Virginia Raggi e le insidie del ballottaggio

Nell’esprimere le congratulazioni alla candidata del M5S per il brillante risultato elettorale al primo turno,  è opportuno non dimenticare quanto è accaduto a Roma in questi ultimi 5 anni.

C’era talmente polvere sotto il tappeto, accumulata in decenni di malgoverno della città, tanto che una folata di vento, proveniente da Piazzale Clodio, ha sollevato il tappeto e una nuvola di polvere si è diretta dal Campidoglio verso Regina Coeli.

Quindi Roma ha una sua peculiarità. Non è paragonabile alla governabilità di Parma o di Civitavecchia o di Livorno. Ci sono appetiti mafiosi e criminali ben radicati nella città eterna, in alcuni casi collegati a ‘ndrine e camorre, come si rileva nelle inchieste giudiziarie riferite ad appalti pubblici e ad attività alberghiere, commerciali e artigianali.

raggiOccorre anche non sottovalutare il fatto che a Roma nel mese di ottobre 2015 ha fatto capolino il cosiddetto “Partito della Nazione” (Pd+Marchini+un pezzo di centrodestra), una maggioranza apparentemente spuria e collegata a Palazzo Chigi, che in Campidoglio è riuscita a destituire, con un notaio, un sindaco eletto dai cittadini.

Quel “Partito della Nazione” potrebbe essere ancora capace di coalizzarsi e organizzarsi per il secondo turno del voto oppure potrebbe tessere la tela per programmare, a distanza di un anno, una seconda caduta anticipata del sindaco che uscirà dalle urne il 19 giugno 2016.

Contestualmente, le varie lobbies del cemento, della monnezza, del commercio, i gangli dirigenziali corrotti nei vari dipartimenti e nelle sedi periferiche municipali probabilmente si riorganizzeranno per impedire la destabilizzazione sostanziale degli assetti di potere.

Chi vorrà portare un governo di vero cambiamento della città dovrà convincere i cittadini elettori che non basta una scheda nell’urna a modificare lo status quo, ma che occorre anche un impegno quotidiano di ognuno per la difesa del bene comune. E soprattutto dovrà far cadere ogni “spirito di tifoseria” per includere e abbracciare le varie anime della città, senza prevaricazioni, evitando ciò che i partiti hanno sempre fatto degenerando in clientelismi e lottizzazioni.

Riuscirà a svoltare con successo quel Sindaco di Roma che sarà capace di instaurare una nuova sintonia tra eletto ed elettore: non più delega fiduciaria passiva ma un processo continuo di  governo partecipato, un feedback sempre acceso di coinvolgimento reciproco nel risolvere i problemi dei territori e migliorare la qualità della vita.

Occorrerebbe essere pronti a “fare le barricate” per difendere la scelta dei cittadini da tutte le potenziali insidie che vari burattinai “istituzionali” e/o massoni metteranno in atto per tradire la volontà dei cittadini continuando a prediligere interessi di grandi e piccole lobbies rispetto agli interessi generali della città.

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Blogger autodidatta, Educatore Professionale con Laurea Magistrale in Management del Servizio Sociale a Indirizzo Formativo Europeo; Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Profilo corrente: Ata nella Scuola Pubblica. Inserito nelle Graduatorie d'Istituto 3a fascia per l'insegnamento di "Filosofia e Scienze Umane"

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