“Questione ATA è centrale”, Luciano Chiappetta all’Assise della UIL Scuola

Questa mattina all’Attivo Nazionale ATA della Uil Scuola, che si è tenuta nella sede confederale di Roma, ha partecipato come ospite anche Luciano Chiappetta, Consigliere del Ministro dell’Istruzione, già Capo Dipartimento per l’Istruzione del Ministero e già Direttore Generale del Personale della Scuola.

IMG_20170314_101221[1]L’iniziativa, a cui hanno partecipato qualche centinaio di ATA da varie città italiane, è stata aperta dal saluto di Carmelo Barbagallo Segretario generale della Uil.

Barbagallo ha descritto il panorama politico attuale e il dibattito che ruota attorno al referendum della Cgil sui voucher: “Noi siamo per un accordo che eviti il referendum  e uno dei nostri obiettivi è chiudere i contratti sul Pubblico impiego entro Giugno prossimo” e ha aggiunto “Abbiamo fatto bene a sottoscrivere l’accordo sui contratti il 30 novembre scorso prima del referendum e siamo anche per firmare un accordo su una legge che limiti l’uso e abuso dei voucher e che eviti quindi il voto referendario. Se l’accordo non fosse possibile allora daremo indicazione di voto per l’abrogazione della norma attuale”

Così come aveva fatto Barbagallo, anche Chiappetta ha fatto cenno al ricorrente “tormentone mediatico” tutto italiano contro i pubblici dipendenti  (“fannulloni” “furbetti del cartellino”). Secondo Chiappetta, generalizzare e  parlare male dell’intera categoria dei dipendenti pubblici, che non sono diversi da quelli degli altri paesi e continenti, fa male al paese e alla stessa Europa e sembrerebbe avere come finalità un ricatto: quello di non parlare di aumenti e rinnovo dei contratti o di concedere il minimo. “Ho visto le tabelle dei pubblici dipendenti dei vari settori , ha detto Chiappetta, e posso dire che siamo sicuramente al di sotto di una valutazione media rispetto all’Europa ma con carichi di lavoro uguali o superiori”

chiappetta2Chiappetta è entrato nell’argomento “Scuola” stigmatizzando le varie farraginosità e lunghezze burocratiche incontrate durante i suoi incarichi ministeriali: “Se non si semplifica la legislazione quadro stiamo con le mani legate. Come amministrazione non è possibile che una legge recentissima imponga un percorso tortuoso peggiore del gioco dell’oca. Troppi controlli burocratici senza tempistiche precise. Bisogna dare la dimostrazione degli oneri, e sottoporsi a tre diversi organi di controllo.  La tempistica non viene prevista e non viene rispettata. Alla data del 14 marzo non abbiamo ancora lo strumento contrattuale. Invito tutti i sindacati a badare bene agli istituti contrattuali, a come sono immaginati e a come sono coperti. Ricordo la questione dell’Area C. Sono procedure. Se l’amministrazione pubblica deve bandire un concorso deve avere l’autorizzazione a bandire (ad esempio, un concorso per dirigente scolastico). Arriva l’autorizzazione a bandire. Essere autorizzati a bandire significa che l’amministrazione procedente deve aver dimostrato al Mef e alla Funzione Pubblica che quei posti ci sono che i numeri del turn over sono stati calcolati bene.  A cosa serve allora, dopo il concorso, dover essere di nuovo autorizzati a nominare?”

Anche sulla questione del concorso per Dsga, ha detto Chiappetta, sono stati spesi inutilmente 2 anni. Richiesti oltre 500 posti, ottenuti 450. Dopo aver preparato il bando è arrivato lo stop finanziario che sospendeva tutto fino alla definizione degli esuberi dovuti agli accorpamenti. Passati 2 anni, vengono definiti gli esuberi ma l’autorizzazione a procedere al concorso è stata dichiarata scaduta e la procedura da rifare.

IMG_20170314_102031[1]Il consigliere del Ministro ha poi toccato la questione degli ATA in relazione alla legge 107: “Se è vero, come è vero, che la legge 107 non si è occupata del personale ATA è anche vero che adesso il sistema si trova organizzato in maniera diversa. Esiste l’Ambito e la figura ATA o va tolta o va tenuto conto che esiste. Ad esempio, se la “Scuola Polo” farà le ricostruzioni di carriera quale personale lo fa? Certamente non i docenti. Come si può dire al personale ATA di una “Scuola Polo” che da domani dovrenno occuparsi delle ricostruzioni di carriera di tutto il personale delle scuole dell’Ambito? Come minimo ci vorrebbe una contrattazione integrativa, se non contrattazione nazionale”

Anche sui DS emerge una questione giuridica. Ai dirigenti della “Scuola polo”, ma anche ai Dsga chi darà il compito di occuparsi delle altre scuole dell’Ambito? Il DSGA non avendo la funzione di coordinamento d’Area perché dovrebbe caricarsi del lavoro di altre scuole dell’Ambito?

A questo si aggiunge quanto sta accadendo rispetto all’INPS. In alcune regioni l’Istituto Nazionale di previdenza sociale ha delegato alcune funzioni alle scuole. L’INPS ha fatto tutto da solo senza prima coordinarsi e concordare con il MIUR. Come si può procedere in maniera unilaterale senza confrontarsi con il Ministero il quale deve avere il tempo di poter sentire prima i suoi dipendenti su queste nuove funzioni?

Da Pesaro è infatti arrivata la denuncia di una assistente amministrativa che ha fatto presente l’assoluta impreparazione degli ATA a queste nuove incombenze amministrative di tipo previdenziale.

Come soluzione, il Consigliere del Ministro ha proposto che ogni particolare sia demandato alla contrattazione per non lasciare spiragli all’improvvisazione e all’avventurismo. Certe tendenze e atteggiamenti “imprenditoriali” all’interno del settore scuola vanno a cozzare poi con i diritti delle persone. Si ripristina quella catena vuota da un po’ di anni e dove il livello di contrattazione superiore è opportuno che faccia riferimento al livello della contrattazione di secondo livello per definire alcune aree.

Esiste un altro capitolo importante che riguarda l’assistenza agli alunni diversamente abili: “Alcuni giorni fa in conferenza unificata per il parere sullo schema del decreto legislativo sull’inclusione gli enti locali hanno fatto pressione perché fosse scritto nelle leggi delega i compiti dell’assistenza ai disabili cui è tenuto il personale scolastico. Se c’è un riferimento generico può andare bene. Se c’è un obbligo non va bene perchè l’obbligo comporta  anche un obbligo alla formazione”

Della questione assistenza agli alunni diversamente abili ha parlato anche un delegato ATA della Sardegna il quale ha fatto presente che vi sono alunni portatori di protesi ortopediche su cui il collaboratore scolastico non può intervenire senza il rischio di provocare danni proprio per mancanza di una formazione specifica.

Altra questione scottante riguarda gli Assistenti tecnici che non vengono nominati e i laboratori rimangono chiusi. E’ stato portato come esempio il caso di una scuola dove l’assistente tecnico di ruolo è stato chiamato come docente il 3o gennaio e la scuola non ha potuto avere un sostituto lasciando 3 classi senza laboratorio di topografia.

Mancata valorizzazione e formazione degli assistenti tecnici, chiusura dei laboratori vuol dire che nell’alternanza scuola lavoro gli studenti saranno soggetti a figuracce per non aver appreso gli elementi minimi necessari allo svolgimento dello stage.

Di seguito  l’estratto della Relazione di Antonello Lacchei della Segreteria Nazionale Uil scuola

….il report continua ..

About Domenico Ciardulli 138 Articles
Blogger autodidatta, laureato in Management del Servizio Sociale a indirizzo Formativo Europeo presso Università degli Studi di Roma Tre, Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani presso Università degli Studi "La Sapienza". Profilo corrente: Ata. Nelle graduatorie d'istituto: educatore professionale.

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