Il miracolo di Roma, perché meno decessi del 2019?

Il mese di marzo 2020 è stata una tragedia epocale nelle regioni e città italiane, specialmente nelle province lombarde dove si sono registrati aumenti impressionanti della mortalità fino a oltre il 500% rispetto al mese di marzo dell’anno precedente.
Non è stato così per la città di Roma che, nel mese di marzo, ha registrato una sensibile diminuzione della mortalità rispetto allo stesso mese dell’anno 2019. Anzi marzo 2020 fa segnare un -9,4% rispetto alla mortalità media degli ultimi 5 anni: 3.757 morti quest’anno, 4.121 in media (dati Istat)
Cosa può essere accaduto? Come si può spiegare una controtendenza così vistosa?
Possiamo ben dire che ad oggi la cosiddetta città eterna, capitale europea e capitale mondiale della cristianità, è stata sempre risparmiata dalle grandi calamità naturali che hanno colpito, invece, tanti altri centri urbani della penisola.
Roma2federiciSecondo racconti leggendari Romolo e Remo, nel progetto di costruzione di Roma, avrebbero assoldato una equìpe di esperti dell’epoca per studiare sia la posizione rispetto a mare, colline e rilievi montuosi, sia l’esposizione ai venti.
Poi esiste la parte leggendaria di tipo religioso che vede, come eterna e intramontabile, la città dove risiede il più altro rappresentante della Chiesa.
Ma la Roma del terzo millennio è purtroppo una metropoli che è stata sfregiata dal traffico, dalla cementificazione, da inquinamento vario e polveri sottili, da una Sanità tagliata e sempre meno pubblica e da un welfare orientato sempre più alle logiche del risparmio.
Ritmi frenetici, mezzi pubblici e strade caotiche, aria inquinata, ambienti di lavoro mal gestiti e non sempre a misura d’uomo hanno diffuso conflitti domestici e lavorativi, infortuni, cattive abitudini alimentari, disturbi psicomatici, disturbi del sonno, malattie polmonari.
Energie negative che, come o peggio di un virus, si diffondono dai luoghi di lavoro, dagli uffici pubblici si portano a casa contagiando familiari, amici e conoscenti, magari con un rapporto di infettività R3: ogni persona stressata porta malessere psicofisico ad altre 3 persone e così via.
RomafocusQuesto contagio di vita insana si è interrotto a marzo 2020 con il lockdown e la quiete generale, nonostante il disagio della clausura, ha portato i grandi vantaggi dell’azzeramento degli stress: quelli del pendolarismo, quelli di mezzi pubblici e stazioni non adeguatamente igienizzate e climatizzate, quelli di infortuni, quelli derivanti dai conflitti negli ambienti di lavoro, negli uffici pubblici, nei condominii..
Un’oasi di relativa pace, con abitudini alimentari più sani che, probabilmente, avrebbe allungato la vita nella capitale portando ritmi più lenti, energie positive, maggiore vivibilità, maggiore salute psichica e fisica.

Questo ragionamento ci porta paradossalmente a ipotizzare che, nella città di Roma, la chiusura per pandemia potrebbe aver diminuito il tasso di mortalità generale e che una qualità della vita compromessa da tutti i fattori sopra elencati potrebbe, nell’ordinario, essere causa di un numero di decessi almeno pari, se non superiore, a quanti ne può provocare un virus pandemico.

 

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Blogger autodidatta, Educatore Professionale con Laurea Magistrale in Management del Servizio Sociale a Indirizzo Formativo Europeo; Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Profilo corrente: Ata nella Scuola Pubblica. Inserito nelle Graduatorie d'Istituto 3a fascia per l'insegnamento di "Filosofia e Scienze Umane"

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