Acquisizione o esproprio? Storia infinita del Parco della Cellulosa

“Roba surreale” “Non si vede la fine di questa storia” “storia infinita” “si resta sconcertati davanti all’inadeguatezza di certi personaggi“…”… Sono stati i primi commenti a caldo di alcuni cittadini di Casalotti dopo la riunione della Commissione VII Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale riunita il 25.10.2019 e presieduta dal Dott. Francesco Ardu, presso la “Casa della Città” a Piazza Giovanni Da Verrazzano, 7 con Odg “Aggiornamento sull’Iter di Acquisizione del Parco della Cellulosa

Erano presenti i componenti delle Commissioni Patrimonio e Ambiente, la Presidente della Commissione Urbanistica Dott.ssa Donatella Iorio, il Dott. Lesti per il Dipartimento Ambiente, il Dott. Voce per il Dipartimento Patrimonio, l’Assessore all’Ambiente del Municipio XIII Dott. Emanuele Penna, i rappresentanti del Comitato Promotore Parco della Cellulosa e dell’Associazione Casalottilibera,  un gruppo di Cittadini di Casalotti..

Spiccava l’assenza degli assessori capitolini competenti e, contro ogni ragionevole previsione, i veri protagonisti dell’incontro sono stati i tecnici: Ambiente (Dr. Lesti) e Patrimonio (Dr. Voce).

cellulosa2Rispetto a quanto ascoltato nell’incontro i rappresentanti del Comitato per la tutela del Parco della Cellulosa e i  cittadini di Casalotti, che lottano per l’acquisizione, sono rimasti sconcertati perchè, se la parola del dirigente del Dipartimento Patrimonio avesse seguito nella fase politica decisoria vorrebbe dire che, dopo circa 15 anni  di lotte e mobilitazioni, si ripartirebbe di nuovo da zero su un’ipotesi inedita di esproprio che, al momento, non ha né capo né coda.

In più potrebbe sorgere un dubbio se la delibera di acquisizione venisse accantonata e iniziasse un lungo iter di esproprio, il progetto del Municipio XIII di manutenzione del parco votato dai cittadini che fine farebbe? A quel punto si scontrerebbe con la questione catastale e di proprietà che è stata sollevata per il progetto di biblioteca di Ottavia e Palmarola.

Ma veniamo ad una sintesi del report che ha fatto Francesco Marchizza, presidente del Comitato:

…Il dr. Lesti, coerentemente con tutte le riunioni, i tavoli tecnici e le Commissioni a cui ha partecipato nel corso degli anni, ha continuato a sostenere l’elevata complessità a cui sarebbe chiamato il Dipartimento Ambiente nella fase post acquisizione: chiusura parziale di aree verdi ed edifici, costi di manutenzione elevati per la presenza di molte alberature vetuste e per la presenza di diversi edifici ammalorati che necessitano di recupero e messa in sicurezza.
Non ha mai messo in discussione la coerenza del processo di acquisizione del Parco della Cellulosa.

Il nuovo Dirigente del Dipartimento Patrimonio Dott. Voce, invece di dare chiarimenti sullo stato dell’acquisizione del Parco o sugli elementi/passaggi che hanno rallentato l’iter in questi ultimi 3 anni (la Delibera n°48 del Comune risale al 2012) ha addirittura prospettato una nuova soluzione “alternativa” alla Delibera del Comune e a tutto il percorso che ha caratterizzato 15 anni di battaglie della cittadinanza, di interlocuzione istituzionale e di lavoro tecnico/amministrativo per acquisire i 14 ettari del Monumento Naturale Ex Ente Nazionale Cellulosa e Carta.

Questa nuova ipotesi consiste in una azione di esproprio dei 14 ettari da parte del Comune di Roma per motivi di somma urgenza legate sia al pericolo rappresentato dai locali e dalle alberature pericolanti nei confronti dei Cittadini che fruiscono le aree, sia alla necessità da parte dell’Amministrazione di arrivare al più presto alla costituzione di un Parco Pubblico per il territorio di Casalotti.

A giudizio del Dott. Voce questa strada avrebbe alcuni elementi vantaggiosi:
un iter più snello e veloce,il passaggio di approvazione della Delibera in Giunta Comunale evitando il voto in Assemblea Capitolina, un risparmio economico considerevole (alla Proprietà/Ente Liquidatore si darebbe solo un indennizzo economico) e tale risparmio (rispetto alla cifra originale di 1.329.025,00) potrebbe essere dirottato per sostenere i successivi costi di manutenzione.

Il Dirigente ha detto che parlava a titolo personale e non politico….”

Se a questo si aggiunge che all’incontro presso la Casa della Città erano assenti gli assessori capitolini determinanti per le scelte finali, allora si potrebbe dire che la frittata è quasi fatta e, come per il Forte Trionfale, come per l’incidentato percorso partecipativo del progetto di riqualificazione del Santa Maria della Pietà, come per le tante incoerenze e incongruenze del bilancio partecipativo online, si registrerebbe l’ennesimo fallimento nelle politiche urbanistiche e di pseudodemocrazia diretta da parte del Campidoglio.

Ovviamente ci auguriamo che i fatti successivi smentiscano questa luce un po’ sinistra dell’incontro e auguriamo ai cittadini di Casalotti di ricevere presto una parola chiara e netta dal Consiglio Comunale.
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Blogger autodidatta, Educatore Professionale con Laurea Magistrale in Management del Servizio Sociale a Indirizzo Formativo Europeo; Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Profilo corrente: Ata nella Scuola Pubblica. Inserito nelle Graduatorie d'Istituto 3a fascia per l'insegnamento di "Filosofia e Scienze Umane"

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