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	<title>Domenico Ciardulli, Autore a Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</title>
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	<description>Cittadini attivi  e protagonismo civico</description>
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		<title>L&#8217;Istituto Fermi di Montemario. Seconda Parte..</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 14:58:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma e le sue periferie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In oltre diecimila persone hanno letto la Storia inedita del Fermi </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/listituto-fermi-di-montemario-seconda-parte/">L&#8217;Istituto Fermi di Montemario. Seconda Parte..</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo l&#8217;articolo letto da oltre diecimila persone sulla <a href="https://www.ciardullidomenico.it/istituto-fermimontemario-2306-2/">Storia inedita dell&#8217;istituto Fermi di Montemario</a> Riportiamo la miriade di commenti entusiasti dei tanti ex studenti del Fermi :</p>



<p><strong>Gianfranco Nizzica:</strong> Mi rivolgo a Luigi Recchi che vorrebbe un aiutino per ricordare gli insegnanti dei primi anni dell&#8217;allora ITIS per l&#8217;Elettronica e la Televisione. Si, perché quello era il nome dell&#8217;Istituto di Via Achille Papa. L&#8217;E. Fermi venne dopo. Io ho avuto la fortuna di entrare nel primo gruppo (classe 1° A) nel 1953 e avevo 13 anni! Mi sono diplomato nel 1958 e l&#8217;anno dopo frequentai, A Monte Mario, il corso in Tecniche Nucleari organizzato dal CNRN. Ti faccio l&#8217;elenco dei professori che ricordo:<br>Preside Ing. Leone Pritelli  Italiano &#8211; Prof.ssa Tavolara  Elettrotecnica &#8211; Prof. Verdura Matematica &#8211; Prof. Minesola  Elettronica di base &#8211; Prof. Guerra   Scienze &#8211; Prf.ssa Martens  Inglese &#8211; Prof. Colombo<br>Disegno &#8211; Arch. Valeri  Radiotecnica &#8211; Prof. Tiberio  Educazione Fisica &#8211; Prof. Romanin<br>Elettronica IV anno &#8211; Prof.ssa Madia  Elettronica V anno &#8211; Prof. Mazzoli. Era l&#8217;epoca in cui si studiava seriamente e i sunnominati insegnanti erano il top e dal punto di vista della conoscenza e dal punto di vista della capacità di insegnare. Grazie a loro io sono stato il primotecnico del primo elaboratore elettronico della Olovetti, il mitico Elea 9003, e ho chiuso la mia carriera come direttore dei Servizi Tecnici di una società di elettronica italiana. Grazie per l&#8217;attenzione e buon proseguimento a tutti.</p>



<p><strong>Umberto Callari</strong>: <em>Mancano gli anni 62/64, la prima manifestazione fatta quando era vicepreside Papetti, che vietava l’ingresso a scuola chi portava i jeans</em>.</p>



<p><strong>Roberto Volterri</strong>: Alla ricerca del tempo perduto” e poi… ritrovato con estremo piacere grazie a questi “nostri” ricordi! Mi iscrissi al “Fermi” nel 1962, quando l’iscrizione non era consentita alle ragazze (!) ed era necessaria la media del sette in uscita dalle Medie. Infatti la prima iscrizione di una ragazza – tra centinaia di maschietti- fu tale Ambra Marina, alla quale noi “cattivelli” attaccavamo nastrini rosa… all’oscilloscopio e al saldatore. Poi vennero anche altre ragazze – due gemelle delle quali non ricordo il nome – e finalmente divenne normalissimo vedere in laboratorio aspiranti periti elettronici in gonnella. Bei tempi!<br>Ricordo con nostalgia il discorso del primo giorno di scuola fatto dal Preside, ing. Pritelli, oppure il professor Papetti (vicepreside) che quando frequentavo il quinto anno ci veniva a cercare nella sala d’aspetto della stazioncina ferroviaria (non era come oggi!) per riportarci in classe dove avremmo dovuto fare qualche compito o subire qualche interrogazione che ci avrebbe alterata la media poco prima dell’esame di maturità…<br>Per un paio di anni ritornai al “Fermi” per salutare i pòrofessori ai quali ero rimasto particolarmente affezionato: il professor Romano Satta con il quale imparai sul serio l’Elettronica generale, il professor Arnaldo Tiriticco di Elettronica Industriale, alcuni professori di laboratorio…<br>Ho inizialmente lavorato per alcuni anni in un’industria elettronica poi, laureatomi in Archeologia ad indirizzo sperimentale vinsi dei concorsi all’Università dove ho effettuato ricerche in Microscopia Elettronica a Scansione (SEM), Diffrattometria X e altre amene tecniche per le qiali l’Elettronica imparata al “Fermi” mi è apparsa essenziale”! Evidentemente il nostro glorioso “Fermi” (di una volta…) ha lasciato indelebili ricordi in moltissimi di noi.<em><br></em>Ho ricordato solo due o tre validissimi docenti di quei lontani giorni, ma ricordo con molto piacere molti altri (la brava professoressa Giovanna sacchetti di Italiano, Ennio Cardia (Laboratorio) Stefano Fanelli (disegno tecnico) per non parlare del professor Martellucci e il suo imperversante “piano di riscontro”! Naturalmente anche “Er Cicoria”- il simpatico e originale professor Fausto Verdura – è indimenticabile con la sua mania dell’uso del regolo. Indipendentemente da quanto sapevamo ( e la studiavamo sul serio) l’Elettrotecnica!  Un caro saluto a te e a tutti gli altri!</p>



<p><strong>Luigi Recchi:</strong> <em>nessun commento, per ora, mi riservo tempo e attenzione per leggere:<br>ma una domanda urge: mi chiamo Luigi Recchi, anni scolastici ’55/’60, diplomato a luglio del’60, Preside Leone Pritelli. Chi mi aiuterebbe a ricordare gli alunni dei 5 anni ed i professori? 1° e 2° anno in via Achille Papa, gli altri 3 a Monte Mario; 1 primi 2 ad indirizzo unico, i seguenti 3 Elettronica Industriale…<br>Date fondo ai ricordi e informatemi, un po’ di informazioni le ho recuperate dalla mia ormai vacillante memoria, sono ottantenne, ma sono frammentarie e poche sono collocabili con certezza nel tempo, ad esempio il prof Valeri (che fu, tra l’altro l’architetto dell’istituto di Monte Mario) lo abbiamo avuto per il disegno in prima e seconda certamente, ma in seguito? Ed il Prof Romanin, educazione fisica, per quanti anni è stato il nostro insegnante? et simila…</em></p>



<p><strong>Massimo Innocenti:</strong> Io sono Massimo Innocenti diplomato nel ’67 in Telecomunicazioni e sono quello più in alto di tutti della foto del ’66 del paragrafo relativo al “boom delle iscrizioni”.<br>E ovviamente mi sono commosso. Io ho anche altre foto, se di interesse, fammi sapere.<br>Mi ricordavo però che le sezioni di telecomunicazioni nel ’66 erano 2 e la mia era la “B” con professore di radiotecnica il mitico Carlo Alberto Tiberio, futuro preside, come riporti nel tuo articolo, e fratello di Ugo Tiberio padre del RADAR italiano. Mi sarebbe cosa gradita avere conferma della mia sezione. Grazie.</p>



<p><strong>Fernando</strong> <em>Ero uno di loro…che esperienza !!! Mai e poi mai saranno dimenticati quegli anni mi vengono le lacrime agli occhi.  Diplomato 1968</em></p>



<p><strong>Marco Pistoni</strong>: Certamente: Von Papetten ! Io diplomato nel favoloso ‘68 potrei descrivere sommariamente come mutó in quel quinquennio la vita degli studenti del Fermi.<br>Insuperabili Professori che ci preparavano al futuro e cui debbo i traguardi raggiunti negli studi successivi e nel lavoro! Che figura quel Prof. Tiriticco…arrivammo agli esami di stato, noi della 5E Elettronica Industriale, completamente impreparati e l’ing Pritelli, il Preside, che con lezioni collettive cercava di colmare vuoti incolmabili.  Grazie a tutti i miei compagni di classe.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="404" height="393" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2024/10/Feremiexstudenti-1.png" alt="" class="wp-image-3457" style="width:189px;height:auto" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2024/10/Feremiexstudenti-1.png 404w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2024/10/Feremiexstudenti-1-300x292.png 300w" sizes="(max-width: 404px) 100vw, 404px" /></figure></div>


<p><strong>Carlo Feliziani:</strong> <em>Diplomato nel 1969, 5E Elettronica Industriale, come non ricordare la Prof.Alberta Pagano di lettere che nel ‘68 aprì occhi e mente a molti di noi. Vorrei ricordare Franco Cinardi mio commilitone nella VAM nel 1973-75 e stimato professore di Fisica, mancato prematuramente, un amicizia profonda ci aveva legato in quel mesto periodo del servizio militare.</em></p>



<p><strong>Orazio Paolo Marchione</strong>: Mi sono diplomato nel ’72, Energia Nucleare sez.C. Ricordo molti professori di allora, tra questi Olga Gerratana con la quale condividevo un’amicizia e la passione politica. Colgo tuttavia l’occasione che mi date per ricordare uno dei professori più rappresentativi del mito del Fermi di quegli anni, considerato tra i più severi: Cesare Merli.<br>Veniva a scuola con l’autobus, sobriamente vestito (giacca e cravatta) con l’ombrello e l’immancabile borsa di cuoio (ci confessò che gli serviva, tra le altre cose, per portare con se l’inseparabile Leica M3). Non era raro, d’inverno, vederlo scendere dall’autobus quando questo si bloccava all’altezza di Forte Trionfale per l’allagamento della strada. Imperturbabile, tirandosi su le maniche, s’adoprava per far defluire l’acqua rimuovendo le foglie che ostruivano il tombino. Per il suo aspetto austero veniva ingiustamente percepito dagli studenti come uno dei professori più distanti dalle loro istanze di quegli anni.  Ero tra quelli colpiti dalla repressione del’72 che alcuni di voi hanno ricordato. Eravamo stati sospesi a tempo indeterminato e alcuni di noi rischiavamo di saltare la maturità. Promuovemmo uno sciopero per far rientrare quel provvedimento. In molti aderirono, tranne la mia classe che si presento in classe quasi al completo. Il prof. Merli, che non si espresse pubblicamente sui provvedimenti presi, si rifiutò di fare lezione ai miei compagni di classe, stigmatizzando la mancanza di solidarietà nei miei confronti. Rimanemmo in contatto anche dopo il diploma. Era rimasto colpito dalla mia scelta, insolita a quei tempi, di iscrivermi a Medicina. Ogni tanto passavo a trovarlo nella sua casa di Narni dove mi aggiornava sui suoi studi sugli effetti biologici delle radiazioni. Una delle ultime volte mi comunicò che era andato in pensione. Una decisione presa a seguito di un evento tragico che non ricordo bene, forse un suicidio di uno studente o studentessa. Visse quell’esperienza, così mi disse, come il segno di non essere più, come insegnante, capace di capire i bisogni degli studenti. Un saluto a tutti</p>



<p><strong>Franco Diana</strong> <em>Grazie per la Storia vera …. che ci hai raccontato.  5 N Informatica diplomato nel 1974</em></p>



<p><strong>Maurizio Bracci: </strong>Diplomato nel 74. Classe 5C sez.Energia Nucleare. In classe con me c’era Antonello Ancillai che viene citato nel tuo articolo (non sapevo che fosse diventato un Prof.) Gli anni del Fermi sono stati memorabili da tutti i punti di vista. Grazie dei bei ricordi. Tra le persone che hanno commentato c’è anche Franco Diana, un amico con cui ho condiviso dei bei momenti, oltre al viaggio a/r dal nostro quartiere (Torpignattara) a Monte Mario. Un caro saluto Franco.</p>


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<figure class="alignright size-full is-resized"><img decoding="async" width="566" height="319" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2024/10/fermiimmagine.png" alt="" class="wp-image-3458" style="width:249px;height:auto" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2024/10/fermiimmagine.png 566w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2024/10/fermiimmagine-300x169.png 300w" sizes="(max-width: 566px) 100vw, 566px" /></figure></div>


<p><strong>Pio:</strong> <em>Ne vengo a conoscenza ora di questo spazio, e soltanto grazie a un whatsApp commosso di Vanda, una delle tre donzelle che insieme a Lucia e Colomba si erano infiltrate con buona dose di coraggio in un istituto al tempo ancora quasi totalmente maschile. Ero nella sezione H, quella della Gerratana e del Granatelli, mitico professore di Telecomunicazioni che ancora oggi, insieme alle già citate ragazze e altri superstiti del tempo ovvero Bruno, Mario, Claudio e Antonio ancora incontramo per gradevoli serate. Quanti nomi di prof. tornano alla mente, Pompapacchi, Papetti, Nardi, Tarzan di tecnologia… Mi fa un gran piacere ricordare quegli anni ’70, pregni di crescita, belli e duri allo stesso tempo, impegnati e combattivi, speranzosi di un futuro sociale migliore che forse troppo colpevolmente non abbiamo poi perseguito abbastanza. Ma come farlo se con l’ITIS Enrico Fermi alle spalle bastava solo nominarlo e se anche eri stato come me un barbutos, pronto con eskimo e pantaloni negli stivali a contrastare i barbari che calavano da via Assarotti, le aziende ti venivano poi ugualmente a cercare per farti mettere in pratica quelle capacità acquisite magari solo per osmosi? Quanti bei ricordi di amicizia e fratellanza, legami che forse a quel tempo nemmeno sapevamo di imbastire, e che invece, ecco che oggi, dopo quaranta anni di lavoro anche lontano, tornano a riproporsi forti come erano se non ancora di più. Grazie per l’occasione, un saluto a tutti.</em></p>



<p><strong>Maurizio:</strong> Io nel 77 c’ero e ricordo bene. Ci fu un assalto da parte dei fascisti con sparatoria e un ragazzo rimase ferito seriamente. Ma, per fortuna, non morì.</p>


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<figure class="alignright size-full is-resized"><img decoding="async" width="464" height="331" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2018/07/FERMIsezN1977calcio-e1530634547123.jpg" alt="" class="wp-image-2321" style="width:362px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">5a N anno 1977</figcaption></figure></div>


<p><strong>Stefano:</strong><em><strong> </strong>i feriti furono tre, era un pomeriggio, e ci fu l’ennesimo assalto dei fasci (passati tra i cordoni di polizia a protezione di via troya/assarotti), e mentre si cercava di far rientrare al volo i primini, ebbe la peggio jap, Fabio di rimbalzo e tanto caos. Mi ha fatto veramente piacere rivedermi in quel gruppetto nella foto insieme al grande Tonino, Marchetto , il Mena, e tutti gli altri. Periodo difficile ma con tanto impegno.</em></p>



<p><strong>Rolando: </strong>Venerdì 25 gennaio 2019.Cena. Rolando, Marco, Antonio, Mario, Massimo.<br>Non presenti per vari motivi Augusto, Angelo, Ovidio, Paolo, Stefano.<br>Siamo i ragazzi della V° O. Diplomati nell’anno 1977. Oggi dopo più di 40 anni ancora ci incontriamo.<br>Certe amicizie rimangono a vita. E leggere il tuo articolo ci ha riportato, ancora una volta, indietro nel tempo.   P.S. Quelli sul tetto siamo noi!</p>



<p><strong>Piero Bianchi </strong><em><strong>c</strong>iao, della  5B 1978, prof. Adriano Moretto, prof. Luciano Quadraroli, vorrei sapere se c’è qualcuno che faceva parte della mia classe grazie</em></p>



<p><strong>Fabio:</strong> Ciao Alessandro, da quanto posso ricostruire eravamo in classe insieme, ricordo uno studente che veniva dalle Marche. Lo so di Fabio eravamo ben 5 in classe, ma se vuoi mi identifico in privato. Io l’anno prima c’ero, anche lo studente colpito era nella mia classe, fu solo ferito da un proiettile vagante che fortunatamente non invase la cassa toracica, entrò e usci da un pettorale.</p>



<p><strong>Luigi Orlandi</strong> <em>Stupendo articolo! Quanti ricordi!  sez. “I” (Nucleare) che ha avuto la sfortuna di diplomarsi l’anno del referendum…</em></p>



<p><strong>Alfredo Ciamarra. I</strong>o il Papetti lo ricordo, ma erano gli anni settanta. Grazie a tutti per questi bei ricordi. </p>



<p><strong>Costantino: </strong><em>Mi hai riportato alla mente tante istantanee che ho vissuto in prima persona, dalla fila per l’iscrizione fatta con mia madre in piena notte, al diploma nel ’78. Dalle occupazioni, vissute da me con un po’ di distacco alle grandi amicizie interclasse nate nel percorso col treno da trastevere a monte mario. E poi, come poter dimenticare L a fase più drammatica del rapimento Moro col ritrovamento di alcuni volantini delle BR nell’aula di disegno in cui stavo andando. Grazie per il racconto e attendo di leggere la seconda parte.</em></p>



<p><strong>Andrea Morviducci (MORVO)</strong>: Grazie per questo filmino d’epoca. Gli anni che ho frequentato questo istituto sono stati un’incredibile concentrato di esperienze di tutti i tipi che mi hanno fatto crescere e confrontarmi con quanto e quanti mi circondavano. Mole persone, fatti, luoghi costituiscono ancora parte della mia realtà quotidiana, specie per l’avventura umana con amici che ho stimato ed ancora stimo e con cui ancor oggi (a distanza di 35 anni) mi confronto nella mia vita professionale e non. Quando decidemmo di fondare il Movimento Culturale Fermi eravamo in due, decidemmo di farlo perché attorno a noi (era il 1980) c’erano solo macerie lasciate dal riflusso dell’eco degli anni 70. Di quel periodo era rimasta solo la rabbia. Bisognava dare un segno, una prospettiva, che fosse si progressista ma non solo massimalista. Impegno per costruire e socializzare… e perciò la musica, il cinema, i giornalini un rapporto di confronto dialettico ma in ultima analisi collaborativo con la direzione scolastica. L’auletta degli studenti, le assemblee sui temi della pace e della democrazia… ma la scuola era anche didattica… ed oggi posso dire che tanto della mia vita professionale è un’evoluzione di quelle lunghe lezioni in aula 1B12… SA8…</p>



<p><strong>Massimiliano Roberti:</strong> <em>Ciao Morvo. Ricorso i tempi mitici dell’auletta. Nicoletta, Antonello, Piero…</em></p>



<p><strong>Paolo Fucile: </strong>Mi sono diplomato nel 1981, ero nella mitica 5^ M, quella della vignetta sopra….ognuno di noi ha il disegno completo di tutta la classe con i professori …..bei tempi. Sicuramente i primi anni di studio furono complicati, tra terroriscmo manifestazioni e occupazioni ma poi gli ultimi 3, quelli della specializzazione passati in un’ ambiente sano anche se goliardico dove tutti eravamo determinati a completare gli studi al meglio….. Chissa` se qualcuno dei compagni di allora ha letto questo blog….Grazie Domenico di aver risvegliato queste fantastiche memorie….</p>



<p><strong>Mimmo</strong>: <em>quello che mi è rimasto in mente e che ogni volta che lo racconto rivedo le immagini come se le stessi rivivendo, fu l’anno che morì Gilles Villeneuve, era di lunedì 9 maggio 1982, ero un suo grande ammiratore e quella mattina acquistai alcuni quotidiani che parlavano del suo incidente, non presi il quotidiano “Il Tempo”, perchè a quei tempi se lo leggevi venivi considerato fascista ed era facile tornare a casa con qualche livido. Bene, in quegli anni dopo la quarta ora, alle 11.30 si usciva per fare ricreazione e si doveva rientrare alle 11.50. Alla quinta ora mi avebbe dovuto interrogare italiano e non avendo studiato, con altri tre compagni di classe decidemmo di non rientrare, chiedendo a qualche amico di metterci assenti sul registro di classe fin dalla prima ora. Quando tutti rientrarono, vidi che sulla ringhiera della scalinata che porta al palazzo di fronte scuola di via della stazione di Monte Mario (qualla affianco della cartolibreria che ancora esiste) c’era proprio il giornale de Il Tempo ripiegato, mi guardai in giro e non c’era nessuno, così decisi di prenderlo per portarmelo a casa, ma appena mi misi a sedere su quei scalini e lo aprii, mi cascarono per terra molti volantini delle BRIGATE ROSSE ciclostilati, rimanemmo paralizzati dalla sorpresa e dalla paura, dopo qualche secondo scappammo tutti verso la stazione per tornarci una ventina di minuti dopo, e non trovammo più niente, nè giornale, nè volantini, non ci fermammo lì e andammo subito a casa, quando mi chiesero perchè tornai prima, risposi che la prof. d’italiano non era venuta.</em></p>



<p><strong>Marco</strong> Bellissimo racconto. Grazie di cuore, mi sono venuti i brividi leggendolo, solo il tempo ci fa capire quanto sono stati fortunati gli studenti che hanno frequentato il Fermi e che hanno beneficiato degli insegnamenti di docenti così illuminati. Un ricordo speciale ad Olga Apicella. (diplomato nel ’85 perito fisica sanitaria).</p>



<p><strong>Carrega</strong>: <em>Diplomato nei 1986 sezione R. Tanto per fornire un piccolo contributo, il professor Ancillai aveva avuto esperienze nella pallacanestro femminile di serie A con Cesena che vinse 1 campionato, 1 coppa dei campioni ed 1 coppa Ronchetti. La professoressa Olga Apicella che chiamavamo Olgachova o Olgachov per deridere la sua appassionata e motivata adesione al comunismo. Discutevamo di Gramsci di cui Lei era grande estimatrice. Certo io a 17, 18 anni non potevo competere con la sua immensa preparazione ma lei dava tutto se stessa per noi studenti.</em></p>



<p><strong>Alessio Muciaccia</strong>: Buongiorno sono Alessio Muciaccia, diplomato 1987 in Telecomunicazioni sez. T ricordo con piacere quegli anni e anche i prof: Biscione, Graziani, Dini, Baldasseroni, Paino, ecc. Tutto bello</p>



<p><strong>Francesco</strong>: <em>Grazie Domenico, quanti pomeriggi passati nella saletta dell’MCF al ciclostile. Li ho conosciuto la politica e la passione per lo studio grazie alla prof. Olga Apicella, al Prof. Cinardi. La settimana dei 100 motivi per fare musica era il nostro evento, con il mitico Morvo, Giancarlo e tanti altri che poi ho ritrovato nel mondo del lavoro.</em></p>



<p><strong>Luca</strong><em><strong> </strong></em>Innanzitutto grazie per questo tuo articolo…anche a me ha fatto riaffiorare i tanti ricordi che ho. Ho avuto il piacere di essere in classe(4e5 Energia Nucleare sperimentale) con il mitico Morvo…che non dimenticherò mai. Penso di avere ancora qualche copia del “Malintesto”…</p>



<p><strong>Alfredo Ciamarra</strong>: <em>Ciao carissimo, voglio aggiungere solo qualche nome che mi hai fatto tornare alla mente. Il prof. Falcone di E.I., il Marinangeli di E. Generale, la Passaquindici di matematica una grande donna, una mamma. E come non ricordare i miei grandi amici del tempo, Lucio, Vincenzo, il mazzaro, Peppe,Rolando,e tanti altri. Vi ricordate le bottiglie di spumante ,da 1000 lire, infilate alla ringhiera per le vacanze di Natale? Che spettacolo.</em></p>



<p><strong>Emanuele:</strong> Ho appena letto l’articolo e mi tornano alla mente i tanti episodi vissuti al “Fermi”, sia di studente sia di insegnante…  mi verrebbe voglia di prendere carta e penna e… anche un computer andrebbe bene… ma non è il momento e non è il luogo adatto.<br>Chissà, forse qualche indicazione per la seconda parte potrò darla all’autore che ha provocato i “brividi” a Marco, che ha risvegliato ricordi a molte persone e che… e che ringrazio con grande simpatia.</p>



<p><strong>Gabriele Valeri:</strong> <em>Bellissimo racconto. Se mi permetti manca un po’ nella prima parte della rivolta studentesca. Gli anni 68/75. La grande partecipazione degli studenti del fermi, i grandi ideali, le grandi speranze. E gli scontri, con la polizia e non solo. Come non ricordare gli studenti di quegli anni: ne fui protagonista, insieme a tanti altri e subii il tentativo di repressione del 72. Come non ricordare la passione di Olga Gerratana, insegnante di lettere che ha aiutato a crescere e far diventare adulti tanti adolescenti. È il ricordo più caro. Un abbraccio a tutti</em></p>



<p><strong>Giampaolo Santarsiero:</strong> Bellissima la storia. Essendo uno dei fortunati possessori della medaglia del 91/92, ci rimase, oltre alla medaglia, anche il bellissimo ricordo dei nomi dei propri compagni di avventura, sempre nello stesso libretto. Il Fermi avrà sempre un posto speciale nella mia memoria. Il periodo piu bello, intenso e spensierato della mia vita accademica (e professionale). Proprio li ho visto le origini della mia passione, che poi e’ diventata il mio lavoro. Grazie, aspetto con ansia la seconda parte. Un saluto agli amici della 5P, ne ho ritrovati alcuni.</p>



<p><strong>Simone Siciliani: </strong><em>Mi sono diplomato nel 1995, sezione S, progetto Ambra, ovvero un mix di elettronica industriale, telecomunicazioni e informatica. Grazie per questo racconto, nel quale in parte mi sono riconosciuto. Ricordo con particolare stima e gratitudine il Prof.Granatelli di Telecomunicazioni, il Prof. Compieta di Meccanica e la Prof.ssa Perazzo di Elettrotecnica. Il diploma dell’Itis Fermi mi ha consentito fin da subito di entrare in contatto con il mondo del lavoro. Mi piacerebbe sapere, magari da qualche studente attuale, come vanno adesso le cose…ogni tanto spulcio le classifiche sulle migliori scuole di Roma e purtroppo l’ITIS Fermi non è mai presente. Mi dispiacerebbe sapere che il nostro glorioso istituto fosse in una fase di declino.</em></p>



<p><strong>Marcello: </strong>Grazie, anche della foto, non ne ho molte di quel periodo. Nonostante i miei 57-58 anni ho vivi ricordi di quei momenti. Tutt’ora dedico tempo nel sociale e poi lavoro grazie all’indirizzo di quella scuola. Ho alcuni ricordi particolari: Prof Luigi Nardi, Prof Olga Geratana, Prof Martinelli, Prof Checchi ,amici: Jap (nel cuore),qualcuno che era nella mia classe e che non diro’ i nomi e cognomi, ed altri. Una classe movimentata : due,tre sparati, vari arresti sia politici di entrambe le parti (infiltrato),sia di delinquenza comune, e Gabriella (credo), ho ancora segni del trapano a colonna che gli catturo’ i capelli e che interposi tra il suo viso e il mandrino. Grazie Gabriele, Francesco, grazie Marco e a tutti, ricordo vagamente nomi e non associo piu’ i visi, ma il tutto stampato come stelle del firmamento nel mio cervello e nel mio cuore</p>



<p><strong>Fulvio Mauti</strong>: <em>Buonasera sono Fulvio ho avuto, professori come Furio Granatelli,Giovanni Battista Pompapacchi,Biscione, lettere una donna ma non ricordo il nome……<br>se avete notizie mi piacerebbe leggerle. Grazie</em></p>



<p><strong>Patrizia Cervelli</strong>: Che meraviglia !!! faccio parte di un Forum Internazionale per la Pace e mi piacerebbe tanto contattare il Preside e l’attuale staff di insegnanti per un progetto da proporre nelle scuole … passo sempre davanti a questo Istituto e dagli striscioni che lo hanno adornato per tutto l’anno scorso intuivo che c’era dietro una grande storia… !!! commovente e coinvolgente questo articolo !!!</p>
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		<title>Quali opere per via Casal del Marmo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 15:23:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma e le sue periferie]]></category>
		<category><![CDATA[Casal del Marmoi]]></category>
		<category><![CDATA[Massara]]></category>
		<category><![CDATA[Palmarola]]></category>
		<category><![CDATA[parco agricolo]]></category>
		<category><![CDATA[striscia dei servizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune e i Proprietari della Tenuta Qualche mese fa, il Dipartimento Urbanistica del Campidoglio ha convocato preso la sala polifunzionale del Santa Maria della <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/quali-opere-per-via-casal-del-marmo/" title="Quali opere per via Casal del Marmo?">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Il Comune e i Proprietari della Tenuta</h3>



<p>Qualche mese fa, il Dipartimento Urbanistica del Campidoglio ha convocato preso la sala polifunzionale del Santa Maria della Pietà  un’assemblea con i cittadini per ascoltare le proposte di utilizzo della “striscia dei servizi” nel Parco Agricolo confinante con via di Casal del Marmo.</p>



<p>Sarebbe infatti in progettazione un’area pedonale interna al Parco che si estenderà dalla piazzetta della Palmarola fino alle Suore del Sacro Costato, attrezzata con arredi, alberi e impianti sportivi accessibili a tutti. In cambio, i due proprietari del Parco Agricolo coinvolti nell’esproprio dovrebbero ricevere l’autorizzazione dal Comune di Roma per realizzare e mettere a reddito strutture di servizi sociali, turistici e/o impianti sportivi.</p>



<p><strong>Progetto del Parcheggio</strong></p>



<p>Il progetto del parcheggio dietro la Scuola Neruda e via Lodolini è stato approvato con la Deliberazione di Giunta Capitolina n. 213 del 20 giugno 2024. Gli interventi previsti mirano alla riqualificazione dello spazio pubblico, al recupero degli spazi urbani degradati, alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione delle aree paesaggistiche naturali.</p>



<p><strong>Interventi Intorno agli Edifici Scolastici</strong></p>



<p>Gli interventi proposti intorno agli edifici scolastici mirano a trasformare il quartiere. Il Municipio ha espresso la necessità di gestire lo spazio piazza/parcheggio su via Casal del Marmo tra le due scuole del plesso “Pablo Neruda” durante gli orari di ingresso, con la riqualificazione dell’area pubblica interclusa tra la scuola elementare e via Lodolini.</p>



<p><strong>Caratteristiche del Progetto</strong></p>



<p>Il progetto presenta una forte flessibilità funzionale e un facile collegamento tra aree pedonali e carrabili. Deve poter essere un luogo di transito per gli studenti accompagnati dai genitori e dai pullman di servizio, con una funzionalità di sosta e parcheggio in certi orari e area di sosta e gioco negli altri. L’idea è di creare un’area quasi completamente complanare, senza barriere architettoniche, dove le differenze di funzioni sono evidenziate dai cambi di materiale e dissuasori, rispettando la richiesta di inserire il maggior numero di posti auto e mantenendo quanto più possibile aree verdi.</p>



<p><strong>Coinvolgimento dei Cittadini</strong></p>



<p>È fondamentale che i cittadini siano informati e coinvolti. Ci auguriamo che nel mese di novembre prossimo, presso la scuola Neruda, possa esserci una grande assemblea con gli assessori capitolini competenti e i dirigenti del Dipartimento di Urbanistica, affinché le notizie di stampa riguardanti le nuove opere per via Casal del Marmo non rimangano un vuoto annuncio senza seguito.</p>



<p>Ricordiamo che nel 2023 l&#8217;assessore ai lavori pubblici Ornella Segnalini aveva fatto sapere alla stampa che: &#8221; <em>sono stati assegnati ai 15 Municipi di Roma 45 milioni di risorse giubilari per intervenire sulla viabilità minore. È in fase di lancio la relativa gara per accordi quadro&#8221;.</em></p>



<p>Fonte: http://www.urbanistica.comune.roma.it</p>



<p></p>
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		<title>Voragine di Via della Palmarola&#8230;riepilogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 05:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma e le sue periferie]]></category>
		<category><![CDATA[acea]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura]]></category>
		<category><![CDATA[foigne]]></category>
		<category><![CDATA[mentecivica]]></category>
		<category><![CDATA[Municipio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma, 2 ottobre 2024 &#8211; Durante l&#8217;estate si è aperta una voragine di notevoli dimensioni in via della Palmarola, costringendo la polizia locale alla chiusura della <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/voragine-di-via-della-palmarola-riepilogo/" title="Voragine di Via della Palmarola&#8230;riepilogo">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p><strong>Roma, 2 ottobre 2024</strong> &#8211; Durante l&#8217;estate si è aperta una voragine di notevoli dimensioni in via della Palmarola, costringendo la polizia locale alla chiusura della strada e causando disagi significativi ai residenti e ai pendolari. Le forti precipitazioni hanno saturato il terreno, aumentando la pressione sui vecchi tubi delle fogne, che non hanno retto, provocando così il dissesto della strada e  la voragine.                    Il Municipio 14 ha richiesto un intervento da parte di Acea, l’azienda responsabile della gestione delle acque e delle fognature, per risolvere la situazione. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Modifiche alla Viabilità</h3>



<p>E&#8217; stato posizionato un segnale di divieto d’accesso. La strada che scende da via Sedrina è stata chiusa, impedendo il transito verso via della Palmarola. Inoltre, per chi sale, la chiusura è stata effettuata all’altezza di via Segrate, subito dopo la farmacia, lasciando un piccolo spazio per permettere il passaggio delle auto dei residenti fino a poco prima della voragine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Lavori di Riparazione</h3>



<p>Acea è intervenuta iniziando la sostituzione dei tubi danneggiati con nuove condutture più resistenti e spesse. Tuttavia, durante il rinnovo dei primi circa 30 metri lineari di tubature, si sono verificati ulteriori avvallamenti del terreno. Questo ha reso necessario un intervento più esteso, portando Municipio e Acea a operare su una linea di oltre 100 metri per garantire la stabilità e la sicurezza della strada.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Importanza del Rinnovo delle Infrastrutture</h3>



<p>Il rinnovo delle infrastrutture sotterranee, vecchie di mezzo secolo, è indispensabile ed è un investimento sul futuro in tema di sicurezza dei cittadini. Vale la pena ricordare i fatti del 1 luglio scorso in via della Stazione di Ottavia, dove un vecchio tubo del gas sotterraneo ad alta pressione, che stava troppo in superficie rispetto al manto stradale, è scoppiato mettendo in pericolo l’intero isolato ed è stato interrotto il passaggio dei treni. Oggi, la sostituzione di quella rete sotterranea e il rifacimento di 300 metri di strada producono maggiore sicurezza alla viabilità e all’utenza. La chiusura di via della Palmarola causa notevoli disagi alla circolazione, con deviazioni obbligatorie e ritardi per i residenti e i pendolari. Le autorità locali stanno lavorando per minimizzare i tempi dell’impatto sulla viabilità ma il rinnovo di infrastrutture sotterranee fatiscenti rappresenta una necessità improrogabile. </p>



<p>Purtroppo molti cittadini che si trovano a passare in quella zona si limitano a critiche, sfoghi e imprecazioni  automatiche senza soffermarsi su quanto sia delicata e importante la messa a norma e la sicurezza delle strade. La situazione in via della Palmarola evidenzia l’importanza di una manutenzione costante e di infrastrutture resilienti per prevenire simili emergenze in futuro. </p>



<h3 class="wp-block-heading"></h3>
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		<title>Luci e Ombre del Cinema di Ottavia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 19:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma e le sue periferie]]></category>
		<category><![CDATA[cinema ottavia]]></category>
		<category><![CDATA[inaugurazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recentemente, un nuovo cinema con 10 sale ha aperto le sue porte a Ottavia, nella periferia nord di Roma, portando una ventata di novità in <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/luci-e-ombre-del-cinema-di-ottavia/" title="Luci e Ombre del Cinema di Ottavia">[...]</a></p>
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<h3 class="wp-block-heading"><strong>Recentemente, un nuovo cinema con 10 sale ha aperto le sue porte a Ottavia, nella periferia nord di Roma, portando una ventata di novità in un’area carente di biblioteche e centri culturali. </strong></h3>



<p>L’inaugurazione è stata un grande successo, attirando numerosi residenti entusiasti di avere finalmente un luogo dove poter godere di film e eventi culturali senza dover percorrere lunghe distanze.</p>



<p>Tuttavia, a pochi giorni dall’apertura, sui social di quartiere sono emerse alcune critiche: Gli utenti hanno segnalato che, nonostante i prezzi dei biglietti siano medio-alti, gli arredi nelle sale non sono stati rinnovati, creando un contrasto tra il costo dell’esperienza e la qualità percepita. Inoltre, i prodotti del bar interno sono stati giudicati un po’ cari, un aspetto che potrebbe scoraggiare ulteriormente i visitatori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">The Screen Cinemas è un grande Cinema prezioso per la Comunità</h3>



<p>Questo cinema rappresenta una risorsa preziosa per il territorio, offrendo un’opportunità di svago e cultura in un’area che ne ha grande bisogno. Per garantire la sostenibilità economica e il successo a lungo termine, è fondamentale che i gestori prendano provvedimenti per rispondere alle critiche e migliorare l’esperienza complessiva degli spettatori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Proposte per il Futuro</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Innovazione degli Arredi</strong>: Investire nel rinnovamento delle sale per offrire un ambiente più confortevole e moderno, in linea con le aspettative dei clienti.</li>



<li><strong>Revisione dei Prezzi</strong>: Valutare una politica di prezzi più accessibile, sia per i biglietti che per i prodotti del bar, per attrarre un pubblico più ampio.</li>



<li><strong>Collaborazione con il Territorio</strong>: Coinvolgere le agenzie educative e le associazioni di quartiere nella programmazione e nelle politiche di marketing. Questi partner possono essere alleati preziosi per promuovere il cinema e organizzare eventi che rispondano alle esigenze della comunità.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Un’Assemblea per il Futuro</h3>



<p>Per affrontare queste sfide e costruire un rapporto solido con la comunità, si propone di organizzare una grande assemblea con le istituzioni locali, le associazioni e le scuole del territorio. Questo incontro sarà un’occasione per esporre la visione a lungo termine del cinema, discutere delle politiche organizzative e di marketing, e ascoltare idee e proposte provenienti dalla comunità.</p>



<p>Un dialogo aperto e costruttivo può portare a soluzioni innovative e condivise, garantendo che il cinema diventi un punto di riferimento culturale e sociale per la periferia nord di Roma, per l&#8217;hinterland metropolitano e per i comuni viciniori.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Incinta a 14 anni e non sapere di chi&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 05:28:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma e le sue periferie]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[challenge]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[romanord]]></category>
		<category><![CDATA[sex roulette]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, le “challenge sessuali” sono diventate un fenomeno preoccupante tra gli adolescenti, specialmente nelle periferie urbane.&#160; Queste sfide, spesso promosse sui social media, <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/incinta-a-14-anni-e-non-sapere-di-chi/" title="Incinta a 14 anni e non sapere di chi&#8230;">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni, le “challenge sessuali” sono diventate un fenomeno preoccupante tra gli adolescenti, specialmente nelle periferie urbane.&nbsp;</p>



<p>Queste sfide, spesso promosse sui social media, coinvolgono comportamenti estremamente rischiosi, come rapporti sessuali non protetti con sconosciuti, mettendo a rischio la salute fisica e mentale dei giovani.</p>



<p><strong>I Rischi delle Challenge Sessuali</strong>, come la “sex roulette” e il “Calippo tour”, espongono gli adolescenti a gravi pericoli, tra cui gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili. Come funziona la sex roulette? La sex roulette può essere tradotta con roulette del sesso e coinvolge ragazzi, spesso giovanissimi, che a turno fanno sesso tra di loro col volto coperto senza alcuna protezione. Chi perde? Chi rimane incinta, ma il “gioco” presenta variabili sempre più scioccanti.<br>I medici osservano che, a parte l’Hiv, c’è il rischio di contrarre altre malattie sessualmente trasmissibili come la gonorrea e la sifilide, senza considerare il rischio di gravidanze indesiderate che spesso finiscono con un aborto e un trauma per la ragazza. Questi comportamenti sono spesso il risultato di una mancanza di educazione sessuale adeguata e di un bisogno di accettazione sociale e visibilità online.</p>



<p><strong>Le Famiglie e le Scuole</strong> giocano un ruolo cruciale nella prevenzione di questi comportamenti. È fondamentale che i genitori parlino apertamente con i loro figli riguardo ai rischi associati a queste sfide e promuovano un dialogo continuo e sincero. Le scuole, dal canto loro, devono implementare programmi di educazione sessuale che non solo informino sui rischi fisici, ma anche su quelli emotivi e psicologici.</p>



<p><strong>Gli enti locali, le Scuole e le associazioni di quartiere</strong> possono fare molto per contrastare questo fenomeno. E&#8217; essenziale creare una rete di supporto che coinvolga tutti gli attori in progetti sociali che offrano spazi sicuri e attività ricreative che possano aiutare a distogliere l’attenzione dei giovani da queste sfide pericolose fornendo alternative positive e costruttive</p>



<p>Ecco alcune azioni concrete che possono essere intraprese:  </p>



<p><strong>Campagne di Sensibilizzazione</strong>: Organizzare incontri informativi e workshop per genitori e adolescenti sui rischi delle challenge sessuali.</p>



<p><strong>Programmi di Educazione Sessuale</strong>: Implementare corsi nelle scuole che trattino non solo gli aspetti biologici, ma anche quelli emotivi e relazionali.</p>



<p><strong>Spazi Ricreativi Sicuri</strong>: Creare e promuovere spazi dove i giovani possano incontrarsi e partecipare ad attività costruttive.</p>



<p><strong>Supporto Psicologico</strong>: Offrire servizi di consulenza e supporto psicologico per gli adolescenti e le loro famiglie.</p>



<p>Affrontare il fenomeno delle challenge sessuali richiede un impegno collettivo e coordinato. Attraverso la collaborazione tra famiglie, scuole, enti locali e associazioni di quartiere possiamo creare un ambiente sicuro e protettivo per i nostri giovani, prevenendo i gravi rischi associati a queste pericolose tendenze.</p>



<p>Fonti: <a href="http://orizzontescuola.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">orizzontescuola.it</a>   <a href="http://metropolitano.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">metropolitano.it</a>  <a href="http://tag24.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tag24.it</a>  <a href="http://minori.gov.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">minori.gov.it</a> <a href="http://comune.roma.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comune.roma.it</a> <a href="http://acri.it">acri.it</a></p>
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		<item>
		<title>Ottavia e l&#8217;Anfiteatro del Gulliver incompiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 05:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma e le sue periferie]]></category>
		<category><![CDATA[anfiteatro ottavia]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<category><![CDATA[Cecera]]></category>
		<category><![CDATA[giunta]]></category>
		<category><![CDATA[gulliver]]></category>
		<category><![CDATA[Raggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma nord e l&#8217;immobilismo nella gestione delle opere pubbliche Tutto il versante nord ovest di Roma risente di opere programmate ma mai realizzate: Bretella di <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/3048-2/" title="Ottavia e l&#8217;Anfiteatro del Gulliver incompiuto">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/3048-2/">Ottavia e l&#8217;Anfiteatro del Gulliver incompiuto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Roma nord e l&#8217;immobilismo nella gestione delle opere pubbliche</h2>



<div class="wp-block-cover has-background-dim" style="background-image:url(https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/09/anfiteatrogull-1.jpg)"><div class="wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center has-large-font-size"></p>
</div></div>



<p>Tutto il versante nord ovest di Roma risente di opere programmate ma mai realizzate: Bretella di via Cremolino, interramento degli elettrodotti, rotatoria di via Panizzi, collegamento Sperani Casorezzo, Trionfale Bis, Torrevecchia bis, Materna bis,  bretellina via Vaccari scuola Besso, Scuola materna dietro la Pablo Neruda. </p>



<p>Anche questo anfiteatro dietro il Gulliver è un&#8217;opera incompiuta. </p>



<p>Abbiamo chiesto all&#8217;ex assessore ai lavori pubblici della giunta municipale precedente, <strong>Alessio Cecera</strong> di spiegarci la storia di questa opera:</p>



<p><em>Una storia molto complessa quella del centro commerciale (che innanzitutto non è un centro commerciale ma un condominio di negozi privati quindi senza gestione unitaria. L&#8217;ultima gestione unitaria del costruttore risale ai primi del 2000 con un cda e un direttore del centro (quando ero direttore della sala Bingo del secondo piano nel 2001 la proprietà era già in uscita). La vicenda è legata alla Convenzione commerciale adiacente al pdz 84 &#8220;lucchina&#8221;. La società Di Veroli realizzò la superficie commerciale in due step (ala nord e ala sud dove c&#8217;è il cinema). Ogni cubatura prevedeva degli standard (stabiliti dal DM 1444) urbanistici necessari per consentire l&#8217;apertur</em>a. <em>Come spesso accade, gli standard furono realizzati poiché propedeutici all&#8217;apertura del centro mentre le opere a s computo degli oneri (ovvero quelle previste nella Convenzione integrativa urbanistica all&#8217;atto del rilascio del titolo a costruire) venivano fatti a completamento della </em>str<em>uttura (questa norma fu modificata con il sindaco Marino che varò il nuovo schema di Convenzione urbanistica prevedendo la realizzazione delle opere contestualmente alla costruzione). Ritornando alle opere integrative a scomputo del Gulliver: le più importanti erano per l&#8217;appunto l&#8217;agorà rappresentato in foto quale spazio pubblico, due parcheggi interrati adiacenti ad uso pubblico e l&#8217;interramento del fosso della lucchina (che passava in via Luisa spagnoli, poi sotto il Gulliver ed infine riesce all&#8217;esterno di via Cesira fiori accanto alle giostre per continuare nella campagna ed immettersi a via linerolo nel fosso del santo Spirito). Mentre il fosso fu intubato (sigh) per esigenze costruttive, le prime due opere pubbliche furono abbozzate e mai consegnate per il fallimento intercorso della società costruttrice che lasciò tutto nelle mani dell&#8217;Autorità giudiziaria che interviene (come in tutte le le procedure fallimentari) in luogo delle amministrazioni pubbliche. Ciò perché le opere non furono ne ultimate ne collaudate pertanto non acquisite. La storia della gru e dei parcheggi (che denunciai e portai sui giornali anni fa) seguono lo stesso iter. Il comune ha avviato anni fa l&#8217;iter di escussione delle fideiussione del costruttore per ultimare i lavori incompiuti, ma l&#8217;iter è ancora impantanato nelle pastoie procedimentali. Quello che il comune può fare (e che l&#8217;amministrazione Raggi non ha fatto a differenza dell&#8217;amministrazione Marino che fu l&#8217;unica che smosse le carte per attenzionare al giudice fallimentare lo stato di degrado dell&#8217;area) è rilanciare un progetto di rigenerazione urbana sull&#8217;area esterna concordandone gli interventi possibili e minimi con chi detiene la custodia giudiziaria delle aree poste sotto sequestro.<br>Appena possibile, recupererò a disposizione dei cittadini, la documentazione audiovideo degli interventi su organi di stampa che abbiamo fatto in passato.&#8221;</em></p>



<p><strong>Renza Ricci</strong>, cittadina attiva del quartiere ed ex consigliera municipale oltre un decennio fa, interviene durante l&#8217;intervista al consigliere Cecera aggiundendo quanto segue:  <em>&#8220;..complesso, come tutto in città. Però da risolvere. Quando l&#8217;attenzione politica è pressante, i nodi si sciolgono. Se le priorità sono altre e si lascia fare ai tempi della burocrazia allora non se ne esce. Ammesso che le opere pubbliche non furono completate da chi di dovere… cioè quegli imprenditori a cui fu concessa (da chi?) quell&#8217;area si comportarono come dei farabutti… bisognava intervenire per tempo.<br>Comunque, ai cittadini delle pastoie procedimentali importa il giusto.<br>L&#8217; Amministrazione dovrebbe sottoporre al giudice fallimentare (che detiene in custodia giudiziaria l&#8217;area dove sarebbe dovuta nascere la nostra Agorà) lo stato in cui versa quell&#8217;area, pretendere una decisione urgente e non più rinviabile, rilanciare un progetto serio di rigenerazione urbana di quelle aree. Servono tanti soldi, da mettere in bilancio, perché &#8211; diciamocelo &#8211; ormai &#8220;quelli&#8221; non esistono più e tutti sappiamo che il giudice fallimentare ha fallito (scusate il calembour). Quell&#8217;area va restituita alla Città. Il Comune molli la presa, i soldi dagli &#8220;imprenditori&#8221; per finire i lavori non li avremo mai. Si trovi il modo di prendere quell&#8217;area in carico. Difficile, impossibile? Se riteniamo accettabile che in un Paese civile passino decenni per questioni burocratiche allora io mi arrendo.</em></p>



<p>Conclude e replica <strong>Alessio Cecera</strong>:  <em>In realtà va specificata meglio: fino al 2017 l&#8217;amministrazione aveva le mani legate (ma non per le volontà politiche o per i fondi) ma per mancanza di strumenti di intervento. Nel 2017 appunto la Regione ha approvato la legge 7/17 denominata di rigenerazione urbana che consente alle amministrazioni comunali alcune deroghe per riqualificare le aree come quelle. Questa è la maggior critica e responsabilità all&#8217;amministrazione Raggi. A differenza dei suoi predecessori ha oggi uno strumento rivoluzionario per poter intervenire in aree pubbliche come quelle e non lo utilizza per una sua opposizione ideologica allo strumento attuativo previsto dalla legge regionale. Ricordo infatti che dal 2017 nessun progetto di rigenerazione urbana è stato definito dalla Raggi a differenza degli altri comuni del Lazio (come Guidonia ad esempio) che ne hanno presentati di molto complessi e molto belli (come quello per il recupero dell&#8217;ex impianto di cementi). Quindi finalizzare gli interventi oggi si può (a differenza di prima) e non è stato fatto.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/3048-2/">Ottavia e l&#8217;Anfiteatro del Gulliver incompiuto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>La leucemia di un bimbo boliviano accolto nel quartiere di Ottavia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2020 19:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma e le sue periferie]]></category>
		<category><![CDATA[ancelle incarnazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambin Gesù]]></category>
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		<category><![CDATA[jamil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cuore generoso della borgata Ottavia è stato grande fin dagli albori grazie all&#8217;opera di Padre Primo Fiocchi dell&#8217;Ordine dei Padri Camilliani che diede vita <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/la-leucemia-jamil-cuore-generoso-ottavia/" title="La leucemia di un bimbo boliviano accolto nel quartiere di Ottavia">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il cuore generoso della borgata Ottavia è stato grande fin dagli albori grazie all&#8217;opera di Padre Primo Fiocchi dell&#8217;Ordine dei Padri Camilliani che diede vita negli anni &#8216; 50 al centro di accoglienza di Villa Primavera per ospitare i pazienti post tubercolotici dimessi dall&#8217;ospedale Forlanini e rifiutati dalle famiglie.<br />
Le suore ancelle dell&#8217;incarnazione hanno portato avanti per mezzo secolo l&#8217;opera di accoglienza di persone fragili trasformando il centro sanatorio in casa di Riposo per anziani fragili e fondando la Clinica Salus, diventato distaccamento dell&#8217;ospedale San Filippo Neri, laboratorio di analisi e sito residenziale di riabilitazione.<br />
Persino nei mesi scorsi, in tempo di coronavirus, la parte alberghiera di Villa Primavera che si affaccia su via Trevignano è stata luogo di quarantena per alcune decine di persone positive al Covid 19 che avevano problemi abitativi.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-2999" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/06/compleajam.png" alt="compleajam" width="182" height="270" />Ma nella bella narrazione storica del cuore generoso di Ottavia non possiamo non citare l&#8217;accoglienza che le suore &#8220;Ancelle dell&#8217;Incarnazione&#8221; hanno riservato dal mese di dicembre scorso a Jamil, un bimbo boliviano di 5 anni malato di leucemia, e ad Alessandra, la sua mamma.<br />
Jamil è venuto in Italia  dalla Bolivia accolto con amore nel quartiere di Ottavia.<br />
Viene accompagnato periodicamente dalla sua mamma all&#8217;ospedale Bambin Gesù per sottoporsi al trattamento terapeutico con il quale i medici tentano di salvargli la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludiamo con le parole di Suor Bruna: &#8220;<em>E&#8217; un bambino sensibile, intelligente e tanto caro e vederlo soffrire fa male al cuore. Ormai fa parte della nostra famiglia e e preghiamo il Signore che lo guarisca&#8221;.</em></p>
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		<title>Il miracolo di Roma, perché meno decessi del 2019?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 10:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma e le sue periferie]]></category>
		<category><![CDATA[decessi]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[marzo 2020]]></category>
		<category><![CDATA[mortalità]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mese di marzo 2020 è stata una tragedia epocale nelle regioni e città italiane, specialmente nelle province lombarde dove si sono registrati aumenti impressionanti <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/roma-miracolo-meno-decessi-rispetto-al-2019/" title="Il miracolo di Roma, perché meno decessi del 2019?">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/roma-miracolo-meno-decessi-rispetto-al-2019/">Il miracolo di Roma, perché meno decessi del 2019?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il mese di marzo 2020 è stata una tragedia epocale nelle regioni e città italiane, specialmente nelle province lombarde dove si sono registrati aumenti impressionanti della mortalità fino a oltre il 500% rispetto al mese di marzo dell&#8217;anno precedente.<br />
Non è stato così per la città di Roma che, nel mese di marzo, ha registrato una sensibile diminuzione della mortalità rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno 2019. Anzi marzo 2020 fa segnare un -9,4% rispetto alla mortalità media degli ultimi 5 anni: 3.757 morti quest’anno, 4.121 in media (dati Istat)<br />
Cosa può essere accaduto? Come si può spiegare una controtendenza così vistosa?<br />
Possiamo ben dire che ad oggi la cosiddetta<em> città eterna, </em>capitale europea e capitale mondiale della cristianità, è stata sempre risparmiata dalle grandi calamità naturali che hanno colpito, invece, tanti altri centri urbani della penisola.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-2987" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/05/Roma2federici-300x251.png" alt="Roma2federici" width="300" height="251" />Secondo racconti leggendari Romolo e Remo, nel progetto di costruzione di Roma, avrebbero assoldato una equìpe di esperti dell&#8217;epoca per studiare sia la posizione rispetto a mare, colline e rilievi montuosi, sia l&#8217;esposizione ai venti.<br />
Poi esiste la parte leggendaria di tipo religioso che vede, come eterna e intramontabile, la città dove risiede il più altro rappresentante della Chiesa.<br />
Ma la Roma del terzo millennio è purtroppo una metropoli che è stata sfregiata dal traffico, dalla cementificazione, da inquinamento vario e polveri sottili, da una Sanità tagliata e sempre meno pubblica e da un welfare orientato sempre più alle logiche del risparmio.<br />
Ritmi frenetici, mezzi pubblici e strade caotiche, aria inquinata, ambienti di lavoro mal gestiti e non sempre a misura d&#8217;uomo hanno diffuso conflitti domestici e lavorativi, infortuni, cattive abitudini alimentari, disturbi psicomatici, disturbi del sonno, malattie polmonari.<br />
Energie negative che, come o peggio di un virus, si diffondono dai luoghi di lavoro, dagli uffici pubblici si portano a casa contagiando familiari, amici e conoscenti, magari con un rapporto di infettività R3: ogni persona stressata porta malessere psicofisico ad altre 3 persone e così via.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-2988" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/05/Romafocus-300x195.png" alt="Romafocus" width="300" height="195" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/05/Romafocus-300x195.png 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/05/Romafocus.png 569w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Questo contagio di vita insana si è interrotto a marzo 2020 con il lockdown e la quiete generale, nonostante il disagio della clausura, ha portato i grandi vantaggi dell&#8217;azzeramento degli stress: quelli del pendolarismo, quelli di mezzi pubblici e stazioni non adeguatamente igienizzate e climatizzate, quelli di infortuni, quelli derivanti dai conflitti negli ambienti di lavoro, negli uffici pubblici, nei condominii..<br />
Un&#8217;oasi di relativa pace, con abitudini alimentari più sani che, probabilmente, avrebbe allungato la vita nella capitale portando ritmi più lenti, energie positive, maggiore vivibilità, maggiore salute psichica e fisica.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ragionamento ci porta paradossalmente a ipotizzare che, nella città di Roma, la chiusura per pandemia potrebbe aver diminuito il tasso di mortalità generale e che una qualità della vita compromessa da tutti i fattori sopra elencati potrebbe, nell&#8217;ordinario, essere causa di un numero di decessi almeno pari, se non superiore, a quanti ne può provocare un virus pandemico.</p>
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		<title>L&#8217;attore filosofo Alessandro Gelain in diretta domenica da Roma Ottavia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 18:03:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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		<category><![CDATA[audiolibri]]></category>
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		<category><![CDATA[quadrifarmaco di epicuro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I 5 assiomi della comunicazione, &#8220;Il Quadrifarmaco di Epicuro&#8220;, la Psicologia che fa bene... Saranno questi i temi della trasmissione di domenica pomeriggio 26 aprile <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/diretta-live-lattore-filosofo-alessandro-gelain/" title="L&#8217;attore filosofo Alessandro Gelain in diretta domenica da Roma Ottavia">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/diretta-live-lattore-filosofo-alessandro-gelain/">L&#8217;attore filosofo Alessandro Gelain in diretta domenica da Roma Ottavia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I 5 assiomi della comunicazione</em>, &#8220;<em>Il Quadrifarmaco di Epicuro</em>&#8220;, <em>la Psicologia che fa bene.</em>..</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno questi i temi della trasmissione di domenica pomeriggio <em>26 aprile 2020 alle ore 18.00</em> con l<strong>&#8216;illustre filosofo attore  pluripremiato Alessandro Gelain</strong>, insegnante di filosofia, psicologia e scienze umane  e attivissimo youtuber (<a href="https://www.youtube.com/channel/UC0h_J0TOqTb9HMepaMYhwjg" target="_blank">link al suo canale</a>).<br />
Il prof. Gelain sarà in diretta live sul gruppo pubblico &#8220;<a href="https://www.facebook.com/groups/1527228003998923/" target="_blank"><em>SEI DI OTTAVIA Senza se</em></a>&#8221; e sul gruppo &#8220;<a href="https://www.facebook.com/groups/supplentidellascuola/" target="_blank"><em>Personale della Scuola per la qualità e dignità del lavoro</em></a>&#8220;.<br />
Nel teatro dal 1984, è stato vincitore di 4 premi come migliore attore in Festivals nazionali.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-2963" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/copertinagelain-300x169.jpg" alt="copertinagelain" width="300" height="169" srcset="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/copertinagelain-300x169.jpg 300w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/copertinagelain-768x432.jpg 768w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/copertinagelain-1024x576.jpg 1024w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/copertinagelain-678x381.jpg 678w, https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/copertinagelain.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il suo podcast &#8220;<em>Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico</em>&#8221; è risultato primo nella categoria &#8220;<em>Filosofia</em>&#8221; in Italia. E terzo podcast in Italia nella categoria &#8220;<em>Società e cultura</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Agli inizi del suo percorso professionale è stato attore educatore presso il Convitto per Sordi &#8220;A. Magarotto&#8221; di Padova per 13 anni. Ha collaborato con <a href="http://www.vascomirandola.it/curriculum.html" target="_blank">Vasco Mirandola</a> all&#8217;allestimento dello spettacolo presentato dai ragazzi audiolesi &#8220;A me frega niente&#8221;.<br />
Ha collaborato col Centro Sperimentale di Cinematografia di Padova in qualità di doppiatore e voce fuori campo per documentari.<br />
Attualmente insegna presso IIS Masotto di Noventa vicentina.</p>
<p>Nel suo lavoro con gli studenti si definisce &#8220;portatore di dubbi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2962" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/gelain-300x300.jpg" alt="gelain" width="300" height="300" />Ha accettato l&#8217;invito del circolo letterario &#8220;Caffè Philo-Creativo&#8221; di Ottavia di essere virtualmente negli studi &#8220;televisivi&#8221; della periferia di Roma nord, a disposizione dei cittadini e famiglie della capitale, di docenti e studenti, per condividere le sue preziose esperienze, conoscenze e riflessioni sui meccanismi della comunicazione e sulle modalità di mantenersi in salute nonostante i tempi difficili come quelli che stiamo attraversando.</p>
<p style="text-align: justify;">Il professor Gelain ci condurrà in un interessante percorso che potrà far acquisire nuova consapevolezza nei rapporti tra le persone, nelle relazioni familiari e lavorative tracciando una sorta di sentiero che conduce ad una &#8220;buona vita&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrà intervenire in diretta, sia entrando in studio, sia facendo domande sul commentario del gruppo facebook.</p>
<p><strong>Appuntamento quindi <span style="text-decoration: underline;">domenica 26 aprile ore 18.00</span></strong> su questi due link:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">&#8220;<a style="color: #000000;" href="https://www.facebook.com/groups/1527228003998923/" target="_blank">SEI DI OTTAVIA SEnza se</a>&#8220;</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"> &#8220;<a style="color: #000000;" href="https://www.facebook.com/groups/supplentidellascuola/" target="_blank">Personale della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/diretta-live-lattore-filosofo-alessandro-gelain/">L&#8217;attore filosofo Alessandro Gelain in diretta domenica da Roma Ottavia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
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		<title>Presentare libri ai tempi del covid si può!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Ciardulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 10:36:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica, Informazione e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bialetti]]></category>
		<category><![CDATA[Billi]]></category>
		<category><![CDATA[Borghi]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Fanti]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Laura Annibali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non era il circuito &#8220;privilegiato&#8221; di uno studio televisivo nazionale, non c&#8217;erano mezzi e software a pagamento, né professionisti vip della comunicazione, non si trattava <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ciardullidomenico.it/presentare-libri-ai-tempi-del-covid/" title="Presentare libri ai tempi del covid si può!">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ciardullidomenico.it/presentare-libri-ai-tempi-del-covid/">Presentare libri ai tempi del covid si può!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ciardullidomenico.it">Portale dei Diritti e del Lavoro Sociale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non era il circuito &#8220;privilegiato&#8221; di uno studio televisivo nazionale, non c&#8217;erano mezzi e software a pagamento, né professionisti vip della comunicazione, non si trattava di un prodotto editoriale messo in circolo da una &#8220;mega&#8221; casa editrice.<br />
E nemmeno, vista la situazione di crisi, avremmo potuto presentare il libro nella sala di una biblioteca municipale o sul palco di un teatro cittadino.<br />
Il libro &#8220;<em><strong>Donne da sfogliare</strong> le vite singolari di due attiviste lesbiche italiane</em>&#8221; è stato presentato da una casa della periferia di Roma nord in diretta live con &#8220;stream yard&#8221; gratuito, sulla piattaforma facebook &#8220;<em>SEI DI OTTAVIA SEnza se</em>&#8221; e rilanciato, tramite tablet, su due altri gruppi della Scuola e del Lavoro sociale.<br />
Collegamenti di una delle due autrici da Genova e spettatori da altre città italiane.<br />
Difetti tecnici? Si! Non c&#8217;è stata completa disinvoltura davanti alla telecamera? Si, può essere.<br />
Ma si sono realizzati, grazie alla regia di Raffaele e Valeria, 90 minuti di dibattito interessante su un bel libro.<br />
La presentazione si può seguire in differita <a href="https://m.facebook.com/groups/1527228003998923?view=permalink&amp;id=2785353408186370" target="_blank">cliccando su questo link</a> ma, soprattutto, si può ancora commentare tramite riflessioni sia su facebook, sia, per chi lo volesse, tramite commenti da inserire sotto questo articolo.<br />
Sono arrivati diversi contributi postumi interessanti sul gruppo letterario del &#8220;Caffè Philo-Creativo di Ottavia&#8221;, quello di Giovanna sull&#8217;uso di nuove terminologie, le repliche di Lia, Marina, Fulvia&#8230; ma vogliamo riportare qui, come stimolo alla prosecuzione del dibattito e a beneficio di tutte e tutti gli interessati all&#8217;argomento, la lettera scritta di notte, dopo la trasmissione, dal prof.  Emanuele Fanti, docente di un istituto superiore di Roma Montemario.<br />
<strong>La riportiamo integralmente</strong> per non intaccarne minimamente i concetti e significati che ha voluto esprimere:</p>
<p style="text-align: left;"><em>                                                                                                                18 Aprile 2020</em><br />
<em><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2948" src="https://www.ciardullidomenico.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/emanuelefanti-150x150.jpg" alt="emanuelefanti" width="150" height="150" />Carissimo Domenico,</em><br />
<em>qui a ringraziarti per l’invito e l’ospitalità all’ incontro di ieri. Come ha detto qualcuno, siamo in un momento in cui le ore non passano mai e le settimane volano via. In un momento in cui si comprende l’importanza della solitudine e durante il quale molti patiscono l’effetto dell’isolamento. E avere occasioni come quella che hai proposto contribuisce a farci sentire vicini e ad approfondire temi fondanti della nostra esistenza, e a volte ci solletica il “dialogo interiore” (evviva le emozioni). Come dice il caro Raffaele “Grazie Mimmo… che dai l’anima per portare nelle nostre case cultura e crescita personale”.</em><br />
<em>Quando giorni fa mi hai detto che ci sarebbe stato un incontro con le autrici del libro “Donne da sfogliare” per me è stata una gradita sorpresa. Ancor più quando mi hai chiesto di intervenire con qualche mio contributo, con qualche mia domanda. Certo, poi non è andata come previsto. Ho provato più volte a collegarmi all’incontro con StreamYard usando il PC, con grossi problemi. </em><em>Ho seguito quasi per intero la presentazione del libro e i vari interventi grazie allo smartphone, ma con la telecamera che non si inseriva correttamente. Quando ormai avevo perso le speranze, mi hai catapultato nella stanza, fra gli ospiti. Non me lo aspettavo, tant’è che mi son reso conto di essere tra voi vedendomi piccolo sullo schermo con le mani sulla testa e alquanto “sbragato”. In quel momento avrei voluto raccontare delle mie esperienze e colloquiare con le autrici e mi avrebbe fatto piacere, come da tuo invito, poter dare un mio contributo. Sapevo che la diretta non sarebbe andata avanti per molto ma quando mi hai detto che avevo a disposizione qualche minuto forse mi son fatto prendere la mano. Penso di aver commesso l’errore di concentrare troppi argomenti in breve tempo e sarà pur vero che le ore non passano mai ma a volte i minuti, come le settimane, volano via.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Torneremo sull’argomento del libro. Come ben sai ci sono questioni che seguo da anni e non mi riferisco all’omosessualità o al “lesbismo” ma all’uso sessista della lingua italiana da parte di persone che con il “maschile” tentano di dare più legittimità a… a non so che. Il bello è che spesso nella vita mi son trovato a prendere le difese delle donne da altre donne e qui non scendo nel dettaglio, ti ho già raccontato alcuni episodi.</em><br />
<em>Devo dire caro Mimmus, che mi sono piaciuti gli interventi delle autrici, dirette e spontanee e chiare nella trattazione dei vari temi. Non ho ancora letto il libro ma come ho detto nel mio intervento, sono andato sulla rete a “sfogliare” le due protagoniste. Mi è piaciuta molto Maria Laura Annibali (quasi omonima di Maria Luisa Annibali, la donna sfigurata con acido solforico da Luca Varani). Maria Laura, una donna nata in un ambiente culturale e sociale tranquillo, cattolico e rigido, in una famiglia clerical/fascista come da lei stessa dichiarato. Una donna vissuta in un continuo mettersi in gioco e sempre pronta a raggiungere i suoi obiettivi ma col fardello di una società ipocrita sulle spalle (“Quanto era importante non farmi scoprire”, “Meglio mignotta che lesbica”). Sono frasi che ho preso da You Tube, da un video dove Maria Laura si racconta e nel quale mostra la sua tenerezza, la sua umanità. Quasi da innamorarsi e, per dirla come lei: ci s’innamora della persona e non del sesso. Che dire poi di Edda Billi, una persona che conia nuovi termini come “Donnità”, una combattente per i Diritti Civili e che dà grande importanza al significato delle parole e all’uso appropriato del linguaggio? Mi vien da pensare a Edda che entra nella Casa internazionale delle donne per occuparsi di politica (ovviamente accolta a braccia aperte) e mi vien da sorridere al pensiero del mio casuale ingresso in quello stesso luogo quando fui fulminato dallo sguardo di acerrime guerriere (forse giustamente in quel periodo, tanti anni fa).</em><br />
<em>Caro Mimmus, è ora che io vada, mi attendono le faccende domestiche ma soprattutto i fiori sul terrazzo. Solo una cortesia, manda i miei saluti ad Alessandra Bialetti e Lidia Borghi e ringraziale per la piacevole compagnia.</em><br />
<em>Ciao, Emanuele</em></p>
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