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	<title>Politica, Informazione e Attualità Archivi - Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</title>
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	<description>Cittadini attivi  e protagonismo civico</description>
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		<title>Roma e le Primarie dopo l&#8217;Omicidio politico del 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 14:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[20 giugno]]></category>
		<category><![CDATA[Campidoglio]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Caudo]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Della Porta]]></category>
		<category><![CDATA[Municipio 14]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chissà cosa si profila con le Primarie organizzate a Roma per domenica 20 giugno. La Capitale corre seri rischi di ritorno al passato se non <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/roma-e-le-primarie-dopo-lomicidio-politico-del-2015/" title="Roma e le Primarie dopo l&#8217;Omicidio politico del 2015">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chissà cosa si profila con le Primarie organizzate a Roma per domenica 20 giugno. </p>



<p>La Capitale corre seri rischi di ritorno al passato se non prevarranno candidature più civiche, quelle fuori dalle dinamiche patologiche di partito.</p>



<p>E&#8217; quasi certo, a nostro avviso, che un&#8217;eventuale bassa affluenza al voto farà prevalere alle primarie il candidato sindaco preferito dal PD, l&#8217;ex Ministro Gualtieri,  e, nel Municipio XIV, una ex parlamentare.</p>



<p>Eppure un docente universitario come Giovanni Caudo ha quella conoscenza di Roma che il candidato Gualtieri non possiede. Ha quelle competenze urbanistiche e esperienza di amministrazione di prossimità che l&#8217;ex Ministro non possiede. </p>



<p>Allo stesso modo il candidato Marco Della Porta nel Municipio XIV ha una visione innovativa del governo locale, già messa in pratica in passato come assessore alla cultura, che la sua concorrente non possiede.</p>



<p>In un periodo di vaccinazioni di massa e di disaffezione verso la politica, una scarsa affluenza alle Primarie potrebbe comportare il ritorno sugli scranni dell&#8217;Aula Giulio Cesare degli amici dell&#8217;ex Sindaco Alemanno oppure degli accoltellatori di Ignazio Marino.</p>



<p><strong>C&#8217;è un solo modo per sventare questo triste epilogo, pur davanti all&#8217;ingiusta tassa di 2 euro: andare in tanti ai gazebo e votare Giovanni Caudo (e Marco della Porta nel Municipio XIV) presso questi gazebo:</strong></p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/primarie-962x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3286" width="481" height="512" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/primarie-962x1024.jpg 962w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/primarie-282x300.jpg 282w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/primarie-768x818.jpg 768w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/primarie.jpg 1080w" sizes="(max-width: 481px) 100vw, 481px" /></figure></div>



<p></p>
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		<title>Presentare libri ai tempi del covid si può!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 10:36:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bialetti]]></category>
		<category><![CDATA[Billi]]></category>
		<category><![CDATA[Borghi]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Fanti]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Laura Annibali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non era il circuito &#8220;privilegiato&#8221; di uno studio televisivo nazionale, non c&#8217;erano mezzi e software a pagamento, né professionisti vip della comunicazione, non si trattava <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/presentare-libri-ai-tempi-del-covid/" title="Presentare libri ai tempi del covid si può!">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non era il circuito &#8220;privilegiato&#8221; di uno studio televisivo nazionale, non c&#8217;erano mezzi e software a pagamento, né professionisti vip della comunicazione, non si trattava di un prodotto editoriale messo in circolo da una &#8220;mega&#8221; casa editrice.<br />
E nemmeno, vista la situazione di crisi, avremmo potuto presentare il libro nella sala di una biblioteca municipale o sul palco di un teatro cittadino.<br />
Il libro &#8220;<em><strong>Donne da sfogliare</strong> le vite singolari di due attiviste lesbiche italiane</em>&#8221; è stato presentato da una casa della periferia di Roma nord in diretta live con &#8220;stream yard&#8221; gratuito, sulla piattaforma facebook &#8220;<em>SEI DI OTTAVIA SEnza se</em>&#8221; e rilanciato, tramite tablet, su due altri gruppi della Scuola e del Lavoro sociale.<br />
Collegamenti di una delle due autrici da Genova e spettatori da altre città italiane.<br />
Difetti tecnici? Si! Non c&#8217;è stata completa disinvoltura davanti alla telecamera? Si, può essere.<br />
Ma si sono realizzati, grazie alla regia di Raffaele e Valeria, 90 minuti di dibattito interessante su un bel libro.<br />
La presentazione si può seguire in differita <a href="https://m.facebook.com/groups/1527228003998923?view=permalink&amp;id=2785353408186370" target="_blank">cliccando su questo link</a> ma, soprattutto, si può ancora commentare tramite riflessioni sia su facebook, sia, per chi lo volesse, tramite commenti da inserire sotto questo articolo.<br />
Sono arrivati diversi contributi postumi interessanti sul gruppo letterario del &#8220;Caffè Philo-Creativo di Ottavia&#8221;, quello di Giovanna sull&#8217;uso di nuove terminologie, le repliche di Lia, Marina, Fulvia&#8230; ma vogliamo riportare qui, come stimolo alla prosecuzione del dibattito e a beneficio di tutte e tutti gli interessati all&#8217;argomento, la lettera scritta di notte, dopo la trasmissione, dal prof.  Emanuele Fanti, docente di un istituto superiore di Roma Montemario.<br />
<strong>La riportiamo integralmente</strong> per non intaccarne minimamente i concetti e significati che ha voluto esprimere:</p>
<p style="text-align: left;"><em>                                                                                                                18 Aprile 2020</em><br />
<em><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2948" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/emanuelefanti-150x150.jpg" alt="emanuelefanti" width="150" height="150" />Carissimo Domenico,</em><br />
<em>qui a ringraziarti per l’invito e l’ospitalità all’ incontro di ieri. Come ha detto qualcuno, siamo in un momento in cui le ore non passano mai e le settimane volano via. In un momento in cui si comprende l’importanza della solitudine e durante il quale molti patiscono l’effetto dell’isolamento. E avere occasioni come quella che hai proposto contribuisce a farci sentire vicini e ad approfondire temi fondanti della nostra esistenza, e a volte ci solletica il “dialogo interiore” (evviva le emozioni). Come dice il caro Raffaele “Grazie Mimmo… che dai l’anima per portare nelle nostre case cultura e crescita personale”.</em><br />
<em>Quando giorni fa mi hai detto che ci sarebbe stato un incontro con le autrici del libro “Donne da sfogliare” per me è stata una gradita sorpresa. Ancor più quando mi hai chiesto di intervenire con qualche mio contributo, con qualche mia domanda. Certo, poi non è andata come previsto. Ho provato più volte a collegarmi all’incontro con StreamYard usando il PC, con grossi problemi. </em><em>Ho seguito quasi per intero la presentazione del libro e i vari interventi grazie allo smartphone, ma con la telecamera che non si inseriva correttamente. Quando ormai avevo perso le speranze, mi hai catapultato nella stanza, fra gli ospiti. Non me lo aspettavo, tant’è che mi son reso conto di essere tra voi vedendomi piccolo sullo schermo con le mani sulla testa e alquanto “sbragato”. In quel momento avrei voluto raccontare delle mie esperienze e colloquiare con le autrici e mi avrebbe fatto piacere, come da tuo invito, poter dare un mio contributo. Sapevo che la diretta non sarebbe andata avanti per molto ma quando mi hai detto che avevo a disposizione qualche minuto forse mi son fatto prendere la mano. Penso di aver commesso l’errore di concentrare troppi argomenti in breve tempo e sarà pur vero che le ore non passano mai ma a volte i minuti, come le settimane, volano via.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Torneremo sull’argomento del libro. Come ben sai ci sono questioni che seguo da anni e non mi riferisco all’omosessualità o al “lesbismo” ma all’uso sessista della lingua italiana da parte di persone che con il “maschile” tentano di dare più legittimità a… a non so che. Il bello è che spesso nella vita mi son trovato a prendere le difese delle donne da altre donne e qui non scendo nel dettaglio, ti ho già raccontato alcuni episodi.</em><br />
<em>Devo dire caro Mimmus, che mi sono piaciuti gli interventi delle autrici, dirette e spontanee e chiare nella trattazione dei vari temi. Non ho ancora letto il libro ma come ho detto nel mio intervento, sono andato sulla rete a “sfogliare” le due protagoniste. Mi è piaciuta molto Maria Laura Annibali (quasi omonima di Maria Luisa Annibali, la donna sfigurata con acido solforico da Luca Varani). Maria Laura, una donna nata in un ambiente culturale e sociale tranquillo, cattolico e rigido, in una famiglia clerical/fascista come da lei stessa dichiarato. Una donna vissuta in un continuo mettersi in gioco e sempre pronta a raggiungere i suoi obiettivi ma col fardello di una società ipocrita sulle spalle (“Quanto era importante non farmi scoprire”, “Meglio mignotta che lesbica”). Sono frasi che ho preso da You Tube, da un video dove Maria Laura si racconta e nel quale mostra la sua tenerezza, la sua umanità. Quasi da innamorarsi e, per dirla come lei: ci s’innamora della persona e non del sesso. Che dire poi di Edda Billi, una persona che conia nuovi termini come “Donnità”, una combattente per i Diritti Civili e che dà grande importanza al significato delle parole e all’uso appropriato del linguaggio? Mi vien da pensare a Edda che entra nella Casa internazionale delle donne per occuparsi di politica (ovviamente accolta a braccia aperte) e mi vien da sorridere al pensiero del mio casuale ingresso in quello stesso luogo quando fui fulminato dallo sguardo di acerrime guerriere (forse giustamente in quel periodo, tanti anni fa).</em><br />
<em>Caro Mimmus, è ora che io vada, mi attendono le faccende domestiche ma soprattutto i fiori sul terrazzo. Solo una cortesia, manda i miei saluti ad Alessandra Bialetti e Lidia Borghi e ringraziale per la piacevole compagnia.</em><br />
<em>Ciao, Emanuele</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Roma nord è tempo di libri, diretta con le autrici di &#8220;Donne da sfogliare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 14:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Bialetti]]></category>
		<category><![CDATA[casa internazionale delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Donne da sfogliare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 17 aprile alle ore 18.30 le due autrici Alessandra Bialetti e Lidia Borghi presenteranno &#8220;il loro libro &#8220;Donne da sfogliare&#8221; Le vite singolari di due <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/donne-da-sfogliare-17042020/" title="A Roma nord è tempo di libri, diretta con le autrici di &#8220;Donne da sfogliare&#8221;">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Venerdì 17 aprile alle ore 18.30</strong> le due autrici Alessandra Bialetti e Lidia Borghi presenteranno &#8220;il loro libro <strong><em>&#8220;Donne da sfogliare&#8221; Le vite singolari di due attiviste lesbiche italiane</em>, </strong>pubblicato da &#8220;Le Mezzelane Casa Editrice&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;evento si terrà in diretta</strong> sul <a href="https://join.skype.com/iQQBeV6CHbea" target="_blank">canale skype &#8220;Ottavia creativa&#8221;</a> (clicca sul link) e, in contemporanea sui gruppi pubblici facebook <a href="https://www.facebook.com/groups/1527228003998923/" target="_blank">&#8220;SEI DI OTTAVIA SEnza se&#8221;</a> e <a href="https://www.facebook.com/groups/191986411364975/" target="_blank">&#8220;Educatori Laureati in Scienze dell&#8217;Educazione&#8230;&#8221;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-2903" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/billiAnnibaliborghi-300x256.jpg" alt="billiAnnibali(borghi)" width="300" height="256" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/billiAnnibaliborghi-300x256.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/billiAnnibaliborghi.jpg 399w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />L’opera rappresenta un omaggio alla storia di due attiviste lesbiche italiane che si sono sempre battute per l’affermazione dei diritti civili delle donne, contro le discriminazioni e contro l’omofobia: <em>Edda Billi</em>, cofondatrice della Casa Internazionale delle donne, e <em>Maria Laura Annibali</em>,  presidente dell’associazione Di’ Gay Project, carica ricoperta fino al 2014 dalla fondatrice Imma Battaglia.<br />
Due donne diverse per cultura e per formazione politica, ma accomunate dallo stesso orientamento sessuale e dall’epoca in cui nacquero, quella della dittatura fascista.<br />
Si tratta di un libro intervista in cui le domande di Alessandra Bialetti e Lidia Borghi danno voce alle due storiche femministe e alle loro testimonianze vive, emozionanti, ora drammatiche ora divertenti, che prendono per mano la lettrice e il lettore e li conducono alla comprensione del viaggio, spesso lungo e difficile, che porta alla presa di coscienza della propria vera identità personale.<br />
Dalle risposte alle domande che le autrici hanno rivolto loro emergono sia l’aspetto privato sia l’impegno civile delle due militanti, l’una femminista separatista, l’altra impegnata anche contro l’omofobia a tutela dei diritti delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender.<br />
Ne emerge una visione d’insieme in cui le vicende di Billi e Annibali si inseriscono nella storia recente delle lotte femministe e dell’attivismo LGBT.<br />
A scendere nei particolari descrittivi e a rispondere a eventuali domande del pubblico, nel corso della presentazione, saranno le due autrici:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-2900 alignleft" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/Alessandra-Bialetti-300x274-150x150.png" alt="Alessandra-Bialetti-300x274" width="150" height="150" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Bialetti</strong>, anno di nascita 1963, vive e lavora a Roma, laureata in pedagogia,  è una professionista della relazione di aiuto e svolge attività di consulenza per singoli, coppie, famiglie, adolescenti, giovani, con particolare riferimento alle persone omosessuali e ai loro familiari . Si dedica al sostegno e alla formazione di educatori, insegnanti, animatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-2902 alignright" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/lidiaborghi2-150x150.jpg" alt="lidiaborghi2" width="150" height="150" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/lidiaborghi2-150x150.jpg 150w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/lidiaborghi2-300x300.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/lidiaborghi2.jpg 400w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></strong><br />
<strong>Lidia Borghi </strong>anno di nascita 1965<strong>, </strong>laureata in storia medievale, giornalista pubblicista, scrittrice, editor, addetta stampa e attivista dei diritti civili, da oltre 10 anni si occupa di storia del lesbismo e di una tematica assai attuale come quella su omosessualità e fede.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;invito all&#8217;evento letterario è rivolto a tutti: cittadini, cronisti, educatori, docenti che vogliano collegarsi al canale skype oppure ai due gruppi fb pubblici indicati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/donne-da-sfogliare-17042020/">A Roma nord è tempo di libri, diretta con le autrici di &#8220;Donne da sfogliare&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>Educatori a Conte, Speranza e Manfredi: &#8220;Riformate l&#8217;Albo..&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2020 16:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Onorevole Presidente Conte, Onorevoli Ministri della Salute e dell&#8217;Università Siamo educatori professionali e pedagogisti. Non siamo un’associazione e abbiamo trovato utile affidarci alle potenzialità della <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/lettera-aperta-conte-speranzamanfredi/" title="Educatori a Conte, Speranza e Manfredi: &#8220;Riformate l&#8217;Albo..&#8221;">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/lettera-aperta-conte-speranzamanfredi/">Educatori a Conte, Speranza e Manfredi: &#8220;Riformate l&#8217;Albo..&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><i>Onorevole Presidente Conte, Onorevoli Ministri della Salute e dell&#8217;Università</i></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo educatori professionali e pedagogisti. Non siamo un’associazione e abbiamo trovato utile affidarci alle potenzialità della rete telematica per difenderci dalla possibile esclusione dei laureati delle Classi di Laurea L 18 e L19 dal mercato del lavoro.<br />
Il gruppo Facebook da cui scriviamo raccoglie lo spirito, la mission e la vision di migliaia di laureati.<br />
<em>Vi è certamente noto che certe leggi del nostro paese sono state spesso pre-confezionate e portate avanti con il contributo discreto e intensivo dei cosiddetti <strong>“lobbisti”</strong>. </em><br />
<em>Rappresentanti di aziende e associazioni, portatori di interessi, hanno sempre condizionato nella storia del Parlamento italiano, l’approvazione di leggi, di emendamenti notturni e di codicilli, inseriti anche “last minute” in  DDL, DM e Milleproroghe.</em><br />
<em>Saprete certamente anche che non sempre le finalità dei “lobbisti” coincidono con il bene comune e con i principi di equità e giustizia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A seguito dell&#8217;entrata in vigore della legge di riordino degli albi professionali, a firma dell’on. Lorenzin, sono diventati reali il rischio caos nei servizi socio sanitari sia dal punto di vista occupazionale per migliaia di educatori professionali, laureati e laureandi, sia dal punto di vista della qualità organizzativa e delle prestazioni a favore degli utenti.</em><br />
<em>Senza misure correttive della Legge e senza idonei decreti attuativi che riformino l&#8217;assetto  dell&#8217;albo professionale, verranno discriminati tutti gli educatori che, dai primi anni 2000, quando non esisteva ancora il corso presso Medicina, hanno conseguito la laurea triennale con un impianto formativo multidisciplinare, completo, secondo gli stessi ordinamenti didattici universitari, dei CFU necessari per operare in strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie (Asl, ospedali, residenze protette, centri diurni…).</em><br />
<em>In Italia, in questi ultimi 15 anni, si è giunti al paradosso di 2 Facoltà universitarie con 2 corsi di laurea (in alcuni casi speculari) che preparano a una medesima professione senza però dare identica spendibilità nel mercato.</em><br />
<em>Siamo dell’avviso che il doppio canale formativo universitario (Medicina e Scienze dell’Educazione) e la sostanziale “medicalizzazione” della figura dell’educatore professionale sia il risultato di un’intensa attività lobbistica che apporta confusione e caos nel sistema formativo universitario in quanto crea sovrapposizioni, parcellizzazioni, speculazioni cattedratiche e baronali.</em><br />
<em>Inoltre crea anche confusione e caos nei servizi sociali, scolastici e sanitari, con una vasta burocratizzazione sul relativo ordine, che verrebbe consegnata nelle mani di nuove baronìe private. </em><br />
<em>Si disattenderebbe così l’inserimento del profilo professionale dell’educatore nel più ampio ambito integrato prescritto dalla legge quadro 328/2000, come già avvenuto per assistenti sociali e psicologi, e come avviene in altri paesi europei.</em><br />
<em>Come dovranno comportarsi i nostri laureati triennali L18 e L19 e quelli quadriennali del Vecchio Ordinamento che vorranno andare a lavorare in Europa ma non potranno esportare la loro formazione perché priva dell’abilitazione?</em><br />
<em>Sarebbe una palese violazione di quelle norme italiane ed europee sulle professioni in base alle quali, dopo un percorso di studi universitari, deve necessariamente conseguire l’abilitazione professionale senza oneri aggiuntivi per gli studenti.</em><br />
<em>A nostro avviso, i Ministeri della Salute, dell’Università, delle Politiche Sociali e del Lavoro del precedente governo sono venuti meno al loro mandato costituzionale lasciando nel caos più totale decine e decine di migliaia di laureati delle 2 facoltà universitarie.</em><br />
<em>Se è vero che si sta costruendo una professione europea, perché non si rende abilitante la laurea triennale, visto che negli altri paesi europei la formazione dell’educatore (quella triennale) è abilitante all’esercizio della professione?</em><br />
<em><strong>Sulla base di quanto esposto, chiediamo al Consiglio dei Ministri e alle Commissioni parlamentari di poter rimettere mano alla materia valutando la razionalizzazione del dettato legislativo.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Sollecitiamo un provvedimento interministeriale di Sanità, Istruzione e Ministero del Lavoro, in concertazione con il CUN, per il ripristino di una base formativa universitaria triennale, unica e abilitante (anche se in Facoltà diverse), titolata a far parte del relativo ordine professionale, e successivi corsi facoltativi di specializzazione nei settori socio-sanitario, scolastico, socio-assistenziale. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/lettera-aperta-conte-speranzamanfredi/">Educatori a Conte, Speranza e Manfredi: &#8220;Riformate l&#8217;Albo..&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>Pene carcerarie: come smascherare l&#8217;inganno forcaiolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2020 13:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le campagne di chi invoca misure sempre più repressive e nega la funzione riabilitativa della pena sono molto efficaci. E&#8217; vero, bisogna venire incontro alla <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/le-nostre-carceri-impastate-reati-piu-gravi-espiare/" title="Pene carcerarie: come smascherare l&#8217;inganno forcaiolo">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le campagne di chi invoca misure sempre più repressive e nega la funzione riabilitativa della pena sono molto efficaci.<br />
E&#8217; vero, bisogna venire incontro alla richiesta di sicurezza che sale dall&#8217;opinione pubblica ma, per farlo senza demagogia e inganno, occorre mostrare e documentare come, nella realtà dei fatti, il furore vendicativo contro i detenuti non riduce affatto i pericoli, anzi li aumenta per i cittadini onesti.<br />
Mark Twain diceva: &#8220;E&#8217; più facile ingannare la gente che convincerla che è stata ingannata.<br />
&#8220;<em>E su questo probabilmente fanno affidamento gli impresari della paura, i costruttori di muri, gli inventori del nemico.</em><br />
<em>Le mura dei nostri penitenziari sono impastate di reati, spesso ancor più gravi di quelli che vi si devono espiare. ..La segregazione senza speranza mette a grave rischio la sicurezza sociale. </em><br />
<em>Il proposito di lasciar marcire in galera, sino all&#8217;ultimo giorno della pena inflitta, non è solo in contrasto con la Costituzione e con la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti Umani: <strong>E&#8217; un attentato alla sicurezza sociale</strong>&#8221; !</em><br />
A fare questa dichiarazione è un giurista di grande esperienza, già ricercatore del CNR, docente di diritto Penale, Preside universitario, Membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura. Si tratta del prof. Glauco Giostra.<br />
Secondo i dati statistici reali, menzionati dal magistrato in un suo articolo per il Corriere della Sera, alla pena espiata sino all&#8217;ultimo giorno di galera consegue poi un indice  di recidiva nel delinquere del 70 per cento. Mentre soltanto lo 0,5 per cento degli ammessi alle misure alternative commette reati.<br />
&#8220;<em>E’ infatti un dato acquisito della criminologia moderna che il carcere, tanto più nelle attuali condizioni di invivibile luogo dove regna la sopraffazione e dove la più frequente forma di protesta è l’autolesionismo, rischia di esercitare una pedagogia criminale (c.d. effetto dei pari), risolvendosi in una sorta di mola su cui affilare gli arnesi del delitto. </em><br />
<em>Gli altri Paesi europei, sino a poco tempo fa, ricorrevano alle misure alternative in percentuali mediamente decuplicate rispetto alla nostra esperienza&#8230; Beninteso, non si auspica un buonismo a buon mercato: alcuni misfatti meritano pene severe, prolungatamente privative della libertà, cui la società è costretta a ricorrere per punire e per difendersi. Ma niente può mai autorizzare lo Stato a togliere, oltre alla libertà, anche la dignità e la speranza.&#8221;</em><br />
Chi invoca la certezza della pena come antidoto al pericolo criminale deve conoscere questi dati perchè &#8220;<em>non c&#8217;è menzogna troppo grossolana a cui la gente non crede, se essa viene incontro al suo segreto desiderio di crederci&#8221;</em> (&#8220;<em>Medea&#8221;, Christa Wolf</em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La legge italiana sugli educatori è uno &#8220;scandalo mondiale&#8221; *</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 17:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[M.I.L.L.E]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>*  la definizione è una libera scelta interpretativa del webmaster Con una lettera aperta ai Ministri e vice Ministri competenti del Governo Conte, diretta anche <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/lettera-aperta-2721-2/" title="La legge italiana sugli educatori è uno &#8220;scandalo mondiale&#8221; *">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/lettera-aperta-2721-2/">La legge italiana sugli educatori è uno &#8220;scandalo mondiale&#8221; *</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: justify;">*  la definizione è una libera scelta interpretativa del webmaster</h6>
<p style="text-align: justify;">Con una <a href="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2019/11/lettera-unitaria-ASSOCIAZIONI-PEDAGOGISTI.pdf">lettera aperta ai Ministri e vice Ministri</a> competenti del Governo Conte, diretta anche a Sottosegretari, Capi di Gabinetto, Direttori generali , <strong>le Associazioni di Categoria</strong> <strong>App, Conped, Uniped</strong> e <strong>l&#8217;Associazione senza scopo di lucro “M.i.l.l.e. – Professioni Educative”</strong>, illustrando la situazione legislativa che riguarda gli educatori professionali hanno denunciato che:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Nel quadro europeo (e forse mondiale) l’Italia costituisce una anomalia, poiché praticamente ovunque il profilo assunto nei diversi Paesi è quello di “Social Educator” con caratteristiche epistemologiche ed indirizzi formativi che hanno il loro cuore nel campo umanistico e pedagogico. Il darsi di un filone di formazione degli Educatori in campo medico ed – ancor più – il collocare la loro professione all’interno di un ordine tecnico sanitario è, a prescindere da valutazioni di merito, un elemento di difformità e differenza rispetto al contesto internazionale. Va detto che gli educatori professionali soggetti alle iscrizione all’albo sono quelli che rientrano nella definizione di “Educatore Professionale Socio Sanitario” e non gli Educatori Professionali Socio Pedagogici&#8230;&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;">Le stesse associazioni hanno denunciato anche la mancata applicazione di parte della legge 145/2018 e  hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica.<br />
È  parere di chi scrive, non delle suddette associazioni di categoria, che la frantumazione degli educatori professionali in due profili ha generato una sorta di pubblicità ingannevole nelle Università, laddove veniva indicato negli ordinamenti didattici e guide dello studente per le lauree L19  la possibilità di sbocco occupazionale nei servizi socio sanitari.<br />
La confusione normativa ha inoltre provocato una discriminazione nei concorsi indetti dalle ASL attentando persino al diritto al lavoro di tutti gli educatori laureati presso le facoltà di Scienze della Formazione e dell&#8217;Educazione e già occupati da tempo nei servizi convenzionati con le aziende sanitarie.</p>
<p>Infatti nella lettera al Governo le Associazioni scrivono:  &#8220;.<em>.la permanenza di due diversi profili di Educatore comporti difficoltà e confusione nel reclutamento di questi operatori, nella possibilità che essi possano cambiare settore di impiego attraverso mobilità intercompartimentali, nella definizione dei contratti collettivi di lavoro. Per queste ragioni Sindacati, Enti Gestori e forze sociali si sono espressi con determinazione per l’avvio di un percorso che porti al profilo unico. Profilo unico che a nostro avviso deve fare riferimento ad una formazione innovativa: che sappia prendere il meglio dai corsi ora esistenti e da quelli passati e guardare all’Europa. Che sappia integrare contenuti disciplinari riabilitativi, ma anche di sviluppo di comunità, comunicazione sociale. Collocando essi e la formazione degli Educatori nel suo alveo naturale: quello umanistico e pedagogico&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">La lettera aperta si conclude chiedendo quanto segue:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;&#8230; riteniamo che vada al più presto istituito un tavolo di confronto istituzionale per elaborare una Legge Quadro che porti al profilo unico dell’Educatore e alla completa e puntuale attuazione del DPR 14 gennaio 1997 e del Comma 517, dell’Articolo 1 della Legge 145/2018 per il Pedagogista ed il tutto in una ottica di superamento delle criticità esistenti e delle logiche corporative che ne ostacolano la risoluzione.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">A titolo informativo, ricordiamo che, oltre alle suddette associazioni di categoria, sulla questione si sono mossi i sindacati come CGIL FP che ha fatto diversi comunicati stampa e anche USB che ha organizzato alcune assemblee. Di queste ultime, riproduciamo 2 momenti risalenti a ottobre 2018</p>
<p><iframe loading="lazy" width="678" height="509" src="https://www.youtube.com/embed/GMJMEoIZfuU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe loading="lazy" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/F9rvYnRJbVU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/lettera-aperta-2721-2/">La legge italiana sugli educatori è uno &#8220;scandalo mondiale&#8221; *</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>De Rita (Censis): &#8220;Il Cambiamento giallo-verde? E&#8217; solo turbolenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2019 17:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Calabro']]></category>
		<category><![CDATA[cimento del continuismo]]></category>
		<category><![CDATA[continuismo]]></category>
		<category><![CDATA[De Rita. Censis]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Martini]]></category>
		<category><![CDATA[Fauso Bertinotti]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Valerii]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Rolando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente del Censis, Giuseppe De Rita, è intervenuto giovedì 27 giugno nell&#8217;ambito di una tavola rotonda sul tema: &#8220;Il cimento del continuismo&#8221;, dove hanno <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/de-rita-censis-continuismo-parabola/" title="De Rita (Censis): &#8220;Il Cambiamento giallo-verde? E&#8217; solo turbolenza&#8221;">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/de-rita-censis-continuismo-parabola/">De Rita (Censis): &#8220;Il Cambiamento giallo-verde? E&#8217; solo turbolenza&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente del Censis, Giuseppe De Rita, è intervenuto giovedì 27 giugno nell&#8217;ambito di una tavola rotonda sul tema: &#8220;Il cimento del continuismo&#8221;, dove hanno partecipato Fausto Bertinotti, Antonio Calabrò (Direttore Fondazione Pirelli), Fabio Martini (La Stampa)  e Stefano Rolando (Università Iulm). Dibattito moderato dal direttore generale del Censis Massimiliano Valerii.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2541" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2019/06/de-rita-150x150.jpg" alt="de rita" width="150" height="150" />&#8220;<em>L&#8217;italiano medio è troppo impaurito  e il successo elettorale ottenuto dai partiti della discontinuità è dovuto all&#8217;abilità nel rispondere con promesse alle 2 domande profonde provenienti dalla società: 1) </em><em>Il bisogno di sicurezza e 2) il senso del futuro&#8221;</em><br />
Riguardo alla prima domanda, secondo De Rita, si è diffusa mediaticamente l&#8217;idea che la sicurezza collettiva si realizzi attraverso le carceri e la chiusura dei porti e Salvini si è fatto garante di questo bisogno collettivo di sicurezza.<br />
&#8220;<em>Inutile</em> <em>spiegare al popolo del cambiamento che gli omicidi, in gran parte, avvengono all&#8217;interno della famiglia e/o per mano della criminalità organizzata, e che non esiste oggettivamente una vera minaccia esterna.&#8221;</em><br />
Comunque, più difficile, per il governo giallo-verde sarà rispondere alla seconda domanda, e cioè, al bisogno di dare un senso al futuro.<br />
<em>&#8220;Dopo cinquanta anni di ricerche, di raccolta di dati- </em>aggiunge De Rita-<em> posso dire che la continuità è forza e meccanismo di invenzione perchè in questo mezzo secolo, di cambiamenti, annunciati e riassorbiti, ne ho visti diversi.&#8221;</em><br />
&#8220;<em>Sono un fottuto continuista</em>&#8211; dice De Rita- c<em>i credo per un fatto di cultura e non solo per un fatto emotivo. </em><br />
<em>Momenti che sembravano di radicale discontinuità si sono poi riassorbiti nella continuità di una società che scorre lenta e che non ha cicli pesanti di rottura:</em><br />
<em>La linea economica Carli -Colombo del 1962, la contestazione del 1968, il terrorismo degli anni 70, la grande crisi di tangentopoli del 1993/94. </em><br />
<em>Tutti eventi di &#8220;apparente cambiamento radicale&#8221; che si sono sempre riassorbiti nel lento scorrimento della società, in un processo di inesorabile continuismo.&#8221;</em><br />
Siamo arrivati al marzo 2018, momento in cui con la vittoria giallo-verde si annuncia il governo del cambiamento &#8220;nulla sarà più come prima&#8221;.. ecc ecc.<br />
C&#8217;è stato in effetti un tentativo di comunismo emotivo (decreto dignità, norme anticorruzione, reddito di cittadinanza) ma la rottura rientra nei canoni della società che scorre e con un filo di presunzione dico che stanno andando verso un riassorbimento della discontinuità. Si torna a trattare, si fanno trattative a Bruxelles, si convocano i sindacati, il tipo di contenuto delle lettere che scrive l&#8217;attuale  presidente del consiglio potrebbero essere le stesse lettere scritte nel 1972 dal Presidente Rumor.<br />
Non so cosa succederà dopo. Il momento della dscontinuità è destinato a finire. Chi gestirà il ritorno allo scorrimento ordinario del fiume? Magari lo stesso Salvini che tanti sindaci e presidenti di regione. E&#8217; stabile nella struttura e non è una meteora. Può darsi che non ce la farà . Sicuramente tenderà a scemare la dimensione emotiva della rabbia del rancore dell&#8217;anticasta. L&#8217;emozione è qualcosa che resta? Una volta che sia stata espressa anche l&#8217;emozione stanca.<br />
E torneranno, come sempre a distanza di tempo, altri shock emotivi di durata limitata. Prepariamoci al prossimo.<br />
La lunga durata ha una sua dimensione forte e vedo che la società va interpretata su cicli lunghi che rispettano i ritmi lenti di una società che scorre.<br />
<em>&#8220;La vera invenzione e modernizzazione sta dentro il cambiamento in atto nello scorrere lento della società, non in chi ha vinto le elezioni, non in chi  punta sulla forza dell&#8217;annuncio per catturare e condizionare le emozioni collettive&#8230;&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sulle ragioni del voto alla Lega è intervenuto <strong>Antonio Calabrò</strong>, direttore della Fondazione <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2542" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2019/06/calabro-140x150.jpg" alt="calabro'" width="140" height="150" />Pirelli, che ha elencato due modelli di consenso alla Lega:<br />
Quello del sud caratterizzato da una certa chiusura e nella promessa di sicurezza e cambiamento.<br />
Quello del nord, invece, paradossalmente non è stato un consenso a Salvini ma è stato piuttosto un voto alla lega come sindacato di territorio.<br />
Infatti le fabbriche del nord non avvertono questa fantomatica emergenza sicurezza perché la fabbrica è un territorio di inclusione e non di esclusione degli immigrati e perchè le industrie del nord hanno bisogno di sempre nuova manodopera.<br />
<em>&#8220;Ho visto in grandi convegni delle associazioni confindustriali venete, più di un migliaio di persone applaudire a Zaia e non a Salvini.&#8221;</em><br />
In altre parole potremmo dire che gli industriali del nord non si sarebbero fatti infinocchiare (ndr) dalla retorica sulla sicurezza e dalla propaganda elettorale ma si aspetterebbero risposte concrete in termini di sviluppo e investimenti che, al momento, non vedono arrivare.<br />
Per l&#8217;elettorato del nord l&#8217;elemento di discontinuità è economico non sono i confini chiusi.<br />
Da qui deriverebbero, secondo Calabrò- le critiche al governo giallo-verde e allo stesso Salvini.<br />
Il consenso al sud ottenuto dalla Lega sarebbe invece una sorta di autoinganno degli stessi elettori che dovrà presto rivelarsi con l&#8217;irrisolta grande questione meridionale e con l&#8217;interrogativo sulle modalità di applicazione delle autonomie regionali differenziate.<br />
Un elemento di forte sobbalzo e discontinuità, secondo Calabrò, si è concretizzato nella rottura del senso del pudore nel linguaggio del discorso pubblico.<br />
<em>Tutti quei pensieri orrendi, incivili, pensieri di cui  vergognarsi, che covavano nella pancia di parte degli italiani sono stati comprati nella campagna elettorale dai politici che hanno deciso di rompere il tradizionale senso del pudore nel discorso pubblico.</em> Da qui si è verificato un cambio di paradigma comunicativo nella libertà di colpire la dignità degli interlocutori e avversari a colpi di tweet e di post che non ammettono dialogo ma solo annichilimento della controparte. E forse hanno così generato una discontinuità problematica di lungo periodo di cui non si vede l&#8217;orizzonte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fausto Bertinotti,</strong> nel suo intervento, si è detto parzialmente discorde dalla tesi di De <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2543" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2019/06/bertinotti-150x150.jpg" alt="bertinotti" width="150" height="150" />Rita.<em>&#8220;Propendo per una lettura continuista a meno che..&#8221; </em> Per l&#8217;ex presidente della Camera la discontinuità di breve periodo ha una possibilità nella &#8220;rivoluzione&#8221;.<br />
Ci vuole un soggetto che invochi un&#8217;alternativa di società e nel secolo scorso protagonisti di questa forte aspettativa sono stati i movimenti operai marxisti e cristiani che non sono riusciti a realizzare un nuovo modello.<br />
Secondo Bertinotti, che cita il libro &#8220;La Breccia&#8221; di Edgard Morin,  il movimento del 68-69 è stato prossimo a questa possibilità di rivoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Riccardo Lombardi nel dibattito politico degli anni 60, in polemica con Antonio Giolitti, opponeva la tesi che le riforma di struttura hanno un senso se sono una transizione verso il socialismo.&#8221; </em>La discontinuità di lungo periodo sarebbe possibile quando vi è una rottura di sistema basato sulla possibilità di immaginare il futuro. Un futuro dove non ci si limita ad un cambio di persone e di partiti al governo ma un futuro che si traduce in una lotta rivoluzionaria basata su una visione alternativa di sistema. <em>&#8220;La messa in discussione del sistema, non di quale politico comanda, ma di quale società si vuole realizzare. </em><em>La crisi della democrazia è quindi oggi crisi di poter pensare ad una discontinuità storica e la politica rimane così rinchiusa nel tema della governabilità.&#8221;</em><br />
Con la fine del movimento operaio la speranza di rottura si è esaurita e ha fatto prevalere il continuismo, e quindi, chiosa l&#8217;ex Presidente della Camera: <em>&#8221; I termini sicurezza e futuro sono in contraddizione perché il futuro è divorato dalla sicurezza che ti porta la consumazione del tempo in un istante. Questa stagione è destinata a consumarsi in una continuità instabile, direi in una crisi di civiltà, in una continuità senza speranza.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stefano Rolando</strong> dell&#8217;Università Iulm, si è soffermato sull&#8217;analfabetismo funzionale che <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2544" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2019/06/rolando-150x150.jpg" alt="rolando" width="150" height="150" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2019/06/rolando-150x150.jpg 150w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2019/06/rolando.jpg 200w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />caratterizza quasi la metà degli italiani. Molte persone non riescono a comprendere un discorso, il significato di un testo scritto.<br />
La discontinuità di cui stiamo parlando non sparirà perché si fonda su un consenso reticolare diffuso, su questo analfabetismo di ritorno.<br />
E su queste basi sociologiche l&#8217;estremismo della disintermediazione ha permesso ad alcuni politici come Salvini e Meloni di appropriarsi dell&#8217;idea di Patria e di Nazione senza che ci sia stata una reazione culturale di riflessione e di ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">E c&#8217;è un riscontro nelle parole di Rolando se si considera che tra il 2010 e il 2018 centinaia di librerie italiane si sono arrese alla chiusura.<br />
E qui vogliamo menzionare quanto scrive sull&#8217;argomento Aldo Domenico Ficara sulla testata TdS:  &#8220;Un analfabeta di ritorno dimentica via via quanto assimilato perdendo di conseguenza la capacità di utilizzare il linguaggio scritto o parlato per formulare e comprendere messaggi e, in senso più ampio, di comunicare con il prossimo e con il mondo circostante. Per definizione l’analfabetismo di ritorno differisce dall’analfabetismo, che è invece determinato dal non avere mai assimilato alcuna competenza di scrittura e di lettura. Il 98,6% degli italiani è alfabetizzato, ma sfiora il 30% la quota di cittadini tra i 25 e i 65 anni con limitazioni nella comprensione, lettura e calcolo. Questo è quanto emerge da un’indagine denominata ‘Istruzione e futuro: un gap da colmare’ realizzata per la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli dall’Istituto Carlo Cattaneo. Secondo questo studio, i bassi livelli di istruzione generano ingenti costi di seguito elencati:</p>
<p style="text-align: justify;">-Costi a livello individuale: esclusione sociale, insicurezza, mancanza di autonomia, precarietà.<br />
-Costi sociali: scarsa partecipazione al processo democratico, criminalità, maggior spesa per la salute.<br />
-Costi economici: livello di sviluppo limitato, bassa propensione all’innovazione, scarsa produttività.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fabio Martini</strong> giornalista de La Stampa, ha toccato nel suo intervento il ruolo dei media e il percorso di cambiamento comunicativo adottato dalle nuove formazioni politiche.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2545" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2019/06/martini-150x150.jpg" alt="martini" width="150" height="150" />Si è partiti dall&#8217;uso dei social come strumenti alternativi di conquista del consenso e dal rifiuto della interviste nei tradizionali talk show per arrivare alla consapevolezza che non bastavano i twet e i post e che non si poteva fare a meno di utilizzare i vecchi media.<br />
Ed è cosi che quegli stessi politici  hanno iniziato a curare l&#8217;aspetto comunicativo e sono diventati più professionali nelle interviste e negli interventi televisivi.<br />
Martini sembra supportare la tesi di De Rita sulla discontinuità nella continuità quando cita lo scrittore Mauro Calise, autore de &#8220;La democrazia del leader&#8221; (Laterza) e &#8220;Il partito personale&#8221;, uno dei saggi più influenti nel dibattito politico italiano. Calise nei suoi libri scrive: «l’irruzione dell’io: narcisistico, autoreferenziale, carismatico» con leader, che però si ritrovano ad essere «interpreti obbligati di ogni narrazione dei media» i veri, nuovi padroni della scena, pronti a «consentire l’ascesa e a favorire la decadenza» di nuovi personaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">In un articolo su La Stampa del 5 febbraio 2016 sullo stesso argomento Fabio Martini aggiungeva: &#8220;&#8230;Il dato più critico per i presidenti personali sta «nella loro incapacità di soddisfare l’alto livello di aspettative che le loro campagne populiste hanno creato nell’elettorato» e al tempo stesso di essere continuamente esposti alla «sorveglianza e agli attacchi del fattore M, media e magistratura, che prosperano nell’alimentare e falcidiare il mito dei leader carismatici»</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/de-rita-censis-continuismo-parabola/">De Rita (Censis): &#8220;Il Cambiamento giallo-verde? E&#8217; solo turbolenza&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>Dal carcere al &#8220;manicomio&#8221;, l&#8217;allarme degli esperti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2019 08:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[pedagogisti]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”, diceva Voltaire e verrebbe da pensare che la frase non <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/ruta-carceri-psichiatria-2524-2/" title="Dal carcere al &#8220;manicomio&#8221;, l&#8217;allarme degli esperti">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/ruta-carceri-psichiatria-2524-2/">Dal carcere al &#8220;manicomio&#8221;, l&#8217;allarme degli esperti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“<em>Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri</em>”, diceva Voltaire e verrebbe da pensare che la frase non l’abbia mai letta nessuno vista la situazione carceraria in Italia. La parola &#8220;manicomio&#8221;, posta tra virgolette nel titolo, vuole essere solo una provocazione volta a scongiurare il rischio di un ritorno a modalità del passato.<br />
Riteniamo importante trattare l&#8217;argomento proponendo di seguito un&#8217;interessante riflessione di Fabio <em>Ruta</em>*:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Un articolo del quotidiano <a href="https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/06/21/news/ogni_anno_oltre_400_detenuti_sani_trasferiti_nei_dipartimenti_di_salute_mentale-229301922/?fbclid=IwAR3ckqPX2Sv8eEoX3AP9zr8iTyJq14xV7xwRz9NTNHr6W47_XHJtkGfGRqQ" target="_blank">&#8220;La Repubblica&#8221; del 21 Giugno 2019</a> riporta l&#8217;allarme lanciato a Firenze in apertura del Convegno Nazionale della Società Italiana di Psichiatria.<br />
L&#8217;allarme riguarderebbe oltre 400 casi di detenuti sani trasferiti ogni anni dalle carceri alle strutture psichiatriche.<br />
Si tratterebbe di persone non soggette a conclamate psicosi ma, ad esempio, a &#8220;disturbi antisociali di personalità&#8221; che &#8220;non dovrebbero comportare alcuna applicazione del vizio di mente ed essere confuso con una malattia&#8221;.<br />
L&#8217; articolo &#8211; con relazioni provenienti dal mondo psichiatrico &#8211; evidenzia il limite di un intervento rivolto ad una fascia di detenuti che vengono ritenuti incompatibili con la vita carceraria.<br />
Questo porta a due considerazioni: La prima è che le sovraffollate carceri italiane (tristemente note per l&#8217;elevato tasso di suicidi dei detenuti e anche di personale penitenziario), che spesso hanno visto alzarsi il cartellino rosso da parte di organismi internazionali, sovente abdicano alla finalità rieducativa della pena prevista dal dettato costituzionale.<br />
Questi aspetti drammatici spesso sono stati denunciati da innumerevoli scioperi della fame di Marco Pannella e dei radicali e l&#8217;archivio storico di &#8220;Radio Radicale&#8221; costituisce un patrimonio di informazione vastissimo sulle tematiche carcerarie.<br />
La carcerazione in cella molto spesso non porta ad una conversione esistenziale del reo, bensì allo strutturarsi di &#8220;una carriera deviante&#8221;: costituendone una tappa simbolica e rituale.<br />
Ciò dovrebbe farci comprendere quanto siano da rafforzare le alternative alla reclusione che dovrebbero rendere la carcerazione in cella una &#8220;estrema ratio&#8221; e sospingerci verso un sistema penale minimo (ma anche quanto dovrebbe essere rafforzato il numero di Pedagogisti ed Educatori assunti per portare il loro contributo professionale all&#8217;interno delle strutture di reclusione).<br />
Mentre oggi l&#8217;ottica securitaria e proibizionista imperante ci spinge demagogicamente nella direzione contraria.<br />
La seconda considerazione ed evidenza che traspare è la difficoltà della psichiatria ad operare in termini preventivi nei confronti di ciò che non è rigidamente definibile dai canoni nosografici come patologia.<br />
Una riduzione e restrizione del campo comprensibilmente (e forse anche motivatamente) spesso agita in funzione difensiva di uno &#8220;specifico professionale&#8221; che &#8211; per altri versi &#8211; conosce chi si è ritrovato a a lavorare con sospette doppie diagnosi.<br />
In tutto questo ci vedo uno spazio enorme per le professioni educative e lo sguardo pedagogico. Uno spazio che va rafforzato in termini di piante organiche e di progetti e riempito di buone prassi professionali.<br />
Dove l&#8217;incrocio tra moderne pratiche educative e pedagogiche ed un mondo psichiatrico orientato alla cura ed all&#8217;inclusione, così come un sistema carcerario sensibile alle finalità rieducative, allontanino i fantasmi istituzionali descritti da Michel Foucault e da Franco Basaglia nelle loro opere.  Opere ormai classiche ma sempre di grande interesse.</p>
<p style="text-align: center;"><em>*Educatore Professionale Pedagogista</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/ruta-carceri-psichiatria-2524-2/">Dal carcere al &#8220;manicomio&#8221;, l&#8217;allarme degli esperti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>Educatori professionali, Equipollenza delle lauree SDEF?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Dec 2018 06:48:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con  un emendamento 283-quater approvato al Senato (che sotto riportiamo) e che adesso attende il vaglio della Camera, &#8220;i diplomi e gli attestati indicati nella <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-professionali-la-giusta/" title="Educatori professionali, Equipollenza delle lauree SDEF?">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-professionali-la-giusta/">Educatori professionali, Equipollenza delle lauree SDEF?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<hr />
<p style="text-align: left;">Con  un emendamento 283-quater approvato al Senato (che sotto riportiamo) e che adesso attende il vaglio della Camera, &#8220;<strong><em>i diplomi e gli attestati indicati nella tabella allegata al <a href="https://www.fpcgil.it/linkres.php?obj=/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Ff%252F7%252FD.4d14d4f3b06c86ef7f8b/P/BLOB%3AID%3D33817/E/pdf" target="_blank">DM 22 giugno 2016</a> , ottenuti a seguito di corsi regionali o di</em></strong> <strong><em> formazione specifica ed iniziati tra il 1997 e il 2000, o c</em></strong><strong><em>omunque conseguiti entro il 2005, sono equipollenti ai diploma universitario L-SNT2 di educatore professionale socio sanitario ai fini dell&#8217;esercizio professionale e dell&#8217;iscrizione all&#8217;albo della professione sanitaria &#8220;</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi sappiamo che dopo l&#8217;estinzione dei corsi regionali e delle scuole speciali per la formazione di educatori, e fino al 2005 il corso di formazione universitario Snt2 presso Medicina non era ancora stato avviato.<br />
L&#8217;unica possibilità di iscrizione universitaria per il corso di educatore professionale era presso le facoltà di Scienze dell&#8217;Educazione e della Formazione classe di laurea L18, poi diventata L19.<br />
I tirocini in ambito sanitario e gli esami di ambito Med erano parte integrante della formazione.<br />
Lo abbiamo scritto e riscritto in <a href="http://www.ciardullidomenico.it/educatori-dimaio-salvini-2209-2/" target="_blank">tanti interventi</a> e <a href="https://firmiamo.it/al-governo--un-unico-profilo-per-gli-educatori-professionali" target="_blank">petizioni sul web</a> e <a href="https://youtu.be/JkIWvUH4KL0" target="_blank">su youtube </a>che speriamo siano finalmente giunti a destinazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso modo speriamo che questo calvario degli educatori truffati dalle università e non adeguatamente tutelati dalle associazioni di categoria, possa prendere la giusta piega di riparazione nei prossimi passaggi legislativi e decreti attuativi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2485" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/12/emendamento1-300x112.png" alt="emendamento1" width="300" height="112" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/12/emendamento1-300x112.png 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/12/emendamento1.png 345w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/educatori-professionali-la-giusta/">Educatori professionali, Equipollenza delle lauree SDEF?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<item>
		<title>Riace, la trasmissione di Fazio in Commissione Vigilanza Rai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 16:08:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza diffusa]]></category>
		<category><![CDATA[Fazio]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[revoca arresti]]></category>
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		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Beppe Fiorello, interprete della fiction girata a Riace, aveva scritto su Mimmo Lucano: “Crederò in te più di prima. Qualcuno si porterà sulla coscienza la vita <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/l-mimmo-lucano-riace-fazio-2440-2/" title="Riace, la trasmissione di Fazio in Commissione Vigilanza Rai">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/l-mimmo-lucano-riace-fazio-2440-2/">Riace, la trasmissione di Fazio in Commissione Vigilanza Rai</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Beppe Fiorello, interprete della fiction girata a Riace, aveva scritto su Mimmo Lucano: <strong><em>“Crederò in te più di prima. Qualcuno si porterà sulla coscienza la vita di un uomo straordinario, io lo so che Mimmo non sopporterà questa vergogna, ora cerco parole per difenderlo ma mi rendo conto che non va più difeso, va amato come lui ama il prossimo”. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fabio Fazio, nonostante i malumori e le obiezioni dei partiti di governo, ha tenuto duro, ospitando, nella sua trasmissione di domenica 21 ottobre su Raiuno, il sindaco Mimmo Lucano &#8220;esiliato&#8221; da Riace.</p>
<p style="text-align: justify;">Contro il conduttore sono state annunciate interrogazioni in Commissione di Vigilanza RAI con la diffusione della seguente nota prima della trasmissione, una sorta di diffida: &#8220;<em>Nonostante la revoca agli arresti domiciliari è evidente come Lucano sia accusato di aver violato norme civili, amministrative e penali sull&#8217;accoglienza. Chiediamo quindi che Fazio non chiami il sindaco in trasmissione. La tv pubblica non può divulgare modelli distorti sull&#8217;onda di strumentalizzazioni ideologiche. Sulla questione prepareremo, inoltre un&#8217;interrogazione in commissione di vigilanza Rai&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A sostegno di Fabio Fazio e di Mimmo Lucano, la <a href="http://comunisolidali.org/" target="_blank">Rete dei Comuni Solidali</a> ha diffuso oggi il seguente   comunicato stampa:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2443" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/10/44650324_10217045849888717_7208910604117999616_o-300x225.jpg" alt="44650324_10217045849888717_7208910604117999616_o" width="300" height="225" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/10/44650324_10217045849888717_7208910604117999616_o-300x225.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/10/44650324_10217045849888717_7208910604117999616_o-768x576.jpg 768w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/10/44650324_10217045849888717_7208910604117999616_o-1024x768.jpg 1024w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/10/44650324_10217045849888717_7208910604117999616_o-235x176.jpg 235w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/10/44650324_10217045849888717_7208910604117999616_o-80x60.jpg 80w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/10/44650324_10217045849888717_7208910604117999616_o.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />&#8220;L’umanità e la solidarietà che traspaiono dal modello Riace continuano a dare fastidio.</em><br />
<em>Ieri sera Domenico Lucano, sindaco temporaneamente sospeso di Riace, è stato ospite della trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio su Rai Uno.</em><br />
<em>Riace è uno dei quasi 300 enti locali soci della Rete dei Comuni Solidali che promuovono buone pratiche sulla base dei valori scritti nella Costituzione repubblicana.</em><br />
<em>E ieri sera, con grande pacatezza, Domenico Lucano ha raccontato l’esperienza straordinaria dell’accoglienza di Riace, che ha ispirato molto sindaci e molti altri paesi a seguire la stessa strada.</em><br />
<em>La Commissione di Vigilanza Rai sarà chiamata a discutere della presenza di Mimmo Lucano alla trasmissione di Fabio Fazio. La televisione pubblica, dalla quale ogni giorno arrivano ai telespettatori messaggi di odio e discriminazione verso i migranti, ha per una volta rotto la narrazione dominante <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2445" src="http://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/10/lucano3-300x122.jpg" alt="lucano3" width="300" height="122" />permettendo al sindaco di un piccolo comune di raccontare di come “non si possa restare indifferenti di fronte a qualcuno che soffre”.</em><br />
<em>Ribadiamo la nostra vicinanza e il nostro sostegno a tutti gli amministratori che praticano l’accoglienza diffusa e al servizio pubblico che ha tra i suoi doveri quello di dare spazio ad una pluralità di opinioni e che viene messo sotto attacco quando prova a svolgere il suo compito democratico.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;">Il Legale rappresentante della <a href="http://comunisolidali.org/" target="_blank">Rete dei Comuni Solidali</a><br />
Giovanni Maiolo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/l-mimmo-lucano-riace-fazio-2440-2/">Riace, la trasmissione di Fazio in Commissione Vigilanza Rai</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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