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	<title>educatori professionali Archivi - Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</title>
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	<description>Cittadini attivi  e protagonismo civico</description>
	<lastBuildDate>Tue, 12 Nov 2019 06:15:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La legge italiana sugli educatori è uno &#8220;scandalo mondiale&#8221; *</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 17:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[M.I.L.L.E]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>*  la definizione è una libera scelta interpretativa del webmaster Con una lettera aperta ai Ministri e vice Ministri competenti del Governo Conte, diretta anche <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/lettera-aperta-2721-2/" title="La legge italiana sugli educatori è uno &#8220;scandalo mondiale&#8221; *">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/lettera-aperta-2721-2/">La legge italiana sugli educatori è uno &#8220;scandalo mondiale&#8221; *</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: justify;">*  la definizione è una libera scelta interpretativa del webmaster</h6>
<p style="text-align: justify;">Con una <a href="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2019/11/lettera-unitaria-ASSOCIAZIONI-PEDAGOGISTI.pdf">lettera aperta ai Ministri e vice Ministri</a> competenti del Governo Conte, diretta anche a Sottosegretari, Capi di Gabinetto, Direttori generali , <strong>le Associazioni di Categoria</strong> <strong>App, Conped, Uniped</strong> e <strong>l&#8217;Associazione senza scopo di lucro “M.i.l.l.e. – Professioni Educative”</strong>, illustrando la situazione legislativa che riguarda gli educatori professionali hanno denunciato che:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Nel quadro europeo (e forse mondiale) l’Italia costituisce una anomalia, poiché praticamente ovunque il profilo assunto nei diversi Paesi è quello di “Social Educator” con caratteristiche epistemologiche ed indirizzi formativi che hanno il loro cuore nel campo umanistico e pedagogico. Il darsi di un filone di formazione degli Educatori in campo medico ed – ancor più – il collocare la loro professione all’interno di un ordine tecnico sanitario è, a prescindere da valutazioni di merito, un elemento di difformità e differenza rispetto al contesto internazionale. Va detto che gli educatori professionali soggetti alle iscrizione all’albo sono quelli che rientrano nella definizione di “Educatore Professionale Socio Sanitario” e non gli Educatori Professionali Socio Pedagogici&#8230;&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;">Le stesse associazioni hanno denunciato anche la mancata applicazione di parte della legge 145/2018 e  hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica.<br />
È  parere di chi scrive, non delle suddette associazioni di categoria, che la frantumazione degli educatori professionali in due profili ha generato una sorta di pubblicità ingannevole nelle Università, laddove veniva indicato negli ordinamenti didattici e guide dello studente per le lauree L19  la possibilità di sbocco occupazionale nei servizi socio sanitari.<br />
La confusione normativa ha inoltre provocato una discriminazione nei concorsi indetti dalle ASL attentando persino al diritto al lavoro di tutti gli educatori laureati presso le facoltà di Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione e già occupati da tempo nei servizi convenzionati con le aziende sanitarie.</p>
<p>Infatti nella lettera al Governo le Associazioni scrivono:  &#8220;.<em>.la permanenza di due diversi profili di Educatore comporti difficoltà e confusione nel reclutamento di questi operatori, nella possibilità che essi possano cambiare settore di impiego attraverso mobilità intercompartimentali, nella definizione dei contratti collettivi di lavoro. Per queste ragioni Sindacati, Enti Gestori e forze sociali si sono espressi con determinazione per l’avvio di un percorso che porti al profilo unico. Profilo unico che a nostro avviso deve fare riferimento ad una formazione innovativa: che sappia prendere il meglio dai corsi ora esistenti e da quelli passati e guardare all’Europa. Che sappia integrare contenuti disciplinari riabilitativi, ma anche di sviluppo di comunità, comunicazione sociale. Collocando essi e la formazione degli Educatori nel suo alveo naturale: quello umanistico e pedagogico&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">La lettera aperta si conclude chiedendo quanto segue:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;&#8230; riteniamo che vada al più presto istituito un tavolo di confronto istituzionale per elaborare una Legge Quadro che porti al profilo unico dell’Educatore e alla completa e puntuale attuazione del DPR 14 gennaio 1997 e del Comma 517, dell’Articolo 1 della Legge 145/2018 per il Pedagogista ed il tutto in una ottica di superamento delle criticità esistenti e delle logiche corporative che ne ostacolano la risoluzione.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">A titolo informativo, ricordiamo che, oltre alle suddette associazioni di categoria, sulla questione si sono mossi i sindacati come CGIL FP che ha fatto diversi comunicati stampa e anche USB che ha organizzato alcune assemblee. Di queste ultime, riproduciamo 2 momenti risalenti a ottobre 2018</p>
<p><iframe width="678" height="509" src="https://www.youtube.com/embed/GMJMEoIZfuU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/F9rvYnRJbVU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Dal carcere al &#8220;manicomio&#8221;, l&#8217;allarme degli esperti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2019 08:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[pedagogisti]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”, diceva Voltaire e verrebbe da pensare che la frase non <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/ruta-carceri-psichiatria-2524-2/" title="Dal carcere al &#8220;manicomio&#8221;, l&#8217;allarme degli esperti">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“<em>Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri</em>”, diceva Voltaire e verrebbe da pensare che la frase non l’abbia mai letta nessuno vista la situazione carceraria in Italia. La parola &#8220;manicomio&#8221;, posta tra virgolette nel titolo, vuole essere solo una provocazione volta a scongiurare il rischio di un ritorno a modalità del passato.<br />
Riteniamo importante trattare l&#8217;argomento proponendo di seguito un&#8217;interessante riflessione di Fabio <em>Ruta</em>*:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Un articolo del quotidiano <a href="https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/06/21/news/ogni_anno_oltre_400_detenuti_sani_trasferiti_nei_dipartimenti_di_salute_mentale-229301922/?fbclid=IwAR3ckqPX2Sv8eEoX3AP9zr8iTyJq14xV7xwRz9NTNHr6W47_XHJtkGfGRqQ" target="_blank">&#8220;La Repubblica&#8221; del 21 Giugno 2019</a> riporta l&#8217;allarme lanciato a Firenze in apertura del Convegno Nazionale della Società Italiana di Psichiatria.<br />
L&#8217;allarme riguarderebbe oltre 400 casi di detenuti sani trasferiti ogni anni dalle carceri alle strutture psichiatriche.<br />
Si tratterebbe di persone non soggette a conclamate psicosi ma, ad esempio, a &#8220;disturbi antisociali di personalità&#8221; che &#8220;non dovrebbero comportare alcuna applicazione del vizio di mente ed essere confuso con una malattia&#8221;.<br />
L&#8217; articolo &#8211; con relazioni provenienti dal mondo psichiatrico &#8211; evidenzia il limite di un intervento rivolto ad una fascia di detenuti che vengono ritenuti incompatibili con la vita carceraria.<br />
Questo porta a due considerazioni: La prima è che le sovraffollate carceri italiane (tristemente note per l&#8217;elevato tasso di suicidi dei detenuti e anche di personale penitenziario), che spesso hanno visto alzarsi il cartellino rosso da parte di organismi internazionali, sovente abdicano alla finalità rieducativa della pena prevista dal dettato costituzionale.<br />
Questi aspetti drammatici spesso sono stati denunciati da innumerevoli scioperi della fame di Marco Pannella e dei radicali e l&#8217;archivio storico di &#8220;Radio Radicale&#8221; costituisce un patrimonio di informazione vastissimo sulle tematiche carcerarie.<br />
La carcerazione in cella molto spesso non porta ad una conversione esistenziale del reo, bensì allo strutturarsi di &#8220;una carriera deviante&#8221;: costituendone una tappa simbolica e rituale.<br />
Ciò dovrebbe farci comprendere quanto siano da rafforzare le alternative alla reclusione che dovrebbero rendere la carcerazione in cella una &#8220;estrema ratio&#8221; e sospingerci verso un sistema penale minimo (ma anche quanto dovrebbe essere rafforzato il numero di Pedagogisti ed Educatori assunti per portare il loro contributo professionale all&#8217;interno delle strutture di reclusione).<br />
Mentre oggi l&#8217;ottica securitaria e proibizionista imperante ci spinge demagogicamente nella direzione contraria.<br />
La seconda considerazione ed evidenza che traspare è la difficoltà della psichiatria ad operare in termini preventivi nei confronti di ciò che non è rigidamente definibile dai canoni nosografici come patologia.<br />
Una riduzione e restrizione del campo comprensibilmente (e forse anche motivatamente) spesso agita in funzione difensiva di uno &#8220;specifico professionale&#8221; che &#8211; per altri versi &#8211; conosce chi si è ritrovato a a lavorare con sospette doppie diagnosi.<br />
In tutto questo ci vedo uno spazio enorme per le professioni educative e lo sguardo pedagogico. Uno spazio che va rafforzato in termini di piante organiche e di progetti e riempito di buone prassi professionali.<br />
Dove l&#8217;incrocio tra moderne pratiche educative e pedagogiche ed un mondo psichiatrico orientato alla cura ed all&#8217;inclusione, così come un sistema carcerario sensibile alle finalità rieducative, allontanino i fantasmi istituzionali descritti da Michel Foucault e da Franco Basaglia nelle loro opere.  Opere ormai classiche ma sempre di grande interesse.</p>
<p style="text-align: center;"><em>*Educatore Professionale Pedagogista</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/ruta-carceri-psichiatria-2524-2/">Dal carcere al &#8220;manicomio&#8221;, l&#8217;allarme degli esperti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>Educatori e legge Lorenzin, impugnare al TAR il decreto attuativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 17:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[decreto attuativo]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[impugnazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sui social circola una proposta che viene rivolta a tutti gli Educatori di Scienze dell&#8217;Educazione e della Formazione i quali rischiano di essere fatti fuori <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-legge-lorenzin-decreto-attuativo-al-tar-del-lazio/" title="Educatori e legge Lorenzin, impugnare al TAR il decreto attuativo">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-legge-lorenzin-decreto-attuativo-al-tar-del-lazio/">Educatori e legge Lorenzin, impugnare al TAR il decreto attuativo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sui social circola una proposta che viene rivolta a tutti gli Educatori di Scienze dell&#8217;Educazione e della Formazione i quali rischiano di essere fatti fuori dai servizi socio sanitari e di non essere inclusi negli albi delle professioni sanitarie così come riordinate dalla nuova legge cosiddetta Lorenzin approvata a fine legislatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Al fine di estendere alla conoscenza di tutte le educatrici ed educatori professionali la proposta di ricorso al TAR del Lazio, trascriviamo di seguito quanto è stato scritto da Anna Ciriello sul gruppo facebook   <a href="https://www.facebook.com/groups/191986411364975/" target="_blank">&#8220;EDUCATORI LAUREATI IN SCIENZE DELL&#8217;EDUCAZIONE..UNIAMOCI TUTTI !&#8221;</a> .</p>
<p style="text-align: justify;">Chi volesse manifestare interesse o aderire al ricorso può farlo sul gruppo facebook suddetto oppure può scrivere come commento a questo articolo un recapito mail che i fautori della proposta, volendo, potranno raccogliere per lo scambio di informazioni:</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco la proposta:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>&#8220;Come tutti ben sapete, Il DDL Lorenzin a dicembre è diventato legge. </em></strong><br />
<strong><em>Questo provvedimento riconosce molte figure professionali nell’ambito sanitario che prima non erano riconosciute istituendo anche i relativi ordini. </em></strong><br />
<strong><em>Tra queste c’è anche l’educatore che lavora nelle strutture sanitarie. </em></strong><br />
<strong><em>La legge è molto inclusiva poiché non parla di educatore espressamente sanitario, né recepisce quel paventato doppio canale formativo del sanitario e pedagogico, ma di educatore prevedendo anche le equipollenze dei titoli. </em></strong><br />
<strong><em>Ieri sono usciti i decreti attuativi degli ordini professionali la cui competenza è demandata alle Regioni. </em></strong><br />
<strong><em>Sappiamo tutti bene come un decreto così aperto e “sfumato” possa essere mal interpretato o manipolato dalle singole regioni. Impugnare una eventuale esclusione porterebbe ad un risultato individuale, più articolato e difficile e con un decreto ormai operativo. </em></strong><br />
<strong><em>E’ estremamente importante invece impugnare, e bisogna farlo adesso, il decreto motivandolo con la mancata espressa individuazione certa dei criteri di equipollenza che non darebbero luogo ad abusi o difformità tra regione e regione. </em></strong><br />
<strong><em>Impugnare il decreto comporta, intanto la sospensione dell’efficacia dello stesso in attesa di definizione e poi, l’obbligo per il ministro di riscrivere in maniera meno sfumata e più chiara i criteri di inclusione. </em></strong><br />
<strong><em>Naturalmente, la cosa si rende molto semplice e sostenibile se c’è un gruppo di persone a fare questo per dividere anche i costi che sarebbero onerosi per un ricorso individuale. I tempi sono stretti ed il ricorso al TAR Lazio è la cosa più efficace e risolutiva che si possa fare. </em></strong><br />
<strong><em>Lo dimostrano i ricorsi vinti da altre figure come i fisioterapisti esclusi. </em></strong><br />
<em><strong>Dopo potrebbero sorgere problemi per ognuno di noi che sarebbero ben più difficili da affrontare. C’è già tutto l’appoggio documentale a disposizione per dimostrare le nostre ragioni e il nostro interesse ad agire. Chi vuole aderire può farlo sotto questo post. Una volta definiti o partecipanti creeremo un gruppo specific</strong>o&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Municipio XIV e Piano Sociale di Zona, Rischio flop</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2017 09:43:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma e le sue periferie]]></category>
		<category><![CDATA[AEC]]></category>
		<category><![CDATA[cooperative sociali]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Municipio XIV]]></category>
		<category><![CDATA[piano di zona]]></category>
		<category><![CDATA[tavoli sociali]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio di piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preiscrizione entro il 1 settembre 2017, termine di scadenza per poter poi ricevere la scheda di partecipazione ai tavoli di studio presso il Santa Maria <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/municipio-xiv-piano-sociale-zona/" title="Municipio XIV e Piano Sociale di Zona, Rischio flop">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/municipio-xiv-piano-sociale-zona/">Municipio XIV e Piano Sociale di Zona, Rischio flop</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Preiscrizione entro il 1 settembre 2017, termine di scadenza per poter poi ricevere la scheda di partecipazione ai tavoli di studio presso il Santa Maria della Pietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che le risorse finanziarie per l´attuazione dei Piani provengono:</p>
<p>dal Fondo sociale nazionale (risorse indistinte e risorse vincolate su specifici interventi/aree di bisogno), dal Fondo sociale regionale (risorse indistinte e risorse finalizzate a specifici Programmi), dagli Enti locali, dalle Aziende USL (specificamente sugli interventi ad integrazione sociosanitaria), da altri Enti non istituzionali: IPAB, Fondazioni, soggetti del Terzo settore, dalle quote di compartecipazione al costo dei servizi a carico dei cittadini utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi sono gli attori sociali e quali cittadini avranno avuto la possibilità di assentarsi dal lavoro per andare al primo incontro sul Piano Sociale municipale tenuto dalle ore 9.00 alle ore 17.00 giovedì 14 settembre 2017 ? <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-1782" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/pianosociale-e1505554393810.png" alt="pianosociale" width="907" height="275" />Chi avrà la possibilità di partecipare nelle stesse ore martedì 26 settembre e lunedì 2 ottobre ?</p>
<p style="text-align: justify;">Immaginiamo che, la scelta degli orari sia indirizzata alla partecipazione di cooperative e associazioni appaltatrici, sindacati e patronati (e magari pensionati, disoccupati e lavoratori casalinghi).</p>
<p style="text-align: justify;">Quali sono i soggetti che, a nostro avviso, dovrebbero essere tenuti in maggiore considerazione nella convocazione degli incontri? Non possono mancare i rappresentanti di scuole del territorio, rappresentanti di genitori e personale scolastico,  rappresentanti di comunità parrocchiali, centri sociali e centri anziani.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli incontri dovrebbero essere fatti assieme a tutti gli organismi e cittadini che lavorano, in base a prerogative istituzionali o religiose o socio-culturale e ricreativa a contatto con i cittadini, piccoli e grandi,  fragili e non.  In particolare le scuole del territorio sono un punto sensibilissimo, un termometro sociale indispensabile che può dare al Municipio contributi importantissimi alla costituzione di una mappa dei bisogni del territorio cui indirizzare le risorse. Se veramente si vuole raggiungere un accordo di programma obiettivo per un sistema progettuale di welfare efficiente ed efficace, non si può prescindere da questi attori sociali e con loro occorre concordare tempi e modalità di studio.</p>
<p style="text-align: justify;">Diverso e più riduttivo per l&#8217;Ufficio di Piano del Municipio XIV è limitarsi a convocare le ditte, cooperative sociali e associazioni che già ricevono finanziamenti pubblici ed erogano servizi socio assistenziali e socio-sanitari per conto del Municipio XIV e della ASL RM1. Evidente in rischio di un Piano preconfezionato che segue più i bisogni lavorativi del Terzo Settore piuttosto che quelli dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">La rappresentazione dei bisogni del territorio fatta esclusivamente o quasi esclusivamente con attori sociali &#8220;convenzionati&#8221; col Municipio XIV rischia di non dare una fotografia oggettiva e genuina dei bisogni reali perché potrebbe tendere strumentalmente verso progetti di continuità anche in casi dove il cambiamento e l&#8217;innovazione si rendono indispensabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, a nostro avviso, ai fini della promozione di un coinvolgimento attivo e responsabilità condivisa attraverso un lavoro di Rete che metta insieme risorse umane per l&#8217;obiettivo del Bene comune, il primo incontro del Piano Sociale di Zona andrebbe riorganizzato includendo e favorendo, attraverso opportune date e opportuni orari concordati, esponenti del Mondo della scuola (ad esempio dell&#8217;istituto Fermi, dell&#8217;Alberghiero di Montemario, degli istituti comprensivi..), e, riguardo al Terzo Settore, andrebbero coinvolti gli operatori, gli AEC, gli educatori professionali e Oss perché sono loro, più che i loro dirigenti, quelli che stanno a contatto diretto e quotidiano con il disagio sociale. I loro contributi sulla verifica ex post dei progetti possono essere elementi preziosi per l&#8217;Ufficio di Piano.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanto per far capire il rischio di una potenziale deriva clientelare di un buon progetto sociale, pubblichiamo di seguito il testo di un&#8217;interrogazione in consiglio regionale presentata nell&#8217;anno 2004 . Essa riguarda proprio il Municipio XIV  e 171 mila euro:</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1786" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/Bonelli-interr.Aprile_1.jpg" alt="Bonelli interr.Aprile_1" width="512" height="724" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/Bonelli-interr.Aprile_1.jpg 2481w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/Bonelli-interr.Aprile_1-212x300.jpg 212w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/Bonelli-interr.Aprile_1-768x1086.jpg 768w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/Bonelli-interr.Aprile_1-724x1024.jpg 724w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1787" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/Bonelli-interr.Aprile_3.jpg" alt="Bonelli interr.Aprile_3" width="512" height="724" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/Bonelli-interr.Aprile_3.jpg 2481w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/Bonelli-interr.Aprile_3-212x300.jpg 212w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/Bonelli-interr.Aprile_3-768x1086.jpg 768w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/Bonelli-interr.Aprile_3-724x1024.jpg 724w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
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		<title>Scuola e supplenze in terza fascia per educatori e pedagogisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Apr 2017 15:53:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[laurea magistrale 57]]></category>
		<category><![CDATA[laurea specialistica 56]]></category>
		<category><![CDATA[pedagogisti]]></category>
		<category><![CDATA[scienze dell'educazione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola classe di concorso A018]]></category>
		<category><![CDATA[titoli ammissione classi concorso]]></category>
		<category><![CDATA[vecchio ordinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il bando per l&#8217;ammissione alle graduatorie d&#8217;istituto di terza fascia dei docenti e del personale educativo uscirà probabilmente verso l&#8217;estate. Si tratta di un&#8217;opportunità di <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/terza-fascia-istruzioni-preliminari-educatori/" title="Scuola e supplenze in terza fascia per educatori e pedagogisti">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il bando per l&#8217;ammissione alle graduatorie d&#8217;istituto di terza fascia dei docenti e del personale educativo uscirà probabilmente verso l&#8217;estate. Si tratta di un&#8217;opportunità di lavoro precario nell&#8217;ambito delle supplenze nelle scuole superiori di secondo grado in qualità di personale docente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le lauree per poter insegnare la stessa materia sono molte ma ci limitiamo alle lauree che generalmente sono conseguite nell&#8217;ambito delle Facoltà di Scienze dell&#8217;Educazione e della Formazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per l&#8217;insegnamento della classe di concorso A-18 Filosofia e Scienze umane (ex A036)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le seguenti lauree sono titolo di ammissione al concorso purché il piano di studi seguito abbia compreso due corsi annuali (o quattro semestrali ) delle discipline di ciascuna delle seguenti aree: filosofica, pedagogica, psicologica e sociologica <a href="http://www.istruzione.it/allegati/2016/D.P.R.14_febbraio_2016_n.19_Tabella_A.pdf" target="_blank">( Vedi Tab. A/1)</a>  Con almeno 96 crediti nei settori scientifico disciplinari M-FIL, M STO; M-PED, M-PSI, e SPS di cui 24 tra: M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04 M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05 24 tra: M-PED/01, M-PED/02, M-PED/04 24 tra: M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/04, M-PSI/05 o 06 24 tra: SPS /07, SPS/08, SPS/09, SPS/11, SPS12</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lauree vecchio ordinamento </strong> Laurea in Scienze dell&#8217;educazione</p>
<p><strong>Lauree magistrali</strong><br />
LM-50 Programmazione e gestione dei servizi educativi<br />
LM 57-Scienze dell&#8217;educazione degli adulti e della formazione continua<br />
LM 85-Scienze pedagogiche</p>
<p><strong>Laurea specialistica</strong><br />
LS 56-Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Situazione supplenze in generale dopo la cosiddetta &#8220;buona scuola&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo di seguito uno stralcio di quanto ha scritto orizzontescuola:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;&#8230;Lo scorso anno scolastico, infatti, come riporta La Repubblica nel supplemento del Venerdì del 31/03/2017, sono state attribuite poco più di 100.000 supplenze, mentre nel corrente anno scolastico le cattedre affidate a docenti a tempo determinato sono 126.000, più di quante ne venissero assegnate prima della Riforma.</em><br />
<em>Analizzando, dunque, i dati degli incarichi a tempo determinato, a partire dall’entrata in vigore della riforma e del primo anno di immissioni in ruolo (2015/16), si evince che le supplenze non sono diminuite ma aumentate nel secondo anno della Riforma.</em><br />
<em>Il triennio, entro il quale doveva essere sconfitta la piaga delle supplenze, “scade” il prossimo anno e, considerati i numeri, non sembrano esserci le condizioni per debellare la supplentite.</em><br />
<em>Com’è noto, infatti, per il prossimo anno scolastico, le immissioni in ruolo saranno circa 35.000, come abbiamo riferito in Immissioni in ruolo, per il 2017/18 saranno circa 35 mila. Altre 15 mila in bilico: 25.000 cattedre saranno vacanti e disponibili in seguito ai pensionamenti e altre 10.000 dalla trasformazione dell’organico di fatto in diritto. Per il Miur questi ultimi posti sarebbero 25.000, mentre per il Mef 10.000. Considerato che, purtroppo, i criteri seguiti dal Mef sono esclusivamente di tipo economico, difficilmente saranno autorizzate più di 10.000 cattedre.</em><br />
<em>Se, dunque, le cattedre disponibili saranno circa 35.000 e le supplenze, nel corrente anno scolastico, sono state circa 126.000, gli incarichi a tempo determinato da attribuire saranno quasi 100.000&#8230;&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Altre opportunità di insegnamento per chi possiede i seguenti titoli di studio di scuola superiore: </strong></p>
<p style="text-align: left;">-Diploma di abilitazione o maturità tecnica femminile<br />
-Diploma di maturità professionale per assistente per comunità infantili;<br />
-Diploma di tecnico dei servizi sociali</p>
<p style="text-align: left;">Con questi titoli, e non con la laurea, si può accedere alla classe di concorso:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Laboratorio per i servizi socio sanitari classe di concorso B23 </strong><br />
Esercitazioni di economia domestica  e  Metodologie operative nei servizi sociali</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Dove si può accedere con questi diplomi: </strong></p>
<p style="text-align: left;">Istituto Professionale &#8211; settore Servizi indirizzo Servizi Socio–sanitari<br />
&#8211; Elementi di storia dell’arte ed espressioni grafiche in compresenza 1° anno del 1° biennio<br />
&#8211; Educazione musicale in compresenza 2° anno del 1° biennio<br />
&#8211; Scienze umane e sociali in compresenza 1°biennio<br />
&#8211; Metodologie operative 2° biennio e 5° anno</p>
<p style="text-align: center;"><em>Aggiorneremo questa pagina nei prossimi giorni con altre notizie&#8230;. ritornateci</em></p>
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		<title>Educatori professionali discriminati. Interpellanza parlamentare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 06:58:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[appalti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[interpellanza educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Pili]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali educatoti discriminati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;on. Mauro Pili, Deputato, Sindaco di Iglesias 1993 &#8211; 1999 &#8211; Presidente Regione Sardegna 1999 &#8211; 2001 &#8211; 2003 ha presentato in Parlamento la seguente interpellanza <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-professionali-discriminati-umiliati/" title="Educatori professionali discriminati. Interpellanza parlamentare">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;on. Mauro Pili, Deputato, Sindaco di Iglesias 1993 &#8211; 1999 &#8211; Presidente Regione Sardegna 1999 &#8211; 2001 &#8211; 2003 ha presentato in Parlamento la seguente interpellanza sulla difficile situazione di appalti e contratti nel sociale dove educatori laureati percepiscono paghe orarie discriminatorie e umilianti.</p>
<p>Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali &#8211;</p>
<p><strong>Per sapere &#8211; premesso che:</strong></p>
<ul>
<li>gli educatori del Servizio di Educativa Specialistica del Comune di Cagliari e della Provincia di Cagliari nei giorni scorsi hanno scioperato;</li>
<li>sono ancora troppo nebulose le informazioni sul ruolo e le funzioni degli educatori professionali (non sono baby sitter, assistenti alla persona o semplicemente coloro che dicono “non si dicono le parolacce”…);</li>
<li>le condizioni contrattuali sono al limite del possibile, netto orario disarmante con paga oraria;</li>
<li>nei periodi di sospensione non percepiscono alcuna retribuzione;</li>
<li>gli educatori professionali continuano ad essere vittime delle gare d’appalto, ovviamente nell’ottica del ribasso, periodicamente cambia il datore di lavoro e, oltre a non sapere se saranno richiamati, con il rischio che arrivino società senza titoli e serietà;</li>
<li>si tratta di educatori che lavorano per l’inclusione e contro la discriminazione e a loro volta sono discriminati per primi;<br />
ricevono le spettanze del mese il 20 del mese successivo;</li>
<li>a febbraio devono ancora ricevere la mensilità di dicembre;</li>
<li>il parlamento è impegnato da tempo nella discussione di una normativa tesa a definire ruoli e funzioni ma si continua a non affrontare la questione relativa ai reali problemi della categoria;</li>
<li>occorre affrontare la vergognosa gestione di servizi così delicati a cottimo, paga oraria ridicola;</li>
<li>si tratta di educatori professionali che hanno frequentato un&#8217;università specialistica;</li>
<li>gli educatori scolastici, le cui ore di programmazione e materiali impiegati con gli alunni vengono pretesi a carico dei lavoratori;</li>
<li>per raggiungere lo stipendio di un insegnante, che lavora mediamente 20 ore, gli educatori scolastici ne devono svolgere 40;</li>
<li>non possono accedere al servizio mensa quando questa rientra nell’orario di lavoro;</li>
<li>se il bambino è assente non vengono pagati;</li>
<li>dal dieci giugno entriamo in sospensione, avendo un contratto a tempo indeterminato, non ricevono stipendio e non possono accedere alla naspi;</li>
<li>gli educatori che invece prestano servizio nelle comunità devono far le notti passive, ossia dormire spesso da soli e gratuitamente in struttura pur avendo la responsabilità degli utenti;</li>
<li>la retribuzione di un laureato che si occupa di sociale è di 9.12€ lordi all&#8217;ora;</li>
</ul>
<p><strong>se non ritenga doveroso intervenire per verificare questo gravissimo stato lavorativo degli educatori professionali e scolastici;</strong><br />
<strong>se non ritenga con somma urgenza predisporre ogni possibile atto per superare questa situazione ponendo il superamento di tali e gravi criticità come obiettivo prioritario;</strong><br />
<strong>se non ritenga di dover far cessare la mercificazione di un lavoro così importante e delicato sottoposto a inaccettabili ribassi d’asta sulla pelle dei lavoratori e conseguentemente degli stessi assistiti;</strong><br />
<strong>se non ritenga di dover far cessare una retribuzione incongrua e discriminatoria fissando livelli retributivi univoci e garantendo analogo trattamento con aree professionali analoghe;</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-professionali-discriminati-umiliati/">Educatori professionali discriminati. Interpellanza parlamentare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>Interpellanza parlamentare sul profilo degli Educatori Professionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2016 06:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Beatrice Lorenzin]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[equiparazione lauree]]></category>
		<category><![CDATA[equipollenza]]></category>
		<category><![CDATA[ministro dell'istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[ministro della salute]]></category>
		<category><![CDATA[profilo unico educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Fedeli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo testo di interpellanza parlamentare è stato ideato e confezionato nell&#8217;ambito del gruppo Facebook  &#8220;EDUCATORI LAUREATI IN SCIENZE DELL&#8217;EDUCAZIONE UNIAMOCI TUTTI INSIEME..&#8221;   Lo sottoponiamo <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/interpellanza-educatori-professionali1/" title="Interpellanza parlamentare sul profilo degli Educatori Professionali">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/interpellanza-educatori-professionali1/">Interpellanza parlamentare sul profilo degli Educatori Professionali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Questo testo di interpellanza parlamentare è stato ideato e confezionato nell&#8217;ambito del gruppo Facebook  <a href="http://INTERPELLANZA URGENTE AI MINISTRI DELLA SALUTE E DELL’ISTRUZIONE I Sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della Salute e il Ministro dell’Istruzione, per sapere - premesso che -Nel Parlamento sono in esame il ddl 2656 “Disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico, educatore professionale socio-sanitario e pedagogista ”, approvato alla Camera dei Deputati e ora in esame alla VII Commissione del Senato, unificato con i dd.dd.ll. 3247 “Ordinamento della professione di pedagogista e istituzione del relativo albo professionale ” e 2474 “Disciplina delle professioni di educatore professionale e pedagogista”, e il ddl 1324 “Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di enti vigilati dal Ministero della Salute, di sicurezza degli alimenti, di sicurezza veterinaria, nonché disposizioni di riordino delle professioni sanitarie, di tutela della salute umana e di benessere animale” approvato al Senato ed ora all'esame alla Commissione Salute della Camera; -Nelle audizioni parlamentari e nelle documentazioni agli atti, che in questa interrogazione parlamentare si intendono tutte richiamate, sono emerse notevoli criticità relative ai due disegni per la professione di educatore professionale e pedagogista in quanto i quattro ddl non si integrano affatto tra loro. Infatti, il pedagogista opera in molte ASL italiane da decenni e dell'educatore professionale sembrerebbe si voglia considerare solo quello formato presso i Dipartimenti Universitari di Medicina e Chirurgia a cui andrebbe l'Ordine, trascurando quello formato pressi i Dipartimenti di Scienze della Formazione; -Dalla riforma universitaria L. 341/1990, con il DM 17 febbraio 1991 veniva istituito nelle Facoltà Universitarie di Scienze dell'Educazione e della Formazione il CdL indirizzo Educatore Professionale e la sua istituzione è antecedente al DM 520/1998; -Il diploma di laurea conseguito relativo al DM 11 febbraio 1991 è previgente alla riforma della Sanità di cui al D.Lgs. 502/1992 e per questa ragione spetta anche a tali laureati il godimento dell'equipollenza emanato dal Ministero della Salute nel 2000 e nel 2016, come tra l'altro correttamente l'ex Ministro Bindi e l'attuale Ministro Lorenzin hanno previsto e scritto; -Il diploma di laurea - oggi laurea magistrale - risulta essere equipollente al DM 520/98 ai sensi del DM 27 luglio 2000 e del DM 23 giugno 2016 e il professionista in possesso di questa laurea magistrale, proprio in forza delle due equipollenze, è abilitato a svolgere la professione di educatore professionale di cui al DM 520/98; -A seguito delle successive riforme universitarie introdotte dal DM 509/1999 e dal DM 270/2004 venivano introdotte nell'Ordinamento della Repubblica Italiana le Classi di laurea L18 (con il DM 4 agosto 2000) ed L-Snt/02 Classe II (con il DM 2 aprile 2001) con la riforma del 1999 e poi a seguire le classi L19 (con il DM 16 marzo 2007) ed L-SNT2 (con il DM 19 febbraio 2009). Si trattava di corsi di laurea prosecuzione, di fatto, del primo corso universitario di Educatore Professionale istituito con DM 11 febbraio 1991 (antecedente al DM 520/1998 ); -L'Ex CUN (Consiglio Universitario Nazionale), con la circolare del 22 dicembre 2001 recante in oggetto “Mozione concernente la figura dell'educatore professionale”, a seguito dell'Adunanza del 19 dicembre 2001, trasmetteva al Ministro dell’Istruzione che “[...] I laureati sono operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste dal DM del Ministero della sanità 8 ottobre 1998, n. 520 [...] “ portando in errore il ricevente ministero circa il fatto che fosse plausibile la divisione dei CdL in uno con indirizzo sanitario e l'altro con indirizzo sociale che il DM 520/98 vieta decisamente poiché afferma che la formazione debba essere collegata tra le facoltà universitarie; -In linea con il DM 520/1998 “Regolamento recante norme per l'individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell'educatore professionale, ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 ” veniva emanato il Decreto Interministeriale 11 novembre 2011 “Equiparazione dei diplomi delle scuole dirette a fini speciali, istituite ai sensi del DPR n. 162/1982, di durata triennale, e dei diplomi universitari, istituiti ai sensi della L. n. 341/1990, della medesima durata, alle lauree ex D.M. 509/99 e alle lauree ex D.M. 270/2004, ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi” che prevede la possibilità ai già laureati che svolgono una professione afferente alle professioni di cui alla L. 251/2000 e al DM 29 marzo 2001 ai quali non è stata conferita l’abilitazione all’esercizio della professione di sostenere la stessa tesi di laurea e contestualmente alla seduta di laurea la prova pratica abilitante così come disciplinato nel D.Lgs. 502/92; -Per i possessori dei titoli di studio universitari rilasciati dai Dipartimenti di Scienze della Formazione, nonostante i punti 1), 2) , 3) e 6), nel nostro Paese tali laureati hanno difficoltà di accesso ai ruoli pubblici nei concorsi in ambito sanitario e sociosanitario ed a volte anche in ambito sociale e nei ruoli privati del Terzo Settore perché vi è il rifiuto a recepire le equipollenze tutte, senza contare che sul territorio europeo i loro titoli di studio hanno spendibilità quasi pari a zero proprio per il difetto dell'abilitazione all'esercizio della professione; -Vige pertanto un’ipotesi di violazione del Documento di Bologna e delle norme europee sulla libera circolazione delle professioni (vedi il caso delle lauree rilasciate nella Città del Vaticano) e l'Italia potrebbe trovarsi nuovamente interessata dall'ennesima procedura di infrazione delle norme UE. Si renderebbe inoltre giuridicamente fondata un’eventuale Class Action da parte dei laureati in Scienze dell’Educazione ed Educazione Professionale; Se gli Onorevoli Ministri non ritengano opportuno procedere all'emanazione di una Circolare Interministeriale urgente diretta a tutte le Regioni, Università, Sistemi Sanitari Regionali, quindi Asl, Comuni e Ambiti Territoriali nonché al Punto Nazionale di Contatto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri perché siano regolarizzate, cioè accettate e conosciute senza soluzioni di continuità, quindi messe a fattore comune le equipollenze di tali titoli di studio universitari e, di conseguenza, le Università attivino le procedure previste dal Decreto Interministeriale 11 novembre 2011." target="_blank">&#8220;EDUCATORI LAUREATI IN SCIENZE DELL&#8217;EDUCAZIONE UNIAMOCI TUTTI INSIEME..&#8221; </a> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo sottoponiamo a tutte e tutti le/i parlamentari nella speranza che qualcuno lo faccia proprio e lo depositi alla Camera e al Senato perchè giunga nelle mani della neo ministra all&#8217;Istruzione on. Valeria Fedeli e della Ministra della Salute on. Beatrice Lorenzin.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè questo obiettivo si possa realizzare sarebbe utile e opportuno che questo articolo venisse condiviso sulla propria bacheca e sui social e diffuso da moltissimi educatori laureati, o laureandi, nelle classi di laurea L18 e L19 </strong></p>
<figure id="attachment_1182" aria-describedby="caption-attachment-1182" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1182 size-thumbnail" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/lorenzin-150x150.jpeg" alt="lorenzin" width="150" height="150" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/lorenzin-150x150.jpeg 150w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/lorenzin-300x300.jpeg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/lorenzin.jpeg 512w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption id="caption-attachment-1182" class="wp-caption-text">foto tratta dal profilo twitter</figcaption></figure>
<figure id="attachment_1181" aria-describedby="caption-attachment-1181" style="width: 150px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1181 size-thumbnail" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/fedeli-150x150.jpg" alt="fedeli" width="150" height="150" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/fedeli-150x150.jpg 150w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/fedeli-300x300.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/12/fedeli.jpg 512w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption id="caption-attachment-1181" class="wp-caption-text">foto tratta dal profilo twitter</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>INTERPELLANZA URGENTE </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>AI MINISTRI DELLA SALUTE E DELL’ISTRUZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I  Sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della Salute e il Ministro dell’Istruzione, per sapere &#8211; premesso  che</p>
<p style="text-align: justify;">-Nel Parlamento sono in esame il ddl 2656 “Disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico, educatore professionale socio-sanitario e pedagogista ”, approvato alla Camera dei Deputati e ora in esame alla VII Commissione del  Senato, unificato con i dd.dd.ll. 3247 “Ordinamento della professione di pedagogista e istituzione del relativo albo professionale ” e 2474 “Disciplina delle professioni di educatore professionale e pedagogista”, e il ddl 1324 “Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di enti vigilati dal Ministero della Salute, di sicurezza degli alimenti, di sicurezza veterinaria, nonché disposizioni di riordino delle professioni sanitarie, di tutela della salute umana e di benessere animale” approvato al Senato ed ora all&#8217;esame alla Commissione Salute della Camera;</p>
<p style="text-align: justify;">-Nelle audizioni parlamentari e nelle documentazioni agli atti, che in questa interrogazione parlamentare si intendono tutte richiamate, sono emerse notevoli criticità relative ai due disegni per la professione di educatore professionale e pedagogista in quanto i quattro ddl non si integrano affatto tra loro.  Infatti, il pedagogista opera in molte ASL italiane da decenni e dell&#8217;educatore professionale sembrerebbe si voglia considerare solo quello formato presso i Dipartimenti Universitari di Medicina e Chirurgia a cui andrebbe l&#8217;Ordine, trascurando quello formato pressi i Dipartimenti di Scienze della Formazione;</p>
<p style="text-align: justify;">-Dalla riforma universitaria L. 341/1990, con il DM 17 febbraio 1991 veniva istituito nelle Facoltà Universitarie di Scienze dell&#8217;Educazione e della Formazione il CdL indirizzo Educatore Professionale e la sua istituzione è antecedente al DM 520/1998;</p>
<p style="text-align: justify;">-Il diploma di laurea conseguito relativo al DM 11 febbraio 1991 è previgente alla riforma della Sanità di cui al D.Lgs. 502/1992 e per questa ragione spetta anche a tali laureati il godimento dell&#8217;equipollenza emanato dal Ministero della Salute nel 2000 e nel 2016, come tra l&#8217;altro correttamente l&#8217;ex Ministro Bindi e l&#8217;attuale Ministro Lorenzin hanno previsto e scritto;</p>
<p style="text-align: justify;"> -Il diploma di laurea &#8211; oggi laurea magistrale &#8211; risulta essere equipollente al DM 520/98 ai sensi del DM 27 luglio 2000 e del DM 23 giugno 2016 e il professionista in possesso di questa laurea magistrale, proprio in forza delle due equipollenze, è abilitato a svolgere la professione di educatore professionale di cui al DM 520/98;</p>
<p style="text-align: justify;">-A seguito delle successive riforme universitarie introdotte dal DM 509/1999 e dal DM 270/2004 venivano introdotte nell&#8217;Ordinamento della Repubblica Italiana le Classi di laurea L18 (con il DM 4 agosto 2000) ed L-Snt/02 Classe II (con il DM 2 aprile 2001) con la riforma del 1999 e poi a seguire le classi  L19 (con il DM 16 marzo 2007) ed L-SNT2 (con il DM 19 febbraio 2009). Si trattava di corsi di laurea prosecuzione, di fatto, del primo corso universitario di Educatore Professionale istituito con DM 11 febbraio 1991 (antecedente al DM 520/1998 );</p>
<p style="text-align: justify;"> -L&#8217;Ex CUN (Consiglio Universitario Nazionale), con la circolare del 22 dicembre 2001 recante in oggetto “Mozione concernente la figura dell&#8217;educatore professionale”, a seguito dell&#8217;Adunanza del 19 dicembre 2001, trasmetteva al Ministro dell’Istruzione che “[&#8230;] I laureati sono operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste dal DM del Ministero della sanità 8 ottobre 1998, n. 520 [&#8230;] “ portando in errore il ricevente ministero circa il fatto che fosse plausibile la divisione dei CdL in uno con indirizzo sanitario e l&#8217;altro con indirizzo sociale che il DM 520/98 vieta decisamente poiché afferma che la formazione debba essere collegata tra le facoltà universitarie;</p>
<p style="text-align: justify;">-In linea con il DM 520/1998 “Regolamento recante norme per l&#8217;individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell&#8217;educatore professionale, ai sensi dell&#8217;articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 ”  veniva emanato il Decreto Interministeriale 11 novembre 2011 “Equiparazione dei diplomi delle scuole dirette a fini speciali, istituite ai sensi del DPR n. 162/1982, di durata triennale, e dei diplomi universitari, istituiti ai sensi della L. n. 341/1990, della medesima durata, alle lauree ex D.M. 509/99 e alle lauree ex D.M. 270/2004, ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi” che prevede la possibilità ai già laureati che svolgono una professione afferente  alle professioni di cui alla L. 251/2000 e al DM 29 marzo 2001  ai quali non è stata conferita l’abilitazione all’esercizio della professione di sostenere  la stessa tesi di laurea e contestualmente alla seduta di laurea la prova pratica abilitante così come disciplinato nel D.Lgs. 502/92;</p>
<p style="text-align: justify;">-Per i possessori dei titoli di studio universitari rilasciati dai Dipartimenti di Scienze della Formazione, nonostante i punti 1), 2) , 3) e 6),  nel nostro Paese tali laureati hanno difficoltà di accesso ai ruoli pubblici nei concorsi in ambito sanitario e sociosanitario ed a volte anche in ambito sociale e nei ruoli privati del Terzo Settore perché vi è il rifiuto a recepire le equipollenze tutte, senza contare che sul territorio europeo i loro titoli di studio hanno spendibilità quasi pari a zero proprio per il difetto dell&#8217;abilitazione all&#8217;esercizio della professione;</p>
<p style="text-align: justify;">-Vige pertanto un’ipotesi di violazione del Documento di Bologna e delle norme europee sulla libera circolazione delle professioni (vedi il caso delle lauree rilasciate nella Città del Vaticano) e l&#8217;Italia potrebbe trovarsi  nuovamente interessata dall&#8217;ennesima procedura di infrazione delle norme UE. Si renderebbe inoltre giuridicamente fondata un’eventuale Class Action da parte dei laureati in Scienze dell’Educazione ed Educazione Professionale;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se gli Onorevoli Ministri non ritengano opportuno procedere all&#8217;emanazione di una Circolare Interministeriale urgente  diretta a tutte le Regioni, Università, Sistemi Sanitari Regionali, quindi Asl, Comuni e Ambiti Territoriali nonché al Punto Nazionale di Contatto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri perché siano regolarizzate,  cioè accettate e conosciute senza soluzioni di continuità, quindi messe a fattore comune le equipollenze di tali titoli di studio universitari e, di conseguenza, le Università attivino le procedure previste dal Decreto Interministeriale 11 novembre 2011.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">PRECEDENTI SCRITTI SULL&#8217;ARGOMENTO</p>
<blockquote data-secret="ARpz8yDve1" class="wp-embedded-content"><p><a href="http://www.ciardullidomenico.it/ddl-iori-senato/">Il destino degli educatori è nelle mani del Senato</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  src="http://www.ciardullidomenico.it/ddl-iori-senato/embed/#?secret=ARpz8yDve1" data-secret="ARpz8yDve1" width="600" height="338" title="&#8220;Il destino degli educatori è nelle mani del Senato&#8221; &#8212; Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote data-secret="RuogMULC9c" class="wp-embedded-content"><p><a href="http://www.ciardullidomenico.it/cgil-cisl-uil-senato-cambi-ddl-iori-sugli-educatori/">CGIL CISL UIL: &#8220;Il Senato cambi il DDL 2656 sugli educatori&#8221;</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  src="http://www.ciardullidomenico.it/cgil-cisl-uil-senato-cambi-ddl-iori-sugli-educatori/embed/#?secret=RuogMULC9c" data-secret="RuogMULC9c" width="600" height="338" title="&#8220;CGIL CISL UIL: &#8220;Il Senato cambi il DDL 2656 sugli educatori&#8221;&#8221; &#8212; Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/interpellanza-educatori-professionali1/">Interpellanza parlamentare sul profilo degli Educatori Professionali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Educatori professionali e supplenze nelle scuole (parte 1)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2016 15:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[classe di laurea L18]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Laurea L19]]></category>
		<category><![CDATA[LM85]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima di entrare nel merito della questione richiamata nel titolo occorre tenere ben presente che per essere inseriti a pieno titolo nell&#8217;insegnamento presso le scuole <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-professionali-supplenze-nelle-scuole/" title="Educatori professionali e supplenze nelle scuole (parte 1)">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-professionali-supplenze-nelle-scuole/">Educatori professionali e supplenze nelle scuole (parte 1)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Prima di entrare nel merito della questione richiamata nel titolo occorre tenere ben presente che per essere inseriti a pieno titolo nell&#8217;insegnamento presso le scuole occorre avere la laurea idonea e le necessarie abilitazioni. Inoltre occorre sapere che in questi ultimi 2 anni vi sono stati significativi cambiamenti sia delle possibilità di inserirsi stabilmente nella Scuola,  sia delle classi di concorso e poco si conosce ancora delle intenzioni del governo rispetto al bando che ogni 3 anni viene rivolto ai laureati non abilitati ai fini delle supplenze brevi e annuali per l&#8217;insegnamento nelle scuole. Questo articolo non vuole essere esaustivo della materia, ma solo un contributo parziale di informazione ai colleghi, in quanto chi scrive non è un esperto del Miur, o del Sindacato, ma solo un umile laureato L18 presso Roma Tre</p>
<p style="text-align: justify;">Le 2 domande che circolano insistentemente nei gruppi degli educatori sono le seguenti:<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1093 alignright" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/educatorevignetta-1-250x300.png" alt="educatorevignetta" width="250" height="300" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/educatorevignetta-1-250x300.png 250w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/educatorevignetta-1.png 500w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><em>Con la laurea in Scienze dell&#8217;educazione nuovo o vecchio ordinamento, oppure con laurea magistrale, si può fare domanda di inserimento nelle graduatorie d&#8217;istituto di terza fascia per poter essere chiamati a lavorare come insegnanti supplenti?</em></li>
<li><em>Con questo tipo di curriculum studiorum si può inviare ai dirigenti scolastici di determinati istituti la cosiddetta &#8220;Messa A Disposizione&#8221; (MAD) e che modalità occorre seguire?</em></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Partiamo con la prima risposta citando un caso specifico pratico: Nel 2014 un educatore professionale, in possesso di laurea L18 (Educatore Professionale di Comunità), più la corrispondente laurea magistrale LS56 (Educatore Coordinatore) più LS57 (Management del Servizio sociale), ha fatto domanda presso il Liceo Psicopedagogico &#8220;Vittorio Gassman&#8221; di Roma di inserimento nelle Graduatorie di Istituto di terza fascia sia per la classe di concorso PPPP, come educatore di convitti ed educandati statali,sia per la classe di concorso A036, per l&#8217;insegnamento di filosofia, psicologia e scienze dell&#8217;educazione negli istituti tecnici superiori psicopedagogici e di servizio sociale.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-1085 size-thumbnail" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/classePPPP2-150x150.png" alt="classepppp2" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1084 size-medium alignright" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/classePPPP-300x103.png" alt="classepppp" width="300" height="103" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/classePPPP-300x103.png 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/classePPPP.png 676w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La risposta della segreteria dell&#8217;Istituto Gassman è stata positiva per la prima classe di concorso PPPP attribuendo un buon punteggio dovuto ai titoli, alla competenza Ecdl e al master. Con la conseguenza che l&#8217;educatore professionale di cui parliamo è attualmente inserito nelle graduatorie d&#8217;istituto dei convitti di Roma e provincia.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta della segreteria dell&#8217;istituto Gassman è stata invece negativa per la Classe di concorso A036, non perché la laurea non fosse valida, ma perchè, secondo gli addetti di segreteria che hanno esaminato la domanda, mancavano 2 o 3 esami nelle discipline di storia e filosofia (codici MPHIL e MSTO).</p>
<p style="text-align: justify;">Come potete vedere in questa <a href="http://www.miur.it/UserFiles/2600.pdf" target="_blank">tabella del Ministero dell&#8217;Istruzione</a> le classi di laurea sono state codificate con i Decreti Ministeriali del 99 e del 2004.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione: le cose sono cambiate rispetto all&#8217;ultimo bando del 2014/2015 di ammissione alle Graduatorie D&#8217;Istituto.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti il 14 febbraio 2016, quindi quest&#8217;anno, è stato emanato il Decreto del Presidente della  Repubblica n. 19 che  potete scaricare qui: <a href="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/DPR-19-16-Tabella-A.pdf" target="_blank">DPR-19-16-tabella-a</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai laureati in Scienze dell&#8217;Educazione vecchio ordinamento, o nuovo ordinamento con laurea magistrale, secondo me, interessa analizzare bene l<strong>a pagina 15 e la pagina 16 per le classi di insegnamento A-18 (ex 36/A) e A-19 (ex 37/A).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle colonne a destra potete vedere le discipline che si possono insegnare e in quali istituti, avendo però quali requisiti curriculari minimi occorrono rispetto agli esami superati nei vari ambiti disciplinari.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; bene quindi conteggiare tutti gli esami sostenuti e verificarne la corrispondenza con quelli richiesti, il numero di crediti.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualora vi manchi qualche esame potreste iscrivervi ai corsi singoli universitari da esterni e cercare di superare gli esami mancanti in primavera, prima della scadenza del bando.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre che il Ministero dell&#8217;Istruzione rinnovi il bando triennale per i supplenti come tutti gli altri anni e non riservi sorprese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FINE prima parte</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Continueremo prossimamente su questo sito con un secondo articolo riferito alle MAD (Messe a Disposizione).</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto postate sotto i vostri commenti, la vostra situazione personale di studi, e riflessioni ed elaborazioni di ciò che avete letto.</p>
<p style="text-align: center;">Domenico Ciardulli</p>
<p style="text-align: center;">Educatore Professionale</p>
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			</item>
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		<title>Coltellate a scuola: esiste una corresponsabilità?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2016 09:32:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[AEC]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenza specialistica]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[violenza minorile.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quello che segue è un articolo scritto nel maggio 2009 e pubblicato su la Repubblica e su alcune testate online. Alla luce di recenti episodi accaduti <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/adolescenti-a-rischio/" title="Coltellate a scuola: esiste una corresponsabilità?">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/adolescenti-a-rischio/">Coltellate a scuola: esiste una corresponsabilità?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Quello che segue è un articolo scritto nel maggio 2009 e pubblicato <a href="http://www.ciardullidomenico.it/ARTICOLI/coltelli_repubblica0001.pdf" target="_blank">su la Repubblica</a> e su alcune <a href="http://www.osservatoriosullalegalita.org/09/int/05/038scuolegalita.htm" target="_blank">testate online</a>. Alla luce di recenti episodi accaduti a <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/coltellate-sotto-la-scuola-diceva-devo-ucciderlo/" target="_blank">Napoli</a>, <a href="http://www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/studenti-minori-coltellate-scuola-1.2552733" target="_blank">Lodi</a>, <a href="http://lacittadisalerno.gelocal.it/salerno/cronaca/2016/06/21/news/coltellate-a-scuola-16enne-lascia-il-carcere-1.13703864" target="_blank">Salerno</a> ecc, credo che tratti un tema ancora attuale e costituisca uno spunto di riflessione per gli operatori del mondo della scuola e dell&#8217;educazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uso dei coltelli si diffonde tra gli adolescenti. Accoltellamenti all&#8217;uscita di locali per il divertimento serale, sfide in mezzo alla strada, per un parcheggio, per una ragazza, per colpire uno straniero ecc ecc. Ma oggi i coltelli cominciano a comparire anche nelle scuole come arma di difesa-offesa contro compagni &#8220;antipatici&#8221; o &#8220;ostili&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; quello che è successo nel giro di pochi giorni a Roma, in una scuola media della zona Prenestina, e a Monterotondo, in un istituto professionale. Il movente dichiarato dai &#8220;ragazzi-coltelli&#8221; è lo stesso: porre fine, attraverso la propria lama, ad una serie di prese in giro e atti umilianti compiuti precedentemente dall&#8217;accoltellato nei confronti dell&#8217;accoltellatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sindaco di Roma attribuisce in parte la responsabilità all&#8217;influenza diseducativa sui minori di alcune trasmissioni televisive. Ne è nata una polemica artificiosa se la violenza sia il prodotto imitativo della Tv o sia frutto della stessa realtà violenta. Presidi, docenti delle scuole interessate e l&#8217;assessore provinciale alla scuola si dicono preoccupati per il malessere profondo esistente tra i ragazzi e per un fenomeno che va arginato anche con interventi di prevenzione e informazione nelle scuole.</p>
<p style="text-align: justify;">Avendo seguito da vicino alcuni &#8220;minori a rischio&#8221; in una scuola ed avendo osservato come si rapporta il sistema scolastico e dei servizi sociali e sanitari nei confronti di alunni svantaggiati o ritenuti &#8220;a rischio devianza&#8221;, mi permetto di suggerire, dal mio punto di vista di educatore professionale, una maggiore attenzione di &#8220;rete&#8221; sui progetti educativi. L&#8217;assistenza specialistica e professionale all&#8217;interno delle scuole medie e superiori, a favore di minori disabili o a rischio, potrebbe diventare un prezioso supporto per i docenti con classi difficili da gestire e, in generale, per tutta la scuola. Purtroppo accade, invece, che i progetti educativi, presentati dalle scuole agli enti locali per ottenerne i finanziamenti, siano fatti da una o due persone incaricate dal Preside e che questi incaricati, spesso per motivi di tempo, trascurino il metodo della co-progettazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro il sostegno ad un ragazzo &#8220;difficile&#8221; c&#8217;è sempre una rete articolata di figure professionali e di enti, come l&#8217;assistente sociale e lo psicologo della ASL territoriale, il Tribunale dei Minori, la cooperativa sociale domiciliare, il servizio sociale del comune, la famiglia, l&#8217;insegnante ecc ecc. Ma, alla fine dell&#8217;iter del progetto presentato e del finanziamento ricevuto da Comune, Provincia o Regione, il lavoro &#8220;educativo&#8221; viene sostanzialmente affidato ad un operatore sociale di cooperativa convenzionata, assunto a progetto e malpagato, spesso lasciato solo e con poche informazioni durante l&#8217;anno scolastico.</p>
<p style="text-align: justify;">A monte c&#8217;è, pertanto, una mancata valorizzazione dei progetti educativi. Paradossalmente, alcuni presidi potrebbero ritenerli utili e altri dannosi per il bilancio del proprio istituto. Utili per i finanziamenti degli enti locali, dannosi perché la presenza di ragazzi svantaggiati particolarmente difficili potrebbe comportare un calo generale di iscrizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, a mio parere, uno dei problemi veri da affrontare è il mancato coordinamento tra il sistema scolastico, gli enti locali e i servizi territoriali. Le Università sfornano in continuazione tanti bravi educatori professionali e pedagogisti che potrebbero essere impiegati nelle scuole ad affiancare i docenti nelle classi con alunni svantaggiati. Essi potrebbero contribuire a rendere solido questo avamposto sociale dell&#8217;istruzione. Un avamposto che, per fortuna, ancora regge rispetto all&#8217;avanzare della desertificazione morale delle metropoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto, però, è che si innalzano sempre di più i muri tra chi ha bisogno di aiuto e chi è preposto a darlo. Gli alunni difficili, i disabili, i cosiddetti &#8220;casi sociali&#8221; sono sempre più considerati un problema da smaltire ed è per questo motivo che vengono affidati ad assistenti arruolati a caso che potremmo anche chiamare &#8220;netturbini del malessere&#8221;. Operatori che non sempre hanno il titolo professionale adeguato per svolgere quella funzione educativa e che percepiscono paghe orarie intorno a 7 euro, senza altri diritti previdenziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questi operatori male pagati e sui ragazzi assistiti ruota un giro di danaro rispettabile che però, molto spesso, non riesce ad arrivare, per i motivi sopra detti, agli obiettivi educativi dichiarati nel progetto. Se a tutto questo si mettesse mano, ognuno per le proprie rispettive competenze: agli enti locali finanziatori il compito di verificare e controllare i progetti e i rapporti di lavoro, alle Asl e ai servizi sociali il compito di partecipare attivamente ai gruppi di lavoro scolastici dedicati ai progetti individualizzati, alle cooperative e associazioni il compito di attingere a professionalità vere e di seguirle e retribuirle con dignità e secondo le leggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle scuole il compito di considerare gli alunni come il proprio tesoro e non come mezzo numerico per far quadrare i conti. E se i presidi fossero un pò più intraprendenti e coraggiosi e potessero, qualche volta, evitare le intermediazioni di prestazioni d&#8217;opera fornite dalle cooperative e costruire rapporti diretti e leali, con i singoli educatori professionali, operatori socio-sanitari e psicologi esterni. Se questa attenzione collettiva crescesse in maniera capillare forse si potrebbe affrontare meglio anche l&#8217;emergenza dei &#8220;ragazzi-coltelli&#8221;.</p>
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		<title>Le due sentenze di Roma sugli educatori professionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 10:18:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale educatori]]></category>
		<category><![CDATA[università Roma Tre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due studi legali di Roma hanno portato avanti 2 cause pilota, promosse separatamente da alcune decine di educatori professionali laureati con la classe di laurea <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/le-due-sentenze-roma-sugli-educatori/" title="Le due sentenze di Roma sugli educatori professionali">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Due studi legali di Roma hanno portato avanti 2 cause pilota, promosse separatamente da alcune decine di educatori professionali laureati con la classe di laurea L19 presso la Facoltà di Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione dell&#8217;Università di Roma Tre.</p>
<p style="text-align: justify;">I due giudici monocratici, nelle due diverse sentenze (le trovate in fondo a questo articolo in formato pdf) hanno stabilito che non ci sono i presupposti per condannare l&#8217;Università di Roma Tre al risarcimento danni per presunta pubblicità ingannevole del corso di laurea in educatore professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Tribunale civile di Roma ha ribadito che <em>&#8220;non costituisce affatto un dato certo che  il conseguimento di sbocchi professionali in ambito sanitario sia precluso ai diplomi conseguiti dagli attori ma che appare invece probabile che quei titoli di studio consentano invece di accedere ad impieghi in quel settore&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ma il giudice monocratico Antonella Dell&#8217;Orfano, nella sentenza del 21 ottobre 2015, riconosce anche che: <em>&#8220;la mancata ammissione, di alcuni attori, a concorsi pubblici per il profilo di Educatore Professionale, banditi da alcune Aziende Sanitarie Locali, evidenzia invece la<strong> sussistenza di una situazione di incertezza interpretativa</strong> in merito all&#8217;equipollenza dei titoli vantati dagli attori con altri analoghi titoli, previsti nei bandi di concorso&#8221;</em> e attribuisce tale mancata ammissione di alcuni ricorrenti a : <em><strong>&#8220;incertezza discendente, almeno in parte, dalla non chiara formulazione della normativa che disciplina la materia</strong> e dall&#8217;istituzione di corsi analoghi presso diverse facoltà universitarie&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Queste frasi scritte dal Giudice Dell&#8217;Orfano confermano quattro dati di fatto inconfutabili:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>La normativa formulata male ha indotto Università diverse ad organizzare corsi di laurea con lo stesso nome, e con codice differente, senza spiegare bene ai propri iscritti a cosa sarebbero andati incontro.</li>
<li> La normativa formulata male ha indotto ASL diverse ad organizzare concorsi per lo stesso profilo ma con interpretazioni diverse dei requisiti necessari.</li>
<li>La legge 107/2015, altrimenti detta &#8220;Buona Scuola&#8221;, aggrava questa confusione non chiarendo se la formazione universitaria dell&#8217;educatore professionale possa avere pieno titolo per svolgere incarichi di sostegno nella scuola dell&#8217;infanzia e primaria e di assistenza specialistica agli alunni diversamente abili.</li>
<li>L&#8217;attuale proposta di Legge a firma Iori Binetti non sana nulla sdoppiando ancora di più il profilio dell&#8217;educatore come abbiamo ampiamente documentato <strong><a href="http://www.ciardullidomenico.it/attenti-al-ddl-sugli-educatori-far-danni/" target="_blank">in questo articolo</a></strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se questi quattro dati di fatto non rappresentano un &#8220;danno evidente&#8221; agli studenti universitari e ai laureati, come lo potremmo chiamare?  </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/04/sentenzaeducatoriroma.pdf" target="_blank">Prima Sentenza sugli Educatori(30/1/14)</a>  &#8211;</strong> <strong><a href="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2016/04/Sentenza-educatori-roma-21-ottobre-2015-1.pdf" target="_blank">Seconda Sentenza sugli Educatori(21/10/15)</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/le-due-sentenze-roma-sugli-educatori/">Le due sentenze di Roma sugli educatori professionali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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