La legge italiana sugli educatori è uno “scandalo mondiale” *

*  la definizione è una libera scelta interpretativa del webmaster

Con una lettera aperta ai Ministri e vice Ministri competenti del Governo Conte, diretta anche a Sottosegretari, Capi di Gabinetto, Direttori generali , le Associazioni di Categoria App, Conped, Uniped e l’Associazione senza scopo di lucro “M.i.l.l.e. – Professioni Educative”, illustrando la situazione legislativa che riguarda gli educatori professionali hanno denunciato che:

Nel quadro europeo (e forse mondiale) l’Italia costituisce una anomalia, poiché praticamente ovunque il profilo assunto nei diversi Paesi è quello di “Social Educator” con caratteristiche epistemologiche ed indirizzi formativi che hanno il loro cuore nel campo umanistico e pedagogico. Il darsi di un filone di formazione degli Educatori in campo medico ed – ancor più – il collocare la loro professione all’interno di un ordine tecnico sanitario è, a prescindere da valutazioni di merito, un elemento di difformità e differenza rispetto al contesto internazionale. Va detto che gli educatori professionali soggetti alle iscrizione all’albo sono quelli che rientrano nella definizione di “Educatore Professionale Socio Sanitario” e non gli Educatori Professionali Socio Pedagogici…”

Le stesse associazioni hanno denunciato anche la mancata applicazione di parte della legge 145/2018 e  hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica.
È  parere di chi scrive, non delle suddette associazioni di categoria, che la frantumazione degli educatori professionali in due profili ha generato una sorta di pubblicità ingannevole nelle Università, laddove veniva indicato negli ordinamenti didattici e guide dello studente per le lauree L19  la possibilità di sbocco occupazionale nei servizi socio sanitari.
La confusione normativa ha inoltre provocato una discriminazione nei concorsi indetti dalle ASL attentando persino al diritto al lavoro di tutti gli educatori laureati presso le facoltà di Scienze della Formazione e dell’Educazione e già occupati da tempo nei servizi convenzionati con le aziende sanitarie.

Infatti nella lettera al Governo le Associazioni scrivono:  “..la permanenza di due diversi profili di Educatore comporti difficoltà e confusione nel reclutamento di questi operatori, nella possibilità che essi possano cambiare settore di impiego attraverso mobilità intercompartimentali, nella definizione dei contratti collettivi di lavoro. Per queste ragioni Sindacati, Enti Gestori e forze sociali si sono espressi con determinazione per l’avvio di un percorso che porti al profilo unico. Profilo unico che a nostro avviso deve fare riferimento ad una formazione innovativa: che sappia prendere il meglio dai corsi ora esistenti e da quelli passati e guardare all’Europa. Che sappia integrare contenuti disciplinari riabilitativi, ma anche di sviluppo di comunità, comunicazione sociale. Collocando essi e la formazione degli Educatori nel suo alveo naturale: quello umanistico e pedagogico”

La lettera aperta si conclude chiedendo quanto segue:

“… riteniamo che vada al più presto istituito un tavolo di confronto istituzionale per elaborare una Legge Quadro che porti al profilo unico dell’Educatore e alla completa e puntuale attuazione del DPR 14 gennaio 1997 e del Comma 517, dell’Articolo 1 della Legge 145/2018 per il Pedagogista ed il tutto in una ottica di superamento delle criticità esistenti e delle logiche corporative che ne ostacolano la risoluzione.”

A titolo informativo, ricordiamo che, oltre alle suddette associazioni di categoria, sulla questione si sono mossi i sindacati come CGIL FP che ha fatto diversi comunicati stampa e anche USB che ha organizzato alcune assemblee. Di queste ultime, riproduciamo 2 momenti risalenti a ottobre 2018

About Domenico Ciardulli 256 Articles
Blogger autodidatta, Educatore Professionale con Laurea Magistrale in Management del Servizio Sociale a Indirizzo Formativo Europeo; Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Profilo corrente: Ata nella Scuola Pubblica. Inserito nelle Graduatorie d'Istituto 3a fascia per l'insegnamento di "Filosofia e Scienze Umane"

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