Caro Renzi, “Esselunga” ha licenziato Jonathan

I ricavi della catena commerciale “Esselunga” sono saliti nel 2015 a 7,3 miliardi di euro.  Ha inaugurato 5 nuovi punti vendita in diverse regioni e 3 ristrutturati. Nel 2016 gli organici sono cresciuti di 500 unità.

Jonathan Milani, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, dipendente della catena commerciale “ESSELUNGA” di Massa, è stato licenziato.

Sulla vicenda ha scritto Dante De Angelis, RLS dipendente da Trenitalia: “A che servono gli RLS se quando ‘agiscono’ secondo il proprio ruolo vengono ‘messi in croce’ o licenziati ? A che servono le leggi, se quando vengono applicate la repressione aziendale si abbatte sui singoli lavoratori che poi restano soli di fronte ad un Tribunale ?”

Ha ragione De Angelis, questo licenziamento deve essere conosciuto da tutti per la sua valenza simbolica e il significato che riveste.
Non solo per Jonathan, la sua famiglia ed i suoi compagni di lavoro, ma soprattutto per il rispetto e le garanzie sui diritti alla Salute e Sicurezza che tutti i lavoratori devono avere.
Questo Portale dei Diritti ritiene opportuno rivolgersi direttamente al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e chi lo riterrà opportuno può aderire e sottoscrivere questa iniziativa semplicemente diffondendo il link o il testo della lettera attraverso i social network e forum perchè la vicenda sia conosciuta da uomini politici, testate giornalistiche e organizzazioni sindacali

Lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

Onorevole Presidente del Consiglio,
Le scriviamo in merito al licenziamento di un dipendente della Esselunga Spa di Massa: Jonathan Milani, un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

Egli fa parte e collabora attivamente con la “Rete Regionale RLS” della Toscana, che l’attuale Presidente della Regione Enrico Rossi– negli anni scorsi, da Assessore alla sanità – ha contribuito a creare.
Riteniamo necessario sottoporle questo grave episodio perché la ‘Rete’ Toscana, la quale nello scarno panorama nazionale, rappresenta uno dei pochi strumenti istituzionali a tutela della sicurezza sul lavoro ed a sostegno degli RLS di tutta Italia.
Apprendiamo da altri RLS che Jonathan Milani, è un lavoratore preparato e serio, impegnato come delegato alla sicurezza, a difendere, nel suo ruolo sindacale, la salute e la sicurezza dei lavoratori addetti alla grande distribuzione, con particolare riferimento alle numerose malattie professionali rilevate nel suo settore e nell’azienda nella quale opera.

Apprendiamo anche che, proprio perchè apprezzato dagli operatori della prevenzione, è stato coinvolto e ha preso parte, in qualità di relatore, a numerose iniziative formative organizzate dalle ASL e dalla stessa Regione Toscana.
I compagni di lavoro lo stanno sostenendo in questa drammatica esperienza della perdita del lavoro perchè è un punto di riferimento per tutti i suoi colleghi. 
Le ragioni formali del licenziamento, appaiono pretestuose.

Esse nascondono molto più verosimilmente l’insofferenza aziendale verso la sua attività – legittima e doverosa – di assistenza ai lavoratori e di denuncia alle autorità, in merito alle numerose malattie professionali rilevate nella sua azienda e già riconosciute dall’INAIL. Questa anomala incidenza di patologie suscita allarme per le modalità e l’organizzazione del lavoro adottate in quell’azienda.
Ovviamente egli, con l’appoggio del sindacato, ha impugnato il licenziamento in Tribunale e vi sono fondate ragioni per prevedere un’esito positivo della vertenza e la sua reintegra al lavoro.
Ma questo licenziamento ha messo in discussione la funzione stessa dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza: non è ammissibile che nel caso la loro azione risulti efficace, tanto da contribuire a portare in luce patologie derivanti dal lavoro, possano poi essere licenziati per trovarsi – da soli contro una azienda grande e potente – a combattere una battaglia legale resa oltretutto difficilissima dalle note ‘controriforme’ del diritto del lavoro.
Poiché in altre occasioni di licenziamenti, la sua Regione Toscana si espresse con atti di sostegno e solidarietà, Chiediamo anche a Lei, in qualità di Presidente del Consiglio – nei limiti delle sue prerogative istituzionali e per il tramite del Suo Ministro – di volersi interessare a questo licenziamento al fine di verificare se si tratti o meno di un atto ritorsivo nei confronti di un rappresentante per la Sicurezza nell’Ambiente di Lavoro.

La conferma su una tale ipotesi rischierebbe di trasformarsi in una sorta di micidiale deterrente per tutti gli RLS che svolgono con passione e senso civico il loro ruolo: nessuna ‘Rete regionale’ di sostegno per gli RLS e nessun ‘convegno’ avrebbe più senso se permane il senso di abbandono e il timore di restare soli, tra l’incudine del proprio ruolo e il martello aziendale.
Le chiedo, infine, nell’ambito dei poteri dell’esecutivo in materia sanitaria, di verificare, attraverso il Ministro Lorenzin, ciò che appare come un’anomala incidenza di malattie professionali nel comparto della grande distribuzione ed eventualmente intervenire, secondo legge, in termini di prevenzione e vigilanza.
Certi di un suo cortese riscontro, le inviamo Cordiali Saluti

Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale
Domenico Ciardulli

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Blogger autodidatta, Educatore Professionale con Laurea Magistrale in Management del Servizio Sociale a Indirizzo Formativo Europeo; Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Profilo corrente: Ata nella Scuola Pubblica. Inserito nelle Graduatorie d'Istituto 3a fascia per l'insegnamento di "Filosofia e Scienze Umane"

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