Una biblioteca per i giovani di Ottavia e Palmarola

Biblioteca di Desenzano

Se ci fosse concretamente la volontà politica del Campidoglio, del Municipio XIV e dell’Istituzione Biblioteche di Roma basterebbe poco per realizzare nel quartiere Ottavia un’eccellente Biblioteca pubblica e un centro socio-culturale di aggregazione giovanile.

Ci sarebbe già pronta una donazione di 4mila volumi da parte di un’associazione e ci sono i luoghi demaniali dove realizzarla e più volte in questi ultimi anni abbiamo stimolato (sui social, sul blog, sulle radio libere) gli amministratori locali a recuperare questi luoghi.

Vogliamo elencarne alcuni:

Ex Scuola materna abbandonata su via Casal del Marmo 212

scuolamaternaPartiamo da un grande fabbricato abbandonato da decenni, che si trova su via Casal del Marmo 212, tra i due plessi dell’istituto comprensivo “Pablo Neruda”. 30 anni fa quell’edificio doveva diventare una scuola materna ma, a seguito di una lunga controversia giudiziaria tra Comune e ditta appaltatrice, quel progetto è stato abbandonato e nessuna amministrazione, che si è succeduta al governo del municipio XIV e del Comune di Roma, è stata in grado di recuperare quella costruzione per destinarla ad un uso pubblico sociale e culturale.
A gennaio scorso una consigliera comunale ha riaperto la questione annunciando pubblicamente che si stavano facendo le ricerche catastali per rimettere le mani su quella proprietà pubblica. Ci auguriamo che non siano impegni destinati a cadere nel vuoto come quelli di alcuni predecessori.

 Locali dismessi della Stazione di Ottavia

locali ottaviaUn altro spazio aggiuntivo da recuperare all’uso sociale è rappresentato dai locali della stazione ferroviaria di Ottavia. Per 2 anni dal 2014 al 2016 quei locali sono stati un brillante centro di aggregazione che ha visto l’associazione culturale “Lucchina e Ottavia” e altre associazioni di artisti e le stesse scuole del territorio organizzare eventi importanti come caffè filosofici, esposizioni artistiche, conferenze e convegni.
Quell’esperienza si è traumaticamente interrotta con la decisione di Rete Ferroviaria Italiana di chiudere quei locali.
stazioneottaviamuralesLa manifestazione di interesse, promossa successivamente da “Ferrovie” nel 2017, non ha avuto nessun esito nonostante la stessa associazione culturale avesse partecipato presentando un progetto ben articolato.
I dirigenti della Regione Lazio e di Rete Ferroviaria Italiana, attori di un contratto di servizio dovrebbero essere sensibili al riutilizzo sociale e culturale di quello spazio ferroviario, non perchè lo chiede un’associazione, ma perché è la stessa Costituzione a prescriverlo.
Sono gli articoli 2, 9, 41,42, 43 e 118 ultimo comma riformato, già interpretati dalla Cassazione che in una sentenza del 2011 (la n.3665), afferma che laddove “un bene immobile, indipendentemente dalla titolarità, risulti per le sue intrinseche connotazioni (….), destinato alla realizzazione dello Stato sociale (…) detto bene è da ritenersi comune, vale a dire, prescindendo dal titolo di proprietà, strumentalmente collegato agli interessi di tutti i cittadini”.
E ancora: “I principi combinati dello sviluppo della persona, della tutela del paesaggio e della funzione sociale della proprietà trovano specifica attuazione dando origine ad una concezione di bene pubblico inteso in senso non solo di diritto reale spettante allo Stato ma quale strumento finalizzato alla realizzazione di valori costituzionali”.

  Terreno comunale inutilizzato nel cuore di Ottavia

Un terreno di proprietà comunale disponibile ci è stato indicato da un ex Presidente del Municipio XIV.

Si tratta di alcune centinaia di metri quadri su via Pericle Perali, accanto ai giardinetti di via Tarsia.
Un terreno che era stato affidato diversi anni fa ad un privato per uso agricolo. Quel privato oggi non c’è più e sarebbe interesse generale della collettività recuperare quel terreno per farne un uso sociale.

Ed è per questo che vogliamo illustrare agli amministratori locali e all’opinione pubblica un’altra ipotesi di biblioteca di quartiere e centro di aggregazione giovanile. Si tratterebbe di una struttura prefabbricata completa di tutti gli allacci, scarichi, climatizzatori, servizi igienici, sei aule idonee allo studio, alla lettura e all’attività multimediale.
Il costo complessivo dell’opera sarebbe di qualche centinaio di migliaia di euro e i tempi di realizzazione sarebbero ristretti .
Un costo veramente irrisorio rispetto al grande valore di servizio pubblico che sarebbe messo a disposizione dei cittadini romani, soprattutto dei giovani.

 Struttura prefabbricata dietro la scuola materna comunale Besso

I locali attualmente abbandonati si trovano su via Casal del Marmo 118 e sono stati fino a poco tempo fa utilizzati da un gruppo di anziani i quali dav

davhanno già la disponibilità dell’altro Centro che si trova a Ottavia su via Trionfale.
Ristrutturare quel luogo mettendolo in sicurezza e farlo rivivere attraverso un progetto di Centro Biblioteca multimediale e Sala Lettura, finanziato con i fondi destinati al piano sociale di zona, significherebbe restituire al territorio un vecchio progetto di Centro Famiglie presentato nel 2003 dal comitato di quartiere e sottoscritto dalle insegnanti della Scuola dell’infanzia “L. Besso”, un progetto che era stato approvato dal Municipio XIV e finanziato dal Comune di Roma nel 2003 per 171mila euro e poi realizzato stranamente altrove, in un appartamento di Montemario, affidato a una cooperativa senza mai pubblicare dati su efficacia e risultati del progetto

Si tratterebbe per tutti i nostri amministratori locali del Municipio XIV, a qualunque colore politico appartengano, di accogliere una scommessa di grande portata e valore civico e di portarla avanti fino in fondo per dare ulteriore significato al loro ruolo di rappresentanza degli interessi della collettività e del bene comune.

About Domenico Ciardulli 236 Articles
Blogger autodidatta, Educatore Professionale con Laurea Magistrale in Management del Servizio Sociale a Indirizzo Formativo Europeo; Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Profilo corrente: Ata nella Scuola Pubblica. Inserito nelle Graduatorie d'Istituto 3a fascia per l'insegnamento di "Filosofia e Scienze Umane"

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