Presentare libri ai tempi del covid si può!

Non era il circuito “privilegiato” di uno studio televisivo nazionale, non c’erano mezzi e software a pagamento, né professionisti vip della comunicazione, non si trattava di un prodotto editoriale messo in circolo da una “mega” casa editrice.
E nemmeno, vista la situazione di crisi, avremmo potuto presentare il libro nella sala di una biblioteca municipale o sul palco di un teatro cittadino.
Il libro “Donne da sfogliare le vite singolari di due attiviste lesbiche italiane” è stato presentato da una casa della periferia di Roma nord in diretta live con “stream yard” gratuito, sulla piattaforma facebook “SEI DI OTTAVIA SEnza se” e rilanciato, tramite tablet, su due altri gruppi della Scuola e del Lavoro sociale.
Collegamenti di una delle due autrici da Genova e spettatori da altre città italiane.
Difetti tecnici? Si! Non c’è stata completa disinvoltura davanti alla telecamera? Si, può essere.
Ma si sono realizzati, grazie alla regia di Raffaele e Valeria, 90 minuti di dibattito interessante su un bel libro.
La presentazione si può seguire in differita cliccando su questo link ma, soprattutto, si può ancora commentare tramite riflessioni sia su facebook, sia, per chi lo volesse, tramite commenti da inserire sotto questo articolo.
Sono arrivati diversi contributi postumi interessanti sul gruppo letterario del “Caffè Philo-Creativo di Ottavia”, quello di Giovanna sull’uso di nuove terminologie, le repliche di Lia, Marina, Fulvia… ma vogliamo riportare qui, come stimolo alla prosecuzione del dibattito e a beneficio di tutte e tutti gli interessati all’argomento, la lettera scritta di notte, dopo la trasmissione, dal prof.  Emanuele Fanti, docente di un istituto superiore di Roma Montemario.
La riportiamo integralmente per non intaccarne minimamente i concetti e significati che ha voluto esprimere:

                                                                                                                18 Aprile 2020
emanuelefantiCarissimo Domenico,
qui a ringraziarti per l’invito e l’ospitalità all’ incontro di ieri. Come ha detto qualcuno, siamo in un momento in cui le ore non passano mai e le settimane volano via. In un momento in cui si comprende l’importanza della solitudine e durante il quale molti patiscono l’effetto dell’isolamento. E avere occasioni come quella che hai proposto contribuisce a farci sentire vicini e ad approfondire temi fondanti della nostra esistenza, e a volte ci solletica il “dialogo interiore” (evviva le emozioni). Come dice il caro Raffaele “Grazie Mimmo… che dai l’anima per portare nelle nostre case cultura e crescita personale”.
Quando giorni fa mi hai detto che ci sarebbe stato un incontro con le autrici del libro “Donne da sfogliare” per me è stata una gradita sorpresa. Ancor più quando mi hai chiesto di intervenire con qualche mio contributo, con qualche mia domanda. Certo, poi non è andata come previsto. Ho provato più volte a collegarmi all’incontro con StreamYard usando il PC, con grossi problemi. Ho seguito quasi per intero la presentazione del libro e i vari interventi grazie allo smartphone, ma con la telecamera che non si inseriva correttamente. Quando ormai avevo perso le speranze, mi hai catapultato nella stanza, fra gli ospiti. Non me lo aspettavo, tant’è che mi son reso conto di essere tra voi vedendomi piccolo sullo schermo con le mani sulla testa e alquanto “sbragato”. In quel momento avrei voluto raccontare delle mie esperienze e colloquiare con le autrici e mi avrebbe fatto piacere, come da tuo invito, poter dare un mio contributo. Sapevo che la diretta non sarebbe andata avanti per molto ma quando mi hai detto che avevo a disposizione qualche minuto forse mi son fatto prendere la mano. Penso di aver commesso l’errore di concentrare troppi argomenti in breve tempo e sarà pur vero che le ore non passano mai ma a volte i minuti, come le settimane, volano via.

Torneremo sull’argomento del libro. Come ben sai ci sono questioni che seguo da anni e non mi riferisco all’omosessualità o al “lesbismo” ma all’uso sessista della lingua italiana da parte di persone che con il “maschile” tentano di dare più legittimità a… a non so che. Il bello è che spesso nella vita mi son trovato a prendere le difese delle donne da altre donne e qui non scendo nel dettaglio, ti ho già raccontato alcuni episodi.
Devo dire caro Mimmus, che mi sono piaciuti gli interventi delle autrici, dirette e spontanee e chiare nella trattazione dei vari temi. Non ho ancora letto il libro ma come ho detto nel mio intervento, sono andato sulla rete a “sfogliare” le due protagoniste. Mi è piaciuta molto Maria Laura Annibali (quasi omonima di Maria Luisa Annibali, la donna sfigurata con acido solforico da Luca Varani). Maria Laura, una donna nata in un ambiente culturale e sociale tranquillo, cattolico e rigido, in una famiglia clerical/fascista come da lei stessa dichiarato. Una donna vissuta in un continuo mettersi in gioco e sempre pronta a raggiungere i suoi obiettivi ma col fardello di una società ipocrita sulle spalle (“Quanto era importante non farmi scoprire”, “Meglio mignotta che lesbica”). Sono frasi che ho preso da You Tube, da un video dove Maria Laura si racconta e nel quale mostra la sua tenerezza, la sua umanità. Quasi da innamorarsi e, per dirla come lei: ci s’innamora della persona e non del sesso. Che dire poi di Edda Billi, una persona che conia nuovi termini come “Donnità”, una combattente per i Diritti Civili e che dà grande importanza al significato delle parole e all’uso appropriato del linguaggio? Mi vien da pensare a Edda che entra nella Casa internazionale delle donne per occuparsi di politica (ovviamente accolta a braccia aperte) e mi vien da sorridere al pensiero del mio casuale ingresso in quello stesso luogo quando fui fulminato dallo sguardo di acerrime guerriere (forse giustamente in quel periodo, tanti anni fa).
Caro Mimmus, è ora che io vada, mi attendono le faccende domestiche ma soprattutto i fiori sul terrazzo. Solo una cortesia, manda i miei saluti ad Alessandra Bialetti e Lidia Borghi e ringraziale per la piacevole compagnia.
Ciao, Emanuele

 

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Blogger autodidatta, Educatore Professionale con Laurea Magistrale in Management del Servizio Sociale a Indirizzo Formativo Europeo; Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Profilo corrente: Ata nella Scuola Pubblica. Inserito nelle Graduatorie d'Istituto 3a fascia per l'insegnamento di "Filosofia e Scienze Umane"

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