in base alle aspettative di vita, a continuare lavori usuranti: Infermieri in reparti di terapia intensiva o in cardiologia che, nonostante abbiano abbondantemente superato i 60 anni, sono costretti a proseguire i turni ospedalieri non avendo più gli stessi riflessi di un tempo, con conseguenti rischi per tutti i pazienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Stessa cosa dicasi per operai ultrasessantenni di aziende edili e metalmeccaniche che fanno movimentazione di macchine a terra mettendo a rischio la propria e l&#8217;altrui incolumità.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggi pensionistiche inique che, evidentemente, non tengono conto della qualità della vita delle persone e della salute e sicurezza pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-209 alignleft" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/04/esodati.jpg" alt="esodati" width="235" height="214" />Non è da sottovalutare poi la riforma cosiddetta della &#8220;buona scuola&#8221; che gettando fumo attraverso le assunzioni nell&#8217;oscuro organico di potenziamento triennale, nasconde un dato incontrovertibile: si tenta di far fuori dal mondo del lavoro migliaia di precari ATA in età matura, persone che lavorano da anni nella scuola come assistenti amministrativi, tenici, e collaboratori scolastici.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ultimo capitolo, che richiama quello dei giovani che espatriano è quello dei numerosi pensionati a basso reddito costretto per necessità ad espatriare, a trasferirsi, cioè, in Albania, Ungheria, Bulgaria ecc per poter sopravvivere grazie alla grande differenza del costo della vita. Infatti solo con i prezzi più bassi di affitti, utenze e generi di prima necessità possono sopravvivere.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impressione che si ricava da questi dati è che due generazioni, quella dei giovanissimi e quella dei maturi ultracinquantacinquenni stiano per essere sempre più marginalizzate ed espulse dalla generazione di mezzo, quella dei quarantenni al potere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/dittatura-quarantenni/">L&#8217;Italia verso la &#8220;dittatura&#8221; dei quarantenni?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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