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	<title>L19 Archivi - Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</title>
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	<description>Cittadini attivi  e protagonismo civico</description>
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		<title>Educatori, USB: &#8220;Subito un Decreto contro le leggi capestro Lorenzin/Iori&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2018 07:29:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo in un periodo abbastanza critico per quanto riguarda il lavoro educativo in tutto il paese e in tutti i settori. Le carceri, gli asili <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-iori-albo-2432-2/" title="Educatori, USB: &#8220;Subito un Decreto contro le leggi capestro Lorenzin/Iori&#8221;">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" lang="en-US" style="text-align: justify;">Siamo in un periodo abbastanza critico per quanto riguarda il lavoro educativo in tutto il paese e in tutti i settori.</p>
<p class="western" lang="en-US" style="text-align: justify;">Le carceri, gli asili nido, le scuole, i centri per la disabilità, i centri di accoglienza per minori, i centri per migranti  soffrono della scarsa attenzione, a volte scarso interesse e/o competenza, del legislatore nella regolamentazione e negli investimenti.</p>
<p class="western" lang="en-US" style="text-align: justify;">Annosa la questione degli educatori professionali che hanno investito anni di formazione e soldi nelle Università con la prospettiva di poter trovare occupazione nel terzo settore o nelle amministrazioni pubbliche.<br />
Nell&#8217;ultima legislatura la fretta di far approvare leggi di riordino delle professioni, prima della scadenza del Parlamento, ha prodotto due aborti normativi che frammentano ancora di più il profilo dell&#8217;educatore creando professionisti di serie A e di serie B.<br />
Con il risvolto che quelli di serie B sono destinati a rimanere disoccupati o a essere licenziati dai loro posti di lavoro nel socio-sanitario. Mentre quelli di serie A sarebbero le nuove galline dalle uova d&#8217;oro destinati ad alimentare un sistema economico privatistico chiamato &#8220;ordine professionale&#8221;.<br />
Per tentare di arginare i danni prodotti da questa legiferazione poco razionale e, a nostro avviso, da alcune associazioni di categoria &#8220;pedagogiche&#8221; e/o &#8220;sanitarie&#8221; dedite prevalentemente al tesseramento corporativo, prive di una visione d&#8217;insieme integrata come la Legge Quadro di Riforma dei Servizi sociali ha prescritto nell&#8217;anno 2000.</p>
<p class="western" lang="en-US" style="text-align: justify;"><strong>Di seguito il documento diffuso dall&#8217;Unione Sindacale di Base</strong></p>
<p class="western" lang="en-US"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><b>REPORT</b></span><b> </b><span style="font-size: medium;"><b>ASSEMBLEA</b></span><b> </b><span style="font-size: medium;"><b>NAZIONALE</b></span><b> </b><span style="font-size: medium;"><b>DEGLI</b></span><b> </b><span style="font-size: medium;"><b>EDUCATORI</b></span><span style="font-size: medium;"><b> –</b></span><b> </b><span style="font-size: medium;"><b>6</b></span><b> </b><span style="font-size: medium;"><b>OTTOBRE</b></span><b> </b><span style="font-size: medium;"><b>2018</b></span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><em>Si è tenuta a Roma lo scorso 6 ottobre 2018 un’Assemblea Nazionale degli Educatori presso la sede dell’Unione Sindacale di Base, in via dell’Aeroporto 129.</em><br />
<em>L’assemblea è stata convocata per dare inizio alla costruzione di un percorso unitario della figura professionale dell’Educatore, oggi frammentata e scomposta oltre che dai diversi percorsi universitari (Medicina e Scienze dell’Educazione), dalle recenti introduzioni normative relative al cosiddetto Decreto Lorenzin (Marzo 2017) e ex Legge Iori (confluita nei commi 591-601 della Legge di Bilancio 2017).</em><br />
<em>È stata, quella di Roma, un’assemblea molto partecipata che ha visto la presenza di singoli educatori ma anche rappresentanti di realtà organizzate e radicate in alcuni territori del Paese: Roma e Lazio, Firenze e Toscana, Milano, Bologna, Bari, Pescara.</em><br />
<em>In apertura si è fatta una ricognizione dello stato dell’arte della scomposizione della figura dell’Educatore: tra titolo di studio ed esperienze lavorative afferenti sia al pubblico che al privato sociale, e quadro normativo sopra delineato, quello che ci si presenta è uno spaccato che taglia nettamente in due il campo dell’Educatore tra chi soddisferà i requisiti per l’esercizio della professione secondo i dettami del combinato disposto Lorenzin/Iori, e chi invece questi stessi requisiti non li avrà riconosciuti.</em><br />
<em>Senza entrare nel merito delle ragioni che hanno portato la figura dell’educatore ad essere stata storicamente lottizzata, nei relativi percorsi di studio, tra Educatore Socio-Sanitario (Medicina) ed Educatore Socio-Pedagogico (Scienze dell’Educazione), è stata però condivisa una valutazione politica sulle tendenze, negli ambiti in cui opera l’Educatore, alla sanitarizzazione della presa in carico, sia che questa afferisca ad un ambito sanitario che ad uno socio-pedagogico. La tendenza, almeno decennale, nella riorganizzazione del welfare in molte regioni del paese, è quella che sostituisce in molti servizi sia pubblici che privati la figura educativa con quella di tipo assistenziale/sanitaria, capovolgendo i rapporti tra un modello di riabilitazione/integrazione che ha retto tra gli anni ’90 e la fine degli anni ’00, con un altro improntato all’assistenzialismo e alla medicalizzazione, operato per lo più al risparmio, nel quale a farne le spese sono stati in primis i servizi di bassa soglia rivolti alle fragilità sociali, per poi arrivare a investire anche quelli strutturati a rete, residenziali e semiresidenziali, rivolti ad anziani e disabili.</em><br />
<em>Un cambio di paradigma, questo, che come professionisti del settore non può interessarci come spettatori indifferenti.</em><br />
<em>Entrando nel merito degli effetti del combinato disposto Lorenzin/Iori, oggi registriamo che esistono 4 blocchi di Educatori/lavoratori che nell’immediato rischiano di non vedersi riconosciuta la professionalità ed il titolo conseguito, e di conseguenza il posto di lavoro: gli Educatori diplomati concorsi regionali che hanno conseguito il diploma dopo il 17 marzo 1999 (Lombardia,Veneto,Piemonte,Liguria,Valle d’Aosta); Educatori Professionali laureati in Scienze dell’Educazione Vecchio Ordinamento, pe i quali non vale l’equivalenza con con il titolo posseduto dai colleghi laureati in Medicina; <strong>Educatori con laurea L19 del nuovo ordinamento, i quali in molti casi sono assunti anche nel Pubblico Impiego nei settori sanitario e socio-sanitario, e che secondo le disposizioni normative dovrebbero essere espulsi in massa per essere impiegati esclusivamente nell’ambito socio-pedagogico;</strong> Educatori senza titolo, fatti salvi i casi previsti dalla ex legge Iori (50 anni di anzianità o 20 anni di esperienza di lavoro), i quali in tutti i casi contemplati dall’ampia casistica di chi non viene equiparato ex lege alla figura dell’educatore professionale, dovranno pagare di tasca propria tra i 1600-1800€ per una riqualifica che costituirà mero titolo per il mantenimento del posto di lavoro, senza che questi possa dare accesso a inquadramento  superiore né equivalenza con titolo di educatore professionale.</em><br />
<em>I numerosi interventi che si sono succeduti nel corso dell’assemblea hanno posto al centro della discussione collettiva la necessità di acquisire una maggiore conoscenza tecnico/normativa dei percorsi legislativi che nel corso del tempo hanno riguardato il riconoscimento della figura dell’Educatore Professionale, in maniera da poter efficacemente trovare i punti di intervento per una proposta alternativa e complessiva da promuovere alla politica.</em><br />
<em>Numerosi sono stati i richiami a sviluppare una vertenza di respiro nazionale che tuteli il piano occupazionale attuale, messo a rischio dalle nuove disposizioni di legge.</em><br />
<em>I compagni di Milano hanno riportato l’esperienza del comitato degli educatori per l’Equipollenza, che ha già elaborato una proposta di emendamento presentandola al Ministero della Salute, e dando la loro disponibilità ad ricondurre il loro percorso nella battaglia più generale che riguarda il destino professionale di tutti gli Educatori che oggi si mobilitano contro il combinato disposto normativo di riordino professionale.</em><br />
<em>Riguardo la formazione onerosissima richiesta agli Educatori senza titolo, gli interventi hanno sottolineato come fondamentale il rifiuto dell’impianto che punisce i lavoratori, soprattutto del privato sociale, rei di essere stati usati come manovalanza a basso costo da parte delle cooperative sociali, pur avendo nel corso degli anni perfezionato la propria formazione sul campo. È inammissibile che, a fronte della possibilità di utilizzare gli enti di formazione regionali (pubblici), venga richiesta l’ennesima gabella ai lavoratori per continuare a svolgere la propria professione: dopo aver pagato le esose quote sociali, dopo aver pagato le innumerevoli crisi aziendali, rimettendoci ad ogni giro di tabellone salario, TFR, condizioni contrattuali, oggi si chiede il pizzo a dei lavoratori che svolgono una funzione pubblica, perché pubblici sono i servizi e il welfare che deve essere garantito a tutti i cittadini.</em><br />
<em>Altri interventi hanno evidenziato di come sia sbagliato parlare di “sanatoria”, in quanto gli Educatori coinvolti non hanno da richiedere nessun condono per la loro condizione professionale e lavorativa, avendo operato sia sul piano contrattuale/lavorativo che su quello del percorso formativo, in piena legittimità di condizioni normative: non c’è da chiedere, quindi, nessun favore attraverso la richiesta di sanatoria delle varie posizioni contrattuali e abilitative alla professione, quanto “GIUSTIZIAeDIGNITÀ” per tutti gli Educatori, pieno riconoscimento dei percorsi professionali e formativi, salvaguardia dei posti di lavoro e aumento delle risorse per i    servizi socio-sanitari-pedagogici e di welfare in generale, a tutela della qualità del lavoro e di vita per gli utenti.</em><br />
<em>Infine USB ha richiamato il fatto che il riordino della figura dell’Educatore, con il rischio occupazionale che lo accompagna, rientra in una strategia più che ventennale di attacco ai lavoratori in generale ed al Lavoro Pubblico in particolare, inteso come il complesso dei servizi in capo allo Stato rivolti ai cittadini ed ai ceti popolari del nostro Paese, i quali attraverso i processi di esternalizzazione e privatizzazione susseguitisi a più ondate, sono messi a valore per il profitto dei nuovi imprenditori sociali, riducendo al minimo l’intervento dello Stato Sociale, in una configurazione da “welfare dei miserabili” dei servizi essenziali rivolti alle fasce deboli della popolazione.</em><br />
<em>In conclusione, l’assemblea ha stabilito di creare una Commissione Proposta Emendamento, per costruire una proposta complessiva ed organica che possa essere messa al vaglio nella prossima legge di bilancio, che renda giustizia agli Educatori coinvolti dal riordino capestro del combinato disposto Lorenzin/Iori.</em></p>
<p><em>Un primo appuntamento di riconnessione per gli Educatori è stato lanciato da USB in occasione della Manifestazione Nazionale del 20 ottobre sulle Nazionalizzazioni, dove verrà composto uno spezzone per la ripubblicizzazione-reinternalizzazione dei servizi di welfare e sanità, che metterà al centro la questione GIUSTIZIA e DIGNITÀ: UN DECRETO PER TUTTI GLI EDUCATORI.</em></p>
<p><em><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;">La</span> <span style="font-size: medium;">proposta</span> <span style="font-size: medium;">per</span> <span style="font-size: medium;">la</span> <span style="font-size: medium;">prossima</span> <span style="font-size: medium;">riunione</span> <span style="font-size: medium;">della</span> <span style="font-size: medium;">Commissione</span> <span style="font-size: medium;">Proposta</span> <span style="font-size: medium;">Emendamento</span> <span style="font-size: medium;">è</span> <span style="font-size: medium;">una</span> <span style="font-size: medium;">data</span> <span style="font-size: medium;">da </span></span></em><em>verificare tra il 25, 26 o 27 ottobre a Roma, presso la sede USB di Via dell’Aeroporto, 129.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-iori-albo-2432-2/">Educatori, USB: &#8220;Subito un Decreto contro le leggi capestro Lorenzin/Iori&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>Educatori a Di Maio e Salvini: &#8220;Riformate la legge Lorenzin sugli albi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2018 14:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Onorevoli Luigi Di Maio e on. Matteo Salvini, Siamo educatori professionali e pedagogisti. Non siamo un’associazione e abbiamo trovato utile affidarci alle potenzialità della rete <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-dimaio-salvini-2209-2/" title="Educatori a Di Maio e Salvini: &#8220;Riformate la legge Lorenzin sugli albi&#8221;">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Onorevoli Luigi Di Maio e on. Matteo Salvini,</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Siamo educatori professionali e pedagogisti. Non siamo un’associazione e abbiamo trovato utile affidarci alle potenzialità della rete telematica per difenderci dalla possibile esclusione dei laureati delle Classi di Laurea L 18 e L19 dal mercato del lavoro.  Il gruppo Facebook da cui scriviamo raccoglie lo spirito, la mission e la vision di 15mila laureati.</em><br />
<em>Vi è certamente noto che certe leggi del nostro paese sono state spesso pre-confezionate e portate avanti con il contributo discreto e intensivo dei cosiddetti <strong>&#8220;lobbisti&#8221;</strong>. </em><br />
<em>Rappresentanti di aziende e associazioni, portatori di interessi, hanno sempre condizionato nella storia del Parlamento italiano, l&#8217;approvazione di leggi, di emendamenti notturni e di codicilli, inseriti anche &#8220;last minute&#8221; in  DDL, DM e Milleproroghe.</em><br />
<em>Saprete certamente anche che non sempre le finalità dei &#8220;lobbisti&#8221; coincidono con il bene comune e con i principi di equità e giustizia.</em><br />
<em>A seguito dell&#8217;approvazione del DDL di riordino degli albi professionali, a firma dell&#8217;on. Lorenzin, rischiano di essere licenziati migliaia di educatori professionali che lavorano da anni nei servizi socio-sanitari. </em><br />
<em>Senza misure correttive della Legge Lorenzin e senza idonei decreti attuativi, nella possibilità di accesso al rispettivo albo professionale verranno discriminati tutti gli educatori che, dai primi anni 2000, quando non esisteva ancora il corso presso Medicina, hanno conseguito la laurea triennale con un impianto formativo multidisciplinare, completo, secondo gli stessi ordinamenti didattici universitari, dei CFU necessari per operare in strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie (Asl, ospedali, residenze protette, centri diurni&#8230;).</em><br />
<em>In Italia, in questi ultimi 15 anni, si è giunti al paradosso di 2 Facoltà universitarie con 2 corsi di laurea (in alcuni casi speculari) che preparano a una medesima professione senza però dare identica spendibilità nel mercato.</em><br />
<em>Siamo dell&#8217;avviso che il doppio canale formativo universitario (Medicina e Scienze dell&#8217;Educazione) e la sostanziale &#8220;medicalizzazione&#8221; della figura dell’educatore professionale sia il risultato di un&#8217;intensa attività lobbistica che apporta confusione e caos nel sistema formativo universitario in quanto crea sovrapposizioni, parcellizzazioni, speculazioni cattedratiche e baronali. </em><br />
<em>Inoltre crea anche confusione e caos nei servizi sociali, scolastici e sanitari, con una vasta burocratizzazione sul relativo ordine, che verrebbe consegnata nelle mani di nuove baronìe private. </em><br />
<em>Si disattenderebbe così l&#8217;inserimento del profilo professionale dell&#8217;educatore nel più ampio ambito integrato prescritto dalla legge quadro 328/2000, come già avvenuto per assistenti sociali e psicologi, e come avviene in altri paesi europei.</em><br />
<em>Come dovranno comportarsi i nostri laureati triennali L18 e L19 e quelli quadriennali del Vecchio Ordinamento che vorranno andare a lavorare in Europa ma non potranno esportare la loro formazione perché priva dell’abilitazione?</em><br />
<em>Sarebbe una palese violazione di quelle norme italiane ed europee sulle professioni in base alle quali, dopo un percorso di studi universitari, deve necessariamente conseguire l’abilitazione professionale senza oneri aggiuntivi per gli studenti.</em><br />
<em>A nostro avviso, i Ministeri della Salute, dell’Università, delle Politiche Sociali e del Lavoro del precedente governo sono venuti meno al loro mandato costituzionale lasciando nel caos più totale oltre 150mila laureati delle 2 facoltà universitarie.</em><br />
<em>Se è vero che si sta costruendo una professione europea, perché non si rende abilitante la laurea triennale, visto che negli altri paesi europei la formazione dell’educatore (quella triennale) è abilitante all’esercizio della professione?</em><br />
<em><strong>Sulla base di quanto esposto, chiediamo al nuovo Consiglio dei Ministri e alle Commissioni parlamentari di poter rimettere mano alla materia valutando la razionalizzazione del dettato legislativo.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Sollecitiamo un provvedimento interministeriale di Sanità, Istruzione e Ministero del Lavoro, in concertazione con il CUN, per il ripristino di una base formativa universitaria triennale, unica e abilitante (anche se in Facoltà diverse), titolata a far parte del relativo ordine professionale, e successivi corsi facoltativi di specializzazione nei settori socio-sanitario, scolastico, socio-assistenziale. </strong></em></p>
<pre style="text-align: justify;"><strong> <span style="text-decoration: underline;">Prime adesioni</span>
</strong>Sara Beduschi, Firenze
Emanuela D'acunto, Ischia Na
Fabiana Garofalo Napoli
Giovanna Brancato, Piemonte
Cristiana Di Paolo Salsomaggiore (Parma)
Giuseppe Salvatore Arcidiacono, Acireale (Ct)
Domenico Ciardulli, Roma
Tiziano Fabbri, Villa san Giovanni in Tuscia Viterbo
Andrea Rainone, Roma
Francesca Cervasi, Aprilia
Diego Tuzzolo, Bologna  
Gaetano Bonina, Barcellona pozzo di gotto (Me) 
Francesca Debiasi, prov. Cs 
Irene solidoro, Lecce 
Lenira Centurelli, Bergamo 
Elisabetta Roberti, Subiaco (Rm) 
Francesca Piscopo, Napoli 
Marina Gammarrota, Andria (Ba) 
Alexandra Sava, Firenze 
Sara Carcione, Messina 
Deborah Ferlazzo, Ariccia (Rm) 
Ilaria Sala, Ferrara 
Nina Evaristo, Trieste 
Antonio Maietta, prov. Avellino 
Elisa Sacchetta, Rimini 
Anna De masi, Rende 
Anna Amoruso, Napoli 
Valentina Buono, Ischia (Na) 
Anna Chiacchio, Napoli 
Francesca Serrao, Mesoraca 
Aru Giuseppina, Friuli-VeneziaGiulia 
Caterina Marano, Forlì 
Carmela Abrioni, Pattada (Sassari) 
Roberta Pili, Cagliari 
Giusy Detta, Roma 
Carmela Vincitorio, Foggia 
Fiorella Soggia, Sassari 
Arianna Palomba, Manfredonia (FG) 
Claudio Marcello Polidori, Rieti
Andrea Rainone, Roma
Roberta Colonna, Noicottaro (Ba)
Marzia Grano, Crotone
Emanuela De Canio, Bologna
Valeria Damiani, Roma
Selvaggia Benassi, Castelfiorentino (Fi)
Isabella Franco, Torino
Elena Fiaschi, Firenze
Alessandra Guidi, Firenze
Francesca Benifei, Piombino
Caterina Scandella, Bergamo
Elena Fradici, Reggio Emilia
MariaAngela Baratta, Acicastello Ct
Serena Daglio, pedagogista, Novi Ligure
Azzurra Galossi Roma
Annamaria Rais, Porto Torre (SS)
Marta Durante, provincia di Cuneo
Valentina Atene, Corigliano Calabro
Vanessa Vallino, Savona
Anna Chiacchio, Napoli
Giusy Guarneri, Agrigento
Tatiana Bianchi
Ledja Kolombi Dronero
Monica Raguso Martina Fanca
Claudio Santoro, Martina Franca
Lorini Patrizia, Bari
Vincenza di Marzo, Modena
Roberta Visintini, Udine
Antonietta Campolongo, Napoli
Maria Rita Ciarrocchi, San Benedetto del Tronto
Erika Giannuzzi, Bari
Stefania Perozzi, San Benedetto del Tronto
Vanessa Indovino, Treviso
Luigi D'alessio, Nocera sup.
Ilenia Barca, Nuoro
Carmen Papa, Napoli
Antonina Noviello, Piombino
Giuseppina, D'Auria, Santa Maria del Cedro Cs)
Emilia Mura, Aritzo
Daniella Pacillo, Napoli
Teresa Ferrucci, Gioia Sannitica (Ce)
Carmen Papa, Santa Maria del Cedro (Cs)
Francesca Sebastio, Taranto
Anna Ruggero, Torino
Sabrina Marotto, Borgaro
Mirella Sicolo, Bari
Claudia Ponticorvo, Capri
Elisa Cepparolli, Firenze
Nicoletta Lettore, Bari
Savino Pasqua, Bari
Antonella Dragone, Bari
Lorena Quarato, Francavilla Fontana (Br)
Giuliana Panico, Napoli
Anita De Giorgio, Tarando
Gemma Coletta, Napoli
Maria Scotto di Mase, Procida
Manuela Demuro, Villanova Tulo (Su)
Palma Fiore, Torino
Iolanda Bevilacqua, Salerno
Marazia Antonella, Taranto,
Mirela Popa, Macerata
Marika Rubino, Montemesola (Ta)
Patrizia Simonetto, Padova
Patrizia Mendola, Lentini (Sr)
Letizia Campisi, Roma
Fabio Scalzo, Cosenza
Alessia Bauleo, Rossano-Corigliano (Cs)
Alice Casadio,Faenza (Ra)
Magherini Silvia, Firenze
Remo Coccia, np
Fabio Pisaniello, San Martino Valle Caudina (AV)
Annalisa Taurino San Pancrazio Salentino (Br)
Linda Feleppa, San Leucio del Sannio (Bn)
Oksy Pizzo, Mercato San Severino (Sa) 
Vittoria Pucciarelli, Pertosa (Sa)
Maddalena Diana, Caserta
Veronica Marotta, Taranto
Giusy Gabriella Galllo, Potenza
Loredano Scarso, Ragusa
Maria Spagnolo, Vicenza
Fabio Mario Plassa, Mesero
Natalina Antonina Evangelista, Bisceglie (BT)
Laura Pesce, Nocera superiore
Marta Scudiero Angri (Sa)
Rachele Natale – Livorno</pre>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-dimaio-salvini-2209-2/">Educatori a Di Maio e Salvini: &#8220;Riformate la legge Lorenzin sugli albi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>&#8230;Vogliono uccidere l&#8217;educatore&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 21:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta, alla fine del secolo scorso, un manipolo di operatori sociali che lavorava nei servizi socio educativi dopo aver seguito corsi  di formazione <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/stanno-uccidendo-leducatore/" title="&#8230;Vogliono uccidere l&#8217;educatore&#8230;">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C&#8217;era una volta, alla fine del secolo scorso, un manipolo di operatori sociali che lavorava nei servizi socio educativi dopo aver seguito corsi  di formazione regionali o scuole speciali universitarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Si riunirono da varie parti d&#8217;Italia e, partendo da poche decine di soci, fondarono un&#8217;associazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le loro attività iniziali, essi si diedero da fare con i sindacati e con qualche deputato di maggioranza per l&#8217;obiettivo del loro inquadramento contrattuale come educatori professionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Si fecero due conti in tasca e decisero che la migliore soluzione economicamente più vantaggiosa era il contratto della Sanità perché è il settore solido dove era possibile ottenere una migliore retribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quella decisione, si sarebbero poi aperti tutti i tavoli, con i politici e con le regioni, per mettere la professione saldamente sotto l&#8217;ombra di Medicina.</p>
<p style="text-align: justify;">Intorno al 1999, chiuse le scuole speciali interfacoltà, come la SFEC (Scuola di Formazione Educatori di Comunità), e chiusi i corsi regionali, la preoccupazione di questo manipolo originario di educatori associati era di impedire che ai loro colleghi laureati di Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione fosse dato lo stesso riconoscimento e inquadramento contrattuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo alcuni anni in cui le uniche facoltà di formazione dell&#8217;educatore sono state quelle di Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione, intorno al 2004, la Facoltà di Medicina di Roma Tor Vergata, che non volle fare accordi con l&#8217;Università di Roma Tre per un corso interfacoltà, fece partire il corso di Educazione Professionale impostato su discipline prevalentemente sanitarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi tradendo completamente lo spirito della legge quadro di riforma dei servizi sociali, invece di un profilo professionale integrato come quello dell&#8217;assistente Sociale e dello Psicologo, cominciò a delinearsi una mortificante frantumazione dell&#8217;educatore, dove ebbe spazio una corsa mercantile al tesseramento associativo su due fronti: da un lato i cosiddetti &#8220;umanisti&#8221; siculi che volevano accreditarsi in maniera esclusiva sul sociale, e, dall&#8217;altra, gli educatori primordiali &#8220;paramedici&#8221; che volevano avere il monopolio dell&#8217;abilitazione professionale in tutti i settori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cos&#8217;è diventata allora la professione dell&#8217;educatore se relegata in maniera distinta a un ruolo esclusivamente sociale di accudimento dell&#8217;infanzia o di assistenza di base, e dall&#8217;altra, a una impostazione imfermieristica inclusa, magari, la somministrazione informale di pasticche notturne?</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può affidare un soggetto svantaggiato a figure che non hanno più una visione d&#8217;insieme socio-sanitaria degli interventi in una comunità?</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può non essere preoccupati di questa visione egemonica sanitaria che si è impossessata della formazione degli educatori messi nello stesso calderone dei terapisti della riabilitazione e tecnici di radiologia?</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può non essere preoccupati se, dall&#8217;altra parte della barricata, i cosiddetti &#8220;educatori pedagogisti &#8220;associati&#8221;, nonostante il decreto Lorenzin, cantano vittoria per aver ottenuto una insignificante fetta di mercato?</p>
<p style="text-align: justify;">Si ha l&#8217;impressione che l&#8217;educatore professionale, quello autentico concepito alle origini come agente di cambiamento maieutico e liberatore,  stia lentamente morendo colpito negli organi vitali da baroni universitari venditori di libri,  dalla miopia di vecchi soloni e di piccole lobby corporative.</p>
<p style="text-align: justify;">Volendo fare un volo di fantasia e di immaginazione potremmo fare un parallelismo storico  con la grande rivoluzione scientifica quando l&#8217;inquisizione censurava visioni diverse e, a volte, mandava al rogo chi osava averle: oggi è come se due congregazioni dogmatiche, una confessionale sanitarizzata e l&#8217;altra confessionale psicologizzata, stiano sentenziando il rogo per il &#8220;profilo unico dell&#8217;educatore professionale&#8221; per farne due, una sorta di &#8220;parainfermiere&#8221; e una sorta di &#8220;parapsicoconsulente&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Non resta che augurarsi per il 2018 uno scatto di orgoglio di tutti coloro, e sono tanti, che dagli anni 2000 in poi, si sono laureati formandosi in maniera multidisciplinare, attraverso esami e tirocini in ambiti plurimi, e, successivamente, attraverso il lavoro in strutture integrate dimostrando così una competenza coerente che non può essere sotterrata da leggi inique come quelle approvate nell&#8217;ultimo mese, prima della chiusura del Parlamento.</p>
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		<title>DDL Iori, Appello ai Senatori: &#8220;Ricordatevi di Adriano Ossicini&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 09:33:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[DDL Iori]]></category>
		<category><![CDATA[DDL Lorenzini]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo fb educatori laureati]]></category>
		<category><![CDATA[L18]]></category>
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		<category><![CDATA[pedagogisti accademici e pedagogisti professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[riforma degli ordini]]></category>
		<category><![CDATA[Santi Laganà]]></category>
		<category><![CDATA[scienze dell'educazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni il mondo degli educatori e pedagogisti è in subbuglio a causa di due Disegni di Legge che li riguardano e che sono <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/ddliori1861-2/" title="DDL Iori, Appello ai Senatori: &#8220;Ricordatevi di Adriano Ossicini&#8221;">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/ddliori1861-2/">DDL Iori, Appello ai Senatori: &#8220;Ricordatevi di Adriano Ossicini&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni il mondo degli educatori e pedagogisti è in subbuglio a causa di due Disegni di Legge che li riguardano e che sono all&#8217;esame del Parlamento. Anzi, il <a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1706853.pdf" target="_blank">DDL Lorenzin sulla riforma degli Ordini è stato licenziato dalla Camera</a> e aspetta il nulla osta definitivo del Senato.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/980756/index.html" target="_blank">Disegno di legge, che porta il nome dell&#8217;on. Iori</a>, ha aperto aspre polemiche e dato origine a grosse divisioni tra gli educatori professionali laureati o laureandi in Facoltà diverse: Medicina e Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nodo centrale è sempre lo stesso: E&#8217; costituzionale il fatto che un profilo di laurea avente la stessa dicitura di &#8220;Educatore Professionale&#8221; possa avere differenti collocazioni sul mercato del lavoro, diritti e opportunità lavorative diverse in base alla Facoltà universitaria frequentata?  Si spieghi come sia possibile che il nostro paese, unico in Europa, decida per l&#8217;educatore professionale e pedagogista una formazione &#8220;dissociata&#8221;, in barba agli indirizzi della legge quadro di riforma del Welfare 328/2000, invece che seguire lo stesso iter formativo unico socio-sanitario quale è quello degli Assistenti sociali e degli psicologi?  (<a href="http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-professione/2016-09-21/educatori-professionali-socio-sanitari-e-socio-pedagogici-disegno-legge-frettoloso-e-parziale-122433.php?uuid=ADhQRbOB" target="_blank">Il Sole24ore ha scritto in merito questo articolo</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sullo stato della Pedagogia e su come essa viene trattata nel DDL Iori è stato pubblicato oggi sui social network un appello ai parlamentari da parte del prof. Santi Laganà, pedagogista coordinatore, ricercatore e dirigente di ruolo sanitario presso A.I.A.S (Associazione Italiana Assistenza Spastici).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo riportiamo di seguito integralmente augurandoci essere condiviso, tramite il <a href="http://www.ciardullidomenico.it/ddliori1861-2/" target="_blank">link di questo sito</a>, da migliaia di persone, al fine di arrivare quanto prima sugli scranni di deputati e senatori che in questi giorni stanno votando a raffica una miriade di provvedimenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ELOGIO DEGLI PSICOLOGI E IL D.D.L. &#8220;IORI&#8221;</strong></p>
<p><em>Correva l&#8217;anno 1989 ed il Parlamento della Repubblica si accingeva a licenziare la Legge 18 febbraio 1989 n° 56, legge che istituiva l&#8217;Ordine degli Psicologi.</em><br />
<em>La Legge 56/89 fu denominata legge &#8220;OSSICINI&#8221; dal Senatore, Medico Psichiatria e Docente Universitario che ne fu l&#8217;ispiratore.</em><br />
<em>Attorno alla legge &#8220;Ossicini&#8221; si ebbe un forte dibattito sull&#8217;Articolo 3, quando si dovette decidere se la formazione in psicoterapia dovesse essere svolta solo all&#8217;interno delle Università.</em><br />
<em>l&#8217;Accademia, l&#8217;Università riconobbe con un p<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-1863" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/10/ossiciniiori.png" alt="ossiciniiori" width="546" height="546" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/10/ossiciniiori.png 546w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/10/ossiciniiori-150x150.png 150w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/10/ossiciniiori-300x300.png 300w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" />rofondo atto di responsabilità e umiltà che in Italia era cresciuta una Psicologia Professionale di altissimo livello che in diversi casi aveva fondato con sacrifici personali Scuole di Specializzazione in Psicoterapia, scuole che avevano già licenziato migliaia di Psicoterapeuti che operavano con dignità e sacrifici su tutto il territorio nazionale e come quindi non fosse possibile l&#8217;esclusività formativa universitaria.</em><br />
<em>Nacquero, così le Scuole di Specializzazione in Psicoterapia riconosciute dal MURST, oggi MIUR.</em><br />
<em>Infatti, ci si può formare in psicoterapia sia nelle Università, sia presso Enti privati accreditati dal MIUR.</em><br />
<em>Lo Stato, attraverso il MIUR stabilì i requisiti stringenti per tale accreditamento e questo fu giusto, ma ciò che realmente fu nuovo e rivoluzionario ed ebbe una rilevanza scientifica enorme fu che lo Stato, i Parlamentari, l&#8217;Università e i suoi Accademici riconobbero l&#8217;esistenza e l&#8217;alta qualità della Psicologia Professionale italiana nata fuori dalle università.</em><br />
<em>Bene, anzi male, sappiamo che ci sono degli emendamenti al D.d.L. &#8220;Iori&#8221; e come tali emendamenti normano la formazione post laurea per i nostri Educatori e i Pedagogisti.</em><br />
<em>Questi emendamenti prevedono che tale formazione possa essere svolta solo all&#8217;interno delle Università.</em><br />
<em>Ma davvero le Deputate e le Senatrici nonché Accademici non sono a conoscenza che da circa quarant&#8217;anni in Italia è via via cresciuta una Pedagogia Professionale di altissimo livello che in diversi casi ha fondato con sacrifici personali Scuole di Specializzazione in ambito pedagogico ed educativo, scuole che hanno già licenziato migliaia di Pedagogisti ed Educatori che operavano con dignità e sacrifici su tutto il territorio nazionale e come quindi non sia possibile l&#8217;esclusività formativa universitaria?</em><br />
<em>Come si fa a mandare in aria almeno cento enti formativi in tutto il territorio nazionale, enti che in diversi casi fanno ricerca anche a carattere internazionale e che danno occupazione a centinaia di Pedagogisti ed Educatori?</em><br />
<em>Ma davvero le Deputate e le Senatrici nonché Accademici non sono a conoscenza che centinaia di Pedagogisti operano già da decenni nelle Scuole e nei Centri di Riabilitazione e come moltissimi di questi Pedagogisti hanno frequentato eventi formativi banditi proprio da questi enti e come le stesse Scuole e gli stessi Centri di Riabilitazione apprezzando questi Pedagogisti ed Educatori li cercano proprio formati e con l&#8217;Attestato delle Competenze rilasciato dalle Associazioni Professionali di Categoria ai sensi di una legge dello Stato, la 4/2013?</em><br />
<em>Cosa si fa, se questi emendamenti al D.d.L. &#8220;Iori&#8221; dovessero essere approvati, rimandiamo all&#8217;Università a formarsi chi lavora da decenni, chi tra i suoi formatori, presso questi enti, ha avuto tra i più grandi Neuroscienziati che stanno insieme a Pedagogisti Professionisti fondando una Neuropedagogia?</em><br />
<em>Ma davvero le Deputate e le Senatrici nonché Accademici sono convinte che con la promulgazione del D.d.L. &#8220;Iori&#8221; in Legge dello Stato si sia messianicamente all&#8217;anno &#8220;0&#8221;?</em><br />
<em>Una buona legge deve saper leggere il territorio.</em><br />
<em>I Legislatori, tra l&#8217;altro Pedagogisti Accademici dovrebbero saper essere come il Sen. Prof. Adriano Ossicini che riconobbe che in Italia esisteva da decenni una Psicologia Professionale di altissimo livello e come questo fenomeno si sia, via via prodotto anche con la Pedagogia Professionale.</em><br />
<em>Se così non fosse dovrei esser costretto a ricordare ciò che alcuni Pedagogisti Accademici dissero a Bologna, nei primi anni &#8217;90, ad una delegazione dell&#8217;allora unica Associazione Professionale:</em><br />
<em>&#8220;I PEDAGOGISTI SIAMO NOI. TUTTO IL RESTO STA SOTTO&#8221;.</em><br />
<em>Ed allora Egregie Deputate e Senatrici nonché Chiarissime Professoresse, fate come il Sen. Prof. Adriano Ossicini, leggete il territorio e la Storia della Pedagogia Professionale in Italia e se volete rendete molto stringenti i requisiti per l&#8217;accreditamento MIUR per gli enti privati.</em><br />
<em>La qualità della formazione, della ricerca non spaventa questi enti in quanto molti già accreditati dal MIUR (DM 177/2000 &#8211; Dir.M 90/2003 &#8211; Dir.M. 170/2016) fin dal 2001.</em><br />
<em>Certo, se poi le Deputate e le Senatrici nonché Accademici dovessero dare credito a personaggi che da anni cercano di screditare i colleghi che con grandi sacrifici personali hanno dato vita a enti formativi di elevatissima qualità, allora il rapporto tra Pedagogisti Accademici e Pedagogisti Professionisti subirebbe una forte frenata.</em><br />
<em>Però, non posso e non voglio crederci.</em><br />
<em>Voglio rimanere fiducioso che tra i nostri Legislatori e Pedagogisti Accademici ci sia un &#8220;OSSICINI&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;">Prof. Santi Laganà</p>
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			</item>
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		<title>Educatori al Parlamento: &#8220;Fermate la Legge Iori-Binetti!&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 07:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Anep]]></category>
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		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La proposta di legge 2656, detta legge Iori-Binetti,  che avrebbe dovuto mettere ordine sul profilo professionale degli educatori, sembra destinata ad approdare nelle Aule parlamentari <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-al-parlamento-fermate-quella-legge/" title="Educatori al Parlamento: &#8220;Fermate la Legge Iori-Binetti!&#8221;">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-al-parlamento-fermate-quella-legge/">Educatori al Parlamento: &#8220;Fermate la Legge Iori-Binetti!&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-485 alignright" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/votoelettronico-300x224.png" alt="votoelettronico" width="300" height="224" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/votoelettronico-300x224.png 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/votoelettronico-235x176.png 235w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/votoelettronico-80x60.png 80w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/votoelettronico.png 301w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La proposta di legge 2656, detta legge Iori-Binetti,  che avrebbe dovuto mettere ordine sul profilo professionale degli educatori, sembra destinata ad approdare nelle Aule parlamentari alla vigilia del voto per le amministrative. Secondo migliaia di educatori professionali riuniti sui social network,  il testo della legge, così come viene portato in Aula, non mira a risolvere il caos della formazione universitaria di questi ultimi 15 anni<a href="http://www.ciardullidomenico.it/attenti-al-ddl-sugli-educatori-far-danni/"> (vedi articolo precedente)</a> .</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo di legge uscito dalle Commissioni parlamentari, contrariamente a quanto avviene in Europa, sancirebbe definitivamente la frammentazione del profilo professionale dell&#8217;educatore in branche varie con conseguenti profitti per le università e molti oneri per laureandi e laureati. Tale impostazione sarebbe frutto di pressioni da parte di una lobby associativa siciliana, favorirebbe gli interessi cattedratici di alcune università e toglierebbe le castagne dal fuoco a soggetti del Terzo Settore che hanno bisogno di una sanatoria generale sulle qualifiche di soci e dipendenti per non essere esclusi da appalti pubblici e accreditamenti.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-481 alignleft" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/educatorevignetta.jpg" alt="educatorevignetta" width="180" height="236" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E<strong>cco di seguito l&#8217;appello che, da oggi, gli Educatori Professionali laureati presso le facoltà di Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione e riuniti in un gruppo FB, manderano all&#8217;indirizzo di ogni singolo deputato e senatore perché la legge venga rimandata nelle commissioni e modificata. </strong></p>
<p><strong>L&#8217;intento è quello di non vanificare le speranze di decine di migliaia di laureati e dei tanti studenti universitari in tutta Italia che credono ancora in un profilo unico &#8220;europeo&#8221; e in un albo professionale degli educatori.</strong></p>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;">LETTERA DEGLI EDUCATORI AI SENATORI E AI DEPUTATI DEL PARLAMENTO ITALIANO</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Onorevoli Senatori, Onorevoli deputati, </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Siamo educatori professionali e pedagogisti. Non siamo un&#8217;associazione e abbiamo trovato utile affidarci alle potenzialità della rete telematica per difenderci dalla esclusione dei laureati delle Classi di Laurea L 18 e L19 dal mercato del lavoro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Il Gruppo Facebook è stato per noi il percorso idoneo a canalizzare energie per fare chiarezza tra noi professionisti e per far emergere contraddizioni e violazioni. Dal 2012 abbiamo messo in atto varie iniziative per ottenere un giusto riconoscimento della nostra formazione universitaria.  Prendiamo atto che la proposta di legge Iori-Binetti si sta assumendo un&#8217;importante responsabilità legislativa. La potenziale gratitudine per questa assunzione di responsabilità si arresta subito all&#8217;evidenza del testo che caratterizza la proposta di legge. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Senza nulla togliere alla lettura presentata alla Camera dei deputati dall&#8217;On. Iori, dalla quale ci sentiamo rappresentati pienamente per la parte introduttiva, ci dichiariamo, invece, decisamente insoddisfatti del testo giunto in Aula. Nonostante sia nato con le migliori intenzioni, il testo del DDL resta assai impreciso e approssimativo e riflette la incompletezza di informazioni fornite ai membri delle Commissioni parlamentari. Per legge si decreta che questa formazione universitaria esula dagli intendimenti dell&#8217;Unione Europea sulla libera circolazione delle professioni (art. 4 e seguenti del D.Lgv. 206/2007 in applicazione della D.E, 36/C.E./2005). Si vorrebbe forse radicare il DDL alla legge 4/2013 ma che ci azzecca? </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Inoltre si era detto &#8220;niente più ordini e albi in Italia&#8221; eppure è appena stato approvato al Senato il DDL sulle professioni sanitarie dove si conferisce agli psicologi un potere senza precedenti nella storia, abbastanza simile a quello dell&#8217;ordine dei medici. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In Italia, in questi ultimi 15 anni, si è giunti al paradosso di 2 Facoltà universitarie con 2 corsi di laurea (in alcuni casi speculari) che preparano a una medesima professione senza però dare identica spendibilità nel mercato. Una palese violazione di quelle norme italiane ed europee sulle professioni in base alle quali, dopo un percorso di studi universitari, deve necessariamente conseguire l&#8217;abilitazione professionale senza oneri aggiuntivi per gli studenti. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A nostro avviso, i Ministeri della Salute, dell&#8217;Università, delle Politiche Sociali e del Lavoro sono venuti meno al loro mandato costituzionale lasciando nel caos più totale oltre 150mila laureati delle 2 facoltà universitarie. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il gruppo Facebook da cui scriviamo raccoglie lo spirito, la mission e la vision di 15mila laureati. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbiamo chiesto preventivo ascolto agli estensori del Disegno di Legge 2656 per ottenere le giuste e legittime modifiche ma abbiamo l&#8217;impressione di essere stati considerati quasi dei &#8220;sovversivi&#8221; solo perché non siamo associazione e perchè chiediamo che la figura dell&#8217;educatore professionale non venga medicalizzata ma rimanga in un più ampio ambito integrato come prescrive l&#8217;art. 12 della legge 328/2000 e come già avviene per assistenti sociali e psicologi. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Onorevole Iori, la nostra &#8220;comunità virtuale&#8221;, nata per partigianeria necessaria e per sopravvivenza, in questi anni ha cercato di collaborare e di contribuire con tutte le proprie possibilità a questo processo legislativo  ma oggi non possiamo ritenerci soddisfatti. Se è vero che si sta costruendo una professione europea perché non si rende abilitante la laurea triennale, visto che negli altri paesi europei la formazione dell&#8217;educatore (quella triennale) è abilitante all&#8217;esercizio della professione?  </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come dovranno comportarsi i nostri laureati L18 e L19 che vorranno andare a lavorare in Europa ma non potranno esportare la loro formazione perché priva dell&#8217;abilitazione? Perché in questa legge, così come è stato fatto per psicologi e assistenti sociali, non si vuole disciplinare l&#8217;istituzione dell&#8217;Ordine nazionale dei Pedagogisti e degli Educatori?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Gruppo fb  &#8220;Laureati di Scienze dell&#8217;Educazione&#8230; Uniamoci tutti insieme!&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Graziano Ruggiero, Eleonora Rossi, Emanuela D&#8217;Acunto, Domenico Ciardulli, </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Annunziata Di Meglio, Valentina Buono, Fabiana Garofalo, Mariarosaria Impagliazzo</em></p>
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